Un appello di Napolitano e Fini
Chissà se i due, il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera hanno elementi di valutazione diversi dai nostri? Lanciare,come hanno fatto questa mattina, un appello alla coesione nazionale, di badare all’interesse nazionale tralasciando le polemiche politiche e hanno fatto riferimento alla figura di De Nicola, primo presidente della Repubblica Italiana uscita dalla guerra. Ecco, mi domando se loro non ne sappiano di più. Altrimenti, l’appello, l’invito, il richiamo, come volete voi, non è altro che un vuoto simulacro. Anche un po ipocrita perchè non riconosce a chiare lettere che la maggioranza che siede in parlamento non gioca con le stesse regole politiche della minoranza. Non ha a cuore gli stessi interessi collettivi e, sopratutto, non ha al suo interno la stessa dialettica. Il PdL è un partito proprietario, organizzato come una azienda, che comunica attraverso slogan, eventi e massicce campagne pubblicitarie. Pretende che la minoranza si comporti come quella di un consiglio di amministrazione ma non certo come rappresentanti dell’altro 50 per cento del paese. Dunque un appello per superare le polemiche politiche. Ma quali ? Di riforme non si parla se non quella della giustizia nell’interesse del proprietario e basta. La modernizzazione del paese vive solo negli spot pubblicitari perchè, alla prova dei fatti, basta un po di freddo e neve per bloccare tutto ed è sufficiente andare in qualche ufficio pubblico per vedere che è cambiato poco e niente. Facciamoli gli appelli, se proprio si deve, ma consapevoli che essi sono un rito propiziatorio e non una realtà possibile.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di mario pinzauti il 01/1/70
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gennaio 6th, 2010 at 12:44
d’accordissimo con te,Luca.Certi appelli,specie se inflazionati,anche se nascono da buoni,se non ottiimi propositi,danno risultati di scarsa visibilità e inducono la parte pensante dell’opinione pubblica-che sopravvive,anche se minoritaria-a chiedersi se non siano inutili.Una volta tanto ha ragione Bossi quando critica la”melassa buonista”.
Purtroppo mancano le condizioni di base per arrivare alla coesione nazionale auspicata da Napolitano e Fini.A meno che non ci si voglia prendere in giro da soli,dando per risolutivi quello che è solo un titolo,”il partito dell’amore” o,peggio, l’incomprensibile -e pericolosa-attenzione che una parte del pd dà a queste e altre uscite spettacolari di Berlusconi e c.