Archivi della categoria ‘Sulla graticola’
Un’altra pessima figura di Sacconi
Quanto avevano fatto e detto Maurizio Sacconi, cosiddetto ministro del cosiddetto welfare, e i molti (troppi) telegiornali che sono diventati voci del governo, per convincerci che i numeri della disoccupazione italiana erano meno preoccupanti di quelli rilevati negli altri paesi europei e che quindi, a proposito della situazione del lavoro in Italia, si potevano dormire sonni relativamente tranquilli. Passate poche ore da queste belle ma purtroppo infondate rassicurazioni sono però arrivati altri numeri e altre valutazioni che smentiscono Sacconi e i suoi corrispondenti giornalistici. Questi numeri e queste valutazioni che vengono da due fonti , sia dai sindacati che dalla Confindustria e che, anche per questo sono difficilmente confutabili, dimostrano che Sacconi nei suoi conteggi ha dimostrato una straordinaria debolezza in matematica oppure un’altrettanto straordinaria disonestà politica perché, involontariamente o meno (il meno secondo noi è più attendibile) non ha inserito nel totale dei disoccupati i cassintegrati, persone che, pur ricevendo un soccorso economico dallo stato, senza lavoro restano. Considerando anche la loro situazione il numero dei disoccupati sale infatti al 10,1 per cento (dall’8,5 per cento annunciato quasi trionfalmente dal ministro),supera la media dell’Unione Euopea(10 per cento) e porta la quantità dei senza lavoro italiani a livelli che hanno precedenti solo in quelli dell’immediato dopoguerra.Se si poi considera un particolare,quello dei disoccupati tra i giovani tra i 15 e i 24 anni,si arriva a una quota,il 26,2 per cento, di molto superiore a quella della gran parte dei paesi dell’Unione. E balza così in primissimo piano un motivo in più per dire che cantando una mezza vittoria in tema di disoccupazione, come ha fatto con il supporto di mezzi d’informazione al servizio del potere, Sacconi ha aggiunto un’altra pessima figura alle moltissime che già riempiono il suo curriculum di ex socialista divenuto servitore, in certe circostanze tra i più abietti (si ricordi ad esempio il suo comportamento nella fase finale del caso Englaro) di Silvio Berlusconi
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Damiano il 01/1/70
160 anni dopo
Da quando Marx disse-e scrisse-che la proprietà è un furto sono trascorsi 160 anni. Da allora n’è passata di acqua sotto i ponti e ne sono entrate e uscite d’idee nella mente degli uomini. Oggi la proprietà non è più considerata furto anche nei paesi del comunismo postcomunista, leggi Cina e Vietnam, dove anzi s’incitano i cittadini a darsi da fare per arricchirsi. In questi paesi come in quelli del capitalismo dichiarato, scritto in fronte del potere, si ritiene tuttavia di cattivo, pessimo gusto, sbattere in faccia al pubblico l’eccesso di proprietà, la maxiricchezza e tanto più nei momenti di particolare sofferenza e difficoltà. Fa naturalmente un’eccezione l’Italia, dove da quasi sedici anni domina un’eccezione: Berlusconi. Proprio nei giorni in cui tutto il mondo piange la tragedia di Haiti, un paese povero reso miserabile dal terremoto e mentre nella stessa Italia il bisogno è entrato in casa di tanti-come conferma la cifra di 2 milioni e 600.000 disoccupati resa nota della Banca Italia-che cosa fa l’uomo più potente e più ricco del nostro paese? Va a Venezia a cercare casa, lui che di case ne ha già abbastanza da ospitare qualche centinaio di persone, ad esempio le sette ville in Sardegna, quelle nei Carabi, a Porto Fino , i palazzi e gli appartamenti romani. E poiché non è-potendoselo permettere- uomo di bocca buona non sceglie il monocamera con servizi ma un palazzo, un altro palazzo, e dei più belli, e storici, di quelli che le guide indicano all’ammirazione dei turisti. Si tratta di Palazzo Pisani, una dimora del ‘400 con diecine di stanze, posta nientedimeno che sul Canal Grande. Prezzo? Tale probabilmente da mandare in tilt la calcolatrice. Ma Berlusconi ,che è accompagnato dai fidi Letta e Ghedini, non se ne preoccupa, dice che la cosa gli interessa, anche se naturalmente si riserva di pensarci. Mentre lo sta facendo chissà se faranno qualche riflessione i cittadini-purtroppo finora tanti- che votano per lui, incuranti delle licenze che il premier si prende in fatto di maximaxi proprietà e tanto altro.
da mariopinzauti
L’Eurocity fantasma che fa concorrenza a Trenitalia
C’è un treno, un Eurocity che le ferrovie tedesche “Deutsche Bahn” e quelle austriache “Obb” hanno lanciato in partnership sulla rete italiana il 13 dicembre (con un partner italiano: le Ferrovie Nord di Milano), che sta facendo impazzire Trenitalia. Perchè? Perchè quando Moretti annaspava e diceva ai passeggeri portatevi panini e coperte, loro andavano da Monaco di Baviera a Bologa o Milano, passando per Trento e Bolzano senza battere ciglio. Dieci volte al giorno. E’ il primo colpo di maglio verso il monopolio di fatto delle Ferrovie nel mercato passeggeri, visto che i clienti possono acquistare i biglietti anche per tratte tutte interne ai confini italiani (Milano Garibaldi, ma anche Verona Porta Nuova, Trento e Bolzano).Il costo del biglietto è leggermente superiore ai prezzi praticati da Trenitalia ma può essere acquistato a bordo senza nessun aumento.
Il punto è che sono in pochi a conoscere l’alternativa austro-tedesca: i cartelloni segnalano l’Eurocity, ma il personale di Trenitalia, non può dare informazioni a chi vorrebbe saperne di più, “Trenitalia” rispondono dall’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato “non è tenuta a dare informazioni sui servizi di altre aziende, ma non esiste alcun divieto di segnalarne l’esistenza ai clienti”.Questo è comprensibile. In un libero mercato io non vado certo a segnalare i prodotti dei concorrenti. E allora? Allora vai con il passaparola.
da luca ajroldi
Il flop dell’alta velocità
E’ vero che viviamo nella società dell’immagine. Apparire è tutto. E i contenuti ? Beh, quelli verranno dopo, se verranno. Con uno strombazzo infinito di spot, interviste e articoli parte la “metropolitana d’italia” così come è stata definita dall’ ing. Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, l’alta velocità in salsa italiana. Balle. Signori, tutte balle. Mi è bastato fare il pendolare con Napoli per una trentina di giorni per sentire solo sfilze di ritardi sul traffico locale e ritardi perfino del mitico “frecciarossa” con i suoi congrui prezzi. Poi arrivano neve e ghiaccio, abbondantemente annunciati e tutto va in tilt. In primis l’alta velocità che diventa “bassa”, per motivi di sicurezza. Ma sempre al prezzo della alta.
Ma non basta. Una parte della mia famiglia è a Trento e il treno era il mezzo migliore per andarci. Dico era perchè i treni diretti sono stati aboliti. Ora ci sono solo i “locali” che vanno presi o a Bologna o a Verona che sono i “nodi di scambio” con le cosidette frecce. perchè noi con i nomi e le trovate pubblicitarie siamo diventati bravissimi, per i contenuti, invece, come dicevo, si vedrà.
C’è anche la questione dei prezzi del biglietto, aumentati fino al 30 per cento in alcuni casi. Niente aumenti dice Moretti, solo prezzi nuovi per nuovi servizi. Quali, per cortesia? Da Napoli a Reggio Calabria non ci sono nuovi servizi, non c’è l’alta velocità ma c’è l’aumento, eccome!
Poi c’è la faccenda dei rimborsi. La più bieca di tutte le bugie dette ai passeggeri.
Il mio frecciarossa viene annunciato con un ora di ritardo. Cerco di farmi cambiare il biglietto per partire con un altro treno. Devo pagare 2 euro per il cambio prenotazione. Ma non finisce quì. Mi avvertono che “l’Europa” ci ha obbligato a metterci in regola con la normativa per cui l’impiegata mi dice che, dal 13 dicembre, con 35 minuti di ritardo non si ha più diritto al 50% di rimborso. Ma solo dopo due ore .
Anche questa una balla colossale.L’Europa non ci obbliga a niente. E’ Trenitalia che si è fatta un suo regolamento scopiazzando i rimborsi ai passeggeri delle ferovie tedesche e francesi che hanno un tasso di puntualità elevatissimo. Ingegner Moretti, Lei è stato una grande delusione. Comunque buon Natale a lei ma, sopratutto, ai ferrovieri che devono affrontare oltre ad un lavoro stressante anche le ire di passeggeri imbufaliti.
da luca ajroldi
La Lega e Tettamanzi
Siamo cresciuti con un impeativo categorico: parliamone. Tutto doveva essere discusso, esaminato, sminuzzato ben bene alla ricerca di una soluzione. Il dialogo con tutti come strumento di crescita sociale e civile. Poi, di colpo, ci si imbatte in un gruppo di zotici che mal comprendono il linguaggio e le sue regole e dunque usano un altro italiano, distorto. Quello imparato male nelle scuole di cintura e peggio applicato nel quotidiano. Questi nuovi barbari, rozzi e ignoranti, hanno fatto proseliti tra gli eterni insoddisfatti, gli avidi, gli ignoranti, tra i capitan fanfulla, tutte parole e pochi fatti. Con la loro arroganza e le loro smargiassate hanno preso la scena di un palco mediatico che era in attesa di nuovi protagonisti sguaiati e fantasiosi.
Tutti li hanno lasciati fare, qualcuno li ha persino coccolati, la politica tradizionale si è limtata a contarne i voti e a tremare. Anche la Chiesa li ha lasciati prosperare, distratta da altro. Oggi anche lei si trova nel mirino. E con un bersaglio grosso: un cardinale paragonato ad un imama,a un prete mafioso. Oltre alla voce indignata, sarà capace di fare altro?
Ora, chi li ha lasciati crescere e prosperare li teme e non sa come gestirli.
Allora, gente mia, saremo capaci noi di dare aria nuova in casa nostra levando il tanfo fetido della lega o dobbiamo aspettare, come sempre, che arrivi qualche straniero a liberarci dei disastri che abbiamo combinato?
da luca ajroldi
Fini pensa al futuro.Prossimo
C’è gente che pagherebbe per sapere come intende procedere Gianfranco Fini. Berlusconi in testa. Ma il Presidente della Camera non fa neanche intravedere quello che gli ronza nella mente. Diciamo che l’obiettivo è chiarissimo. Gianfranco è bell’e stufo di essere l’eterno secono. Ha capito perfettamente che non ci sarà mai successione ne investitura. Oltretutto con un Cav. come quello, non si va da nessuna parte. O sei lacchè o sei fuori. E allora vediamo i calcoli di Fini e le ipotesi possibili. La PdL alla fine politica di Berlusconi si scioglie come cera. Casini e “cicciobello” sono pronti a raccogliere un po di reduci frastornati. La Lega? Prosegue da sola a meno che non si rinnovi un accordo con Fini. Improbabile ma possibile. Il centro-destra originale (rotondi,lombardo,forza italia) potrebbe andare sotto le bandiere di Fini ma senza l’accordo con la Lega non ci sarebbero i numeri per avere una maggioranza. Infatti la destra, non sentendosi rappresentata, farebbe nascere una nuova formazione. I timonieri, o almeno i presunti tali, abbondano.
Fini ha capito perfettamente e da tempo, che l’Italia è moderata, moderatamente antifascista, tiepidamente europea ma fortemente europeista se si tratta di accedere ai fondi comunitari. Dunque numeri consistenti per una PdL ridimensionata ma non sicuramente vincente. A meno che la Lega, ormai abituata alla stanza dei bottoni, pur di non perderla, decida di accettare il gioco delle alleanze. Se così dovesse essere la traversata del deserto per il PD si allungherebbe a dismisura. Dieci, forse dodici anni di opposizione. Se invece la Lega decide di fare da sola allora la partita si può giocare. Il PD avrebbe delle possibilità e, forse ma solo forse, Bersani potrebbe essere la persona giusta.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di luca ajroldi il 01/1/70
Serve l’ambulanza
Se tanto ci dà tanto non può tardare molto il giorno in cui qualcuno farà salire Berlusconi su un’autoambulanza. Proprio come accadde a Mussolini il 25 luglio 1943. Con l’autoambulanza il Cavaliere non sarà però portato, come il Duce, in un confino posto sulle vette del Gran Sasso, bensì in una clinica per la cura delle malattie mentali .Dunque tra i matti. Che quella fosse, per lui, un’inevitabile destinazione, lo si era capito e visto con chiarezza quando sua moglie Veronica qualche mese fa aveva rivelato al “Corriere della sera” che il poveretto “non stava bene”. Poco dopo una serie di episodi sconcertanti hanno messo in luce la gravità del male e l’urgenza della terapia. Pur disponendo di ricchezze enormi e di altri,non minori mezzi di seduzione-quali la possibilità di promettere carriere politiche o futuri da diva in popolari programmi televisivi- Berlusconi è ricorso a uno spregiudicato mezzano per godere, nelle sue dimore, della presenza e dei favori di ragazze e ragazzine in età verde, in taluni casi molto verde, senza oltretutto prendere adeguate precauzioni per evitare –nonostante gli uomini e i mezzi a sua disposizione-che quegli incontri imbarazzanti, da anziano schiavo del sesso diventassero di dominio pubblico. In una recente conferenza stampa si è concesso un elogio che, per altri protagonisti della storia, è venuto-quando è stato meritato-solo dai posteri. Si è definito il più grande statista italiano degli ultimi 150 anni. Ieri, dopo che la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano gli ha fatto scoppiare di rabbia il cervello, ha gridato, in presenza dei giornalisti:”viva l’Italia,viva Berlusconi.” Imitando, anche se forse inconsapevolmente, la gran parte dei malati di mente che credono di essere la reincarnazione di Napoleone,il premier ha così proclamato che lui e il nostro paese, l’Italia, sono un tutt’uno..Dunque la malattia si aggrava. Dunque più che una consultazione elettorale anticipata serve l’autoambulanza.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di BRIZ il 01/1/70
Le dimissioni, per Bossi, sarebbero un dovere
Continua lo stillicicidio degli attacchi ai militari italiani in Afghanistan. Come ho scritto più e più volte su questo blog il comportamento dei terroristi non è più un mistero da tempo. Basta studiare un po e leggere molto. Non di padania naturalmente. Occorre avere a cuore gli interessi del paese e non quelli di bottega. Date queste premesse a nessun politico degno di questo nome verrebbe mai in testa di dire apertamente, dopo un attentato che ha provocato sei morti, “ritiriamoci”. Sarebbe follia pura. Sarebbe un invito a continuare negli attacchi. Ed ecco che questo sta avvenendo puntualmente
Ancora sotto attacco i militari italiani in Afghanistan. Stamane, in uno scontro a fuoco con i talibani nella provincia di Herat, due parà della Folgore sono rimasti leggermente feriti, uno a una mano e l’altro al collo. Le condizioni di entrambi non sono gravi. L’attacco si è verificato nell’area di Shindand, la stessa dove ieri un altro paracadutista era rimasto ferito durante un analogo scontro a fuoco.
Ad un ministro della Repubblica, reo di un comportamento così imbecille e indegno della carica ricoperta, non resterebbe che dare le dimissioni chiedendo scusa ai familiari delle vittime. Solo in questo modo si potrebbero far cessare gli attacchi dei talebani e delle altre bande di assassini e trafficanti che spadroneggiano in alcune zone ( molte, troppe) dell’Afghanistan.
Ma voi pensate che Bossi avrà mai questo scatto di dignità?
da luca ajroldi
Intervista a Berlusconi
Berlusconi “Zelig”. Berlusconi alla sua tv maghrebina “Nessma TV” di cui è conprorietario, rilascia queste dichiarazioni. Dunque nella migliore delle ipotesi si contraddice. La peggiore la lascio alla vostra immaginazione.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Alberto M il 01/1/70
Benedetto XVI: ci sei o non ci sei?
Benedetto XVI:ci sei o non ci sei? E se ci sei non ti sembra che sia venuto il momento di battere un colpo e di quelli forti, udibili, anche senza l’ausilio di apparecchi acustici, perfino per i sordi o almeno per i mezzi sordi? Berlusconi ha appena detto che i rapporti tra lui e la Chiesa Cattolica sono ottimi e che quindi non c’è alcun bisogno d’incontri chiarificatori tra lui e il Papa. Ma “Famiglia cristiana”, il più diffuso tra i settimanali cattolici, più volte gli ha fatto il pelo e il contropelo per il suo ruolo di licenzioso papi nella vicenda di Noemi Letizia e per essere stato protagonista, a Palazzo Grazioli, a Roma e a Villa Certosa, in Sardegna, di vicende che sembrano uscite da una versione 2008-2009 delle opere del marchese De Sade. E non molto meglio, sia pure con una maggiore prudenza nei termini, l’ha trattato “Avvenire”, il giornale dei vescovi. Si mettano sul piatto della bilancia anche le dichiarazioni critiche non solo dei “parroci fuorviati” di cui Berlusconi è costretto ad ammettere l’esistenza e la loquacità ma pure le critiche di qualche principe della chiesa, leggi vescovo e cardinale, e allora ci vuole altro che il cannocchiale di Galileo per vedere gli ottimi rapporti che il premier vanta con la Chiesa Cattolica. Questo per l’ultimo prete di campagna. E anche per il Sommo Pontefice. O almeno così dovrebbe essere. Ma se è così -come noi, assieme a tanti altri ,riteniamo che sia- il Papa ha il dovere di parlare forte e chiaro. Altrimenti lui, e con lui la Chiesa Cattolica, accetterebbero di sostenere e far propria, oltretutto a loro stesso danno,. l’ultima menzogna del più grande bugiardo contemporaneo.
da mariopinzauti





