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Sulla graticola

Le dimissioni, per Bossi, sarebbero un dovere

Continua lo stillicicidio degli attacchi ai militari italiani in Afghanistan. Come ho scritto più e più volte su questo blog il comportamento dei terroristi non è più un mistero da tempo. Basta studiare un po e leggere molto. Non di padania naturalmente. Occorre avere a cuore gli interessi del paese e non quelli di bottega. Date queste premesse a nessun politico degno di questo nome verrebbe mai in testa di dire apertamente, dopo un attentato che ha provocato sei morti, “ritiriamoci”. Sarebbe follia pura. Sarebbe un invito a continuare negli attacchi. Ed ecco che questo sta avvenendo puntualmente

Ancora sotto attacco i militari italiani in Afghanistan. Stamane, in uno scontro a fuoco con i talibani nella provincia di Herat, due parà della Folgore sono rimasti leggermente feriti, uno a una mano e l’altro al collo. Le condizioni di entrambi non sono gravi. L’attacco si è verificato nell’area di Shindand, la stessa dove ieri un altro paracadutista era rimasto ferito durante un analogo scontro a fuoco.


Ad un ministro della Repubblica, reo di un comportamento così imbecille e indegno della carica ricoperta, non resterebbe che dare le dimissioni chiedendo scusa ai familiari delle vittime. Solo in questo modo si potrebbero far cessare gli attacchi dei talebani e delle altre bande di assassini e trafficanti che spadroneggiano in alcune zone ( molte, troppe) dell’Afghanistan.
Ma voi pensate che Bossi avrà mai questo scatto di dignità?

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set  09
24
alle 03:05
da luca ajroldi

Dibattiti

cvd : i militari in Afghanistan ringraziano Bossi

Nuovo attacco contro militari italiani in Afghanistan. Una pattuglia è stata colpita questa mattina a Shindand, nell’area di Herat, una delle zone più turbolente nell’ovest del Paese. Nello scontro a fuoco che ne è seguito un paracadutista è stato ferito in maniera non grave a un braccio: ha riportato la probabile frattura del gomito destro e le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Fortunatamente non ci ha rimesso la vita. Fortunatamente non è grave. Fortunatamente. Di questo attacco tutti i militari presenti in Afghanistan devono ringraziare Umberto Bossi e tutti quelli che come lui, per bassi giochi elettorali o per andare appresso alla giusta preoccupazione del paese, hanno chiesto il ritiro delle truppe. in questo modo hanno fatto chiaramente capire ai talebani, ai trafficanti di droga, ai terroristi, che se intensificheranno gli attacchi, se faranno altri morti l’Italia potrebbe lasciare campo libero alle loro bande armate. Purtroppo questa è la classe politica al governo, specchio del paese che l’ha votata.

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set  09
23
alle 12:03
da luca ajroldi

Dibattiti, Notizie, Partiti

Qualcosa continua a muoversi

Secondo Betrlusconi la maggioranza non è mai stata così coesa. Noi e con noi molti altri si chiedono: chissà com’era coesa prima e come lo sarà dopo .E’ una domanda che, tra lo stupito e il divertito, non si può evitare dando un’occhiata a quello che sta succedendo nella maggioranza. L’ultima è la proposta leghista per impedire ai meridionali l’accesso all’arma degli alpini. Ed esce allo scoperto dopo pochi giorni che sempre la Lega ha chiesto che nelle scuole del Nord divenga limitata, limitatissima la presenza di presidi e insegnanti “terroni”, a meno che non siano padroni dei dialetti locali o, come minimo – concede con magnanimità la ministra Gelmini – abbiano approfondita conoscenza della cultura e dei problemi del territorio in cui dovrebbero operare. E per colmare (per ora) la misura ecco anche l’uscita, di nuovo della Lega, contro la presenza italiana in Afghanistan. Da alleato fedele, fedelissimo, devoto il partito di Bossi diventa così il bastian contrario della coalizione, pur continuando a giurare amore eterno al governo e, in particolare, al premier. Naturale, dunque, che gli altri, nella maggioranza, digrignino i denti e facciano capire che se Berlusconi ormai non oppone resistenza alcuna alle prepotenze della Lega non si vede perché non debba abbassare il capino di fronte a prepotenze di altre forze del centrodestra. Il Mpa di Lombardo l’autonomia non si limita più a dichiararla ma se la prende. Una parte consistente di parlamentari del Pdl, disertando le sedute della Camera, rischia di far bocciare il documento sul Dpef. Berlusconi tuona contro il progetto di Pdl del Sud. Ma il progetto resta vivo e vegeto. Questa sarebbe la coesione mai prima vista della maggioranza? A noi sembra la dimostrazione del fatto che perfino tra i suoi servi e servetti Berlusconi non è più Dio in terra e che, dunque, qualcosa, nella politica italiana, continua a muoversi, sia pure con lentezza.

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lug  09
31
alle 11:17
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Berlusconi è in chiara difficoltà (ciò non significa che tracolli domani mattina) e tutti i pe...