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Per la Bonino senza riserve
A ottanta giorni dalle elezioni regionali del 28 marzo sembrava messa male, molto male per il pd e l’opposizione in generale. Quando, a sorpresa, come lieta sorpresa,è arrivata la notizia dell’autocandidatura di Emma Bonino per la presidenza della Regione Lazio. E’ancora troppo presto per azzardarsi a prevedere se possa o no essere una candidatura vincente. I danni fatti dalla caduta di Marrazzo sono stati enormi e non sono stati cosa da poco i tentennamenti della leadership sia regionale che nazionale del pd, compreso il prudente, anche troppo, segretario nazionale. Ma è certamente l’unica candidatura che possa lasciare viva e forte la speranza nelle file della sinistra e darle la sicurezza se non della vittoria elettorale almeno di un forte e probabilmente duraturo risultato d’immagine. Come membro della Commissione Europea, come Ministro del governo Prodi, più recentemente come Vice Presidente del Senato la Bonino ha sempre fatto, per dirla in poche parole povere, una splendida figura. E mai la sua rettitudine, la forza e la qualità del suo impegno umano e politico sono stati messi in discussione neppure dai professionisti del gossip e dello scandalismo di bassa lega. Si può approvare o non approvare il lungo e spesso contraddittorio excursus della vicenda radicale. Ma non si può criticare un solo atto della Bonino statista, apostolo dell’europeismo, instancabile paladina dei diritti umani, quelli delle donne in particolare. Per questo ci auguriamo che l’impegno annunciato da Bersani a non porre veti, a non esprimere pregiudizi nei confronti della candidatura di Emma si trasformi presto-con o senza ricorso alle primarie- in un più vincolante sostegno del pd e,se possibile, anche di altri partiti. In attesa che ciò avvenga il nostro si è da subito, è senza riserve ed è accompagnato dalla speranza che la scelta a favore dell’esponente radicale incoraggi la soluzione di altri casi di candidature dell’opposizione alle regionali su cui, da troppe settimane, è in corso un’irragionevole e spesso anche poco onorevole contesa.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Ombudsman il 01/1/70
Candidate alle europee bella presenza offresi
Molte le critiche ai nomi nelle liste del PD per le europee di giugno. Ma c’è poco da scherzare anche sulle liste della PdL. Le scelte fatte e volute con forza dal premier per l’ultima infornata di candidature per le Europee suscitano malumori e critiche. Nell’ordine ci sono Barbara Matera, già “letteronza”, Angela Sozio, ex del Grande Fratello, Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo, Eleonora Gaggioli, direttamente dai set di Don Matteo ed Elisa di Rivombrosa. “Volti nuovi e freschi” nelle intenzioni del Cavaliere. Destinati a rappresentare l’Italia in Europa. In quel Parlamento europeo che con le ribalte televisive ha poco da spartire. O almeno dovrebbe.
Il giudizio su questi nomi e su queste donne è duro. Si parla di “una pratica di cooptazione di giovani signore con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un’assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità ”. “Qui assistiamo ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima”.
Nessuna valorizzazione, insomma, semmai un uso spregiudicato del “corpo delle donne” che ottiene l’effetto opposto. A fronte di numeri che fotografano una presenza femminile in politica ancorata a livelli minimi, infatti, la risposta del Cavaliere è un “velinismo” che “rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni”.
Chi dice queste parole non è un movimento femminista o un giornale delle donne. E’ il magazine della fondazione FareFuturo, creata da Gianfranco Fini che, con un servizio a firma di Sofia Ventura non usa mezzi termini e lancia un messaggio forte a Berlusconi.
da luca ajroldi






