Il voto in libera uscita
Continuano tutti a chiamarlo ” laboratorio” Puglia. Come se fosse un esperimento fatto in provetta. Come se gli scienziati della politica conoscessero il peso, la quantità , la composizione dei componenti. E invece non è più così e da un bel po di tempo. l’infedeltà , nell’elettore, è diventata la norma. Continua ad avere le sue idee ma è disponibile a votarle contro. Magari solo per punire una dirigenza imbelle. Oppure, pur di non tradire un’idea, decide di non andare più a votare. Così quei leader che continuano a parlare di “nostri elettori e nostro elettorato” , oppure, peggio, fanno le alleanze a tavolino sommando i presunti voti dell’uno e degli altri, commettono errori imperdonabili che li squalificano a vita. La Puglia, signori belli, non è un laboratorio. E’ fatta di persone che scelgono. Vendola docet. E ora che Pierferdi Casini ingolosito dalla possibilità di fare ribaltoni dopo che il grande D’Alema e i suoi scudieri hanno sfasciato tutto, offre al Cavaliere una candidata forte: Adriana Poli Bortone.
Berlusconi ci sta pensando e se dovesse decidere di buttare a mare il suo candidato e accettare l’accordo con Casini per Vendola sarebbe durissima. Se ancora oggi questi signori credono di essere i “signori delle tessere” o i gestori “del parco buoi” sta al cittadino che vota dimostrargli che sbagliano e riappropiarsi della vita politica. Infine c’è il problema dei giovani. Annoiati, anzi schifati, da ragionamenti fumosi, privi di progetto o di sbocchi concreti, stanno a guardare. C’è un solo modo di riavvicinarli alla vita politica: ridare loro una visione del futuro, un obiettivo. Possibile che la lezione di Veltroni non si riesca a comprendere? Possibile che per giochi o giochini, personalismi e vanità non si voglia capire che l’unico momento in cui migliaia di giovani si avvicinarono con entusiasmo fu quando Walter Veltroni dette loro un sogno a cui aggrapparsi?
da luca ajroldi
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