Sulla graticola

Quando la Chiesa si fa male da sola

Non gli è bastata la figuraccia per l’indulgenza verso i lefebvriani, per il satanico vescovo Williamson in particolare: su cui in ritardo, e non certo parlando e agendo ad opera d’arte, ha messo una pezza:che ha ottenuto di abbassare il volume delle polemiche delle comunità ebraiche ma non le ha fatte rientrare del tutto. Ora, a testa bassa, con pervicacia teutonica, Benedetto XVI è tornato ad autocoinvolgersi in situazioni che non fanno bene né al prestigio della Chiesa Cattolica né al suo personale. L’ha fatto con la veemente, indignata condanna dell’eutanasia pronunciata, in occasione dell’”Angelus”domenicale, proprio nel momento in cui, su questo argomento, per il Papa e la Chiesa cattolica il silenzio sarebbe stato d’oro: dato che il giorno prima il Presidente della Corte d’Appello di Milano aveva ricordato che il caso di Eluana Englaro -il caso che chiaramente ha ispirato l’intervento del Pontefice- è chiuso e risolto definitivamente dalle sentenze:della Corte d’Appello di Milano,della Cassazione e del Tar della Lombardia. Certo la Chiesa ha i suoi principi, il Papa ha il dovere di difenderli e di esaltarli. Ma Benedetto XVI dovrebbe capire che non può, per questo, di fatto contestare la legittimità degli atti della magistratura italiana e a maggior ragione se lo fa con forme anche poco corrette,visto che quello di Eluana Englaro più che un caso di eutanasia sarebbe un caso di pietosa conclusione di uno stato di vita puramente vegetativa in atto da diciassette anni.Noi non vogliamo ergerci a paladini né del buon nome né della buona salute di Santa Madre Chiesa.Cercando di entrare nel ruolo di osservatori il più possibile obiettivi ci sembra però che con queste uscite il Papa e il Vaticano si facciano male da soli mettendosi su un piano in cui rischiano di trovarsi vicini al ministro Sacconi che ha sottoposto una clinica di Udine a un vero e proprio ricatto per indurla a non ospitare Eluana per l’ultimo viaggio e a Maurizio Gasparri che ha risposto agli argomenti del Presidente della Corte d’Appello di Milano con una raffica d’insulti e di minacce.

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feb  09
2
alle 07:57
da mariopinzauti


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