Craxi

La Milano e l’Italia dell’ultimo Bettino

Chissà se l’articolo di Giorgio Bocca pubblicato il 5 gennaio da “La Repubblica”-“Ricordando la Milano di Bettino”-è stato oggetto di adeguate riflessioni da parte di Letizia Moratti e di Franco Frattini. E chissà se il sindaco di Milano e il Ministro degli Esteri hanno portato queste riflessioni-ammesso che ci siano state-all’inevitabile conseguenza di vergognarsi di se stessi. Perchè la Milano di Bettino, quella degli anni ’80, raffigurata e documentata da Bocca con il supporto di importanti testimonianze, ricorda ai tanti, troppi immemori che, nella parte finale della sua carriera politica(la prima parte fu tutt’altra cosa), il segretario del psi non fu l’eroe e l’apostolo cui sarebbe giusto, come propone la Moratti, dedicare una via o una piazza nella cosiddetta capitale morale oltreché economica d’Italia e neppure il campione di patriottismo e rettitudine contro cui oggi, come dice Frattini, tenta di nuovo di far sentore la sua voce “la canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia” (cioè leggi “pool mani pulite” e suoi epigoni,Di Pietro in testa) ma un leader spregiudicato che spese la sua eccezionale intuizione e il suo notevole carisma per conquistare e gestire il potere nel governo, in numerose amministrazioni locali, in tanti enti pubblici comportandosi come per decenni “avevano fatto gli altri”, cioè i democristiani, o addirittura “meglio degli altri” , vale a dire con risultati più ricchi, che permettessero al suo partito di riguadagnare il tempo perduto nella spartizione delle torte con metodi che ignoravano la correttezza e spesso anche il rispetto delle stesse leggi. Fu questo Bettino dell’epilogo, un epilogo durato molti anni e consumatosi davanti agli occhi allibiti di chi,come chi scrive e tanti altri, aveva visto nel giovane e dinamico leader del psi il migliore erede di Nenni, l’uomo che avrebbe potuto portare il suo partito a diventare maggioranza nella sinistra e forse nel paese,che il pool di “mani pulite”colse, si può dire, con le mani nel sacco, processò e condannò assieme ad altri, molti altri . Ricordando le speranze che, nei suoi primi anni, diffuse tra tanti italiani oggi lo possiamo perdonare. Indicare alla pubblica ammirazione, come accadrebbe se Milano dedicasse al suo nome una via o una piazza, certamente no.

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7
alle 09:37
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di luca ajroldi il 01/1/70

Concordo in pieno. Capire, perdonare, affrontare seriamente il problema di una revisione della st...


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Un Commento to “La Milano e l’Italia dell’ultimo Bettino”

  1. luca ajroldi dice:

    Concordo in pieno. Capire, perdonare, affrontare seriamente il problema di una revisione della storia a mente fredda che ci faccia capire meglio perchè fu solo Craxi ” il demonizzato” dai media mi sembra indispensabile. Rendere omaggio e indicarlo come punto di riferimento per il paese certamente no.

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