Archivi della categoria ‘Giravolte’
Nel paese degli smemorati
Il mondo e anche un ristretto gruppo di nostri connazionali da molti anni s’interrogano sui motivi dell’irresistibile ascesa di Silvio Berlusconi, nato come pianista e canterino di navi transatlantiche, improvvisamente cresciuto come imprenditore non si sa come e grazie a chi, divenuto un leader politico che pur essendosi prevalentemente impegnato -e non senza risultati eccellenti- per la tutela degli interessi propri e della sua famiglia, ha conquistato una popolarità che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Su questo caso si sono fatte varie ipotesi. Nelle ultime ore se n’è aggiunta un’altra che potrebbe avere, a nostro avviso, particolare fondatezza. E’accaduto dopo che ieri il premier, in una conferenza stampa,ha dichiarato che non esistono al momento possibilità di riduzioni fiscali a causa della crisi che ha colpito l’Italia e il mondo. E’una brutta e cattiva notizia. Che però diventa anche sorprendente se si considera che non più tardi di qualche giorno fa lo stesso Berlusconi, in un’intervista a “La Repubblica”, si era impegnato per una sensibile e rapida riduzione del gravame fiscale, grazie, tra l’altro a un abbassamento sia delle aliquote massime che di quelle minime dell’Irpef. E la sorpresa non può che trasformarsi in sbalordimento e costernazione se si nota che identico impegno a ridurre presto le tasse Berlusconi lo aveva solennemente dichiarato nel ’94, al momento della sua entrata in politica. Senza però realizzarlo in nessuno dei suoi ben quattro governi finiti disgraziatamente nelle sue mani. E’l’ennesima prova di quanto il personaggio sia inattendibile, ha commentato Bersani. E di quanto sia imbroglione ha rincarato Di Pietro. Vero, verissimo. E tuttavia è anche vero che questo personaggio che,con i suoi atti e le sue parole,si conferma continuamente come inattendibile e imbroglione continua, secondo i sondaggi, a godere dell’appoggio del sessanta per cento dei cittadini. Come si spiega? Con il fatto che la maggiorparte degli italiani si sono bevuti il cervello-come parallelamente confermerebbe il successo della tv trash tipo “Grande fratello”-oppure che essi soffrono di memoria talmente corta da dimenticare non solo quello che hanno sentito qualche anno fa ma addirittura quello che è stato detto loro due giorni prima e sono dunque sempre pronti ad applaudire solo gli incantesimi presenti, anche quando essi, oltretutto, sono piuttosto bruttini? L’ipotesi contenuta in questa parte finale della domanda è secondo noi più fondata. E permette di coltivare anche una moderata speranza:quella che una cura di massa a base di medicinali a base di fosforo prescritti dai medici del servizio sanitario nazionale possa almeno ridurre le dimensioni di quella che il resto del mondo considera una vera e propria anomalia durata troppo a lungo.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Elezioni regionali: più faide che politica
La cartina di tornasole di quanto sia in affanno, di quanto sia in stato confusionale la politica ( tutta la politica) viene dalle candidature a queste prossime elezioni regionali.
Lasciamo da parte il PdL, che in questo momento ci interessa di meno, per guardare con più attenzione nel PD e nel centro sinistra ( senza trattino) in generale.
Campania, Lazio, Calabria, Puglia. Tutti casi emblematici. Tutte situazioni in cui vecchia politica, vecchi schemi, vecchi veti tutti interni ai partiti e alle persone, si intrecciano e mostrano il peggio di se. Incuranti dei progetti, incuranti dell’opinione pubblica, incuranti dell’interesse collettivo, si affrontano a colpi di spingarda o di fioretto sui nomi, non sui programmi. Non in piazza ma nelle stanze delle segreterie in quelle famose riunioni, nei tavoli, per decidere alleanze e schieramenti. Era quello che volevamo? Era questa la richiesta che arrivava forte dalle piazze? Era questo lo scopo delle primarie? Nome contro nome, corrente contro corrente, cordata contro cordata? Oppure chiedevamo altro?
Forse noi cittadini non siamo in grado di capire le difficoltà di una classe politica provinciale e impreparata, messa brutalmente a nudo da una trasformazione sociale inarrestabile. Forse. Quello che è certo è che la politica ci continua a considerare ” il parco buoi” a cui chiedere il voto e il sostegno per i “suoi” giochi e non nel nostro interesse. Una politica che fa ancora riferimento a ideologie e non ai bisogni del paese. Come giudicare, se non con questo metro, la candidatura Vendola/Boccia in Puglia o la minaccia della Binetti di lasciare il PD qualora il partito appoggiasse una candidatura Bonino ? E ancora, che ne dite della Campania dove va all’aria la trattativa per la riipicca di IdV e Vendola nei confronti del PD campano? E dell’UdC di Casini cosa vogliamo dire? In perfetto stile democristiano esercita la politica delle alleanze ” dove mi conviene di più e dove riesco a condizionare meglio”. No, non volevamo questo quando è nato il PD, quando abbiamo fatto la fila per votare alle primarie, quando abbiamo scelto il segretario.
da luca ajroldi
La canaglia doc
“Bisogna impedire di ridare improvvisamente voce alla canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia”. Le parole sopra riportate tra virgolette sono state dette da un autorevole membro dell’attuale governo, da colui che rappresenta l’Italia nelle sedi internazionali. Vale a dire il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, iI quale le ha usate per controbattere con una finora inedita furia polemica alle obiezioni espresse da chi si oppone con decisione alla ventilata trasformazione delle commemorazioni per il decennale della morte di Craxi in una totale, apologetica riabilitazione, quasi una santificazione del leader del psi. Tra costoro vi sono il leader dell’idv Antonio Di Pietro e i magistrati del pool di “mani pulite” di Milano, colpevoli di aver prima incriminato poi condannato Bettino Craxi per gravi atti di corruzione di cui nessuno è riuscito mai a dimostrare l’inesistenza ma ora sono rappresentati non da un comune cittadino, neppure da un giornalista fazioso ma da un autorevole uomo di governo come canaglieschi tentativi per “annichilire questa nostra Italia”. Neppure Berlusconi era mai arrivato a tanto nei suoi attacchi alla cosiddetta magistratura rossa di ieri e a quella di oggi. Se accade è evidente che la commemorazione di Craxi non è vista dal centrodestra, e dal suo leader in particolare , solo come l’occasione per tentare di lavare la memoria del leader del psi dalle molte macchie che hanno infangato gli ultimi anni della sua carriera politica ma anche come un momento opportuno per spingere verso l’angolo una magistratura che ancora oggi, nonostante le leggi ad personam già attuate o in preparazione, si ostina a occuparsi dei panni sporchi del premier. Ed è significativo che per questo basso servizio ci si affidi a Frattini, autore della cosiddetta legge sul conflitto d’interessi che ha tutelato e tutela solo gli interessi di Berlusconi: vale a dire una canaglia doc.
da mariopinzauti
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di Ivaldo il 01/1/70
Omaggio a Darwin

da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
Tutti golpisti? Roba da ridere.
Il mio sconforto si sta tramutando in depressione profonda. Abbiamo un premier fortemente sospettato di corruzione dei giudici (lodo mondadori). Abbiamo un premier assolto per decorrenza dei termini per un caso precedente (imi-sir) . Abbiamo un premier facilmente ricattabile da una escort che, documenti alla mano e consegnati ai giudici, fornisce prestazioni sessuali in cambio di favori ( permessi e aiuti per un residence in costruzione). Abbiamo un premier che ha intrattenuto rapporti amichevoli con una minorenne. Che ha detto bugie su bugie a proposito di quel rapporto, che non ha voluto rispondere a domande su quella situazione tanto da diventare oggetto di scherno presso gran parte della stampa internazionale. Ebbene che davanti a tutto questo qualcuno ( Cicchitto) osi persino parlare di giustizia a orologeria, di golpe, di voler sovvertire il risultato del voto e che nessuno tra stampa e opinione pubblica rida loro in faccia e li accompagni gentilmente alla porta mi è incomprensibile. Persino il sonnolento TG1 ha avuto un sussulto di dignità e ha bacchettato il direttore Minzolini che aveva risposto maldestramente alla tirata di briglie che arrivava dal suo benefattore. Anche tra i cortigiani c’è chi ha classe e chi non ce l’ha. Minzolini, evidentemente ne è sprovvisto.
I giornali, la radio e le tv riportano dichiarazioni e prese di posizione come se si trattasse di un dibattito sul sesso degli angeli, senza spiegare, senza sghignazzare, senza sottolineare il senso di drammatico ridicolo che ormai circonda tutto e tutti. Non vi sembra arrivato il momento di riprendere in mano le redini di questa democrazia devastata per ricomincire a muoversi nell’ambito delle democrazie occidentali?
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70
Maledette elezioni permanenti
Sul sito del Consiglio italiano per i rifugiati le foto esclusive dei rifugiati rimandati indietro dall’Italia, dopo l’arrivo al porto di Tripoli. A furia di giravolte finirà per girarci la testa e cadremo tutti in terra, come nella vecchia filastrocca. Si dice che i vecchi ricordino benissimo i fatti passati e tendano a dimenticare cosa è successo l’altro ieri. Gli italiani, che sono furbissimi, hanno adottato la tecnica mista che prevede di non ricordare niente del passato e niente dell’altro ieri. In questo modo si ottengono tutta una serie di risultati di grande utilità: tutti possono affermare quello che vogliono e pretendere di avere ragione. Prendiamo il caso degli immigranti irregolari che arrivano sui barconi trasportati dai mercanti di carne umana. Per alcuni sono clandestini venuti per delinquere e vanno respinti in mare ( dal paese si levano applausi scroscianti), per altri
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da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
L’ultimo ottimista
S’erano tanto amati, tra Silvio (Berlusconi) ed Emma (la Marcegaglia),al punto che per compiacerla lui mise i bastoni tra le ruote al progetto europeo.per salvare il pianeta dai disastri ecologici. Ora la luna di miele sembra finita, non è escluso il divorzio. ”La crisi è reale”, tuona la gentile presidente della Confindustria. E aggiunge un paio di battute al vetriolo di cui è chiaro, evidente il destinatario::” la crisi non se la sono inventata i media”;” se si vuole tentare di risolverla servono soldi veri,non promesse o interventi insufficienti: le imprese, in particolare quelle piccole e medie, sono a forte rischio”.E-incredibile ma vero-sembra in punto di morte anche la stagione dei baci e abbracci con la Confcommercio,in particolare con il suo presidente, Carlo Sangalli. Il quale dall’assemblea tenuta dalla sua organizzazione a Cernobbio dà una notizia che dovrebbe far rizzare i capelli anche a chi ha pensato di aver risolto il problema con una serie di portentosi trapianti costatigli un occhio della testa :nel 2008,in Italia,ben 44 mila negozi hanno chiuso i battenti. E senza preoccuparsi troppo di ferire la sensibilità del suo ex amico Sangalli fa uscire dalla sua bocca un’altra notizia bomba, dice che, al punto in cui siamo arrivati, una tassa sui ricchi sarebbe più che opportuna. Sia pure differenziandosi nei particolari riprende dunque e fa sua, nella sostanza, una proposta avanzata qualche giorno prima dal leader del pd,Franceschini,il quale Franceschini,presente nella sala dell’assemblea come ospite si guadagna,non a caso, un lungo applauso::fatto,che si ricordi,mai successo in casa Confcommercio. Alle corte. Ormai non sono solo i giornali italiani e stranieri definiti catastrofisti, la Cgil, i partiti dell’opposizione, ragazzacci e comari che se non sparano contro di lui non si divertono.Anche i suoi ex amici vedono le dimensioni della crisi e dell’inadeguatezza dell’azione governativa..Berlusconi è rimasto il solo ottimista d’Italia e del mondo. Purtroppo.. Perchè purtroppo?Perchè se avesse ragione le cose per tanti,anzi per tutti,andrebbero meglio e potremmo rassegnarci a sopportarlo.Così non è.Così dovremmo sopportare la beffa oltre al danno.Non vi sembra troppo^
da mariopinzauti
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di daland il 01/1/70
Bossi, i figli e la nomina di Renzo
In un periodo in cui la situazioni drammatiche ci riempono gli occhi e la bocca, in cui l’informazione è predatore e vittima al tempo stesso, parlare di Renzo Bossi, Renzo Trota come lo chiama il suo fans club, è rilassante. Dunque partiamo dal Capo, da colui che ce l’ha durissimo e irruppe nella politica italiana tuonando: ” La Lega, assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». Di più: «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!». Di più ancora: «Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!» Parole di fuoco che ebbero subito l’approvazione del futuro popolo leghista ma non solo. Poi iniziò il cammino della Lega e il Capo non seppe resistere al richiamo della famiglia, come ci ricorda Gian Antonio Stella
(Bossi)….aveva già piazzato a Bruxelles il fratello Franco e il figlio Riccardo. Assunti come portaborse, il primo a carico di Matteo Salvini e il secondo di Francesco Speroni, evidentemente lieti di spendere «in famiglia» la prebenda di 12.750 euro al mese che ogni deputato riceve per l’attaché. Quali competenze avessero l’uno e l’altro non si sa e non si è mai avuto modo di approfondire: dopo la scoperta della doppia sistemazione parentale, ufficializzata dalla pubblicazione sul sito Internet www2.europarl.eu.int/assistants, le due nomine furono precipitosamente annullate. Meglio perdere un paio di stipendi che esporsi al rischio di mal di pancia dei leghisti di base allevati nel mito dei duri e puri.
Oggi ci risiamo. Renzo, il trota, bocciato tre volte all’esame di maturità, persi tutti i ricorsi viene piazzato ne comitato di presidenza del nuovissimo organismo «Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo » giudicato strategico dalla Lega. Ma quali sono le competenze dello straordinario giovane ?
L’assessore regionale Davide Boni ha spiegato a “Repubblica” che la nomina del ragazzo è solo il primo passo: «Stanno scadendo i vertici e noi ci facciamo avanti perché la Fiera è troppo importante per Milano e l’intera Padania e perché la Lega esprime una classe politica di tutto rispetto». «E Renzo?» «Con lui la squadra non potrebbe essere più incisiva». Si esclude, ovviamente, ogni volontà di leccare i piedi al Capo supremo ed anche ogni sospetto di familismo tanto criticato quando ad esercitarlo era Clemente Mastella.
da luca ajroldi
Alitalia, una farsa infinita
Il gioco delle parti tra Bossi e Berlusconi, tra sindaci comici come Moratti e Alemanno per la santa causa di Malpensa e dell’intero nord laborioso e produttivo, è così buffo da non essere più offensivo. Se fino a pochi giorni fa ancora mi indignavo perchè ci prendevano per scemi, ora è evidente che sono loro ad essere sottoposti alla burla di mezzo mondo, l’altro mezzo se ne infischia. Un Primo Ministro che in piena crisi mondiale si preoccupa di indire a casa sua(sic) due riunioni distinte con una società privata, a capitale privato, quotata in borsa, sulle future alleanze societarie, su aereoporti hub o non hab e con un suo alleato politico, in stanze separate,è grottesco. Ma dove credono di vivere, nel pleistocene ? Qualcuno gli ha detto che esistono i giornali e le tv di altri paesi ? I corrispondenti? Oppure sono così consapevoli di avere davanti una opposizione inesistente( PD) caciarona e ininfluente( Di Pietro) e una popolazione talmente cinica da infischiarsene della politica. Lei dica quello che le pare, pensano i cittadini, tanto noi facciamo come ci pare. Il risultato finale è davanti agli occhi di tutti e non è certo un bel vedere. Ma forse neanche questo interessa più tanto.Così l’amministratore delegato rassicura l’alleatopolitico del premier ma anche il prossimo socio francese mentre il presunto socio tedesco fa sapere che lui è sempre della partita.
Non so più se è uno scherzo drammatico sulla pelle delle persone o un incubo dovuto a una overdose di berlusconismo. E intanto:
All’indomani del vertice di Palazzo Grazioli, è stato presentato alla Camera un emendamento ’salva-Malpensa’ al decreto anticrisi all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo ricalca una proposta già presentata dalla Lega e chiede al ministro delle Infrastrutture, di concerto con gli Esteri, di raggiungere in 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, «accordi bilaterali nel settore aereo al fine di ampliare il numero dei vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali internazionali ed intercontinentali».
da luca ajroldi
Le indecenti indecenze
Si dice che il peggio non è mai morto. Ma è il momento di aggiornare il vecchio adagio, dicendo che purtroppo non è mai morta neppure l’indecenza. Lo confermano due recentissimi episodi della cronaca politica. Primo: la Camera ha eletto presidente della Commissione Esteri il leghista Stefano Stefani, il quale, nel 2003, quando era sottosegretario del secondo governo Berlusconi, dichiarò alla stampa che i turisti tedeschi vengono in Italia sopratutto per fare gare di rutti. Queste parole da osteria provocarono reazioni infuriate da parte della stampa tedesca e perfino l’allora cancelliere Schroeder la prese male. Per mettere una toppa alla crisi tra i due paesi Berlusconi convinse Stefani a levare le tende dai palazzi del potere nostrani Ma ora, cinque anni dopo, Stefani torna in quei palazzi. E con un incarico che sembra fatto su misura per far schiumare di rabbia i tedeschi dalla memoria buona. Come presidente della Commissione Esteri della Camera tratterà di problemi internazionali e avendo per interlocutori anche personaggi internazionali, tedeschi compresi. Come si presenterà al loro cospetto? Con la maschera che meno gli si confà, quella da persona seria? Caso due: in questi giorni è toccato al Ministro per lo Sviluppo Economico annunciare che l’Italia ricorrerà alle centrali nucleari per risolvere i problemi energetici. Questo ministro è Claudio Scajola,lo stesso Scajola che, quando era ministro dell’interno (nel secondo governo Berlusconi), parlando con due giornalisti, definì un rompiballe il giuslavorista Marco Biagi perchè costui, ucciso pochi giorni prima dalle Brigate Rosse, aveva insistentemente chiesto una scorta senza peraltro ottenerla. I due giornalisti pubblicarono la ghiotta confidenza , successe un finimondo, Scajola fu costretto a fare fagotto. Ma ora eccolo di nuovo protagonista della politica, addirittura arbitro della scelta nucleare: sperando evidentemente, che la famiglia Biagi abbia dimenticato e che abbia dimenticato anche la gran parte degli italiani.
da mariopinzauti





