Berlusconi

Settant’anni dopo Danzica

Il “New York Times”, commentando le dimissioni di Boffo dalla direzione dell”Avvenire”, parla di “ultima vittima di Berlusconi”. Ma sarà vero? E’un fatto che altre possibili vittime son già nella cella della morte. Si tratta dell’”Unità” e di cinque suoi redattori, cui Berlusconi chiede, a titolo d’indennizzo per le critiche espresse sulle sua vita privata, ben tre milioni di euro, una cifra spropositata, che la testata e i giornalisti chiamati in causa non potranno mai pagare. E potrebbe essere solo l’inizio. Tutte le testate minori che si sono rese colpevoli del diritto di critica al sacro reggitore d’Italia corrono analogo rischio. E poiché in questi tempi la follia più indecente corre sul filo che collega Palazzo Chigi alle altre sedi del potere acquista ogni giorno maggiore concretezza l’ipotesi delle normalizzazione-in senso berlusconiano,s’intende- di Rai 3 e “Anno zero”. Con queste premesse e queste prospettive la manifestazione per la libertà d’informazione programmata dalle organizzazioni italiane ed europee dei giornalisti per il 19 settembre rischia di essere un tardivo, e anche patetico, intervento difensivo per fermare le panzer divisionen che, settant’anni dopo Danzica, già stanno di nuovo straripando per imporre la dittatura e la prepotenza.

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set  09
4
alle 09:18
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Dato che la richiesta di danni riguarda principalmente calunnie sulla presunta impotenza di un un...


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Un Commento to “Settant’anni dopo Danzica”

  1. daland dice:

    Dato che la richiesta di danni riguarda principalmente calunnie sulla presunta impotenza di un untrasettantenne, quindi un problema di nessun peso e di valore esiguo, e dato che al momento della consumazione del reato non era ancora in vigore la nuova legge-Ghedini che punisce la lesa-maestà, penso che i giudici – notoriamente simpatizzanti comunisti, oltretutto – condanneranno le imputate a pubblicare due righe di scuse e a pagare una multa simbolica. E così Ghedini avrà altro lavoro per citare i giudici e Alfano per mandare gli ispettori.

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