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Nasce l’Osservatorio sui Tg
Articolo 21, il quotidiano online per la difesa della libertà di espressione, ha deciso di offrire al pubblico un nuovo strumento per capire in base a quali criteri i telegiornali, sia pubblici che privati, scelgano le notizie a cui dare risalto o, viceversa, quelle che è preferibile omettere.
Si tratta dell’Osservatorio sui Tg: per cinque giorni la settimana verrà resa disponibile, ad uso e consumo dei lettori, un’analisi dettagliata dell’informazione giornalistica televisiva italiana, scaricabile dal sito di Articolo 21 in formato testo e audio. Continua a leggere… »
da sonia lombardo
Caso Santoro: tre voci a favore
Concordo pienamente con quanto scritto in precedenza da Luca Ajroldi a proposito del caso Santoro. E proprio per questo sul tema scottante della libertà di stampa e di espressione ho sentito il bisogno di raccogliere l’opinione di alcuni esponenti politici di rilievo che hanno deciso di far sapere ai lettori di questo blog cosa ne pensano. Tra i primi a reagire Giuseppe Giulietti, deputato dell’Italia dei Valori, nonché esponente di spicco dell’associazione Articolo 21 che si batte proprio per la libertà di espressione in Italia. A proposito di possibili provvedimenti nei confronti di Michele Santoro, Giulietti dice: «La via disciplinare al giornalismo non è tollerabile né contro Santoro, né contro altri. Sarebbe facile, anzi facilissimo portare decine e decine di esempi di autori e di programmi che, in questi giorni, hanno ampiamente passato i confini della decenza e della propaganda». Sulla stessa lunghezza d’onda Emma Bonino, senatrice radicale eletta nelle fila del Partito democratico: ”Io non sono una grande estimatrice di quel modo di fare informazione – dice a Politicablog la Bonino – ma non ho capito cosa si contesta: se sono state dette delle falsità c’è la magistratura. Se si contesta lo sciacallaggio sulle emozioni, mi sembra un tema decisamente vago”. E poi aggiunge: ”La libertà di espressione ha un limite solo, quella della menzogna”. Non si sottrae al confronto neanche il deputato del Partito democratico ed ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. “Il programma di Santoro sul terremoto ha sollevato molte critiche” ma queste, ha sottolineato parlando con Politicablog Gentiloni “anche quando ben motivate, non hanno tuttavia nulla a che fare con tentazioni censorie che il Pd non avallerebbe in nessun caso. La difesa della libertà di informazione e del diritto di cronaca valgono sempre e non soltanto per le trasmissioni gradite o amiche”.
da giuseppe cordasco
Il Diritto secondo Berlusconi ( e molti altri)
Oggi Giuseppe D’Avanzo, commenta su La Repubblica gli ultimi decreti del Governo Berlusconi e conclude:
Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare radicalmente la struttura e il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie.
Non posso che essere d’accordo con lui. Il cammino intrapreso da questo governo per ricondurre nell’alveo della normalità le tante emergenze italiane ( vere, false, endemiche, presunte o indotte) è di stampo autoritario e di sospensione dei diritti democrtici. Lo spettro dell’Argentina aleggia sopra di noi e non ne avvertiamo la presenza. Eppure, mi domando, in questa brutta imitazione del giro di vite sui diritti civili dato da Bush dopo l’11 settembre, quanta responsabilità abbia la stampa italiana nel suo complesso ? Per inseguire il sensazionalismo e la vendita ha perseguito, per anni, l’allarme continuo. Le immagini dei disperati che approdavano a Lampedusa erano orde di immigrati clandestini pronti a delinquere. La sovrapposizione/confusione di romeni e rom pronti a rubare e uccidere, la fobia sugli zingari esasperata al massimo ( gli zingari rubano i bambini), quelle strade di Napoli invase dalla spazzatura riproposte ossessivamente ( dimenticando sempre che quell’emergenza dura dall’85) nelle immagini tv. E via andare sotto la bandiera del libero mercato dell’informazione. E allora perchè non pensare che questa pioggia di sciagure abbia provocato allarme rosso in una ampia parte della popolazione che oggi crede di ottenere risposte dai decreti di Berlusconi? Forse un tavolo di riflessione ci vorrebbe. Colleghi di articolo 21 ci siete? Fatevi vivi.
da luca ajroldi






