Posts Taggati come ‘berlusconi’

Berlusconi, Dibattiti, governo

Quadratura del cerchio mancata

Berlusconi era partito per il Medio Oriente annunciando che , grazie a lui, un problema mondiale vecchio di sessant’anni, quello dei rapporti tra paesi arabi e Israele sarebbe stato avviato a soluzione e che egli, di conseguenza, ai molti prodigi messi secondo lui in cassa avrebbe aggiunto quello di una sorta di quadratura del cerchio di portata internazionale. A conti fatti, a viaggio finito, l’obiettivo non sembra però raggiunto. A Israele Berlusconi, prodigo di elogi nei confronti dello stato ebraico, è stato accolto come un grande amico. Gli entusiasmi israeliani nei suoi confronti si sono però notevolmente raffreddati quando il nostro premier si è spostato nei territori posti sotto controllo dell’autorità palestinese e ha paragonato la tragedia dell’Olocausto, lo sterminio di 6 milioni di ebrei da parte dei nazisti, a quello delle vittime dei bombardamenti effettuati su Gaza dall’esercito dello stato ebraico. Il paragone non è piaciuto, per opposti motivi, neppure al presidente palestinese Abu Mazen. Il quale meno che mai ha apprezzato il fatto che il nostro Presidente del Consiglio, rispondendo a un giornalista, abbia detto di non aver notato il muro israeliano che isola la città di Betlemme da lui visitata. Nessuno infine, né tra i dirigenti israeliani, né tra quelli palestinesi, neppure negli ambienti della Presidenza del Consiglio italiana ha rilevato il minimo segnale di speranza nelle prospettive di pace per il Medio Oriente dopo i tre giorni della visita di Berlusconi. Tale visita, come unico effetto visibile, ha finora prodotto un notevole inasprimento nei nostri rapporti con l’Iran, che, preso atto di quanto ha detto e fatto il nostro primo ministro nei suoi incontri con i dirigenti israeliani e palestinesi, ha affermato che ormai è chiaro, senza ombra di dubbi, che “il governo italiano è servo d’Israele”. Meno male (per se stesso, purtroppo non per noi) che Berlusconi riesce ad incantare ancora in Italia, paese dove, almeno per lui, la quadratura del cerchio resta (speriamo non per molto) tutt’ora possibile.

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feb  10
5
alle 11:47
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di L'Iran reagisce alle parole del Premier | speciale in Liquida il 01/1/70

[...] Quadratura del cerchio mancata [...]

Berlusconi, giudici, libertà d'informazione

Processo breve? Una vergogna nazionale

Ecco alcuni commenti dal sito di La Repubblica
per l’Italia l’unico vero plotone d’esecuzione è questo governo
Manipolano pure le parole: Non è un processo breve ma un processo morto!
Processo breve!!!! Troppo lungo ancora il prossimo sarà il video processo 1h e ci sbrighiamo, la gente vota da casa e via!!!!!
Purtroppo non viviamo più in uno Stato di diritto e la cosa peggiore è che ad una larga fetta dei nostri connazionali questa cosa sta bene!!
Italiani sveglia, sveglia!!!che cosa aspettate a capire come stanno andando le cose!!!??
Il processo breve equivale a chiedere ad un chirurgo di operare bene e in tempi idonei ma senza bisturi e attrezzature significa uccidere il paziente.
Come può definirsi costituzionale questa legge?
Possiamo sperare solo in NAPOLITANO ma temo che sarà vano.
ma cos’altro dobbiamo permettergli per svegliarci!!!!! gente perbene organizzate una manifestazione colossale che svegli le coscienze.
Legge vergognosa e inaccettabile, abbiamo urgente bisogno di un rinnovamento politico e culturale.
La colpa non è di Berlusconi e del suo staff. La colpa è solo degli italiani che lo votano. Se ne renderanno conto da soli.
Questa legge vergognosa è l’espressione peggiore della perdita di senso etico, civile e morale di una parte del Paese rappresentata da PDL e Lega
E’ incredibile come si possa anche solo pensare che questa possa essere una soluzione,ma soprattutto è incredibile che diventi una legge! Allibito!
La cosa più preoccupante di tutto questo è l’assopimento delle coscienze della gente.Si sta distruggento lo stato e a nessuno sembra importi molto
Non si può continuare a guardare questo scempio senza far nulla!PD sveglia!E’ l’ultima spiaggia!
Credo che si sia troppo oltre il limite della decenza. Quello che mi fa paura é lo stuolo dei sostenitori/complici o ciechi o inetti in malafede
non vedo l’ora di un editoriale del suddito Minzolini al TG1
Il primo caso in Italia di governo che odia la legge! Un grazie anche al PD che è più incisivo nel combattere la sinistra che la destra!
altro che processo breve,chiamatelo per quello che è:processo annullato!

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gen  10
21
alle 12:16
da luca ajroldi

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di Ivaldo il 01/1/70

UN paio di mesi fa il presidente del consiglio disse:" Andrò in tribunale e mostrerò agli Itali...

Berlusconi, Sulla graticola

160 anni dopo

Da quando Marx disse-e scrisse-che la proprietà è un furto sono trascorsi 160 anni. Da allora n’è passata di acqua sotto i ponti e ne sono entrate e uscite d’idee nella mente degli uomini. Oggi la proprietà non è più considerata furto anche nei paesi del comunismo postcomunista, leggi Cina e Vietnam, dove anzi s’incitano i cittadini a darsi da fare per arricchirsi. In questi paesi come in quelli del capitalismo dichiarato, scritto in fronte del potere, si ritiene tuttavia di cattivo, pessimo gusto, sbattere in faccia al pubblico l’eccesso di proprietà, la maxiricchezza e tanto più nei momenti di particolare sofferenza e difficoltà. Fa naturalmente un’eccezione l’Italia, dove da quasi sedici anni domina un’eccezione: Berlusconi. Proprio nei giorni in cui tutto il mondo piange la tragedia di Haiti, un paese povero reso miserabile dal terremoto e mentre nella stessa Italia il bisogno è entrato in casa di tanti-come conferma la cifra di 2 milioni e 600.000 disoccupati resa nota della Banca Italia-che cosa fa l’uomo più potente e più ricco del nostro paese? Va a Venezia a cercare casa, lui che di case ne ha già abbastanza da ospitare qualche centinaio di persone, ad esempio le sette ville in Sardegna, quelle nei Carabi, a Porto Fino , i palazzi e gli appartamenti romani. E poiché non è-potendoselo permettere- uomo di bocca buona non sceglie il monocamera con servizi ma un palazzo, un altro palazzo, e dei più belli, e storici, di quelli che le guide indicano all’ammirazione dei turisti. Si tratta di Palazzo Pisani, una dimora del ‘400 con diecine di stanze, posta nientedimeno che sul Canal Grande. Prezzo? Tale probabilmente da mandare in tilt la calcolatrice. Ma Berlusconi ,che è accompagnato dai fidi Letta e Ghedini, non se ne preoccupa, dice che la cosa gli interessa, anche se naturalmente si riserva di pensarci. Mentre lo sta facendo chissà se faranno qualche riflessione i cittadini-purtroppo finora tanti- che votano per lui, incuranti delle licenze che il premier si prende in fatto di maximaxi proprietà e tanto altro.

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gen  10
17
alle 07:16
da mariopinzauti

Berlusconi

Il “nuovo” Berlusconi


Senza intenti polemici, per carità, apparteniamo tutti ( o quasi) al partito dell’amore ma solo con la sana curiosità di chi vorrebbe capire. Questa è una foto del nostro Premier pubblicata dal Corriere.it questa mattina e annunciata come: ” le prime foto senza cerotti”. Ovvero il Berlusconi guarito.
Bene, ecco la mia curiosità. Guardate la foto. Guardatela bene però. Non un segno, non una cicatrice piccola piccola, non un ombra. Anzi, neanche le rughette d’espressione. Allora le curiosità diventano tre: ma era così importante la ferità oppure c’è un lavoretto di photoshop o, ancora, un bel ritocchino di lifting ? Ditemi che ne pensate.

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gen  10
8
alle 08:56
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Maria Ferdinanda il 01/1/70

Parli come se avesse ancora della pelle su cui possano formarsi cicatrici. Ma ormai è tutto di p...

Infatuazioni, Partiti, senso del ridicolo

Il Partito dell’Amore: nascita di uno slogan

Un tempo, in redazione, per prendere in giro una bravissima e carissima collega le dicevo, immancabilmente, tutte le mattine: “hai letto l’Unita? Ti ha dato la linea? Ora sai cosa devi dire e quali posizioni prendere?”. Riuscivo sempre a farla arrabbiare. Finchè non accettò lo scherzo e da donna ironica e intelligente, mi rovesciò la provocazione. Bene. Leggendo o ascoltando i discorsi del Cavaliere e dei suoi corifei oggi, mi torna subito in mente l’espressione” portare il cervello all’ammasso”. E’ fuor di dubbio che l’Uomo, l’egoarca come lo chiama D’Avanzo, sia un grande venditore. Lui vende sogni, speranze, illusioni, oggetti, case, abbonamenti tv. Qualunque campo dello scibile umano per lui si trasforma in occasione di vendita. Certo, per le sue campagne pubblicitarie usa ben 6 canali televisivi, un numero imprecisato di giornali, giornalisti,consulenti, sub-venditori, adepti, conversi,nostalgici e tutti quelli che vogliono essere nella squadra del “prodotto vincente”, quello in testa alle vendite. Il N° 1 insomma.
La sua ossessione è quella di tirare fuori lo slogan vincente, il gesto che si tramuta in simbolo. E come ogni grande venditore sa perfettamente che l’invenzione va costantemente rinnovata senza lasciargli il tempo di invecchiare. Dopo lo slogan ” non metteremo le mani in tasca agli italiani” ( che sta mostrando la corda) cambia nome al suo partito: da Forza Italia ( ormai obsoleto) diventa Partito delle Libertà. Oggi, dopo l’aggressione subita dallo sciagurato Tartaglia, lancia il Partito dell’Amore contro,ovviamente, il Partito dell’Odio. Interpreti principali e appassionati il solito Bondi e il Presidente del Senato,Schifani. Interpreti di seconda fila, ma esagitati, Cicchitto e Capezzone. Secondo indiscrezioni di Palazzo sembra che ai due sia stato detto di darsi una calmata: stavano esagerando.
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dic  09
28
alle 11:05
da luca ajroldi

Berlusconi, Notizie

Nobiltà e miseria

Nessuno salvo uno in Italia e nel mondo se l’è sentita di cercare e trovare un paragone tra l’aggressione subita da Silvio Berlusconi il 13 dicembre a Milano con lo spintone con cui Susanna Maiolo la sera del 24 dicembre ha fatto cadere Benedetto XVI. L’uno che ha rappresentato l’eccezione era-e non poteva che essere-il nostro e vostro Presidente del Consiglio. Il quale Presidente del Consiglio, visto che era a spendere in fatto di baggianate, è andato anche oltre, in un’intervista e ottenuta, presumibilmente senza difficoltà alcuna dal tg1, ha indicato un’unica causa per i due gesti scellerati: la campagna di odio che si sarebbe scatenata nel paese. E’un giudizio che nessun altro ha condiviso: in Italia, all’estero e nemmeno in Vaticano. In Vaticano non solo si è evitato ogni accenno d’ipotesi a possibili mandanti, si è fatto di tutto per minimizzare l’episodio. Dopo l’aggressione Benedetto XVI è rimasto in San Pietro e ha concluso la funzione natalizia. Il giorno dopo, durante la benedizione urbi et orbi, neppure ha menzionato la prova subita. Il portavoce della stampa vaticana, padre Lombardi, ha espresso l’opinione, sicuramente non solo personale, che la Maiolo non debba finire in carcere e tanto meno essere sottoposta a procedimento giudiziario ma affidata alle cure di medici e strutture che si occupano di malattie mentali mentre Berlusconi, un paio di giorni fa, ha chiesto alla magistratura di dare un significativo esempio infliggendo allo psicolabile Tartaglia una dura condanna. I lettori ci sono testimoni che non sempre siamo teneri nei confronti del Papa e del Vaticano. Ma questa volta siamo di fronte a un confronto tra un’esibizione di nobiltà e la rinnovata conferma di una squallida miseria morale di cui soffre un uomo e, con lui, purtroppo anche tutto il paese..

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dic  09
26
alle 08:40
da mariopinzauti

violenza politica

E riprende la semina dell’odio

Al termine della sua degenza al San Raffaele di Milano il premier ha dichiarato di sentirsi forte ma preoccupato per le sorti del paese. Siamo soddisfatti-e certamente lo è la gran parte degli italiani-per le parole dette da Berlusconi sulle sue condizioni fisiche e psicologiche e condividiamo quanto ha detto a proposito di preoccupazioni per le sorti del paese, pur guardando a situazioni diverse da quelle che turbano il Cavaliere. Questo perché a tre giorni dall’aggressione di Milano cominciamo a vedere le corde degli appelli alla pacificazione nazionale che si levano da varie forze politiche ma con toni particolarmente accorati da parte della maggioranza e del governo. Ieri, alla Camera, il capogruppo del pdl , Cicchitto, ha pronunciato un intervento da crociata,anzi da guerra santa,polemizzando pesantemente con Di Pietro,accusando “La Repubblica” e il giornalista Marco Travaglio di “Anno zero”di avere costituito “un network dell’odio”,criminalizzando infine la magistratura parlando di un “cancro giudiziario”che sta tentando di affossare la seconda repubblica dopo aver “affossato la prima”.A poche ore di distanza da questo attacco che ha investito,per la prima volta,perfino i giudici di “Mani Pulite”,quelli che arrestarono e condannarono Craxi,la maggioranza si è resa responsabile di un atto di prepotenza che il Presidente della Camera,Fini,ha definito “deprecabile”:il ricorso alla fiducia per il voto sulla Finanziaria,cioè la negazione di un dibattito parlamentare su un atto fondamentale dell’amministrazione dello stato.Dunque Berlusconi era ancora al San Raffaele e i suoi luogotenenti già mettevano in chiaro che per pacificazione intendevano distruzione e umiliazione dell’opposizione e riprendevano così,con più arroganza di prima,la semina di quell’odio che ha avuto,tra i suoi frutti negativi,il gesto sconsiderato di Tartaglia.

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dic  09
16
alle 06:08
da mariopinzauti

violenza politica

Dedicato a tutti coloro che non hanno gli occhi foderati di prosciutto

Contrariamente a quanto speravamo noi, e certamente anche molti italiani, Berlusconi almeno finora non è stato folgorato sulla via dell’ospedale San Raffaele e lo stesso è accaduto ai suoi collaboratori. Anzi. Finora questi signori non hanno capito e tanto meno ammesso che l’aggressione di Milano dimostrava l’esigenza e l’urgenza assolute di por fine a crociate che se esasperate, come stava avvenendo, come le stesse parole e i toni del discorso di Berlusconi in piazza del Duomo avevano confermato, potevano degenerare in gesti inconsulti da parte di squilibrati o esaltati. Il premier ha invece reagito proclamando stupore e incredulità mentre i suoi pretoriani, non frenati dai sedativi che i medici somministrano al Cavaliere, hanno scatenato un’aggressione polemica che non si sa dove potrà arrivare ma certamente è già andata troppo lontano, non soltanto condannando Di Pietro e la Bindi, i soli che hanno difeso la verità-e cioè che la destra, con il suo capo in testa, con parole e fatti ha contribuito, e non poco, a diffondere un clima d’odio nella politica italiana- ma giungendo a insinuare che Casini, Fini, due pubblici ministeri (Spataro e Ingroia) avevano assunto posizioni che inducevano a sospettarli di essere i mandanti dello sciagurato gesto di Tartaglia. Il nostro augurio era che questo gesto, condannabile ed esecrabile, potesse almeno servire ad aprire gli occhi di Berlusconi e dei suoi cortigiani, a consigliarli a por fine, nel loro stesso interesse, oltre che in quello del paese, alla concezione monarchica del potere, agli attacchi al Capo dello Stato, alla magistratura, alla negazione di una delle fondamenta di ogni democrazia, cioè l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, al rifiuto di ogni dialogo costruttivo con l’opposizione. Finora, a due giorni dall’episodio di Milano , niente di tutto questo avviene. Finora-come tutti coloro che non hanno gli occhi foderati di prosciutto possono constatare-nel centro destra, mentre Berlusconi tace, negli ambienti governativi, quelli di Palazzo Chigi compresi si chiede agli altri di impegnarsi per la pace ma si lavora per scatenare il proseguimento e l’ incattivimento della crociata dell’odio, evidentemente incuranti di altre possibili conseguenze.

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dic  09
15
alle 08:19
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

è un gioco che troviamo di pessimo gusto;e che,come tale,respingiamo al mittente

violenza politica

La scuola della violenza

Di Pietro non è ricorso certo alle perifrasi quando ha commentato, a caldo, il gesto di violenza di cui è stato vittima, a Milano, Silvio Berlusconi . Pur deplorando l’atto, ha espresso infatti l’opinione che esso sia stato favorito dal clima di tensione che lo stesso premier ha contribuito a creare. Nessuno, compresi il pd e gli organizzatori del nobday del 5 dicembre, ha dichiarato di condividere. questa valutazione. Tuttavia non c’è dubbio che essa fotografi un’indiscutibile ricostruzione di fatti che tutti –sinistra, destra, centro, altre forze politiche e sociali- avrebbero il dovere di considerare se davvero vogliono impegnarsi per evitare che l’aggressione al Presidente di Consiglio sia solo il punto di partenza di una più diffusa e grave spirale di violenza. Da oltre un anno, da quando Berlusconi è tornato al potere sospinto dalla forza di una maggioranza parlamentare ottenuta con una legge definita “porcellum dal suo stesso autore, il confronto politico è progressivamente degenerato in esercizio sempre più frequente, fino a diventare permanente, di un potere che umilia le funzioni del Parlamento, affianca alle leggi cui tutti i cittadini devono rispondere una serie di leggi fatte per tutelare i privilegi di una sola persona, disconosce, o riduce a pura apparenza, quanto , secondo la Costituzione, è di competenza del Capo dello Stato, della Corte Costituzionale, della magistratura, riduce la libertà d’informazione in spazi minimi, fa della polemica con l’avversario politico un esercizio quotidiano d’insulti di minacce. E’un quadro in cui democrazia, dialogo, rispetto reciproco perdono ogni giorno di più di significato e in cui la reazione irrazionale,provocata dalla rabbia, dall’insofferenza, dalla disperazione può naturalmente cominciare a trovare consensi. Chissà se n ‘é reso conto Berlusconi dopo l’aggressione subita ieri sera a Milano. E chissà se se ne rendono conto coloro che se la prendono con Di Pietro per la sua diagnosi che è cruda, spietata, difficile ad accettare ma purtroppo è rappresentazione del dramma italiano.

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dic  09
14
alle 09:24
da mariopinzauti

Berlusconi

L’ossessione di Silvio

L’attacco dissennato di Silvio Berlusconi a Bonn, davanti al congresso del PPE, ai giudici che si sono sostituiti al Parlamento, alla sinistra allo sbando, con la maggioranza invece coesa e il premier «super forte e con le palle» lascia interdetti. Non una breve digressione, ma un nuovo duro attacco alla magistratura, alla Consulta e al presidente della Repubblica. E l’annuncio di voler mettere mano alla Carta costituzionale.
Un comportamento e un discorso che non può essere ricondotto ad una “vecchia volpe” della politica oppure ad una meditata “spallata” ad uno stato morente. Purtroppo siamo davanti alla solita vecchia ossessione di Silvio. Un uomo che non può essere giudicato da nessuno. Un uomo che si è autoconvinto di essere “unto” del Signore, di essere uno statista migliore di De Gasperi, di essere il miglior politico che l’Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni. Se la situazione non fosse drammatica e la legge Basaglia non imponesse dei limiti al ricovero coatto, ci sarebbe solo da avere compassione di un ricco signore anziano andato fuori di testa per i troppi soldi, le troppe medicine, i troppi servi ossequienti. Ma questo ricco signore anziano è anche Presidente del Consiglio oltre che proprietario di Mediaset e giornali e case editrici e in grado di condizionare pesantemente( come ha fatto) la Rai. Ovviamente il ricco signore è in grado di condizionare la vita di milioni di donne e uomini in difficoltà o di giovani alla ricerca di un lavoro. La sua personale ossessione non lo fa governare, non lo fa interpretare i bisogni del paese ma lo spinge a comportarsi in modo schizzofrenico o come si dice dalle mie parti ” andare a vento”. Ovvero in modo ondivago e con pulsioni spesso ingestibili. Se gli scherani di cui si circonda e che da lui sono stati scelti, non facessero barriera ( nel timore di perdere privilegi e denaro) credo che da tempo sarebbe stato portato, amorevolmente, in una prestigiosa casa di cura per essere assistito.
Ma i figli che lo amano, riamati, cosa aspettano ?

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dic  09
10
alle 05:17
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

[...] Se la situazione non fosse drammatica e la legge Basaglia non imponesse dei limiti al ricov...