Dibattiti, costi

Un’opera che non si può e non si deve fare

Il countdown corre verso il traguardo d’arrivo del vicino 23 dicembre, giorno in cui, secondo i trionfali annunci diramati da Berlusconi e sosten uti da suo scudiero ministro Mattioli, avranno inizio i lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Ma la prossimità dello storico evento non fa né sparire né affievolire le voci di coloro che definiscono l’opera come difficile, se non impossibile. E’decisamente impossibile secondo un ingegnere di Messina, Claudio Villari, autore di una relazione redatta per “Italia nostra “ sulla base dei risultati di una sua inchiesta. Secondo Villari non si può pensare, allo stato dei fatti, di costruire il ponte per il semplice motivo che ancora manca un progetto esecutivo e non è stata fino ad oggi assicurata la copertura finanziaria dell’opera: per cui non esistono i presupposti richiesti dalla legge per dare inizio ai lavori. C’è, invece, aggiunge l’ingegnere, qualcosa di peggio. Secondo le previsioni il ponte dovrebbe essere lungo 3300 metri e poggiare su torri di ancoraggio alte 383 metri.Questo in una zona che, come ha di nuovo tragicamente confermato il terremoto di un mese fa, è ad altissimo rischio sismico.Tanto è vero che le amministrazioni locali hanno inserito nei loro piani regolatori il divieto di costruire edifici alti più di 22 metri! Il ponte, su cui ogni giorno transiterebbero, in macchina o in treno, migliaia di persone, nascerebbe quindi senza adeguate protezioni contro la furia di terremoti come quello che ha recentemente devastato il Messinese! Si sentono, Berlusconi e Mattioli, di affrontare questo rischio? Oppure, una volta di più tenteranno penosamente di salvare la faccia smentendo le loro stesse promesse, attribuendole a falsificazioni dei mezzi d’informazione?

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
nov  09
12
alle 12:10
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di armando il 01/1/70

No Berlusconi day. 5 Dicembre 2009 Roma. Manifestazione Nazionale per chiedere le dimissioni del ...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


3 Commenti to “Un’opera che non si può e non si deve fare”

  1. Emanuele dice:

    falsificazioni dei mezzi d’informazione? Ma non scherziamo….. l’inutilità del ponte sullo stretto di Messina è al di sopra di ogni ragionevole dubbio… la mafia non ha bisogno di un favore come questo, visto che quando hanno avuto bisogno di far sparire dalla circolazione personaggi come SALVATORE MANGANO non hanno avuto nessun tipo di problema a farlo…. nonostante l’assenza materiale del ponte tra scilla e cariddi…..
    L’Ing. Villari ha, con il suo autorevole intervento, dato l’ennesima conferma di quanta nuova demagogia sia presente nelle chiacchiere del caimano….. come se ce ne fosse bisogno……. ma che tristezza….. tra l’altro i limiti strutturali imposti dalle amministrazioni locali ai piani regolatori nel messinese confermano quanta inconsistenza sia presente nella realizzazione del ponte sullo stretto -tra l’altro non è mai stato presentato neanche il progetto esecutivo dello stesso…- quindi…… sottolineo però che il terremoto che Lei Dr. Ajroldi menziona nel suo post, è stato un tragico evento che ha colpito un’area della città di Messina dove sorgevano solamente abitazioni e costruzioni abusive…. che tra l’altro sono state costruite seguendo solo le necessità della lobby dei palazzinari (come li usiamo chiamare a Roma…) e dei mafiosi che tra pizzo e speculazioni immobiliari hanno guadagnato illecitamente cifre da capogiro……
    E’ chiaro ora a chi deve fare un favore il caimano con la storia di questo ponte che, fidatevi, farà la fine della tela di penelope?????

  2. cheyenne dice:

    Egregio Dr Mario Pinzauti,
    condivido tutto ciò che Lei ha scritto e, se posso permettermi, al suo titolo “Un’opera che non si può e non si deve fare” io aggiungerei che mai si fara! Perchè questo è il governo degli annunci e degli spot pubblicitari, come il famoso “piano casa” di cui si è persa memoria e che Berlusconi aveva finanche pubblicizzato alla UE, ricevendone applausi (a suo dire).
    Il perchè è molto semplice, a Berlusconi basta indossare un qualche copricapo, mettere una prima pietra, andare in tv a reti unificate, fare l’ANNUNCIO, e poi….nulla! I costi? Poi paga pantalone, ovvero sempre noi italiani. I ricavi? i soliti noti, come Imprengilo e compari…
    Oggi, Pietro Ciucci è stato nominato commissario straordinario per le opere connesse al Ponte sullo Stretto di Messina. Lo stesso Cucci che nella veste di Presidente dell’Anas, ha “tagliato il nastro” per la Salerno- Reggio Calabria che da decenni aspetta di essere completata come tutte le infrastrutture che sono assenti prima e dopo il famoso Ponte.

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/ANAS-CIUCCI-A-DICEMBRE-AL-VIA-CATANIA-SIRACUSA-E-SALERNO-REGGIO-DAY_3961911890.html

    Lo stesso Cucci che ha avuto la “geniale idea”, cioè il pizzo da pagare, attraverso il pedaggio senza casello che dovrebbe servire a finanziare tutti i progetti compreso il faraonico Ponte sullo Stretto.

    Il ministro Mattioli non potrà effettuare alcun controllo, perché il contratto lo ha firmato la Stretto di Messina S.p.A. che è la concessionaria. Chi è l’aministratore delegato di questa SPA? Lo stesso Petro Ciucci. Il controllore che controlla se stesso. Roba da pazzi, invece no, roba da conflitto di interessi!

    Rcordavo di aver visto un bel servizio di Exit, su LA7, che aveva messo a nudo alcuni aspetti della futura gestione del ponte. Secondo uno studio dell’Università di Messina, la metà delle persone che attraversano lo stretto sono pendolari e l’80% di loro ha dichiarato che non usufruirà del ponte. D’altro canto, i camion usano sempre più le navi. Dunque, mentre da parte del governo si afferma che il ponte sullo stretto dovrebbe essere finanziato sulle previsioni di crescita del traffico, si scopre che in realtà secondo i dati dell’autorità portuale la tendenza è in forte diminuizione e segna numeri con un vistoso segno meno.

    http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=exit&video=23563

    Conclusione, non solo è evidente che non si può costruire un ponte su un’area idrogeologicamente devastata, non si deve fare per i motivi che Lei, Dr Pinzauti, ha evidenziato nel suo post e mai si farà perchè questo governo ha superato ogni limite negli ANNUNCI pubblicitari. Quest’ultimo è davvero troppo e supera il buon senso e la ragione ed a pagarne le spese saranno le future generazioni.

    Mafia, Camorra e ‘ndrangheta sentitamente ringraziano il governo…..

  3. armando dice:

    No Berlusconi day. 5 Dicembre 2009 Roma. Manifestazione Nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del consiglio. Cercate il gruppo su facebook per altre informazioni.

Lascia un Commento