Posts Taggati come ‘candidati’
I mal di pancia del PD
A tre giorni dalle primarie del PD, cominciano ad essere evidenti i segnali di malessere di un partito che ancora non c’è. Di un partito che è alla ricerca di se stesso e della futura identità. La battaglia (?) si svolge sul piano del paradosso. Un candidato risponde in tutto e per tutto ad un burattinaio che ha fatto campagna elettorale ventre a terra per riportare indietro l’orologio della storia. Aggrappandosi a idee vecchie e concezione sorpassate della politica-politicata di casa nostra. Nonostante sia stato ministro degli esteri non ha usato quella poltrona per capire il mondo intorno ai palazzi romani della politica. Conosce bene l’arte della trattativa, conosce le manovre del Transatlantico, conosce bene i suoi colleghi ma per due volte è caduto in trappoloni tesi da Berlusconi. Un’altro candidato fonda il futuro partito sulla laicità e poco altro. La laicità è un bene primario ma non basta per dare un orizzonte ai progetti e alle idee per far ripartire un paese. In più sul suo conto gira una brutta storia di falsi rimborsi. Infine, il terzo candidato. Ha ben chiaro cosa dovrà essere il futuro PD. La sua azione e il suo cammino sono guidati da uno spirito etico che fa sperare in una riscoperta di valori e comportamenti. Ma, purtroppo, il suo modo di ragionare è troppo legato al “sistema”, alla legge elettorale, al bipolarismo. Temi importantissimi ma incapaci di fare presa su una opinione pubblica troppo concentrata sui suoi guai e su un Presidente del Consiglio onnivoro e affabulatore che è riuscito a spaccare gli italiani. Vizio antico, quello di spaccarci facilmente, in cui cadiamo spesso. Laici e cattoilici, papisti e anti papisti, guelfi e ghibellini, pro meridione e antimeridionalisti. Sempre pronti a discutere ma poco avvezzi a fare. Eppure nonostante questo quadro, per me, sconsolante, andrò a votare. E invito con forza tutti quelli che ci leggono, non solo a farlo ma anche a farlo fare. Vicini di casa, amici, conoscenti occasionali. Rompete le scatole a tutti ma mandateli nei gazebo. Domenica, sulla base dei numeri,delle persone che saranno andate a votare, ci giochiamo la possibilità di dire con forza a questo governo che quì c’è ancora una democrazia parlamentare. Oppure che abbiamo accettato il populismo peronista, e un po piduista, che ci vogliono imporre.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di luca ajroldi il 01/1/70
La scelta resta difficile
Vorremmo che fosse soltanto un problema nostro e non di altre centinaia di migliaia,se non milioni di elettori del pd. Temiamo però che sia il contrario e cioè che siano ancora in tanti, tra questi elettori, a continuare a sfogliare nervosamente la margherita senza riuscire a fare una scelta fra i tre candidati alla segreteria del partito democratico. Franceschini è senz’altro simpatico, come l’ha definito Deborah Serracchiani, anzi il più simpatico e ha consumato lacrime e sangue senza risparmio durante la campagna elettorale per le europee e le amministrative. Ma ha il carisma necessario per tirar su dalla polvere della delusione e dello scoraggiamento il suo popolo per scatenarlo contro l’avversario politico con possibilità di vittoria? Per la verità non è sicuro che abbia questo carisma neppure Bersani ma è un uomo di apparato sostenuto da uomini di apparato(come D’Alema) e può mettere sul piatto il bagaglio di una lunga esperienza che Franceschini non ha. Neppure “il terzo uomo”, Marino, possiede un bagaglio di tal genere, anzi non lo ha per niente, è appena arrivato alla “politica”, è un “nuovo”. Di novità c’è bisogno come il pane e Marino, oltretutto, diventando segretario del pd apparentemente avrebbe più da perdere che da guadagnare (dovrebbe per qualche anno rinunciare, o ridurre ai minimi termini, la sua attività di scienziato e di chirurgo specializzato in trapianti). Tutto questo ci piace e piace sicuramente a molti altri. Con un ma, tuttavia. Nel caso di Marino non ci sarebbe solo la novità ma almeno per qualche tempo l’inesperienza in fatto di organizzazione di un partito.Insomma tre candidati con tanti pregi ma anche con qualche non trascurabile difetto.Per cui nessuno, almeno allo stato dei fatti, offre la soluzione perfetta, quella rappresentata da un uomo che non solo voglia ma possa liberare il pd dalla crisi e farne uno strumento prima di ripresa e poi di vittoria.Ecco perché noi non riusciamo a scegliere e lo stesso forse accade a tanti altri.Ma il discorso non si chiude qui.Da ora a ottobre,data dl congresso del pd, mancano oltre tre mesi. In questo spazio di tempo da uno dei tre candidati, o da un altro non ancora in lizza, potrebbero uscire parole e comportamenti che permettano a molti, moltissimi di scegliere l’uomo di cui il partito e il paese hanno bisogno. Ce lo auguriamo vivamente
da mariopinzauti





