Craxi

La terza vittima sacrificale

C’era da aspettarselo. C’era da aspettarsi che la pressocchè totale riabilitazione di Craxi, il suo passaggio dal girone purgatoriale dei leaders politici discussi e per certi aspetti anche criticati al paradiso degli eroi che hanno fatto grande la patria, avvenuto nel decennale della sua morte, sarebbe stato il punto di partenza di un processo che avrebbe lasciato segni nel presente e aperto nuovi imprevisti orizzonti per il futuro. Già nella cerimonia al cimitero di Hammamet la figlia del leader scomparso ha detto che le persecuzioni giudiziarie di cui, secondo lei, fu vittima il padre, hanno oggi un seguito nei processi contro Berlusconi. Molto oltre è andato un signore che purtroppo è oggi Presidente del Senato e ha un cognome, Schifani, che sembra fatto su misura per lui. Questo signore ha definito Craxi “una vittima sacrificale”, dunque un martire. Sentendosi minacciato di fare la stessa fine il Presidente del Consiglio, dopo avere anche lui ricordato, ed esaltato, la memoria dell’amico oggetto dell’ indegna persecuzione, ha annunciato che lui non si presenterà più in tribunale per rispondere dei reati di corruzione perché in quei luoghi si sentirebbe come davanti a “plotone di esecuzione”.
Incoraggiata da esempi così illustri e significativi si è fatta infine avanti,come vittima sacrificale,la moglie di Mastella,la quale,in una lettera a Napolitano,ha affermato di essere trattata come Craxi perché, dopo l’apertura,nei suoi confronti, di un procedimento giudiziario per corruzione, le è stato imposto dai giudici di trasferirisi fuori. della regione la Campania, dove risiede e dove, secondo i magistrati inquirenti, avrebbe commesso i reati addebitatile.
E siamo a tre.Ma poiché la strada non è stata solo aperta ma viene anche velocemente proseguita è prevedibile che altre vittime sacrificali stiano per comparire sugli schermi della politica italiana: con la probabile e vicina conseguenza di una sdegnata campagna contro i responsabili delle sofferenze che hanno colpito o ancora colpiscono tante degne persone.A quando dunque i processi contro gli uomini di “Mani pulite” e tanti,tantissimi altri giudici e il definitivo trasferimento di una versione aggiornata della macchina della Giustizia a Palazzo Chigi o addirittura Palazzo Grazioli?

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gen  10
22
alle 04:58
da mariopinzauti


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