Archivi della categoria ‘unione europea’
Tecomunicazioni ad interim e Sky tv
Il viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, in una nota relativa al via libera della Commissione Europea all’accesso di Sky al digitale terrestre, sottolinea la gravità di tale decisione ritenendola ingiustificata.
Non solo, invoca il sacrificio di frequenze digitali che il nostro Paese ha già dovuto sopportare per non blindare il settore che deve invece consentire libertà di mercato.
Per tutti, evidentemente ma non per Sky tv che, per sbarcare sul digitale terrestre del nostro Paese deve comunque accettare di usare la possibile frequenza per trasmissioni in chiaro.
Come ribadito dal portavoce della Commissione Europea Jonathan Todd, che ha precisato come tale modo di procedere garantirebbe il mantenimento di un mercato competitivo in Italia e permetterebbe un aumento della concorrenza sul mercato della Tv digitale italiana.
Il che non sembra un principio liberticida, grave e ingiustificato o, quanto meno, non più grave di quel che può apparire un viceministro che esegue gli ordini di un ministro che non solo presiede il dicastero delle telecomunicazioni in modo provvisorio dal 5 maggio, nonostante gli inviti del presidente della Repubblica a trovare il sostituo dell’ex Scajola, ma è pure primo ministro del governo e fruitore dei dividendi azionari di un gruppo televisivo privato che in quanto a far man bassa di frequenze avrebbe di che zittirsi.
da mario stramazzo
Caso D’Alema:tutti innocenti e tutti colpevoli,vittima compresa
Col passare dei giorni diventa sempre più difficile concludere con una sentenza chiara e definitiva l’esame del caso D’Alema,cioè della vicenda della caduta,proprio a un passo del traguardo,della nomina dell’autorevole esponente del pd ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Sicurezza dell’Unione Europea.Alle considerazioni già fatte,anche in questa sede,sui problemi causati dalle discordie verificatesi tra i rappresentanti dei partiti scialisti europei e sui sospetti generati da certi comportamenti del nostro premier,da cui non è venuta una mezza parola e un accenno di lacrimuccia per deplorare la caduta di D’Alema,addirittura definita,sempre dal premier, l’unica soluzione possibile,si è aggiunta ,qualche ora fa,una dichiarazione con cui la vittima del caso,cioè l’esponente del pd,ha messo sotto accusa sia il Presidente dl Consiglio italiano sia i partiti socialisti europei.Ci sarà altro da sapere ?Crediamo di no e speriamo di no.Perchè gli elementi di cui disponiamo bastano e avanzano per dire che in questa squallida vicenda tutti sono parzialmente innocenti e tutti sono parzialmente colpevoli,in quanto ci sembra chiaro che nessuno si è assunto la diretta responsabilità dello sgambetto decisivo a D’Alema ma nessuno si è seriamente impegnato per impedirlo e che la stessa vittima,cioè l’esponente del pd,ha contribuito(sia pure involontariamente)alla sua disgrazia in quanto nella gara per la conquista della nomina a mr.Pesc si è presentato con la credenziale di dirigente di un partito,il pd,che ,per la modesta visibilità della sua politica di opposizione,finora almeno(speriamo che in un prossimo futuro le cose cambino),
non aveva molti estimatori nella famiglia socialista europea.
da mariopinzauti
Chi ha silurato D’Alema ?
S’infittiscono i proclami d’innocenza a proposito dei fatti e i misfatti che hanno portato al crollo della candidatura di D’Alema alla carica di mr.Pesc. Nessuno di essi è del tutto credibile. Ma uno sembra meno credibile degli altri. E’ quello di Berlusconi. Martin Schulz, presidente degli eurodeputati socialisti ,è stato lapidario. In un’intervista ha ammesso che ci sono state resistenze, e non di poco conto, tra i socialisti europei ma ha aggiunto che tali resistenze, con ogni probabilità, sarebbero state superate se Berlusconi avesse effettivamente sostenuto la candidatura di D’Alema nei suoi contatti con gli altri capi di governo dell’Unione, cosa che, secondo Schulz, il nostro premier non ha assolutamente fatto, arrivando ,al contrario,a esercitare pressioni presso le altre cancellerie dell’Europa comunitaria perché bocciassero la nomina dell’ esponente del PD. Tale ricostruzione dei fatti è respinta con sdegno dal ministro degli esteri Frattini e altri grandi e piccoli della maggioranza. A sentir loro Schulz mente per la gola. Dov’è la verità? Un verdetto definitivo e sicuro sulla questione è rinviato al momento in cui arriveranno -se arriveranno- altre testimonianze. In attesa non possiamo però non ricordare che alla notizia dell’insuccesso di D’Alema ,qualche giorno fa, Berlusconi reagì con parole che, secondo qualche maligno -come noi- puzzavano decisamente di bruciato. Disse infatti che la decisione presa per mr.Pesc era stata”l’unica possibile”, senza dunque esprimere non diciamo critiche ma neppure delusioni e risparmiandosi perfino qualche mezza parola di solidarietà a favore di D’Alema.
da mariopinzauti
Chi è l’uomo (o la donna) che ha ucciso (politicamente) Massimo D’Alema?
Usiamo questa parafrasi del titolo di uno dei più noti film di John Ford(“L’uomo che uccise Liberty Valance )per cercare di capire ,e far capire a chi ci legge,a chi vanno attribuite le responsabilità per la caduta non proprio mortale ma certamente grave e per il diretto interessato dolorosa assai, costata a Massimo D’Alema la mancata nomina a mr.Pesc dopo che da tanti gli era stato promesso,anzi garantito che tale carica sarebbe stata sicuramente sua.Le ipotesi s’incrociano.Si parla di una mossa a sorpresa del governo britannico sostenuta dai governi francese e tedesco.C’è chi ritiene invece che decisivi siano stati i dissensi verificatisi all’ultimo momento all’interno del gruppo parlamentare socialista dell’Assemblea di Strasburgo.Non manca però qualcuno,come Martin Schultz,presidente degli eurodeputati socialisti,che dà la colpa a Berlusconi,al quale addebita di “non aver fatto abbastanza per favorire D’Alema” , così subendo,o addirittura accettando,la candidatura della baronessa Ashton cui,com’è noto,è andata l’ambita nomina.Schultz ha in programma un incontro con i rappresentanti degli eurodeputati socialisti italiani e in quell’occasione dirà sicuramente qualcosa di più preciso.In attesa che questo avvenga si registra però un singolare commento di Berlusconi il quale,incontrandosi con i giornalisti,ha dato un giudizio molto diplomatico sulla nomina della signora Ashton ,definendola “l’unica scelta possibile” e si è astenuto da deplorare l’insuccesso di D’Alema,diversamente da quanto ha fatto il ministro degli Esteri Frattini,che si è dichiarato deluso come italiano.Salvo smentite o fatti nuovi la reazione a caldo ,o meglio a freddo,del premier puzza di bruciato,costringe a dubitare che l’ipotesi di Schultz sia fondata.Ma se così fosse,se la nomina a mr.Pesc fosse stata strappata a D’Alema proprio sul traguardo per responsabilità o corresponsabilità di Berlusconi si sarebbe portati a supporre che il Cavaliere non abbia ottenuto da tutto il pd,o almeno da D’Alema e i suoi amici,la promessa di un’opposizione morbida,se non morbidissima sul processo breve o altre iniziative legislative cui egli tiene moltissimo in cambio di un suo sostegno a spada tratta per l’alta carica comunitaria. Possibile che sia così?Se per caso lo fosse noi-non ci vergognamo a confessarlo- non saremmo dispiaciuti più di tanto per la nomina di lady Ashton a mrs.Pesc!
da mariopinzauti
Il rischio di non essere più un paese normale
In tutti i 27 paesi dell’Unione Europea 375 milioni di persone stanno votando o lo faranno nei prossimi giorni(in Italia avverrà sabato e domenica ) senza avere una chiara idea,o avendola estremamente confusa,sulla destinazione della loro scelta.Quasi ovunque la campagna elettorale è stata al novanta per cento se non al cento per cento solo un confronto sui problemi di politica interna .In Italia è stata ed è fino all’ultimo continua una sorta di referendum sulle deliranti forme di potere di ,Berlusconi, un leader che si è da solo assegnato il diritto del dominio su tutti e su tutto,la verità compresa.Per questo il caso italiano sta diventando unico in tutto il mondo,provocando ,in tutto il mondo,una corale reazione critica da parte dei mezzi d’informazione pressocchè unanimi nell’affermare che nei loro paesi simili comportamenti non sarebbero tollerati e inevitabilmente costringerebbero il loro autore a una ritirata ignominiosa dalla scena politica.In Italia finora,grazie soprattutto alla sottomissione della gran parte dei media,non c’è la sia pur minima avvisaglia che permetta di prevedere che ciò possa avvenire.Anzi, esibendo sondaggi in un momento in cui,a poche ore dal voto,i sondaggi sono proibiti per legge,Berlusconi preannuncia un suo trionfo tale da ridurre le forze dell’opposizione a squallide comparse politiche prive di ogni capacità d’influenza.Noi ci auguriamo che avvenga il contrario e speriamo che la gran parte degli italiani esprima lo stesso augurio e si adoperi,con il voto,per renderlo possibile.Perchè il trionfo di Berlusconi sarebbe molto di più dell’umiliazione dell’Europa e di un incomprensibile sostegno a una politica,quella del governo,che poco,quasi niente sta facendo per la soluzione dei grandi problemi italiani,a cominciare da quelli creati dalla crisi.
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da mariopinzauti
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di cheyenne il 01/1/70
La scomparsa dell’Europa
Più volte in queste ultime settimane i movimenti e le associazioni dell’europeismo hanno accusato i mezzi di comunicazione d’impegnarsi poco, talvolta niente, per richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza del voto per il Parlamento Europeo. Il rimprovero, ribadito in una conferenza stampa organizzata venerdi 29 dal Movimento Europeo, è più che giustificato, è sacrosanto. A una settimana dalla consultazione l’Europa, per molti giornali, non fa notizia, su alcuni di essi è letteralmente scomparsa. Colpa dei protagonisti della campagna elettorale, cioè i partiti e per essi i loro leader, si replica da parte degli accusati, cioè giornali e giornalisti. I quali, per la verità, qualche arma difensiva la possiedono, anche se non è sufficiente per assolverli del tutto dalle loro colpe e omissioni. Accade infatti che in questa campagna elettorale di tutto si parli salvo che d’Europa.Perfino le vicende personali,divenute d’interesse pubblico perché gettano discredito sul padrone assoluto del potere politico,economico,anche mediatico occupano le prime pagine:e non solo in Italia ma in tutto il mondo.Il pompaggio senza ritegno di atti del governo,il fuoco a zero,su questi stessi atti da parte dell’opposizione,sono quotidiana materia del confronto e dello scontro politici.D’Europa,del fatto che ci si prepara a mandare all’Assemblea di Strasburgo 78 rappresentanti del nostro paese,si parla poco e raramente.O meglio ciascuno riversa ogni tanto sull’avversario il rimbrotto d’ignorare il tema Europa nei suoi interventi preelettorali. A sua volta evita però accuratamente e permanentemente d’inserire il minimo accenno ai fatti e ai problemi europei nel fiume di discorsi,interveniste,dichiarazioni, articoli riversati a pioggia sull’elettorato. Così, mentre i giornali peccano di disattenzione e pigrizia, le “fonti”, cioè partiti e leader, forniscono disinformazione pura sull’importanza e il significato della consultazione. Con la conseguenza di stabilire,di fatto,una joint venture che in non pochi casi incoraggerà l’astensione e in molti altri ,forse la maggioranza, indurrà un buon numero di cittadini a votare per valori o disvalori che niente hanno a che fare con l’Europa
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Eurodeputati: arriva lo stipendio unico
Pare che le segreterie dei partiti si siano svuotate di colpo da chi le affollava per avere una candidatura a Bruxelles. Pare anche siano cominciate le telefonate di chi ha scoperto di avere “impegni familiari” oppure “salute cagionevole” per fare marcia indietro su candidature già accettate. Ma cosa è successo? Semplice. Il Parlamento europeo ha varato nuove regole che impongono uno stipendio base unico per tutti i deputati pari a 7.665 euro lordi al mese ( 5 mila al netto delle tasse). Provvedimento, dicono a Bruxelles, finalizzato ad una maggior trasparenza e efficienza nella gestione delle spese pubbliche. Per gli Eurodeputati italiani si tratta di una bella sforbiciata del 40 % in meno. Fino a ieri i nostri signori prenevano 134 mila euro lordi e adesso ne prenderanno 81 mila. Sempre tanti per i tanti, non tutti, assenteisti che non partecipa ai lavori delle commissioni e che non parla le lingue. Ma non basta. Finisce anche la pacchia dei rimborsi a forfait. Ora i rimborsi saranno dietro presentazione delle pezze d’appoggio e per gli assenteisti saranno decurtate del 50%. Una bella tirata di freni per gli italiani che avevano preso l’Europarlamento per una ricca sinecura. Una gioia insperata per quei deputati dei paesi dell’Est che invece acvevano stipendi da fame ( ad esempio lettoni e ciprioti).
Qualcuno ricorderà cosa avevo scritto sui deputati italiani a Bruxelles che qualcuno mi abbia esaudito?
da luca ajroldi
Ovunque
Per le elezioni europee di giugno il Popolo della Libertà avrà ovunque ,in Italia,un solo capolista :Silvio Berlusconi.Il perché l’ha spiegato,con una dichiarazione,lo stesso Berlusconi:perché ovunque-ha detto-me l’hanno chiesto.Vero non vero? Considerato che i deputati europei che spettano all’Italia sono 78 e che con la consultazione di giugno probabilmente il 40-45 per cento di essi andranno al Popolo della Libertà è certamente vero,elementare che il Presidente del Consiglio verrà eletto 30,35 o più volte rappresentante del nostro paese all’Assemblea di Strasburgo.Poichè non solo i regolamenti del Parlamento Europeo ma anche le norme della decenza impediscono che un solo deputato cumuli le funzioni e le facoltà di diecine di altri il Presidente del Consiglio inesorabilmente dovrà rinunciare a gran parte dei suoi mandati(o più probabilmente a tutti per non rischiare di dover dimettersi,per incompatibilità,dalla carica di parlamentare nazionale e di capo del governo).E dovrà cedere i molti seggi guadagnati con le elezioni ad altri esponenti del Popolo della Libertà.Così l’elettorato di centrodestra si troverà rappresentato al Parlamento Europeo da persone per le quali non ha votato e di cui sa poco niente.”Una vera truffa!”,ha commentato il segretario del Pd Franceschini,il quale,per risparmiare un analogo dispiacere all’elettorato del suo partito ha annunciato che egli non si candiderà per le europee.Un altro al posto di Berlusconi,di fronte a quest’annuncio,si sarebbe sentito avvampare il viso per la vergogna e avrebbe subito deciso di rinunciare alla competizione di giugno.Ma Berlusconi non è un altro e perciò ha confermato che,per le europee,in Italia sarà capolista ovunque
da mariopinzauti
Europarlamento: l’assenteismo degli italiani
Gli italiani sono i più assenteisti di tutti. Non è una novità neanche che siano i meglio pagati di tutti. E le cose, stando a uno studio dell’Università tedesca di Duisburg e a una inchiesta delle Acli (secondo cui la presenza dei parlamentari italiani si attestava all’ultimo posto assoluto con il 68,6% e cioè 13 punti sotto i francesi, 20 sotto gli olandesi, 21 sotto i belgi e i finlandesi) sono progressivamente peggiorate. Che noia, sbottano puntualmente tutti quelli che si sentono sotto accusa, «non vanno guardate le presenze nelle sedute ma nelle commissioni».
Meglio di no, perchè poi qualcuno potrebbe farsi venire la voglia di controllare sul serio. Come mi disse un funzionare francese una sera che eravamo a cena insieme a Brusselles: ” ….. ma scrivilo, dillo forte, se l’Italia è bistrattata nelle decisioni europee, se le aziende italiane non vincono le gare è molto semplice. Gli italiani non vanno nelle commissioni, non partecipano ai lavori, non si battono con i loro omologhi, non fanno politica. Si annoiano, non capiscono e non parlano le lingue. Quando smetterete di mandare quì i trombati, gli incompetenti e i raccomandati?”
Dopo il continua un video delle Iene
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da luca ajroldi
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di claudio il 01/1/70





