Archivi per ilfebbraio 8th, 2010

Dibattiti, Notizie

Paranormal Activity, doppio horror

Dunque, che nel 2010 ci sia ancora una “commissione censura” mi lascia stupefatto. Cosa deve fare ? Chi e come deve censurare?
Poi, che Alessandra Mussolini, in qualità di presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, abbia lanciato un allarme al ministro della Cultura Sandro Bondi per vietare un film horror ai minori di 18 anni mi lascia basito. Ma siamo ancora a questo ? Qualcuno, eletto da noi, decide cosa dobbiamo o non dobbiamo vedere ? Ma, sbaglio, o stiamo correndo all’indietro e tra poco torneremo ai tempi del Papa-Re ? Infine, domanda ingenua, mi chiedo cosa ci stiano a fare i genitori. Se tutta la loro partecipazione alla vita dei figli, alla loro educazione, sviluppo e crescita si debba limitare al frigorifero pieno di merendine al latte e ai pavimenti lavati con l’igienizzante, allora siamo ridotti veramente male. Se un filmetto fatto, dicono, da un giovane sconosciuto, con la infima cifra di 15 mila dollari (cifra che mi lascia veramente perplesso) ma pubblicizzato a raffica in tv e sui giornali con cifre ben più consistenti possa essere portatore di “attacchi di panico e problemi psicologici” ai giovani che lo vanno a vedere mi sembra quasi ridicolo. Anche il Codacons si è prontamente accodato nella nobile battaglia per salvaguardare le ignare menti dei nostri giovani ( che poi, a ben vedere, su you tube pubblicano di molto peggio e di molto più pericoloso, di più razzista e xenofobo). I giornali riprendono la “querelle” tanto da fare ulteriore pubblicità al film aumentando la curiosità per una ( giuro) cretinata di video. Tanto da farmi venire il sospetto che la Mussolini, il Codacons e altri parrucconi siano in realtà (ignari ?) strumenti di un’abile campagna di marketing.

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feb  10
8
alle 04:11
da luca ajroldi

Notizie, sondaggi

Conti che non tornano

Secondo l’Eurobarometro, il servizio dei sondaggi della Commissione Europea, l’insoddisfazione, anzi la scontentezza più nera sta dilagando tra gli italiani. Ben l’ 85 per cento dei nostri connazionali intervistati dagli addetti a questo servizio ha definito cattiva la situazione economica italiana e solo il 47 per cento tra di loro si è dichiarato soddisfatto della propria situazione lavorativa. Solo un dato sdrammatizza il quadro che esce questa ricerca. E’quello relativo al grado di generica soddisfazione che gli intervistati si sentono di dichiarare per il tipo di vita che conducono. Qui saliamo al 71 per cento e tuttavia anche questo dato relativamente buono è peggiore, molto peggiore di quelli che, in risposta allo stesso quesito -che riguarda anche i rapporti sentimentali, la situazione familiare e tanto altro- sono stati rilevati negli altri paesi dell’Unione Europea. Nella classifica di questi paesi, che sono in totale 27, noi siamo al ventesimo posto. Per cui, anche a questo proposito, c’è poco da cantare e da ballare. C’è semmai da rilevare che i dati forniti dall’Eurobarometro fanno letteralmente a cazzotti con quelli che vengono elargiti all’Italia e al mondo dal nostro Presidente del Consiglio. Il quale non si stanca di ripetere, anche quando varca i confini nazionali e si rivolge a platee poco o niente interessati agli affari nostri, che oltre il 60 per cento (addirittura il 68 per cento secondo gli ultimi aggiornamenti) è contento, anzi entusiasta, per come lui governa e che in Italia si sta meglio, molto meglio che in altri paesi, d’Europa e di altri continenti. Ora ci sembra lapalissiano che i conti e le valutazioni dell’Eurobarometro e quelli di Berlusconi vanno d’accordo come il diavolo e l’acqua santa. Da che parte sta la verità? Per rispondere basterebbe guardare nelle proprie tasche, nella crescente miseria, miseria nera che c’è intorno, nelle prospettive, anzi nell’inesistenza di prospettive per la gran parte dei nostri figli. Ma quanti italiani sono pronti a farlo?.

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feb  10
8
alle 12:09
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

D'accordo,caro Ivaldo.Resta da spiegare perchè i creduloni siano ancora tanti