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Berlusconi, bertolaso, costi, g8

Nel paese dove 300 euro possono valere più di 300 milioni

Per l’uso forse improprio di poche centinaia di euro pubblici ( della Regione Emilia Romagna) il sindaco di Bologna, Delbono, si dimette e il ministro Maroni, in gran fretta, si predispone a indire l’elezioni per il rinnovo anticipato dell’amministrazione comunale della città. In Sardegna si scopre che 300 milioni di euro, pari a poco meno di 600 miliardi delle vecchie lire sono stati letteralmente sprecati per i lavori che avrebbero dovuto mettere l’isola della Maddalena in grado di ospitare, per il G8, i grandi della terra e il numeroso seguito che li accompagna in queste occasioni, cioè segreterie, interpreti, giornalisti , eccetera: lavori come si sa improvvisamente abbandonati, quando ormai erano a buon punto, in seguito alla decisione del premier di trasferire il vertice internazionale all’Aquila da poco terremotata per ragioni, diciamo, d’immagine, nella speranza di far bella figura davanti alle popolazioni delle zone colpite dal sisma e davanti al mondo. Non risulta che per questo costosissimo colpo di teatro, completato con le altre ingenti spese rese necessarie per l’allestimento in fretta e furia all’Aquila, delle strutture necessarie per ospitare il G8, nessuno abbia mai pensato di dimettersi. E, peggio ancora, nessuno, fino a questo momento, ha chiesto, sia pur sottovoce, le dimissioni di chi, con tanta faciloneria e irresponsabilità ha letteralmente buttato dalla finestra tanti soldi pubblici. Evidentemente viviamo in un paese dove trecento euro valgono e pesano più di trecento milioni : a condizione, s’intende, che a farne uso, bene, o male,sia la persona giusta.

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gen  10
29
alle 01:27
da mariopinzauti

Berlusconi, g8, libertà d'informazione

Il mistero s’infittisce

Sono trascorse quarantotto ore dalla conclusione del vertice- spettacolo dell’Aquila, in cui Berlusconi ha dato il meglio e il più di se come showman (sul resto mancano ancora adeguati elementi di giudizio) e resta difficile tentare di far luce su quello che è stato il grande mistero dell’evento: il silenzio o l’assenza dei più aggressivi rappresentanti dei media internazionali alla conferenza stampa conclusiva tenuta dal nostro premier. Nell’edizione online del” Corriere della sera “ ieri è stato ripresa e pubblicata un’opinione che Fabio Cavalera ha scritto per il blog”Big ben” sostenendo che il misterioso e per tanti aspetti anche triste episodio è conseguenza di autocensura, o di paura o di codardia. Il che è altamente probabile ma non spiega il più, cioè come si sia improvvisamente scatenate, quasi per effetto di una folgorazione collettiva, una diffusa autocensura, o paura o codardia, trasformando istantaneamente in vigliacchi di fama internazionale, motivo di vergogna per il giornalismo di tutto il mondo, tanti colleghi che hanno dietro di se la potenza delle più grandi testate del pianeta,godono,nella gran parte dei casi,di un prestigio personale enorme e per questo,fino al giorno prima, richiamandosi ai mille e uno scandali in cui il nostro premier era stato coinvolto, si erano senza esitazione permessi di definirlo”unfit”(inadatto) a guidare il nostro paese,o addirittura un clown, o un buffone. Qualcosa deve essere successo,qualcosa che ancora non ci viene raccontata,che non capiamo e che non può consistere né nelle doti da incantatore del Cavaliere né nella suggestione esercitata da un ambiente ,la “capitale del dolore “, che vanta questo poco ambito titolo assieme a tanti altri luoghi del mondo devastati da catastrofi naturali ma non altrettanto cari e importanti per Berlusconi. Se qualcuno sa-e non può non esserci-ha il dovere di parlare.

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lug  09
12
alle 09:00
da mariopinzauti

g8

Due interrogativi

A differenza di quanto spesso è avvenuto in passato i governi del G8 e G14 manterranno questa volta i solenni impegni presi all’Aquila per gli aiuti al Terzo Mondo? Le parole hanno già detto di si, per i fatti resta ancora da vedere. Si vede da subito invece che qualcuno, già alla fine del vertice, si è portato a casa qualcosa di apprezzabile. Non è accaduto però ai rappresentanti dei paesi del Terzo Mondo ma ai leader dei paesi industrializzati presenti alla riunione dell’Aquila. Ognuno di loro ha avuto in dono da Berlusconi un giaccone gruffato e un libro unico nel suo genere oltreché, riteniamo, nel suo valore. Si tratta di un volume dedicato ai capolavori del Canova. Pesa ventiquattro chili, ha come copertina e controcopertina due lastre di marmo pregiato e ha le varie pagine collegate l’una all’altra con fili d’oro. Ma quale riferimento tematico puè esserci tra questi due regali da nababbi e le miserie dei popoli del terzo mondo su cui tanto hanno discusso nei giorni passati i cosiddetti grandi della Terra?
Mentre vi spremete le meningi per cercare la risposta giusta l’interrogativo resta sospeso su un altro momento delle gloriose giornate aquilane. Durante la conferenza stampa conclusiva un giornalista ha chiesto al Presidente del Consiglio se, dopo i successi secondo lui ottenuti al vertice, sono ipotizzabili, in campo legislativo, collaborazioni tra governo e opposizione.”Si ma non con questa opposizione”,ha risposto il premier. Ha forse alluso, con queste parole, al proposito di favorire la costituzione di un’opposizione che sia a sua immagine e somiglianza? Lo staff berlusconiano non ha né smentito né confermato l’ipotesi. Ma forse con un modesto sforzo d’immaginazione possiamo trovare da soli qual è la soluzione del poblema.

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lug  09
11
alle 12:05
da mariopinzauti

Berlusconi, Dibattiti, g8

I misteri dell’Aquila

O lui è davvero un mago, di quelli che ti dicono “a me gli occhi” e poi ti convincono a consegnargli cravatta, cappello, addirittura il numero di telefono della fidanzata. Oppure nel mondo, a cominciare dall’Italia, tutto sta marcendo, senza eccezione alcuna. Se no non si spiegherebbe perché Berlusconi sia passato attraverso la conferenza stampa conclusiva del G8+G14 dell’Aquila senza subire neppure un graffietto, anzi sortendone più bello, più forte e più arrogante di prima. La stampa internazionale che, pure nelle settimane scorse aveva lanciato contro di lui critiche distruttive, arrivamdo a definirlo “un clown”(New York Times”) o “il più grande buffone d’Europa” (“L’Exprès”)o “il campione dei debosciati”(“Le Point”,su cui proprio oggi erano uscite sei pagine dedicate al nostro premier) oggi, a l’Aquila, dove pure erano presenti molti dei suoi corrispondenti, ha rispettosamente taciuto, mentre i media italiani, salvo “Il manifesto”, che pure ha dato prova di una vis polemica molto contenuta, hanno fatto a gara a presentarsi, con le loro domande, come vere e proprie espressioni della voce del padrone, in qualche caso senza nemmeno preoccuparsi di contenere gli eccessi di servilismo, com’è accaduto per un reporter aquilano cui è toccato perfino di essere oggetto di un amichevole rimprovero da parte del premier per non essersi comportato, con la domanda troppo ossequiosa da lui posta, come un vero giornalista. Come si spiega tutto questo? Speriamo che ce lo facciano sapere almeno i troppi colleghi stranieri ieri muti o assenti di fronte alla grande occasione di mettere finalmente alle corde il Cavaliere . Ma in attesa della risposta come appartenenti alla categoria dei giornalisti già vediamo e sentiamo la vergogna in anticamera.

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lug  09
10
alle 06:04
da mariopinzauti

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Un italiano è “un vero leader mondiale”: ma non è lui

Ci vorranno , forse, parecchi giorni per riuscire a capire quanto fumo e quanto arrosto il G8 stia producendo per il mondo, per l’Italia e per l’uomo, Berlusconi, che l’ha organizzato. Tanto più perché non aiutano certamente a fare immediata chiarezza. gli osannanti servizi fiume messi in onda dai telegiornali, con particolare solerzia e sovrabbondanza di risorse e di uomini dal Tg1, in cui tra l’altro hanno brillato per i loro collegamenti politicamente ultracorretti la giornalista che fino a poco tempo fa esibiva davanti alle telecamere il ciondolo a forma di farfalletta regalatole da Berlusconi e l’ex inviato distintosi per essere riuscito a evitare di nominare il Presidente del Consiglio nei numerosi servizi dedicati a una vicenda-il sexygate pugliese-di cui il premier era ed è il protagonista. Eppure anche in mezzo a tanta nebbia, in buona quantità fabbricata ad arte, qualcosa s’intravede e promette successivi sviluppi. L’ufficio stampa della Casa Bianca, prima che il G8 avesse inizio, ha distribuito tra i giornalisti americani che si apprestavano a seguire il vertice alcune biografie dei personaggi che Barack Obama stava per incontrare. Quella dedicata a Silvio Berlusconi è lunga sette righe, contiene i dati anagrafici, i titoli di studio, un cenno alle esperienze nel mondo dell’imprenditoria, le durate dei suoi governi, niente di più. E’ invece lunga tre pagine la biografia di Giorgio Napolitano che la Casa Bianca ha fatto avere ai giornalisti americani. E che tutto questo avvenga con il coinvolgimento e il compiacimento del Presidente degli Stati Uniti lo si è visto e sentito ieri quando,prima di raggiungere l’Aquila,Obama si è fermato a Roma,è andato al Quirinale ed è rimasto per un’ora a colloquio con Napolitano, definendolo, al termine dell’incontro, “un vero leader mondiale”. Più tardi, a l’Aquila, il Presidente Usa ha salutato cordialmente Berlusconi e lo ha ringraziato per l’organizzazione del G8. Nient’altro. E’una bella differenza rispetto agli ammirati elogi espressi a Napolitano!. Gli italiani con gli occhi aperti non possono non averla notata. Ed è altamente probabilr che abbia rovinato fegato e coratella al nostro premier. Tanto più perché seguiti per lui poco gradevoli sembrano tutt’altro che esclusi.

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lug  09
9
alle 08:44
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Lele il 01/1/70

Signore, signori, concittadini, elettori,............. che piaccia o no, Berlusconi è lì, e fi...

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Non vorrei essere nei suoi panni

Il nostro povero babbo non ci ha lasciato ville sontuose e conti in banca miliardari. Eppure la sua modesta eredità è stata per noi preziosa, fatta com’era di pochi ma preziosi insegnamenti che ci hanno permesso di affrontare e spesso risolvere gravi problemi. Da uno di questi insegnamenti abbiamo appreso ad esempio che le reazioni stizzose di fronte allo sfottimento da parte del nemico o del finto amico ottengono soltanto d’incoraggiare l’autore della malignità ad andare avanti, magari con l’aggiunto di un carico da dodici. Le notizie sulle reazioni di Berlusconi ai salaci commenti della stampa di gran parte del mondo alle notizie sui suoi sexygate di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa inducono a supporre che il premier non abbia goduto di simili insegnamenti né dal padre, né dalla sorella suora e nemmeno da Gianni Letta. Se no non si spiegherebbe perchè -fatto con pochi precedenti nella storia recente dei paesi che democratici- egli sia sceso personalmente in guerra contro la stampa internazionale e con particolare furore contro quella britannica, rivolgendole pesanti attacchi in forma ufficiale -con un comunicato di Palazzo Chigi- e poi facendola oggetto di sprezzanti considerazioni durante la conferenza stampa di ieri per la presentazione dei lavori del G8. Ora se quanto ci ha insegnato il nostro saggio genitore vale anche per il vertice mondiale in corso da oggi all’Aquila –e non si vede perché dovrebbe essere il contrario- è da attendersi che alla vera e propria dichiarazione di guerra pronunciata nei loro confronti da Berlusconi i più autorevoli giornali del mondo -dall’americano “New York Times”, agli inglesi “The Times”, ”The Guardian”, ”The Financial Times”, allo spagnolo “El Pais”, ai tedeschi “Suddeutsche Zeitung” e “Die Zeit”, ai francesi “Le Monde “ e “Le Figaro”, a quanto ci risulta tutti rappresentati nell’esercito dei 3500 operatori della comunicazione presenti all’Aquila, rendano pan per focaccia nelle conferenze stampa e nelle altre occasioni in cui si troveranno davanti a Berlusconi. Non vorremmo essere nei panni di costui, anche se, se l’è cercata con il lanternino!

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lug  09
8
alle 08:49
da mariopinzauti

Notizie, g8

Italia fuori dal G8 ?

Lo scontro si fa rovente. Sui giornali di tutto il mondo si sta spargendo la voce che sono in corso incontri e riunioni per “espellere l’Italia dal G8 e sostituirla con la Spagna”.
“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo”, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti”, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione”.
Ma non c’è solo questo, ovviamente. C’è il timore di nuove gaffes di Berlusconi. C’è il timore che il tanto strombazzato vertice non prossa produrre documenti di qualche rilevanza perchè non si è preparata un’agenda di incontri e riunioni tale da generare concrete basi di lavoro. E l’Italia cosa ha risposto a questo rombo di tuono di critiche pesantissime? Il Ministro degli Esteri le ha definite: ” buffonate”. punto. Tutto quì ? Si, tutto quì.

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lug  09
7
alle 02:11
da luca ajroldi