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Casini riapre le alleanze in Puglia,Liguria e Calabria
Sarò ingenuo, ma l’offerta di Casini al Cavaliere di spostare i suoi voti sulla PdL in cambio di una scelta dei candidati non dovrebbe costringere il più furbo dei furbi, il genio della politica, lo statista sconosciuto ( ai più) Massimo D’Alema a ritirarsi in barca facendo vita da skipper per i prossimi 100 anni? E già, la politica dei “due forni”, il cinismo, la disinvoltura di chi è senza progetti e naviga nella politica politicata, sembrano paganti per PierFerdinando Casini. Ma quale progetto politico. ma quale partito centrista. ma quale alleanza per i cattolici. Sono in ballo solo posti di potere, assessorati e consiglieri. Ed era questo l’alleato che D’Alema voleva avere accanto? Era questo l’allargamento al centro ripetuto da Bersani? Roba da nascondersi sotto un mattone. E pensare che questi sognori pretendono anche di farci la morale o, peggio, di guidarci fuori dalla crisi.
Vorrei prendere a prestito una irriverente battuta di origine sessantottina: ” una pernacchia vi seppellirà”. Credo che sia la massima onoreficenza che si meritano.
da luca ajroldi
A Rosarno l’ordine è tornato, la giustizia no
Con una fulminea rapidità, nella maggior parte dei casi possibile solo nei regimi totalitari, a Rosarno l’ordine è tornato. La giustizia no. Anzi ha fatto un passo indietro lasciando un’impronta d’infamia: che coinvolge non solo Rosarno e la Calabria ma l’intero nostro paese.Tutti gli immigrati, i clandestini e i regolari, i coinvolti nei disordini e quelli che hanno rifiutato di parteciparvi, sono stati costretti a lasciare la zona o meglio, come ha detto il parroco della cittadina parlando ai fedeli durante la messa domenicale, ”sono stati cacciati”. E una parte di loro, come ha denunciato Laura Boldrini, responsabile dell’organizzazione dell’Onu che si occupa d’immigrati, senza aver ricevuto neppure le poche centinaia o diecine di euro loro dovuti per le ultime settimane di lavoro di raccolta di arance e mandarini. Ruspe e altri mezzi stanno letteralmente distruggendo i miserabili rifugi, a cominciare dall’ex oleificio, dove alcune migliaia di disperati hanno vissuto senza acqua, luce elettrica, gabinetti, conducendo-come notò già l’anno scorso la BBC in un servizio dedicato a questi disperati – “un’esistenza da animali”. Nel giro di pochi giorni a Rosarno si cancellerà ogni traccia delle diverse migliaia di immigrati che per alcuni anni hanno hanno accettato di svolgere un lavoro che gli italiani rifiutavano, quello della raccolta dei rinomatissimi agrumi della zona, per paghe che gli italiani non accettavano (venti-venticinque euro lordi al giorno, di cui incassavano solo 15-16 euro perché il resto andava a “caporali”e autisti), contribuendo al benessere degli italiani che nel rosarnese e dintorni vivono dei proventi dell’agricoltura. Nessuno, nelle stanze dei grandi poteri romani, in questi anni si à accorto di loro. Sono stati scoperti solo quando, qualche giorno fa, la loro rabbia è esplosa, degenerando in atti di violenza, dopo che gruppi razzisti, forse istigati dalla “ndrangheta”, avevano aggrediti alcuni di loro. Solo allora ci si è resi conto che esisteva un enorme problema e che occorreva e subito una soluzione. Poiché, come ha ricordato ieri il Papa, gli immigrati “hanno gli stessi diritti di tutti”, questa soluzione avrebbe potuto finalmente essere realizzata ridando condizione umana agli immigrati- animali di Rosarno. Si è preferito invece umiliarli ulteriormente, ridurli alla condizione di animali randagi. Non senza però gradevoli effetti collaterali politici: come hanno confermato gli elogi alla Lega e al suo superministro Maroni raccolti dagli inviati dei giornali tra i facinorosi che a Rosarno in questi giorni si sono distinti nella caccia al negro.
da mariopinzauti
Se non sono cretini non li vogliamo
A Roma, si è svolta una riunione negli uffici del Servizio Interdipartimentale per le Emergenze Ambientali dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la presentazione della bozza del “Piano di caratterizzazione” – cioè di analisi e bonifica – nelle aree del fiume Oliva, nei Comuni di Serra D’Aiello ed Aiello Calabro in provincia di Cosenza. In pratica dopo 19 anni ( si avete letto bene, diciannove) di disinteresse ci si comincia ad occupare delle “navi dei veleni”. Le cosidette navi a perdere. Cosa contenevano? Rifiuti tossici e radioattivi, per lo più. A mettere in moto la macchina, le rivelazioni di un pentito calabrese della cosca di San Luca,Francesco Fonti, tutt’ora senza protezione da parte dello stato. Anzi, e quì viene il bello, Fonti si era nascosto a Mantova, ma un deputato assai solerte della Lega l’ha subito “scovato”. Poi ha protestato e segnalato immediatamente alla pubblica opinione la sua “inopportuna” presenza nel mantovano. Col piccolo problema di far saltare la copertura di Fonti mettendone a rischio la vita. Da questa azione deriva il titolo di questo post e la mia indignazione. Dunque, popolo della lega, alla prossima tornata elettorale, cancellatelo dalle liste e votate qualcuno di maggior buonsenso.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70






