Archivi della categoria ‘costi’

Dibattiti, costi

La politica del dis-fare ( sottobanco)

ECCO I POLITICI CHE ABBIAMO ELETTO: LA COMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA CANCELLA IL TESTO DEL SENATO E TOGLIE IL TETTO AGLI STIPENDI DI MANAGER DI SOCIETA’ QUOTATE E BANCHE.
ALLARME DELLA CEI: MAFIA E POLITICA PARALIZZANO IL SUD.
IL PROCURATORE GENERALE CHIEDE PENE DURISSIME PER I 27 IMPUTATI NEL PROCESSO D’APPELLO SUI FATTI DELLA DIAZ A GENOVA

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feb  10
24
alle 05:00
da luca ajroldi

Berlusconi, bertolaso, costi, g8

Nel paese dove 300 euro possono valere più di 300 milioni

Per l’uso forse improprio di poche centinaia di euro pubblici ( della Regione Emilia Romagna) il sindaco di Bologna, Delbono, si dimette e il ministro Maroni, in gran fretta, si predispone a indire l’elezioni per il rinnovo anticipato dell’amministrazione comunale della città. In Sardegna si scopre che 300 milioni di euro, pari a poco meno di 600 miliardi delle vecchie lire sono stati letteralmente sprecati per i lavori che avrebbero dovuto mettere l’isola della Maddalena in grado di ospitare, per il G8, i grandi della terra e il numeroso seguito che li accompagna in queste occasioni, cioè segreterie, interpreti, giornalisti , eccetera: lavori come si sa improvvisamente abbandonati, quando ormai erano a buon punto, in seguito alla decisione del premier di trasferire il vertice internazionale all’Aquila da poco terremotata per ragioni, diciamo, d’immagine, nella speranza di far bella figura davanti alle popolazioni delle zone colpite dal sisma e davanti al mondo. Non risulta che per questo costosissimo colpo di teatro, completato con le altre ingenti spese rese necessarie per l’allestimento in fretta e furia all’Aquila, delle strutture necessarie per ospitare il G8, nessuno abbia mai pensato di dimettersi. E, peggio ancora, nessuno, fino a questo momento, ha chiesto, sia pur sottovoce, le dimissioni di chi, con tanta faciloneria e irresponsabilità ha letteralmente buttato dalla finestra tanti soldi pubblici. Evidentemente viviamo in un paese dove trecento euro valgono e pesano più di trecento milioni : a condizione, s’intende, che a farne uso, bene, o male,sia la persona giusta.

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gen  10
29
alle 01:27
da mariopinzauti

Elezioni, costi, nucleare

Governo: avanti tutta. Anzi no. Pianissimo

Il Consiglio dei Ministri ha deciso le regole per la scelta dei siti dovre andranno le nuove e future centrali nucleari. La scelta dei luoghi viene rimandata. A quando? Ma dopo le elezioni reginali ovviamente. Mica vogliamo alienarci i voti di qualche regione:
Tanto come funziona ormai lo sappiamo. Gli italiani vogliono il nucleare? Certo ma non a casa loro. A casa d’altri, si che problema c’è? E le scorie ? A quelle penseremo poi. Questo è il governo del fare, quindi facciamo piano e non inimichiamoci nessuno.
In Parlamento l’iter della legge sulla cittadinanza agli immigrati, procede con cautela. Gli emendamenti che potrebbero infastidire la Lega verranno esaminati post elezioni. Avanti adagio, mi raccomando.
Nel 2006 viene varata la legge sul bilancio digitale. Se applicata farebbe risparmiare alle imprese e all’Italia, secondo uno studio dell’università di Milano, circa 60 miliardi. E perchè non la applichiamo? Ma perchè manca il regolamento d’attuazione e il ministero non ha trovato il tempo ( tre anni) per emetterlo.
Siamo uomini di mondo. In grado di comprendere e perdonare. Ma quello che non capisco è per quale motivo Berlusconi, il suo Governo e la sua maggioranza se la prendono con un sistema istituzionale che, secondo loro, non permette di decidere e di realizzare?

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dic  09
22
alle 06:04
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Ivaldo il 01/1/70

Voglio fare i complimenti a Berlusconi per la sua raffinata tecnica di imbonimento nei confronti ...

costi

Il doppio incarico Stanca. il doppio stipendio no

Lucio Stanca, ex ministro all’innovazione tecnologica che non ha lasciato traccia di se nel ministero ne con le parole ne per le azioni ma solo per i soldi spesi in un faraonico progetto di un portale per l’Italia, mai andato a buon fine, torna alle cronache!
Ieri sera su Report un siparietto tra lui e l’ottimo Bernardo Iovene ci ha fatto rivivere i tempi del primo governo Berlusconi e l’arroganza degli uomini portati a ricoprire incarichi di ministro. Dunque Lucio Stanca nel nuovo gabinetto Berlusconi non c’è ma si è mai visto che un fedelissimo venga lasciato a piedi? E allora, eletto alla Camera nel PdL nel 2008 oltre all’incarico da deputato viene nominato di amministratore delegato della società di gestione di Expo da Letizia Moratti( la società ha il compito di gestire tutta la costruzione dell’ esposizione a Milano per il 2015).Ma la giunta milanese mugugna. O lavori con noi o per il Parlamento. Deciditi, è la richiesta. Inascoltata. Due incarichi, due stipendi. Normale no ? Certo che due incarichi che prevedono il tempo pieno sono un po inconciliabili. Almeno così sembra ai comuni mortali. Ecco un esempio:” A settembre 2008 il deputato Lucio Stanca partecipa al 98,26 per cento delle votazioni in aula: 113 su 115. A ottobre 2009 il deputato, nel frattempo è andato ad di Expo, è mancato al 95,78 per cento delle votazioni: su 166 discussioni, ha premuto il pulsante elettronico solo sette volte.” Ma lui dice che la legge glielo consente e che al massimo deve rispondere al PdL. A questo nuovo barbaro proveniente da qualche sconosciuta galassia qualcuno si prende la compiacenza di spiegare che lui risponde al paese e agli italiani? Iovene ha tentato, ma l’ex ministro per l’innovazione è restato indietro, non si è aggiornato. Lui è ancora convinto di essere in epoca napoleonica tutelato da Napoleone in persona. Qualcuno lo sveglierà ?

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nov  09
23
alle 04:12
da luca ajroldi

Dibattiti, costi

Un’opera che non si può e non si deve fare

Il countdown corre verso il traguardo d’arrivo del vicino 23 dicembre, giorno in cui, secondo i trionfali annunci diramati da Berlusconi e sosten uti da suo scudiero ministro Mattioli, avranno inizio i lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Ma la prossimità dello storico evento non fa né sparire né affievolire le voci di coloro che definiscono l’opera come difficile, se non impossibile. E’decisamente impossibile secondo un ingegnere di Messina, Claudio Villari, autore di una relazione redatta per “Italia nostra “ sulla base dei risultati di una sua inchiesta. Secondo Villari non si può pensare, allo stato dei fatti, di costruire il ponte per il semplice motivo che ancora manca un progetto esecutivo e non è stata fino ad oggi assicurata la copertura finanziaria dell’opera: per cui non esistono i presupposti richiesti dalla legge per dare inizio ai lavori. C’è, invece, aggiunge l’ingegnere, qualcosa di peggio. Secondo le previsioni il ponte dovrebbe essere lungo 3300 metri e poggiare su torri di ancoraggio alte 383 metri.Questo in una zona che, come ha di nuovo tragicamente confermato il terremoto di un mese fa, è ad altissimo rischio sismico.Tanto è vero che le amministrazioni locali hanno inserito nei loro piani regolatori il divieto di costruire edifici alti più di 22 metri! Il ponte, su cui ogni giorno transiterebbero, in macchina o in treno, migliaia di persone, nascerebbe quindi senza adeguate protezioni contro la furia di terremoti come quello che ha recentemente devastato il Messinese! Si sentono, Berlusconi e Mattioli, di affrontare questo rischio? Oppure, una volta di più tenteranno penosamente di salvare la faccia smentendo le loro stesse promesse, attribuendole a falsificazioni dei mezzi d’informazione?

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nov  09
12
alle 12:10
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di armando il 01/1/70

No Berlusconi day. 5 Dicembre 2009 Roma. Manifestazione Nazionale per chiedere le dimissioni del ...

Notizie, costi

Conflitto d’interessi

Conflitto d’interessi ? Gli italiani fanno spallucce e sorridono. Sembra un residuato arcaico, come la veletta per le donne o il frac. Roba d’altri tempi, insomma. Poi leggi di una autostrada costata 62 milioni di euro (124 miliardi delle vecchie lire) al Km. Per un totale di 375 milioni e rotti. Una cifra pazzesca e allora cominci a farti delle domande. Cosa ci puoi comprare con questa cifra ?
Ad esempio trecento carrozze deluxe per i treni dei pendolari. O rimettere in sesto tutte le strutture universitarie dell’Aquila, pagare per un anno le rette degli studenti e poi, con quel che avanza, acquistare tremila casette di legno per gli sfollati del terremoto.
L’assurda cifra è stata invece spesa per realizzare una strada, una piccola tangenziale a sud ovest di Asti. Un nastro d’asfalto lungo appena 5.329 metri che costa, considerando i 2.848 metri di bretelle e svincoli per collegarlo alla viabilità ordinaria, più di 60 milioni al euro al chilometro. Ed ecco le conclusioni ( documentate di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera

Inutili le proteste degli oppositori, secondo cui non è stato mai fatto uno studio di viabilità, e quindi nessuno sarebbe in grado di dire quante macchine passeranno su quella strada. Inutili anche le osservazioni avanzate dal comitato su alcuni aspetti dell’operazione. Per esempio, la circostanza che la società Autostrada Asti-Cuneo del gruppo Gavio, concessionaria della tangenziale, sia partecipata al 35% dall’Anas, cioè dal concedente. Per esempio, che il progetto sia stato affidato a un’altra società del medesimo gruppo Gavio, la Sina spa, di cui è amministratore delegato Agostino Spoglianti, contemporaneamente pure presidente della Asti-Cuneo…

Parlavamo di conflitti d’interesse ? Ma va, roba vecchia, vecchissima, sempre attuale.

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ott  09
7
alle 12:18
da luca ajroldi

Dibattiti, costi

Dove volano gli asini

Secondo Maroni (dichiarazione di pochi giorni fa) per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo serviranno 12 miliardi di euro. Secondo Matteoli (ministro dello stesso governo di cui fa parte Maroni) ne serviranno molti meno (dichiarazione di ieri sera). Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni di qualche settimana fa) per disoccupati, precari e altre vittime della crisi il governo non può fare più di quanto ha fatto perché non ci sono disponibilità nelle casse dello stato. Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni più volte ripetute in questi giorni) per la ricostruzione dell’Abruzzo non saranno necessari nuovi prelievi fiscali né tagli a spese già programmate (tipo il ponte sullo stretto di Messina) perché i soldi nelle casse dello stato ci sono.
Poichè -sia vera la valutazione di Maroni o quello di Matteoli- si tratta comunque di miliardi, miliardi di euro (ogni miliardo di euro è pari a poco meno di 2 mila miliardi di vecchie lire,non di bruscolini) è da chiedersi come la somma necessaria per la ricostruzione dell’Abruzzo sia stata miracolosamente trovata dopo che, appena poche settimane fa, veniva data per inesistente. E’una domanda cui nessuno risponde e alla quale nessuno sembra avere intenzione di rispondere: nella convinzione -purtroppo confermata dai sondaggi,gli ultimi compresi- che il popolo italiano sia ormai in gran parte costituito da uomini e donne che passano le giornate con il naso in aria,in attesa di vedere -e naturalmente applaudire- gli asini che volano.

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apr  09
22
alle 07:14
da mariopinzauti

costi, unione europea

Eurodeputati: arriva lo stipendio unico

Pare che le segreterie dei partiti si siano svuotate di colpo da chi le affollava per avere una candidatura a Bruxelles. Pare anche siano cominciate le telefonate di chi ha scoperto di avere “impegni familiari” oppure “salute cagionevole” per fare marcia indietro su candidature già accettate. Ma cosa è successo? Semplice. Il Parlamento europeo ha varato nuove regole che impongono uno stipendio base unico per tutti i deputati pari a 7.665 euro lordi al mese ( 5 mila al netto delle tasse). Provvedimento, dicono a Bruxelles, finalizzato ad una maggior trasparenza e efficienza nella gestione delle spese pubbliche. Per gli Eurodeputati italiani si tratta di una bella sforbiciata del 40 % in meno. Fino a ieri i nostri signori prenevano 134 mila euro lordi e adesso ne prenderanno 81 mila. Sempre tanti per i tanti, non tutti, assenteisti che non partecipa ai lavori delle commissioni e che non parla le lingue. Ma non basta. Finisce anche la pacchia dei rimborsi a forfait. Ora i rimborsi saranno dietro presentazione delle pezze d’appoggio e per gli assenteisti saranno decurtate del 50%. Una bella tirata di freni per gli italiani che avevano preso l’Europarlamento per una ricca sinecura. Una gioia insperata per quei deputati dei paesi dell’Est che invece acvevano stipendi da fame ( ad esempio lettoni e ciprioti).
Qualcuno ricorderà cosa avevo scritto sui deputati italiani a Bruxelles che qualcuno mi abbia esaudito?

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apr  09
20
alle 02:17
da luca ajroldi

Dibattiti, costi

I costi della politica

Smarrito portafoglio, diceva un annuncio su ” Il Messaggero” molti anni fa, a chi lo ritrovasse dico di tenerlo. Ma, per favore, restituitemi il denaro, a cui sono affettivamente legato da tantissimo tempo. Quell’ironico annuncio deve aver colpito per sempre la nostra classe politica, di qualunque tipo e genere perchè ormai da moltissimi anni rincorre stipendi e compensi senza fermarsi mai.
L’ultimo accertamento arriva dal censimento delle municipalizzate e dalle società miste pubblico-privato. Dicono le cifre: 4.500 società che hanno 23.000 ( ventitremila per chi non avesse letto bene) consiglieri d’amministrazione con il seguito di segretarie, autisti e auto blu, per 250.000 dipendenti. Ossia un consigliere d’amministrazione ogni 4 impiegati?
Continua a leggere… »

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mar  09
26
alle 10:14
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di riccardo il 01/1/70

Meglio con la rivolta fiscale e se non bastasse con l'astensione dal voto.Quelli che pagano le ta...