Archivi della categoria ‘Economia’

Berlusconi, Economia

Il Parlamento ad personam

L’altro ieri un operaio rimasto senza lavoro si è cosparso il corpo di benzina, si è dato alle fiamme ed è morto tra atroci sofferenze. In questi giorni migliaia e migliaia di disoccupati e di uomini e donne cui è stata annunciata la prossima perdita del loro lavoro chiedono solidarietà e aiuto percorrendo strade e piazze delle principali città. Un folto gruppo di questi disperati si è spinto ieri fino a piazza Montecitorio, si è fermato davanti alla Camera, chiedendo a gran voce che i deputati, i suoi eletti, si occupassero dei loro problemi. La richiesta non è stata accolta, neppure presa in considerazione. In quel momento la stragrande maggioranza dei parlamentari di Montecitorio ere impegnata a far correre verso l’approvazione la ventesima legge ad personam, quella che garantisce per tutta la legislatura l’assoluta impunità del premier qualsiasi reato egli compia, anche il più abietto. Non voleva, né poteva dare almeno attenzione ad altri problemi, compresi quelli drammatici dei senza lavoro. E’un demoralizzante spettacolo che si ripete da mesi. Da mesi quasi tutte le priorità del lavoro della Camera e del Senato, grazie a una maggioranza schiacciante, vengono date ai problemi del premier, principalmente quelli inerenti ai suoi guai con la giustizia. Il resto può, deve aspettare e meglio ancora se si toglie di mezzo. In questi mesi, come ha ricordato ieri il leader del pd, Bersani, l’opposizione ha più volte reclamato un ampio dibattito parlamentare sui non rinviabili problemi delle maggiori vittime della crisi, cioè i disoccupati, i giovani senza futuro, le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, i milioni e milioni dì italiani che sopravvivono sotto le soglie della povertà. Ma la richiesta non è stata neppure presa in considerazione. Per la maggioranza, quindi per la Camera e il Senato da esse dominate,c’è tempo e voglia in abbondanza solo per garantire l’intoccabilità e la tranquillità del premier. E così-è giunto il momento di dirlo, anzi di gridarlo ad alta voce perché tutto il mondo senta- l’Italia sta diventando il paese non solo delle leggi ma anche del Parlamento ad personam!

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feb  10
4
alle 08:11
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Ivaldo il 01/1/70

Cereto che questi pezzenti di operai hanno proprio delle pretese assurde, andare a disturbare i p...

Economia, Notizie, giudici

Gli sprechi di Bagnoli: la Corte dei Conti denuncia


La denuncia della corte dei conti è durissima: costi maggiorati dell’86%, dal 2003 al 2007 i soldi in più sono stati 131 milioni di euro, le infrastrutture – che dovevano essere pronte tre anni fa – ancora da finire.

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gen  10
19
alle 06:51
da luca ajroldi

Berlusconi, Economia, Giravolte

Nel paese degli smemorati

Il mondo e anche un ristretto gruppo di nostri connazionali da molti anni s’interrogano sui motivi dell’irresistibile ascesa di Silvio Berlusconi, nato come pianista e canterino di navi transatlantiche, improvvisamente cresciuto come imprenditore non si sa come e grazie a chi, divenuto un leader politico che pur essendosi prevalentemente impegnato -e non senza risultati eccellenti- per la tutela degli interessi propri e della sua famiglia, ha conquistato una popolarità che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Su questo caso si sono fatte varie ipotesi. Nelle ultime ore se n’è aggiunta un’altra che potrebbe avere, a nostro avviso, particolare fondatezza. E’accaduto dopo che ieri il premier, in una conferenza stampa,ha dichiarato che non esistono al momento possibilità di riduzioni fiscali a causa della crisi che ha colpito l’Italia e il mondo. E’una brutta e cattiva notizia. Che però diventa anche sorprendente se si considera che non più tardi di qualche giorno fa lo stesso Berlusconi, in un’intervista a “La Repubblica”, si era impegnato per una sensibile e rapida riduzione del gravame fiscale, grazie, tra l’altro a un abbassamento sia delle aliquote massime che di quelle minime dell’Irpef. E la sorpresa non può che trasformarsi in sbalordimento e costernazione se si nota che identico impegno a ridurre presto le tasse Berlusconi lo aveva solennemente dichiarato nel ’94, al momento della sua entrata in politica. Senza però realizzarlo in nessuno dei suoi ben quattro governi finiti disgraziatamente nelle sue mani. E’l’ennesima prova di quanto il personaggio sia inattendibile, ha commentato Bersani. E di quanto sia imbroglione ha rincarato Di Pietro. Vero, verissimo. E tuttavia è anche vero che questo personaggio che,con i suoi atti e le sue parole,si conferma continuamente come inattendibile e imbroglione continua, secondo i sondaggi, a godere dell’appoggio del sessanta per cento dei cittadini. Come si spiega? Con il fatto che la maggiorparte degli italiani si sono bevuti il cervello-come parallelamente confermerebbe il successo della tv trash tipo “Grande fratello”-oppure che essi soffrono di memoria talmente corta da dimenticare non solo quello che hanno sentito qualche anno fa ma addirittura quello che è stato detto loro due giorni prima e sono dunque sempre pronti ad applaudire solo gli incantesimi presenti, anche quando essi, oltretutto, sono piuttosto bruttini? L’ipotesi contenuta in questa parte finale della domanda è secondo noi più fondata. E permette di coltivare anche una moderata speranza:quella che una cura di massa a base di medicinali a base di fosforo prescritti dai medici del servizio sanitario nazionale possa almeno ridurre le dimensioni di quella che il resto del mondo considera una vera e propria anomalia durata troppo a lungo.

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gen  10
13
alle 08:12
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

è quanto anche noi,in compagnia di tanti,abbiamo detto e ridetto moltissime volte.Non bisogna pe...

Economia, Sulla graticola, terremoto

L’Eurocity fantasma che fa concorrenza a Trenitalia

C’è un treno, un Eurocity che le ferrovie tedesche “Deutsche Bahn” e quelle austriache “Obb” hanno lanciato in partnership sulla rete italiana il 13 dicembre (con un partner italiano: le Ferrovie Nord di Milano), che sta facendo impazzire Trenitalia. Perchè? Perchè quando Moretti annaspava e diceva ai passeggeri portatevi panini e coperte, loro andavano da Monaco di Baviera a Bologa o Milano, passando per Trento e Bolzano senza battere ciglio. Dieci volte al giorno. E’ il primo colpo di maglio verso il monopolio di fatto delle Ferrovie nel mercato passeggeri, visto che i clienti possono acquistare i biglietti anche per tratte tutte interne ai confini italiani (Milano Garibaldi, ma anche Verona Porta Nuova, Trento e Bolzano).Il costo del biglietto è leggermente superiore ai prezzi praticati da Trenitalia ma può essere acquistato a bordo senza nessun aumento.
Il punto è che sono in pochi a conoscere l’alternativa austro-tedesca: i cartelloni segnalano l’Eurocity, ma il personale di Trenitalia, non può dare informazioni a chi vorrebbe saperne di più, “Trenitalia” rispondono dall’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato “non è tenuta a dare informazioni sui servizi di altre aziende, ma non esiste alcun divieto di segnalarne l’esistenza ai clienti”.Questo è comprensibile. In un libero mercato io non vado certo a segnalare i prodotti dei concorrenti. E allora? Allora vai con il passaparola.

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dic  09
29
alle 06:10
da luca ajroldi

Economia

La crisi in Italia: persi 500 mila posti di lavoro

Per molti dei lettori abituali di questo blog non sarà certo una novità ma per altri forse potrà essere uno spunto di riflessione. Le vera crisi italiana, quella che non si ha il coraggio di affrontare, nasce nel 2001. Nasce quando il governo Berlusconi permise il passaggio dalla lira all’euro senza permettere ai cittadini di capire e confrontare e consentendo invece a bottegai, commercianti, ristoratori e tante altre categorie di mettere in pratica quel famoso cambio alla pari lira euro che oggi è la nostra vera rovina. Quel cambio fittizio che ieri ha arricchito molte categorie e oggi ha impoverito il paese portandolo sull’orlo del disastro. Nel 2001 infatti gli stipendi del reddito fisso furono la semplice trasposizione delle lire in euro con qualche arrotondamento tanto che oggi uno stipendio tocca a malapena i 1100 euro. Dall’altra parte l’allegra brigata dei furbi e dei profittatori tradusse il costo dalla lira all’euro. Ricordate ? 2.500 lire ? 2 euro e cinquanta. Il risultato di questa operazione è sotto gli occhi di tutti. Certo, la crisi finanziaria globale, le banche d’affari, i bond spazzatura avranno avuto il loro peso ma in Italia il loro effetto è stato minimo. Da noi, molto semplicemente, sono arrivati al pettine i nodi di una operazione che pagò a dismisura un ceto elettorale a scapito di tutti i cittadini. Fu un’operazione miope e bieca che oggi paghiamo tutti e che, purtroppo, ha poche vie d’uscita. Chiunque dovesse venire al governo dopo Berlusconi.

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ott  09
15
alle 01:45
da luca ajroldi

Economia

Tremonti e lo scudo fiscale

E così le anticipazioni, sdegnosamente smentite dal Governo, si sono poi rivelate vere. Oggi il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al cosidetto scudo fiscale. Insomma una sanatoria bella e buona per i nostri evasori totali o parziali che potranno far rientrare i capitali nascosti all’estero pagando una piccola multa ed avendone in cambio un bel condono tombale per ogni tipo di rischio. Insomma dopo la bugia anche l’ennesimo colpo di spugna per chi ha frodato il fisco ( e lo Stato) ma sopratutto ha frodato gli italiani che pagano le tasse. I furbi premiati ancora una volta. Certamente si. Tremonti e questo Governo si confermano ” sceriffi di Nottingham” ovvero gente che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Meraviglia poi il genio di Tremonti che altro non sa fare per rimediare il contante di cassa, il denaro che permetta a questo simulacro di Governo di continuare a spendere soldi che non ha, che mettere in piedi condoni e sanatorie. Ma Tremonti ha un torto ancora peggiore: mente spudoratamente sapendo di mentire e giostrando sulla buona fede di chi ascolta. Alle accuse che gli vengono rivolte oggi dalle opposizioni per questo ennesimo condono risponde sprezzante: ” Chiedete ad Obama un parere. Anche gli Stati Uniti stanno varando provvedimenti di amnistia fiscale. E lo scudo italiano – ha concluso il ministro dell’Economia – concorda con la strategia del presidente americano”. Ecco, è questo che non perdono a Tremonti: imbrogliare l’ascoltatore.
L’America non ha evasione fiscale e se la scopre, l’evasore va in galera con in più l’ostracismo dell’opinione pubblica. Voler far credere agli italiani che la strategia del governo è simile a quella degli americani è una truffa di bassa lega. Vergogna.

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lug  09
15
alle 03:01
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di aaaa il 01/1/70

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