Elezioni, Regionali, bersani, partito democratico

Un partito nell’angolo

In Puglia la vittoria, anzi la stravittoria del candidato che, fino all’ultimo, con l’impegno personale di Bersani e D’Alema, la dirigenza del pd ha apertamente ostacolato: prima portando in campo Emiliano, poi Boccia. Nel Lazio dove, dopo tentennamenti e bracci di ferro a non finire, una soluzione-fortunatamente più che apprezzabile- è arrivata grazie a un’autocandidatura esterna, quella della sempre verde Emma Bonino. In Campania e in Calabria un esasperante susseguirsi-purtroppo non ancora concluso-di avanti e indietro. In Umbria la messa in discussione di una vittoria certa, quella che aveva- e speriamo abbia ancora- il nome della governatrice uscente. E se non bastasse-questo senza responsabilità di vertice, e tuttavia ugualmente catastrofico-“l’incidente” Del Bono, a Bologna e la conseguente perdita di sicurezza nella riconquista di almeno una delle due regioni più rosse d’Italia, l’Emilia-Romagna (l’altra è ,come si sa, la Toscana).
Se non mancassero due mesi esatti all’ultima grande consultazione elettorale di questa legislatura,le regionali di marzo, chiederemmo a gran voce, assieme sicuramente a tanti altri, l’immediata cacciata a furor di popolo dell’intero vertice del pd, colpevole senza ombra alcuna di dubbio di aver dimostrato, e purtroppo di continuare a dimostrare, di non essere in grado di tenere in mano il partito e di essere impegnato al massimo per autodistruggersi con le lotte di potere e le vanità personali interne. Siamo però alla vigilia di un confronto che, se perduto, e nel peggiore dei modi, con una debacle, eternizzerà lo strapotere di Berlusconi, dunque la deriva e l’umiliazione della democrazia. Qualcosa dunque bisogna fare per tirar fuori il pd dall’angolo, per metterlo nella condizione di tornare a vincere o, se questo non fosse possibile, di ottenere una sconfitta dalle dimensioni onorevoli. Occorrerà anzitutto che l’intero gruppo dirigente-nella componente di maggioranza e in quelle di minoranza-lecchi e curi le sue gravissime ferite, stringendo un’alleanza che almeno per due mesi lo porti visibilmente in campo unito e determinato. Si dovrà poi dare voce in capitolo con tutte le forme possibile, a cominciare dalle primarie, a un elettorato che, come la Puglia dimostra, è umiliato ma non domo. E tutto questo subito. Perché domani potrebbe essere già tardi.

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alle 05:56
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Dici cose giustissime,caro Luca.Ma persone come me,come te,come forse buona parte dei nostri lett...


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2 Commenti to “Un partito nell’angolo”

  1. luca ajroldi dice:

    Troppe volte, carissimo Mario, negli ultimi anni abbiamo fatto ( o siamo stati costretti a fare) delle scelte spinti dai fatti contingenti e non da una precisa volontà politica. Questa segreteria, votata a maggioranza nelle primarie e dunque dagli elettori del pd, si sta rivelando ogni giorno di più un disastro. Non solo nelle regioni che non riesce a gestire ma aggiungendo alle liti locali le divisioni nazionali. Ora tu dici, se non ci fossero le elezioni…… purtroppo io non credo che l’imminenza del voto riesca a far ragionare caste, correnti, antipatie personali e personalismi, vanità e velleitarismi. La terrificante gestione del caso Vendola e li a dimostrarlo. Non so come staremmo con Franceschini o con Marino. Temo più o meno nello stesso modo. Mancano gli uomini capaci di anteporre il bene comune al proprio ego, capaci di avere visioni e slanci di utopia capaci di appassionare l’elettorato a un progetto. Oppure la politica si è ridotta solo ed eslusivamente ad un do ut des. Allora sarà bene lasciarla ed occuparsi d’altro.

  2. mario pinzauti dice:

    Dici cose giustissime,caro Luca.Ma persone come me,come te,come forse buona parte dei nostri lettori alla speranza non possono rinunciare.Anche perchè sanno che se cessassero di occuparsi di politica di politica continuerebbero a occuparsi di politica coloro che stanno facendo dell’Italia il terreno di coltura di un disastro dopo l’altro.A proposito di disastri:richiamo la tua attenzione sul fatto che in alcuni tra i più recenti s’intravedono segnali d’incoraggiamento a resistere.Com’è avvenuto tra l’altro con le 200 mila partecipazioni alle primarie di Puglia .

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