Il Commento

L’uovo di colombo rifiutato

Quale che sia l’epilogo del pasticciaccio brutto delle liste elettorali il governo, la maggioranza, Berlusconi personalmente ne usciranno male e ci sono forti possibilità che lo si possa constatare dai risultati del 28 marzo. La condanna odierna del Csm, di una durezza senza precedenti, il rischio che la Corte Costituzionale, esaminando i ricorsi da alcune regioni, dichiari incostituzionale il cosiddetto decreto interpretativo, il fatto che il Tar del Lazio abbia rifiutato l’applicazione di tale decreto stanno componendo, come si nota oggi nell’editoriale di un giornale certamente non governativo,”il Corriere della sera”,

un quadro di generale dilettantismo che, riferito al centrodestra, uno schieramento politico dotato di una forza senza pari nella storia repubblicana, diventa raffigurazione di una disastrosa cialtroneria. Tanto più perché, rinunciando a un po’di spocchia a favore di un sano realismo, il brain trust del pdl, avrebbe potuto limitare il disastro, forse addirittura risalire la china, quando si è trovato davanti a una sorta di uovo di Colombo. E’stato dopo che, con la ammissione della lista Formigoni e del listino Polverini, agli elettori del centrodestra è stata data la possibilità di partecipare al voto con buone chances di vittoria: a condizione solo di escludere dall’eventuale successo alcuni cacicchi del pdl, tra i quali quelli che con i loro errori e la loro stupidità avevano provocato il pasticcio. Questa soluzione facile, da pagare con un ragionevole prezzo-che sarebbe stata poi la giusta punizione per i colpevoli- è stata però rifiutata in nome del principio, appreso dal capo supremo, secondo il quale al centrodestra deve essere riconosciuto sempre di aver ragione anche quando ha torto marcio. E l’uovo di Colombo si è frantumato.

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mar  10
9
alle 06:59
da mariopinzauti


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