Nel paese dove 300 euro possono valere più di 300 milioni
Per l’uso forse improprio di poche centinaia di euro pubblici ( della Regione Emilia Romagna) il sindaco di Bologna, Delbono, si dimette e il ministro Maroni, in gran fretta, si predispone a indire l’elezioni per il rinnovo anticipato dell’amministrazione comunale della città . In Sardegna si scopre che 300 milioni di euro, pari a poco meno di 600 miliardi delle vecchie lire sono stati letteralmente sprecati per i lavori che avrebbero dovuto mettere l’isola della Maddalena in grado di ospitare, per il G8, i grandi della terra e il numeroso seguito che li accompagna in queste occasioni, cioè segreterie, interpreti, giornalisti , eccetera: lavori come si sa improvvisamente abbandonati, quando ormai erano a buon punto, in seguito alla decisione del premier di trasferire il vertice internazionale all’Aquila da poco terremotata per ragioni, diciamo, d’immagine, nella speranza di far bella figura davanti alle popolazioni delle zone colpite dal sisma e davanti al mondo. Non risulta che per questo costosissimo colpo di teatro, completato con le altre ingenti spese rese necessarie per l’allestimento in fretta e furia all’Aquila, delle strutture necessarie per ospitare il G8, nessuno abbia mai pensato di dimettersi. E, peggio ancora, nessuno, fino a questo momento, ha chiesto, sia pur sottovoce, le dimissioni di chi, con tanta faciloneria e irresponsabilità ha letteralmente buttato dalla finestra tanti soldi pubblici. Evidentemente viviamo in un paese dove trecento euro valgono e pesano più di trecento milioni : a condizione, s’intende, che a farne uso, bene, o male,sia la persona giusta.
da mariopinzauti
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