Il partito del fare (i propri comodi)
Secondo un sondaggio di Mannheimer (Corriere della sera) il governo sta subendo grosse perdite di popolarità,:da dicembre a oggi avrebbe perso undici punti. Che sia la volta buona ? Bruciati da troppe delusioni evitiamo, in attesa della verifica del 28 marzo, di lasciarci andare alla speranza.Tuttavia non possiamo fare a meno di notare che il governo, e Berlusconi in particolare, stanno facendo di tutto per rendere possibile il risultato da noi -e probabilmente da molti altri- tanto desiato.
Gli italiani che sanno leggere e scrivere, e che non sono pochi (nonostante l’analfabetismo di ritorno favorito dal dominio della televisione trash), con la vicenda delle liste elettorali in Lombardia e nel Lazio hanno avuto sotto gli occhi nei giorni scorsi una mole impressionante di prove dell’incapacità del pdl e dei suoi alleati di governare e perfino di salvare la faccia. Il fatto che per nascondere questo sudiciume e questa meschineria Berlusconi non abbia saputo trovare di meglio che ricorrere a un decreto legge che è una mostruosità giuridica e si distingue soprattutto come tentativo per colpire mortalmente l’autonomia della magistratura dovrebbe avere aumentato il danno. Come dovrebbero averlo aumentato le parole con cui, ieri, il premier, con un tempismo che appare incredibile, oltre che ignobile,è tornato a definire il pdl “il partito del fare.”. L’affermazione è stata fatta mentre avvenivano o erano appena accaduti alcuni istruttivi episodi:quali quelli, ricordati ieri da Casini, delle liste dell’Udc e di altri partiti dell’opposizione le cui liste sono state escluse o respinte per irregolarità in centri anche importanti (come Trento) senza che le forze politiche colpite da questi provvedimenti, per tentare di ottenere la revisioni delle decisioni prese, si arrampicassero sugli specchi:contrariamente a quanto invece hanno fatto Berlusconi e soci a Roma e a Milano, dimostrando, anzi confermando, che il pdl è il partito chi fa i propri comodi:non importa se a spese degli altri. E forse un certo numero d’italiani potrebbe aver cominciato a rendersene conto.
da mariopinzauti
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