Archivi per gennaio, 2010

Sulla graticola, governo

Un’altra pessima figura di Sacconi

Quanto avevano fatto e detto Maurizio Sacconi, cosiddetto ministro del cosiddetto welfare, e i molti (troppi) telegiornali che sono diventati voci del governo, per convincerci che i numeri della disoccupazione italiana erano meno preoccupanti di quelli rilevati negli altri paesi europei e che quindi, a proposito della situazione del lavoro in Italia, si potevano dormire sonni relativamente tranquilli. Passate poche ore da queste belle ma purtroppo infondate rassicurazioni sono però arrivati altri numeri e altre valutazioni che smentiscono Sacconi e i suoi corrispondenti giornalistici. Questi numeri e queste valutazioni che vengono da due fonti , sia dai sindacati che dalla Confindustria e che, anche per questo sono difficilmente confutabili, dimostrano che Sacconi nei suoi conteggi ha dimostrato una straordinaria debolezza in matematica oppure un’altrettanto straordinaria disonestà politica perché, involontariamente o meno (il meno secondo noi è più attendibile) non ha inserito nel totale dei disoccupati i cassintegrati, persone che, pur ricevendo un soccorso economico dallo stato, senza lavoro restano. Considerando anche la loro situazione il numero dei disoccupati sale infatti al 10,1 per cento (dall’8,5 per cento annunciato quasi trionfalmente dal ministro),supera la media dell’Unione Euopea(10 per cento) e porta la quantità dei senza lavoro italiani a livelli che hanno precedenti solo in quelli dell’immediato dopoguerra.Se si poi considera un particolare,quello dei disoccupati tra i giovani tra i 15 e i 24 anni,si arriva a una quota,il 26,2 per cento, di molto superiore a quella della gran parte dei paesi dell’Unione. E balza così in primissimo piano un motivo in più per dire che cantando una mezza vittoria in tema di disoccupazione, come ha fatto con il supporto di mezzi d’informazione al servizio del potere, Sacconi ha aggiunto un’altra pessima figura alle moltissime che già riempiono il suo curriculum di ex socialista divenuto servitore, in certe circostanze tra i più abietti (si ricordi ad esempio il suo comportamento nella fase finale del caso Englaro) di Silvio Berlusconi

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gen  10
30
alle 09:10
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Damiano il 01/1/70

Che figura di ....! Non voglio essere volgare ma tra Sacconi e Bertolaso (che fa peggio) siamo di...

Berlusconi, bertolaso, costi, g8

Nel paese dove 300 euro possono valere più di 300 milioni

Per l’uso forse improprio di poche centinaia di euro pubblici ( della Regione Emilia Romagna) il sindaco di Bologna, Delbono, si dimette e il ministro Maroni, in gran fretta, si predispone a indire l’elezioni per il rinnovo anticipato dell’amministrazione comunale della città. In Sardegna si scopre che 300 milioni di euro, pari a poco meno di 600 miliardi delle vecchie lire sono stati letteralmente sprecati per i lavori che avrebbero dovuto mettere l’isola della Maddalena in grado di ospitare, per il G8, i grandi della terra e il numeroso seguito che li accompagna in queste occasioni, cioè segreterie, interpreti, giornalisti , eccetera: lavori come si sa improvvisamente abbandonati, quando ormai erano a buon punto, in seguito alla decisione del premier di trasferire il vertice internazionale all’Aquila da poco terremotata per ragioni, diciamo, d’immagine, nella speranza di far bella figura davanti alle popolazioni delle zone colpite dal sisma e davanti al mondo. Non risulta che per questo costosissimo colpo di teatro, completato con le altre ingenti spese rese necessarie per l’allestimento in fretta e furia all’Aquila, delle strutture necessarie per ospitare il G8, nessuno abbia mai pensato di dimettersi. E, peggio ancora, nessuno, fino a questo momento, ha chiesto, sia pur sottovoce, le dimissioni di chi, con tanta faciloneria e irresponsabilità ha letteralmente buttato dalla finestra tanti soldi pubblici. Evidentemente viviamo in un paese dove trecento euro valgono e pesano più di trecento milioni : a condizione, s’intende, che a farne uso, bene, o male,sia la persona giusta.

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gen  10
29
alle 01:27
da mariopinzauti

Cosche, Dibattiti

Tutto fumo e pochissimo ( anzi niente) arrosto

“La Confesercenti ha presentato il rapporto Sos Impresa secondo il quale il fatturato della mafia, nel 2009, ammonta a circa 135 miliardi di euro, e il Ministro Maroni presenta al CdM a Reggio Calabria le sue soluzioni al problema, fatte di provvedimenti assolutamente insoddisfacenti” afferma il deputato europeo dell’IdV e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Sonia Alfano. “Il sequestro dei beni è una pratica utile, ma il merito delle confische è di magistrati e forze dell’ordine, non del Governo – prosegue la Alfano – che sta presentando e approvando delle leggi, a cominciare dallo scudo fiscale per finire con la messa all’asta degli stessi beni sequestrati ai boss, che legittimano l’operato delle organizzazioni criminali. Giorno dopo giorno – sottolinea Sonia Alfano – questo esecutivo sta dimostrando, con le sue proposte e i suoi attacchi alla magistratura, che la lotta alla mafia non è una priorità, e sta distruggendo tutto quello per cui i martiri di questo Paese hanno versato il proprio sangue. Dovrebbe chiedersi, il Premier, che oggi ha vantato promesse mantenute, come mai la magistratura è in rivolta e diserterà l’aula durante l’intervento del Governo all’inaugurazione dell’anno giudiziario. In un Paese civile queste cose non succedono. Berlusconi oggi ha dichiarato che con una riduzione di immigrati ci sarebbe anche una riduzione dei reati; questo concetto serve esclusivamente ad alimentare un clima di odio, le sue parole incitano al razzismo. Non dia la colpa agli immigrati se l’Italia è in mano alle mafie e alla criminalità. Lui – conclude – ha la cittadinanza italiana, eppure ha una miriade di processi in corso e si sottrae puntualmente alla giustizia, penalizzando il Paese in modo irreversibile”.

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gen  10
28
alle 05:15
da luca ajroldi

Elezioni, Regionali

Casini riapre le alleanze in Puglia,Liguria e Calabria

Sarò ingenuo, ma l’offerta di Casini al Cavaliere di spostare i suoi voti sulla PdL in cambio di una scelta dei candidati non dovrebbe costringere il più furbo dei furbi, il genio della politica, lo statista sconosciuto ( ai più) Massimo D’Alema a ritirarsi in barca facendo vita da skipper per i prossimi 100 anni? E già, la politica dei “due forni”, il cinismo, la disinvoltura di chi è senza progetti e naviga nella politica politicata, sembrano paganti per PierFerdinando Casini. Ma quale progetto politico. ma quale partito centrista. ma quale alleanza per i cattolici. Sono in ballo solo posti di potere, assessorati e consiglieri. Ed era questo l’alleato che D’Alema voleva avere accanto? Era questo l’allargamento al centro ripetuto da Bersani? Roba da nascondersi sotto un mattone. E pensare che questi sognori pretendono anche di farci la morale o, peggio, di guidarci fuori dalla crisi.
Vorrei prendere a prestito una irriverente battuta di origine sessantottina: ” una pernacchia vi seppellirà”. Credo che sia la massima onoreficenza che si meritano.

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gen  10
27
alle 04:48
da luca ajroldi

Elezioni, Regionali, Veltroni

Il voto in libera uscita

Continuano tutti a chiamarlo ” laboratorio” Puglia. Come se fosse un esperimento fatto in provetta. Come se gli scienziati della politica conoscessero il peso, la quantità, la composizione dei componenti. E invece non è più così e da un bel po di tempo. l’infedeltà, nell’elettore, è diventata la norma. Continua ad avere le sue idee ma è disponibile a votarle contro. Magari solo per punire una dirigenza imbelle. Oppure, pur di non tradire un’idea, decide di non andare più a votare. Così quei leader che continuano a parlare di “nostri elettori e nostro elettorato” , oppure, peggio, fanno le alleanze a tavolino sommando i presunti voti dell’uno e degli altri, commettono errori imperdonabili che li squalificano a vita. La Puglia, signori belli, non è un laboratorio. E’ fatta di persone che scelgono. Vendola docet. E ora che Pierferdi Casini ingolosito dalla possibilità di fare ribaltoni dopo che il grande D’Alema e i suoi scudieri hanno sfasciato tutto, offre al Cavaliere una candidata forte: Adriana Poli Bortone.
Berlusconi ci sta pensando e se dovesse decidere di buttare a mare il suo candidato e accettare l’accordo con Casini per Vendola sarebbe durissima. Se ancora oggi questi signori credono di essere i “signori delle tessere” o i gestori “del parco buoi” sta al cittadino che vota dimostrargli che sbagliano e riappropiarsi della vita politica. Infine c’è il problema dei giovani. Annoiati, anzi schifati, da ragionamenti fumosi, privi di progetto o di sbocchi concreti, stanno a guardare. C’è un solo modo di riavvicinarli alla vita politica: ridare loro una visione del futuro, un obiettivo. Possibile che la lezione di Veltroni non si riesca a comprendere? Possibile che per giochi o giochini, personalismi e vanità non si voglia capire che l’unico momento in cui migliaia di giovani si avvicinarono con entusiasmo fu quando Walter Veltroni dette loro un sogno a cui aggrapparsi?

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gen  10
27
alle 01:58
da luca ajroldi

bertolaso, terremoto

L’ex superman

Berlusconi lo aveva promosso da bravo tecnico a superman. E ora lo declassa, lo riporta alla condizione di tecnico, tutto considerato neppure tanto bravo, almeno quando apre bocca. Accade a Guido Bertolaso che, incoraggiato dagli elogi del primo ministro, anche se molto strumentali perché consentivano al primo ministro di fare a sua volta bella figura, s’era messo in testa che non esistesse nessun altro al mondo in grado di diagnosticare meglio di lui cause e dimensioni delle catastrofi e di saper organizzare e attuare i giusti rimedi, possibilmente davanti al maggior numero possibile di telecamere. L’ha fatto, e tutti l’hanno applaudito, a cominciare dal suo maxisponsor, a Napoli, all’Aquila, a Messina. E visto che nessuno aveva detto boh e che tra i telegiornali non uno si era sottratto al dovere d’immortalare le sue gesta è andato oltre, ha voluto dire la sua, e cercato di fare la sua, a proposito di quello che l’Onu ha definito il maggior disastro naturale di tutti i tempi, il terremoto di Haiti. E’così piombato nell’isola caraibica devastata portandosi certamente dietro la benedizione di Berlusconi e in quattro e quattr’otto, un paio di giorni, ha creduto di vedere e capire abbastanza per rovesciare fiumi di veleno per l’organizzazione degli aiuti non solo sull’ONU ma anche sugli Stati Uniti: naturalmente davanti alla gran parte degli inviati televisivi presenti sull’isola. E ha dimostrato ancora una volta che chi troppo vuole finisce male perfino quando è superprotetto da Berlusconi. Il governo americano lo ha preso a pesci in faccia. L’impavido ministro degli esteri italiano Frattini ha dichiarato di non condividere i suoi giudizi. E l’ancora più impavido Berlusconi lo ha letteralmente scaricato. Memore delle lezioni di comportamento politico ricevute a suo tempo dal maestro di Arcore Bertolaso ha cercato il salvataggio in corner smentendo di aver criticato gli Stati Uniti. Ma è stato smentito, a sua volta, dalle registrazioni delle interviste rilasciate ai tg. Dunque è nella polvere dopo avere per tanto tempo fatto il gallo sugli altari. Abbiamo il fondato timore (per lui) che la sua carriera di superman sia proprio finita.

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gen  10
27
alle 07:10
da mariopinzauti

Elezioni, Regionali, bersani, partito democratico

Un partito nell’angolo

In Puglia la vittoria, anzi la stravittoria del candidato che, fino all’ultimo, con l’impegno personale di Bersani e D’Alema, la dirigenza del pd ha apertamente ostacolato: prima portando in campo Emiliano, poi Boccia. Nel Lazio dove, dopo tentennamenti e bracci di ferro a non finire, una soluzione-fortunatamente più che apprezzabile- è arrivata grazie a un’autocandidatura esterna, quella della sempre verde Emma Bonino. In Campania e in Calabria un esasperante susseguirsi-purtroppo non ancora concluso-di avanti e indietro. In Umbria la messa in discussione di una vittoria certa, quella che aveva- e speriamo abbia ancora- il nome della governatrice uscente. E se non bastasse-questo senza responsabilità di vertice, e tuttavia ugualmente catastrofico-“l’incidente” Del Bono, a Bologna e la conseguente perdita di sicurezza nella riconquista di almeno una delle due regioni più rosse d’Italia, l’Emilia-Romagna (l’altra è ,come si sa, la Toscana).
Se non mancassero due mesi esatti all’ultima grande consultazione elettorale di questa legislatura,le regionali di marzo, chiederemmo a gran voce, assieme sicuramente a tanti altri, l’immediata cacciata a furor di popolo dell’intero vertice del pd, colpevole senza ombra alcuna di dubbio di aver dimostrato, e purtroppo di continuare a dimostrare, di non essere in grado di tenere in mano il partito e di essere impegnato al massimo per autodistruggersi con le lotte di potere e le vanità personali interne. Siamo però alla vigilia di un confronto che, se perduto, e nel peggiore dei modi, con una debacle, eternizzerà lo strapotere di Berlusconi, dunque la deriva e l’umiliazione della democrazia. Qualcosa dunque bisogna fare per tirar fuori il pd dall’angolo, per metterlo nella condizione di tornare a vincere o, se questo non fosse possibile, di ottenere una sconfitta dalle dimensioni onorevoli. Occorrerà anzitutto che l’intero gruppo dirigente-nella componente di maggioranza e in quelle di minoranza-lecchi e curi le sue gravissime ferite, stringendo un’alleanza che almeno per due mesi lo porti visibilmente in campo unito e determinato. Si dovrà poi dare voce in capitolo con tutte le forme possibile, a cominciare dalle primarie, a un elettorato che, come la Puglia dimostra, è umiliato ma non domo. E tutto questo subito. Perché domani potrebbe essere già tardi.

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gen  10
25
alle 05:56
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Dici cose giustissime,caro Luca.Ma persone come me,come te,come forse buona parte dei nostri lett...

Dibattiti

Controcorrente ma non a casa sua

Intervistato ieri da Lucia Annunziata per il programma tv “ in mezz’ora” e successivamente da Alessandro Gaeta per il tg1, Guido Bertolaso,responsabile della *Protezione Civile italiana,ha dato un giudizio totalmente negativo sull’insieme dei programmi internazionali di soccorso ai terremotati di Haiti.Raggiunto da telecamere e microfoni della Rai mentre,per incarico del nostro governo,sta compiendo un sopralluogo nell’isola terremotata ,ha sentenziato che è tutto da rifare,anzi,peggio,da cominciare a fare nell’organizzazione degli aiuti.Le critiche più precise e più dure Bertolaso le ha rivolte all’ONU e agli Stati Uniti,tutte due,secondo lui colpevoli,ma gli americani un po’di più,di avere letteralmente sprecato l’ ingente quantità di uomini e mezzi messi in campo impiegandoli senza raggiungere risultati apprezzabili soprattutto a causa della totale assenza di un centro di comando,di un capo,in grado di coordinare l’impiego delle energie disponibili.Di fronte ad affermazioni di questo genere Lucia Annunziata non ha saputo-e forse voluto-evitare una domanda: “potrebbe essere lei questo capo,quest’uomo in grado di prendere in mano l’organizzazione degli aiuti e di riparare rapidamente a tutti i disastri finora verificatisi?”La secca risposta di Bertolaso è stata la seguente:”per carità,lo sapete,io sono un uomo che va sempre controcorrente”.Per la verità noi-ricordando i suoi prodigi italiani,in gran parte realizzati al fianco di Berlusconi-non lo sapevamo.E probabilmente non lo sapevano neppure gli americani e i massimi dirigenti dell’ONU.Questo potrebbe spiegare perché finora almeno Guido Bertolaso non è stato nominato responsabile mondiale degli aiuti ad Haiti.

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gen  10
24
alle 11:36
da mariopinzauti

Berlusconi, Craxi

La memoria corta

Prendendo atto con sorpresa del coro di lodi tributato da tanti nostri autorevoli connazionali qualche giorno fa alla memoria di Bettino Craxi uno dei più autorevoli quotidiani europei, il francese “Le monde”, ha commentato: ”evidentemente gli italiani hanno la memoria corta”. E’quanto, con grande amarezza, anche noi più volte abbiamo affermato: e non soltanto a proposito delle celebrazioni con cui il defunto leader del psi è stato raffigurato come una sorta di eroe nazionale vittima di una congiura di magistrati di sinistra. Meno male che ogni tanto qualcuno provvede a rinfrescare la memoria di un consistente campione di italiani. E’quanto è avvenuto ad esempio con“Anno zero”,il settimanale televisivo di Rai 2 realizzato e condotto da Michele Santoro che ieri sera ha presentato un quadro eloquente e difficilmente contestabile del caso Craxi attraverso le parole di Craxi stesso, facendoci risentire parte delle dichiarazioni che l’allora leader socialista pronunciò, rispondendo a domande dell’allora pubblico ministero Di Pietro, di fronte al tribunale di Milano. In tale deposizione Craxi riconobbe apertamente che il suo partito aveva ricevuto ingenti finanziamenti illegali (nell’ordine di centinaia di miliardi) da imprenditori privati e manager di enti pubblici, ammise senza reticenze di essere stato sempre a conoscenza di queste operazioni, pur affermando che materialmente esse erano state condotte dall’amministratore del partito (nel frattempo deceduto per un infarto). E concluse segnalando, come aveva fatto qualche giorno prima in un discorso alla Camera, che l’andazzo, cioè questa forma di finanziamento illegale, riguardava non solo il PSI ma tutte le forze politiche. La deposizione di Craxi non contenne dunque una proclamazione d’innocenza ma una sorta di sfida ai magistrati implicitamente invitati a sanzionare, con la sua assoluzione, una sorta di riconoscimento di fatto, della sistematica violazione di leggi dello stato su cui vivevano, e in qualche caso prosperavano, tutte le forze politiche. Come si sa “Mani pulite” rispose con la condanna a Craxi e,in altre sedi, anche di dirigenti e funzionari di altri partiti(come l’amministratore della dc e il funzionario del pci Primo Greganti, che trascorse diversi anni di carcere). Questi i fatti, riconosciuti,anzi dichiarati dallo stesso Craxi.Sono tali da permettere, oggi, una sorta di sua beatificazione, molto utile, tra l’altro a Berlusconi, che oggi pretenderebbe magistrati e leggi pronti a tutelare la sua persona? Chi vuol prendersi il disturbo di rinfrescarsi la memoria non può aver dubbi sulla risposta giusta.

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gen  10
22
alle 05:07
da mariopinzauti

Craxi

La terza vittima sacrificale

C’era da aspettarselo. C’era da aspettarsi che la pressocchè totale riabilitazione di Craxi, il suo passaggio dal girone purgatoriale dei leaders politici discussi e per certi aspetti anche criticati al paradiso degli eroi che hanno fatto grande la patria, avvenuto nel decennale della sua morte, sarebbe stato il punto di partenza di un processo che avrebbe lasciato segni nel presente e aperto nuovi imprevisti orizzonti per il futuro. Già nella cerimonia al cimitero di Hammamet la figlia del leader scomparso ha detto che le persecuzioni giudiziarie di cui, secondo lei, fu vittima il padre, hanno oggi un seguito nei processi contro Berlusconi. Molto oltre è andato un signore che purtroppo è oggi Presidente del Senato e ha un cognome, Schifani, che sembra fatto su misura per lui. Questo signore ha definito Craxi “una vittima sacrificale”, dunque un martire. Sentendosi minacciato di fare la stessa fine il Presidente del Consiglio, dopo avere anche lui ricordato, ed esaltato, la memoria dell’amico oggetto dell’ indegna persecuzione, ha annunciato che lui non si presenterà più in tribunale per rispondere dei reati di corruzione perché in quei luoghi si sentirebbe come davanti a “plotone di esecuzione”.
Incoraggiata da esempi così illustri e significativi si è fatta infine avanti,come vittima sacrificale,la moglie di Mastella,la quale,in una lettera a Napolitano,ha affermato di essere trattata come Craxi perché, dopo l’apertura,nei suoi confronti, di un procedimento giudiziario per corruzione, le è stato imposto dai giudici di trasferirisi fuori. della regione la Campania, dove risiede e dove, secondo i magistrati inquirenti, avrebbe commesso i reati addebitatile.
E siamo a tre.Ma poiché la strada non è stata solo aperta ma viene anche velocemente proseguita è prevedibile che altre vittime sacrificali stiano per comparire sugli schermi della politica italiana: con la probabile e vicina conseguenza di una sdegnata campagna contro i responsabili delle sofferenze che hanno colpito o ancora colpiscono tante degne persone.A quando dunque i processi contro gli uomini di “Mani pulite” e tanti,tantissimi altri giudici e il definitivo trasferimento di una versione aggiornata della macchina della Giustizia a Palazzo Chigi o addirittura Palazzo Grazioli?

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gen  10
22
alle 04:58
da mariopinzauti