Rutelli e l’Alleanza
Credo, anzi ne sono sicuro, che l’uscita di Rutelli dal PD debba essere analizzata in modo più approfondito e meno giornalistico. Alleanza per l’Italia, il suo nuovo partito, si porta dentro alcuni “pezzi pregiati” del PD come Linda Lanzillotta su tutti. Per quanto io personalmente sia propenso a pensare tutto il male possibile di “cicciobello”, per le sue giravolte, per i suoi cambi di rotta, per le sue conversioni sulla via di Damasco, per la sua straordinaria capacità di apparire e la totale assenza di essere, temo però che questa volta l’animale politico abbia fiutato l’odore di muffa e di stantio che emana dal nuovo Partito Democratico di PierLuigi Bersani. Le primarie, dice la Lanzillotta e io condivido appieno, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d’approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità – aggiunge – ha bisogno che qualcuno rappresenti l’altro pezzo della cultura riformista. Ebbene, questo è il punto: Stato liberale, cultura riformista. La paura di scegliere strade ancora non praticate, la mancanza di coraggio verso il modello indicato da Veltroni, hanno fatto si che ci rivolgesse al rassicurante Bersani che rappresenta il “noto” , il vecchio modo di fare politica.
E oggi vedo con chiarezza che anche la Bindi, Letta, la Finocchiaro( tanto per fare solo qualche nome) sono preda e vittime della loro formazione culturale. D’altra parte anche Berlusconi è figlio di una vecchissima politica e solo quella conosce: paura, corruzione, populismo,intimidazione. In questo clima di regressione, di timori, il paese reale non ha più il coraggio di guardare avanti e cerca sicuri approdi. Vedi ad esempio il trionfo di popolarità di Brunetta per i suoi vuoti slogan contro i fannulloni o i battimani per la ” grande riforma” Gelmini per la scuola elementare ( riduzione degli insegnanti, ritorno al grembiule e voto in condotta). Ritorno all’antico, al già vissuto. Consolatorio e rassicurante. La crisi non fa sconti e ogni giorno morde più profonda. Allora l’animale politico fiuta, annusa e si pone in attesa di tranfughi, di insofferenti, di cercatori di facile visibilità. ma all’origine il male c’è. Esiste. Non può essere ridotto solo alle smanie di Rutelli o al contrasto dei vertici dei Democratici. Rutelli ha capito che c’è spazio, che il PD odora di armadio chiuso e che non offre più una visione della democrazia e della crescita del paese. Non offre orizzonti verso cui incamminarsi. E’ tornato ad essere un partito. Di sinistra? Di centro sinistra ? Sinceramente non so, ma è l’unico che abbiamo e se non ci entriamo, se non ci lavoriamo, se non ci battiamo con forza, presto sarà un altro residuato da piangere e noi vivremo in un paese a sovranità azzerata da Berlusconi e dalle sue “riforme della giustizia”. E come dice Massimo Giannini dalle colonne di La Repubblica ” Sarebbe ora che il centrosinistra cominciasse a spiegare qual è, se esiste, la “sua” riforma della giustizia. Ma nel far questo, dovrebbe anche spiegare all’opinione pubblica, con tutta la forza responsabile di cui è capace, che quella di Berlusconi non è una riforma fatta per i cittadini, ma solo un’altra emanazione della sua “auctoritas”, che ormai sovrasta ed assorbe la “potestas” dello Stato e del Parlamento.
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
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novembre 11th, 2009 at 21:51
Gentile Dr. Ajroldi,
anche io come Lei non sono un sostenitore di Rutelli….. anzi più volte su questo blog ho dettagliato come la vita dell’ex cofondatore del PD sia stata sempre ricca di cambi di bandiera ….. da Pannella ad oggi passando per i VERDI ARCOBALENO, poi federazione dei verdi ecc….. che tristezza questo soggetto che annusa degli armadi degli altri, odora la muffa e poi si comporta come il peggiore dei mai dimenticati DC………. Prima delle primarie tutti i candidati alla segreteria del PD avevano sottolineato che indipendentemente dal vincitore il partito sarebbe andato avanti unito rispettando il risultato dell’urna….. e invece come al solito ci troviamo davanti all’ennesima scissione, all’ennesima nascita di un partito del quale non avevamo bisogno perchè aumenta la frammentazione del centro sinistra e favorisce le destre….. No, non è leale comportarsi in questo modo e Rutelli, Lanzillotta e tutti coloro che li seguiranno dimostreranno al paese intero perchè il caimano continua a vincere le elezioni….. Rutelli, appena resa ufficiale la vittoria di Bersani alle primarie, ha subito reso noto il suo progetto di voler un proprio partito (come se il fallimento della margherita non fosse bastato…) quindi si è dimostrato incapace di rispettare il volere dell’elettorato e si è subito sbilanciato alla ricerca di Casini, uno che fino a 2 anni fa stava al governo col caimano……. No Dr. Ajroldi,io non condivido quanto detto dalla Lanzillotta sul risultato delle primarie perchè le sconfitte bisogna accettarle ed analizzarle….. eppoi non è che Franceschini avrebbe dato al partito una direzione moderna…. ha ragione Repubblica, il PD deve informare il proprio elettorato su quale sarà l’identità e la linea del partito stesso…. ma sarebbe ora che si ricominci a guardare a sinistra dove nell’area extraparlamentare ci sono tanti elettori in attesa che il PD dica o faccia qualcosa di sinistra…… a questo punto, per fortuna, devo continuare a beneficiare dell’ottima opposizione dell’Italia dei Valori che dimostra come si può -e si deve- tenere il punto e non cercare un dialogo che con il caimano e di una inutilità senza misure e proporzioni.
novembre 11th, 2009 at 22:54
Caro Luca,ci siamo appena abbracciati per festeggiare la piena concordanza d’idee sulla sentenza di Strasburgo e
ora,invece, eccoci su posizioni decisamente contrapposte sulla miniscissione operata nel pd da Rutelli e la nascita della sua Alleanza per l’Italia che a me non piace già nel titolo perchè nel suono(speriamo solo in quello)assomiglia a “Forza Italia”.Ma pazienza.Le menti
libere,come la mia e la tua,possono permettersi anche il dissenso sul particolare:a condizione,s’intende che-come nel nostro caso-sull’insieme delle cose ci siano l’incontro e l’alleanza.A me Rutelli non piace,non è mai piaciuto,neppure quando era candidato a Palazzo Chigi.Ma non è questo il punto.Come si fa ad accusare un partito di deriva socialdemocratica(o bolscevica per dirla con Berlusconi)quando la sua nuova gestione si è appena insediata e non ha neppure esposto compiutamente il suo programma di lavoro?Io annuso una ricaduta del brutto vizio di protagonismo di cui “u bello guaglione”(come lo definì Prodi)ha sempre sofferto. In ogni caso come si fa ad accoltellare alla schiena (sia pure con un coltello spuntato)il partito che chissà perchè hai contribuito a fondare quando questo partito,grazie alle primarie-che sia io che te abbiamo salutato come la rinascita della speranza- finalmente rialza la testa dopo un lungo
periodo di crisi e ricrea un rapporto di fiducia con la sua
base che,per mesi,era sembrata dispersa?Io,lo sai,come
lo sanno i nostri lettori,ho votato Franceschini perchè anch’io avevo-e ho-qualche obiezione nei confronti di Bersani.Ma non mi sogno di mettermi di traverso ,come mi
pare faccia lo stesso Franceschini.Ora,di nuovo,abbiamo un partito.E abbiamo di nuovo una speranza.Se e quando Bersani dovesse tradire o solo deludere l’uno e l’altra lo criticheremo e ,se necessario,lo
combatteremo.Ora,per la difesa dei valori in cui crediamo,
dobbiamo sostenerlo.Io,caro Luca,la penso così
novembre 12th, 2009 at 10:08
Resto un po stupito e un po meravigliato che un caro amico e collega e un affezionato lettore e commentatore abbiano inteso in modo così lontano da me, le mie parole. Forse,devo dedurne che non mi sono spiegato bene. Ho votato Franceschini, certo, e cerco di spiegare il perchè di una sconfitta. Su Rutelli siamo d’accorso, infine chiudo dicendo:”ma è l’unico che abbiamo( il PD ovviamente) e se non ci entriamo, se non ci lavoriamo, se non ci battiamo con forza, presto sarà un altro residuato da piangere e noi vivremo in un paese a sovranità azzerata”, che più volontà e impegno di così non so vedere. E allora cosa ci divide? Dov’è la differenza? Dov’è il mettersi “per traverso”?
novembre 12th, 2009 at 17:05
Caro Luca,per quanto mi riguarda(Emanuele chiarirà certamente da solo i motivi delle sue osservazioni) confesso candidamente che,in parte,la mia polemica nasce
dalla mancata lettura della seconda parte del tuo intervento dovuta forse al fatto che mi è sfuggito l’invito a continuare a leggere posto al termine del tuo primo capoverso,oppure causata da un incidente tecnico. Letto
e valutato nella sua interezza, quanto scrivi contiene elementi sufficienti per attenuare la nostra polemica.Non,però,per renderla del tutto fuori luogo.Il pd che,a tuo parere,odora di “armadio chiuso” ,è un’immagine che non mi piace come non mi piacel’attenzione che dai a Rutelli e alla sua sparuta company.
Come dici tu il pd è tutto quello che abbiamo per difendere
il paese,e noi stessi,dalla catastrofe di cui vediamo
crescere ogni giorno la dimensione .Abbiamo dunque il dovere di dargli fiducia,di considerarlo meritevole della grande speranza espressa con le primarie almeno fino a quando non si dimostra indegno dell’una e dell’altra.Cosa che finora non ha fatto.Per questo l’uscita di Rutelli,preparata e ventilata addirittura prima che si conoscesse l’esito delle primarie,quando in teoria non era da escludere che il vincitore potesse essere il non socialdemocratico,e tanto meno bolscevico Franceschini,è stata una sleale,imperdonabile stilettata a freddo per la quale non si riesce a ipotizzare alcuna motivazione diversa dal canto del cigno di un uomo che non ha mai meritato il ruolo di protagonista e tuttavia,pateticamente,non ha
rinunciato e non rinuncia a pretenderlo.
novembre 12th, 2009 at 20:11
Gentile Dr. Ajroldi,
raccolgo l’invito del Dr. Pinzauti a chiarire i motivi del mio essere poco fiducioso nei confronti del PD.
Come Lei giustamente sottolinea, è fondamentale analizzare i perchè di una sconfitta, ma l’analisi della stessa prevede intanto onesta intellettuale e voglia di confronto che Rutelli e tutti i fuggiasci al suo proselito non possiedono. Non è equo a mio giudizio andarsene da un partito perchè il risultato delle primarie non è il desiderato….. scappare non è mai la soluzione giusta ad un problema, anzi è proprio fuggendo che si evidenzia la propria mancanza di sportività……Se il PD continuerà con questo atteggiamento dove ogni situazione diventa la solita lotta intestina ma dove andrà? Come potremo fare affidamento su un partito che vuole tornare al governo ma rifiuta di dialogare con la sinistra extraparlamentare mentre, come disse anche Franceschini ospite di Ballarò, è disponibile ad un dialogo con l’attuale maggioranza di governo????? Ma siamo pazzi??????? Allora il caimano al potere ce lo meritiamo….. Rutelli ed i suoi seguaci non meritano tutta questa rilevanza, eppoi il nome del partito è un pò troppo scontato…. ALLEANZA PER L’ITALIA, FORZA ITALIA, L’ITALIA DEI VALORI……. Lei Dr. Ajroldi giustamente sottolinea :”ma è l’unico che abbiamo( il PD ovviamente) e se non ci entriamo, se non ci lavoriamo, se non ci battiamo con forza, presto sarà un altro residuato da piangere e noi vivremo in un paese a sovranità azzerata”… però se questo unico partito che abbiamo, lo frammentiamo, non lo aiutiamo a crescere, quante possibilità avrà alle prossime politiche????? Non so se Bersani sarà in grado di farcela, ma visto che è stato democraticamente scelto dall’elettorato perchè non dargli il sostegno e l’importanza dovuta invece di correre dietro all’ennesimo voltagabbana di “cicciobello”?????
novembre 13th, 2009 at 01:00
Sull’uscita di Rutelli ho avuto modo di esprimere su questo blog la mia assenza di meraviglia perchè è da tempo che si cerca di formare “Il grande Centro” benedetto da Santa Romana Chiesa. Sono noti a tutti gli interventi a gamba tesa nello Stato Laico italiano. E’ di oggi l’ennesima presa di posizione del Presidente della CEI Cardinal Bagnasco sul “problema” del Crocifisso. Ignorata da tutti gli Stati Occidentali, solo in Italia Santa Romana Chiesa ha tale influenza sul mondo politico e tali ritorni in termini monetari.
Il problema continua ad essere il PD che, a mio modesto avviso, sta tornando indietro rispetto alla visione lungimirante di Veltroni a cui si deve dare atto di aver segnato un punto di demarcazione dal quale difficilmente si potrà tornare indietro, lo vogliano o no gli attuali dirigenti. L’elettorato italiano ha scelto nelle precedenti elezioni politiche un modello bipolare, cancellando dalla scheda i piccoli partiti. Questo è un dato di fatto. Bersani vuole ritornare ad modello di partito in stile nomenklatura di sinistra? Si dovrà confrontare con l’Area Democratica che sta nascendo nel PD. Del resto non lo ha già fatto D’Alema con il RED? Si dice diamo forza a Bersani, io sarei anche d’accordo se questo significa mettere all’angolo Berlusconi. Purtroppo la realtà è che nel programma enunciato da Bersani il 7 novembre è completamente assente il tema del conflitto di interessi del primo ministro. Anche questo è un dato di fatto, onde per cui il mio personale sostegno a Bersani sarà verificato alla prova dei fatti e nel frattempo le idee devono circolare, i pensieri pure ed i contrasti anche. In ogni caso Franceschini ha chiaramente detto che non sarà mai fatto a Bersani ciò che ha ricevuto lui e Veltroni. Più chiaro di così….