Archivi della categoria ‘rai’

libertà d'informazione, rai

Rai per una notte

vignetta_vauro Come è accaduto per Gianni Floris, costretto a condurre Ballarò fuori dai cancelli degli studi Rai all’idomani dello stop ai talk politici, così anche Michele Santoro – non estraneo a queste iniziative, fin dai tempi dell’editto bulgaro – avrà la sua occasione di trasmettere una sorta di surrogato di AnnoZero direttamente dalla piazza, tra i suoi spettatori.

Si chiamerà Rai per una notte e si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna. Continua a leggere… »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  10
17
alle 08:01
da sonia lombardo

libertà d'informazione, rai

Il linguaggio semplice della TV


Continua a leggere… »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  10
17
alle 05:22
da sonia lombardo

rai

Nemmeno nello Zimbabwe

Con queste parole il funzionario dell’Agcom, Innocenzi, sembra che abbia commentato le presunte pressioni di Silvio Berlusconi per far sospendere le trasmissioni della Rai non allineate al Governo. E un po’, da un Preseidente del Consiglio come lui, te lo aspetti. Quello che non ti aspetti è la bagarre che il suo “direttorissimo” sta scatenando nella redazione del Tg1.

Pare, infatti, che Minzolini stia dando vita ad una “campagna di ritorsione nei confronti dei giornalisti non ‘omogenei’ alla direzione”. Lo scrivono in una lettera denuncia indirizzata al presidente Paolo Garimberti, i consiglieri di amministrazione Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. Continua a leggere… »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  10
16
alle 08:50
da sonia lombardo

Elezioni, libertà d'informazione, rai

La Mentana condicio applicata al web

Leggo che il Web avrebbe battuto 1-0 la televisione da quando Mentana ha deciso di portare online i politici ai quali è stato vietato di andare in onda sui programmi in tv per via delle nuove regole sulla parcondicio.
Quasi come se il Web libero se lo sia inventato proprio lui, chiedendo a De Bortoli uno spazio per un nuovo format: “Caro direttore” scrive “c’è un’occasione da non perdere per chi ama l’informazione.
Continua a leggere… »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  10
13
alle 10:48
da sonia lombardo

Elezioni, giudici, rai

Il dovere della rettifica

E’ PARADOSSALE CHE SIA NECESSARIO PORTARE 150 MILA FIRME DI UTENTI INCAZZATI PER OTTENERE LA RETTIFICA DI UNA BALLA DETTA AL TG1 DELLE 13: MILLS è STATO ASSOLTO. MACCHE’ ERA COLPEVOLE MA IL REATO ERA ANDATO IN PRESCRIZIONE.
IL GOVERNO NON SENTE RAGIONI VUOLE FARE UN DECRETO INTERPRETATIVO DELLA LEGGE PER SALVARE LE LISTE PDL. DOMANDA:
MA TERMINE ULTIMO DI CONSEGNA ORE 12 HA BISOGNO DI ESSERE INTERPRETATO ? QUALE PAROLA NON SI CAPISCE ? ADESSO I MAGISTRATI SI ACCORGONO CHE L’ARBITRATO NELLE CAUSE DI LAVORO RAPPRESENTA UN RISCHIO GROSSO. RIPARTE LA CASSA INTEGRAZIONE +123% IN UN ANNO

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  10
5
alle 06:56
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Ivaldo il 01/1/70

Quando ero bambino, la RAI trasmetteva "Non è mai troppo tardi", dove si insegnava agli Italiani...

rai

L’agonia della RAI

Avrebbe potuto dire molto di più Paolo Garimberti, presidente della Rai quando ieri, a un anno dalla sua nomina, ha detto che il servizio pubblico radiotelevisivo sta vivendo “una lunga agonia”. Anche se le sue parole bastano a far rizzare i capelli di coloro che, come chi qui scrive, in memoria di lontane ma indimenticabili esperienze professionali e umane, ha lasciato una parte del sio cuore in viale Mazzini 14, 00195 Roma, dove la RAI aveva e ha la sua sede. Quest’agonia, che Garimberti ufficialmente conferma con la sua autorevole voce,è davanti a tutti coloro che vogliono usare gli occhi per vedere.
Continua a leggere… »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
feb  10
24
alle 07:30
da mariopinzauti

Notizie, libertà d'informazione, rai

Nel paese di Berlusconi

30 anni fa all’università di Roma terroristi delle Brigate Rosse uccisero Vittorio Bachelet, insigne giurista e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Ieri alle 17 la rubrica “A sua immagine” di Rai 1 avrebbe dovuto ricordarne la figura con un programma in cui si ricostruivano il delitto e i suoi antefatti e si concludeva con un’intervista al figlio del giurista, Giovanni. Questo non è però avvenuto. Il programma, pur essendo pronto, prontissimo per l’uso (era stato registrato una settimana prima) non è stato messo in onda. Motivo: il figlio intervistato è deputato del pd, quindi, secondo la Direzione Generale della Rai, la sua presenza in un programma televisivo avrebbe violato il regolamento approvato qualche giorno fa dalla Commissione di Vigilanza sulle radio e teletrasmissioni, regolamento che, durante le campagne elettorali, vieta la partecipazione di uomini politici a spazi informativi televisivi o radiofonici salvo che non sia assicurata anche la presenza di rappresentanti di forze politiche contrapposte. Giovanni Bachelet, nella sua intervista, aveva parlato solo di suo padre, del clima in cui maturò e avvenne il delitto di cui quest’ultimo fu vittima. Non aveva detto una parola sulla campagna elettorale e nemmeno sui problemi politici attuali.Se si fosse ritenuto di dover far partecipare alla trasmissione qualcuno che potesse esprimere posizioni contrarie alle sue si sarebbe stati costretti a ricorrere a un esponente non del pdl o dell’udc ma …delle Brigate Rosse. Non potendo farlo si è preferito sospendere una trasmissione che per un servizio pubblico ,quale la Rai dichiara di essere, avrebbe dovuto essere doverosa. Avviene in quello che una volta spesso si meritava di essere definito il paese di Pulcinella e oggi si merita ogni giorno il titolo, peggiore del precedente, di paese di Berlusconi.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
feb  10
14
alle 10:17
da mariopinzauti

Berlusconi, libertà d'informazione, rai

In attesa che il gallo canti

In attesa che il gallo canti,cioè che l’opposizione politica impari a far bene il suo mestiere – speriamo che cominci a farlo non troppo dopo la scelta del segretario del pd –sta nascendo e si fa sentire e vedere il partito degli italiani che non ce la fanno più a sopportare Berlusconi e il berlusconismo e trovano il coraggio di farlo sapere nonostante le minacce, i ricatti, le falsità che il Cavaliere, tramite l’armata dei suoi piccoli e grandi schiavi, sta diffondendo. Ieri è scoppiata la rivolta nella più importante e redditizia colonia mediatica del primo ministro, il Tg1, dove il più bieco dei proconsoli, il direttore Minzolini, ha subito l’umiliazione di una decisa sconfessione da parte dell’organismo che rappresenta la redazione, il cdr, cui va la nostra totale solidarietà e anche ammirazione, dato che sappiamo quanto siano rischiose, all’interno di questo e degli altri potentati mediatici del premier, le espressioni di dissenso. Sulla stessa linea si sono posti l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai e la Federazione Nazionale della Stampa, mentre anche il di solito prudentissimo presidente della Rai Garimberti criticava l’editoriale di ieri di Minzolini. In poche ore è risultato chiaro dunque che il tentativo berlusconiano d’incatenare e imbavagliare la totalità dei dipendenti Rai, a cominciare dai giornalisti, incontra ostacoli enormi, forse insormontabili nonostante l’indecente complicità di uomini come il direttore generale Masi, il sovrano di “Porta a Porta” Vespa, il direttore del Tg1 Minzolini. Questi fatti per noi –e crediamo per molti altri-non possono che essere motivo di una grande ,enorme soddisfazione. Tanto più perché seguono di pochi giorni o addirittura di poche ore altri importanti eventi. Parliamo di “Anno zero”, il programma di Santoro che il leader supremo d’Italia e del mondo tenta di spingere nella cella della morte e invece giovedi scorso ha avuto 7 milioni di telespettatori, il 29 per cento di share. E anche della manifestazione per la libertà di stampa svoltasi sabato a Roma con la partecipazione di 300 mila persone. E’un tutt’uno fatto di elementi che nel cupo clima di pessimismo diffuso dal susseguirsi dei successi dei più vergognosi atti di prepotenza berlusconiana sembrava fino a poche settimane fa inimmaginabile.E invece si è verificato.Non è ancora una conversione a u,fa però sperare che essa possa avvenire e sollecita a non mollare la presa: augurandoci che, per non restare troppo indietro, anche il gallo, presto, si decida a cantare.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
4
alle 08:54
da mariopinzauti

Berlusconi, rai

L’opposizione non è morta

Sette milioni di telespettatori, uno share del 29 per cento, oltre il doppio di quello ottenuto da Berlusconi il 15 settembre con il suo supershow nelle vesti di salvatore d’Abruzzo e d’Italia a “Porta a porta”. Il risultato guadagnato da “Anno zero”di Michele Santoro nella puntata di ieri sera rimette in circolo la speranza dopo un lungo periodo di pessimismo al cento per cento.
Dimostra che l’opposizione esiste anche se non ancora nella sua sede naturale, il Parlamento. Dunque una parte consistente d’italiani non ne può più di Berlusconi e ha trovato la strada per farlo sapere. Non illudiamoci che la partita sia vinta. Ieri “Anno zero” ha rischiato fino all’ultimo di non andare in onda e, dopo il successo che ha avuto,i tentativi per distruggere il programma, oltre che di screditarlo, certamente si moltiplicheranno. Per questo è necessario, indispensabile far sentire da subito che dietro questa trasmissione televisiva c’è l’appoggio e la solidarietà di tutta l’Italia antiberlusconiana, la quale, evidentemente, è più numerosa e agguerrita di quanto risulti dai sondaggi sbandierati dal Cavaliere..Occorre impegnarsi per il successo della manifestazione di sabato per la libertà di stampa, occorre che quei giornali e giornalisti che ancora non si sono venduti al satrapo prendano posizioni chiare e nette contro la dittatura strisciante, occorre che, finalmente, l’opposizione politica si svegli da un sonno che è già stato troppo lungo.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
2
alle 04:53
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Luca Ajroldi il 01/1/70

Gentile Emanuele, comprendo la sua rabbia e lo sdegno che condivido ma mi sembra che prendersela ...

rai

Attendendo Santoro

Michele Santoro è una prima donna, lo è sempre stato. Come tale non ci è piaciuto in passato e nemmeno ci piace oggi. Ci piace, però, e oggi più che in passato, il suo programma ”Anno zero” di cui vedremo stasera la nuova puntata. O meglio consideriamo questo programma una delle più valide forme di resistenza allo straripante autoritarismo di Berlusconi. Quest’ultimo ieri ha detto che “Anno zero” gli regala più voti. Sarà: ma intanto gli porta via molti di quei consensi che egli-uomo che alla tv deve la massima parte del suo potere-gli interessano quanto, se non più, di quelli espressi con il voto. Parliamo dei consensi che compongono lo share, cioè l’attenzione e l’interesse del pubblico per un programma televisivo. Lo share per l’ultimo “Porta a porta” di Berlusconi, quello del 15 settembre, ha ottenuto un misero 13 per cento di share, nonostante che Masi, il direttore generale della Rai ,avesse fatto carte false per spianargli la strada, tra l’altro spostando ad altri giorni i programmi che potevano richiamare l’attenzione del telespettatore. Santoro che, fino all’ultimo,si è trovato davanti a ostacoli e trabocchetti, giovedì della settimana scorsa, criticando bravate e sorprusi del Cavaliere, ha raggranellato il 23 per cento di share, dieci punti in più di quelli che, con tanta fatica e accanimento,il Cavaliere era riuscito a mettere insieme. Se il risultato venisse ripetuto,o addirittura migliorato,o anche solo avvicinato nella puntata di stasera, sarebbe difficile interpetrarlo come qualcosa di diverso da una dichiarazione di rifiuto popolare della pretesa egemonica berlusconiana. Il premier ,personaggio televisivo prima ancora che uomo in carne ossa, lo sa benissimo, avverte con chiarezza che di share si può trionfare ma anche morire. Per questo contro Santoro scatena sicari senza scrupoli e senza anima, quali Scajola e Romani e s’impegna al massimo per intimidire i pochi avversari che ha dentro la Rai avvertendoli che chi tocca il superuomo, cioè lui stesso, rischia tutto, compreso il posto di lavoro. E’la più tremenda, oltre che la più vigliacca, delle minacce.Ma noi vogliamo credere che Santoro non accetterà di piegarsi. E ci aspettiamo che nell’”Anno zero” di stasera la sua faccia da schiaffi confermi che almeno in televisione resiste una forte, suggestiva opposizione al despota che la sorte ci ha inflitto

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
1
alle 09:41
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Giorgia,non ci siamo capiti.Anch'io dico grazie,mille grazie a Santoro e spero di continuare a di...