Posts Taggati come ‘alitalia’
L’italianità che paghiamo
Avrebbe dovuto essere il giorno della “gioia”, questo, per i lavoratori di Alitalia ma invece si registrano ancora proteste. Lo ha sottolineato Sandro Bondi, ministro per i Beni e le attività culturali, che oggi ha raggiunto Roma con un’ora di ritardo a causa del ritardo del suo volo. “C’era da aspettarsi – ha commentato – che tutti gioissero per il fatto che ricominciavano i voli per alitalia, ci fossero prospettive di speranza e di miglioramento della situazione. Invece ci sono state manifestazioni di protesta – ha spiegato – che hanno creato qualche disagio ai cittadini italiani”.
Ineffabile Bondi e ineffabile tutta la squadra di governo che in coro ripete di essere riuscita a vincere la scommessa di far ripartire Alitalia. Secondo me non gli bastano più le guance per le iniezioni a questi signori quì. 7 mila esuberi in più di quelli previsti, 4 miliardi di euro scaricati sulle spalle dei contribuenti, una fusione con Air One carica di debiti, una compagine azionaria messa in piedi con pressioni o offerte “che non si possono rifiutare”, una vendita in due fasi alla medesima Air France-Klm che appena 9 mesi fa veniva vista come il demonio da combattere e qualcuno dovrebbe esultare? La vicenda Malpensa e Linate al limite della parodia, le dichiarazioni di Castelli che “asfaltano” qualunque logica di mercato, qualunque idea di libertà imprenditoriale e di stato liberale per tornare all’epoca asburgica e qualcuno dovrebbe essere ragionevolmente contento ? Le associazioni dei consumatori e la legittimità del decreto con cui si è modificata la legge Marzano sono altre tegole pronte a cadere sulla testa di questi improvvisatori di leggi e trattati e noi dovremmo battere le mani? Hanno perso, secondo me, una buona occasione per tacere e fare finta di niente. Sipario, sulla compagnia “di bandiera”.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
E’ la stampa, bellezza
Se ce ne fosse ancora bisogno, eccovi un altro esempio di quanto la stampa ( scritta e parlata) possa essere fuorviante, confusionaria e fornire un’informazione errata rendendo un pessimo servizio al lettore. Dunque, oggi 26 dicembre dal Corriere.it/economia. Titolo:
LO COMUNICANO FONTI VICINE A ROBERTO COLANINNO
Alitalia/Cai: alta adesione alle lettere di assunzione
Si va verso il 100 per cento. I risultati definitivi tra lunedì e martedì
Il contenuto della notizia è, ovviamente, l’estensione del titolo. Ovvero, il collega ha accettato supinamente il comunicato della CAI e non si è fatto cogliere ne da un briciolo di ironia e neanche da un sussulto di buon senso. Con la crisi che morde i polpacci chi rifiuta una lettera di assunzione? Allora i dipendenti erano 19 mila circa, ne assumono 12 e 600 dov’era il rischio che non ci fosse adesione al 100 per 100 ? Quale altro acompagnia aerea è il competitor di alitalia 2 ? Insomma, la faccio breve.Si poteva toccare la notizia da molti punti di vista. Dare così in modo asettico e vagamente trionfalistico un comunicato aziendale non è indice di un giornalismo sano, di una redazione gestita in modo attento. Si ha sempre più l’impressione che questo mestiere ( perchè sempre di artigianato si tratta) invece di assomigliare ad una professione si sia adagiato verso l’impiego: 6 ore e 40 e poi a casa. Vorrei tanto sbagliarmi.
da luca ajroldi
Italiani all’estero: la verità su Alitalia
LETTERA
Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri. Non che non lo sapessimo, non che non fosse chiaro a tutti. Ma sentirlo dalla viva voce di un “capitano coraggioso” dalla viva voce di un imprenditore deciso a “salvare” l’italianità della nostra Compagnia di Bandiera ( su cui si è impostata una campagna elettorale) fa un certo effetto.
I nomi sono autentici e il colloquio ha avuto testimoni. Buona lettura a tutti.
Los Angeles 9 Novembre
Sono un comandante Alitalia
Allucinante! Ieri ero seduto a Santa Monica, vicino l’albergo dove alloggiavo, da Abercrombie and Fitch, un negozio di vestiti. Aspettavo, nel frattempo, che i piloti del mio equipaggio finivano di provare una felpa, c’erano i saldi, ed il negozio era pienissimo. Vicino a me su una poltrona, un signore con l’accento fortemente toscano, mi fa’: “Italiano?” .
“Si”, rispondo .
E lui: “Parte anche lei stasera con Air France?”
“No” rispondo, “vado domani con la Delta a NY e poi Roma. Siamo piloti Alitalia ed abbiamo fatto l’ultimo volo per Los Angeles da Roma e siamo costretti a tornare fuori servizio con altre compagnie”. Alitalia infatti, anche se in questi sei mesi, i voli tra Roma e Los Angeles hanno avuto un coefficiente di riempimento dell’85% e la rappresentanza Alitalia di L.A., a detta del Caposcalo, ha venduto 10 milioni di dollari di biglietti, ha soppresso il volo!!
“Ah siete dell’Alitalia?” mi dice ancora lui. E continua: “Lo sa che io e mio fratello siamo
componenti della cordata CAI?”
“Bene, piacere” rispondo, “io mi chiamo Elvio D’Alu’, sono un comandante Boeing 777, metta una buona parola con Colaninno per far si che senta le nostre ragioni senza disintegrare la nostra dignità professionale. Mi scusi”, faccio io, “come ha detto che si chiama?”
“Mi chiamo Fratini, siamo Toscani del Mugello, Immobiliari. Eh lo so” continua il Sig.Fratini, “purtroppo i tempi sono cambiati, anch’io sono un pilota, posseggo un elicottero personale, un A109, e mi tengo stretto il mio comandante pilota che mi aiuta nel volo strumentale”.
Poi la mia domanda, piu’ che lecita: “Ma mi dica una cosa, ma chi glielo ha fatto fare di infilarsi in questo ginepraio della cordata Alitalia?”
Fratini risponde: “Eh…mica sono stupido, l’avrebbe fatto anche lei, stiamo comprando l’Alitalia senza soldi e fra tre anni guadagneremo 300 milioni di Euro, la maggior parte di noi ha messo solo la firma, rischiamo solo in caso di bancarotta , di nostro non rischiamo nulla…dietro ci sono banche e finanziarie. So che preparate uno sciopero, mi sa che è inutile tanto oramai è tutto pronto per lo svecchiamento in Alitalia…è cosa fatta….”.
Sono rimasto senza parole! C’era anche il mio Primo Ufficiale testimone alla discussione.
Elvio D’Alù
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Virgilio Conti il 01/1/70
L’Alitalia del futuro ?
Il momento che il paese sta attraversando è estremamente serio. Dalla crisi economica a quella strutturale, dalle tentazioni di Berlusconi di adottare “scorciatoie” che esautorano di fatto il parlamento, alle pulsione razziste e xenofobe dettate rabbia, confusione,paura e cattiva informazione.
Permettetemi però, un momento di svago, un sorriso flash, un istante di distrazione.
Se avete voglia guardatevi il video di seguito. Anche se è in inglese è estremamente comprensibile.
La domanda è la seguente: la Nuova Alitalia, per essere finalmente redditiva, si comporterà così ?
Continua a leggere… »
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di luca il 01/1/70
Il piccolo Thatcher va in vacanza
Allora, respinta con perdite l’intenzione di distruggere la CGIL, il piccolo Thatcher è corso a ritemprarsi in una lussuosa beaty farm dell’Umbria, requisita per l’occasione.
Adesso dovrà studiare altre mosse perchè la sua strategia ha sortito un solo effetto: rendere marginali Cisl e Uil, che erano state faticosamente arruolate nel parco giochi della maggioranza. L’uscita della CGIL dall’angolo in cui era stata messa ha dimostrato che gli slogan e le parole d’ordine non bastano. Ha rimesso i Ministri Matteoli, Sacconi e Scajola dentro il cono d’ombra che gli spetta per carità di patria. Ha ridato spessore al ruolo di Gianni Letta. In margine alla vicenda Alitalia, ieri sera abbiamo fatto una piccola scoperta: l’attuale classe dirigente del Paese assomiglia straordinariamente a quella della Prima Repubblica. Infatti, il Ministro Scajola sembra molto interessato all’aeroporto di Villanova d’Albenga dove un ATR 72 di Alitalia Express soggiorna sulla pista in attesa del volo settimanale, semisolitario, due tre passeggeri al massimo, con lo scalo di Fiumicino. Le malelingue del posto dicono che il volo si chiama il Roma-Scajola-Roma ma, ovviamente, sono solo maldicenze. Il collega Corrado Formigli, però, ne sa molto di più. Quel volo, è stato detto è un charter affittato da un imprenditore locale a 6 mila euro a tratta. Ma un’altra compagnia interpellata ha detto che l’affitto di quel velivolo non può essere inferiore a 34 mila euro. Dunque vorremmo sapere da Alitalia Express come stanno veramente le cose.
L’Alitalia va a picco per gli sperperi o per la pessima gestione? Per colpa del personale o del management asservito alla politica? Possiamo avere una risposta? Grazie.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70
In attesa del bilancio finale
In attesa di poter fare una lettura attenta delle carte, accompagnata da qualche riflessione, sia sul risultato ottenuto, sia sul comportamente dei singoli protagonisti ( anzitutto Berlusconi, opportunamente scomparso in Umbria per una non rinviabile cura al mal di schiena proprio il giorno della firma dell’accordo), ci pare di poter dire già da subito che la conclusione, speriamo non temporanea, del dramma Alitalia sembra presentare almeno un dato sicuramente positivo. Essa ha riportato la trattativa sindacale sui binari che deve avere in un paese democratico:quelli di un confronto tra le parti da cui esce, se ci sono le condizioni, l’accordo per la soluzione di una vertenza,oppure una rottura cui possono seguire proteste, agitazioni, scioperi. Fino alla settimana scorsa la proposta di soluzione avanzata dalla Cai su chiara richiesta, anzi imposizione del governo era stata invece, per dirla con le parole di Epifani, una pistola puntata alla testa dei sindacati, condotta con il fair play di chi invita la controparte a “mangiare questa minestra o saltare da quella finestra”. Cisl,Uil e Ugl l’avevano accolta.Cgil e Anpac l’avevano invece respinta con tutto lo sdegno che era meritato da un tentativo di umiliare diecine di migliaia di lavoratori e lo stesso sindacato..Per questo un Berlusconi non ancora in trasferta sanitaria in Umbria e i suoi scudieri avevano accusato le due organizazioni di essere le responsabili della rovina,secondo le stesse fonti ormai inevitabile,dell’Alitalia e dei suoi dipendenti.Quest’attacco ingiusto, incivile è stato sostenuto dalla gran parte dei mezzi di comunicazione e da un improvviso fiorire di organizzazioni crumire,richiedendo,da parte dell’Anpac e della Cgil,specialmente di quest’ultima, un duro controllo di nervi:che però è stato alla fine premiato quando,prima di far precipitare l’Alitalia nel baratro da essi stessi creato,governo e Cai hanno scaricato le loro pistole e proposto una minestra alternativa.Da un minuto all’altro l’impossibile è diventato possibile,si sono poste le condizioni per un presente e anche un futuro decenti per Alitalia.E la trattativa sindacale ha tornato ad essere un civile e positivo confronto tra le parti:come sempre deve essere in democrazia. Ma sarebbe stato possibile questo risultato senza la dura resistenza di Cgil e Anpac?
da mariopinzauti
Quale bandiera ?
“Serve una compagnia di bandiera e ci sarà”:ha detto Berlusconi a proposito dell’Alitalia agonizzante,anzi,secondo l’Enac, già morta anche se non sepolta.
Ma il premier non aveva detto esattamente le stesse parole mentre,in aprile,l’elettorato bue si preparava ad andare al voto?A noi sembra proprio di si.E sembra che la promessa del premier abbia proceduto solo a retromarcia e che, a tutt’oggi, speranze d’ invertire la rotta non si vedano.Che potrà fare Berlusconi per provocare il miracolo che fino ad ora gli è stato impossibile e che,se avvenisse,gli farebbe meritare-senza che gli stessi atei dicano un boh per dissentire-l’immediata santificazione?Convincere “Air One”a mettere sul tavolo della trattativa i soldi che non ha?O indurre i capitan coraggiosi della Cai a diventare anche generosi?O a sollecitare un intervento di Mediobanca in cui la famiglia del premier ha molto da dire e-a condizione di volerlo-anche da spendere?Vedremo.Per ora tutte le ipotesi prima elencate vengono giudicate improbabili tra coloro che sanno o dicono di sapere e tra i quali invece si sussurra che,alla fine,Berlusconi se la possa cavare per il rotto della cuffia e con poca spesa,facendo dire dal suo portavoce ,Bonajuti- il ragazzone sempre pronto a recitare ogni farsa che gli viene chiesta dal suo padrone-che i giornali,una volta di più,hanno equivocato le parole del premier,il quale ha detto,si,che serve una compagnia di bandiera ma ha evitato di specificare di quale bandiera si tratti:se italiana,o tedesca,o francese,o della Legione Straniera.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Alitalia: il caso Bonanni
Bonanni, leader cisl, deve essere un grande esperto e profondo conoscitore delle cose tedesche e di Lufthansa in particolare se dichiara” “Non credo a una disponibilità di Lufthansa – ha detto Bonanni a margine di un convegno della Fiba – questo non è un gioco di società. Sono sempre stato favorevole a questa possibilità, ma mi pare che Lufthansa abbia l’interesse ad entrare o in alleanza con un partner in italiano o stando sulla sponda del fiume del fallimento per raccattare pezzi importanti del volo italiano”.
Se non sono “strani” non li “voliamo”.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Alitalia:il ricatto continua
E’ un’orrida vicenda fatta di ricatti e pressioni intollerabili in un paese cosiddetto civile. Adesso anche Vito Riggio, presidente dellEnac, ente statale preposto alla sicurezza del volo, corre in soccorso del vincitore e aggiunge la sua, alle altre minacce. Mentre tra i soci “forzosi” della Cai serpeggia lo scontento e il desiderio di uscire da una cordata accettata malvolentieri, il Governo continua a ripetere come un mantra che : “o si accettano le condizioni Cai o si fallisce”.
In qualunque paese occidentale, in cui viga il libero mercato, il fallimento è nell’ordine delle cose. Una società, un’azienda possono fallire, il suo spazio sarà occupato da altri attori, nuovi o vecchi che siano. Solo da noi, tutte le forze politiche rifiutano l’ipotesi del fallimento, la vivono come la suprema infamia. Forse hanno ragione visto che la responsabilità maggiore di questa situazione gli appartiene.
Eppure, per me, se l’Alitalia fallisse, oggi, sarebbe la maniera più dignitosa per mettere la parola fine ad una vicenda che rischia di trasformarsi in una pericolosa agonia, in una alimentazione forzata di un malato in coma decennale. Son fermamente convinto che gran parte di chi oggi lavora nella compagnia, in qualunque settore, verrebbe riassorbito da altri vettori, da altri protagonisti. Il mercato senza regole, da fae west è condannabile. Il mercato, tout court, di solito funziona benissimo.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
Adesso si fanno avanti, per comprare qualche pezzettino a prezzo d...
Forse non è finita
Forse la pietra tombale sulla vicenda dell’Alitalia non è stata ancora sigillata. Anche se Berlusconi, Sacconi, Mattioli proclamano, in coro, che l’unica conclusione è ora il fallimento, anche se il TG1 convoca in studio, i dissidenti dell’Anpac in primisima serata e lascia loro la possibilità di scagliare tuoni e fulmini contro il loro sindacato, anche se –fatto quest’ultimo più incredibile di tutti- due “leoni”del pd, Enrico Letta e Bersani, dicono che Epifani dovrebbe firmare l’accordo proposto dalla Cai e si uniscono così, sia pure con toni soft, alla immensa schiera di coloro che indicano nel segretario generale della Cgil e nell’Anpac i maggiori , se non unici,responsabili del disastro. Il commissario Fantozzi ha annunciato che domani inviterà eventuali interessati a presentare proposte, ha fatto cioè quanto, come notava Eugenio Scalfari nel suo editoriale di ieri su “La Repubblica”, è il suo dovere, quello di non considerare -come Berlusconi vorrebbe- la Cai come unico interlocutore possibile e di sollecitare a farsi sotto altri eventuali interessati tra cui, secondo Scalfari,e anche secondo altri, potrebbero esserci Mediobanca e la Lufthansa. Non è una prospettiva di soluzione. E’la prospettiva, però, sia pure per ora vaga, di una speranza di soluzione. Tanto più perché Epifani fa sapere che sarebbe disponibile a una nuova trattativa:anche se,dice, con Fantozzi,non con Colannino.
Vedremo, la speranza dura fino a quando c’è vita.E fino a quando-lo precisiamo ,tra l’altro a beneficio,di uno dei più assidui commentatori dei nostri post, Daland-nel nostro paese circolano e mantengono posizioni influenti personaggi che, come Guglielmo Epifani, rifiutano accordi sindacali estorti puntando la pistola alla tempia dell’interlocutore(vedi intervista del segretario della Cgil a “La Repubblica”),accordi che oltre umiliare le categorie dei lavoratori interessati, umilierebbero, priverebbero di autorità e di prestigio le stesse organizzazioni sindacali, creando probabilmente precedenti che influirebbero in modo negativo sui negoziati per la definizione dei nuovi contratti di un ragguardevole numero di altre categorie.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70
nel sottolineare che è difficile parlare di fine visto che il governo ha p...





