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L’affare s’ingrossa!
Finora nessun seguito alla proposta che abbiamo avanzato da questa modestissima tribuna per un’inchiesta parlamentare sull’affare Marrazzo+altro, molto altro. Aspettiamo relativamente fiduciosi, sottolineando che noi (in probabile compagnia di molti altri)ci accontenteremmo di un intervento della magistratura a 360 gradi,tale da non risparmiare nessuno dei pesci grandi e piccoli coinvolti in questo scandalo che chiaramente sta dimostrandosi come qualcosa di più grosso e di peggiore di un episodio della rovina umana e politica di un personaggio vittima delle debolezze della sua carne.La valanga di rivelazioni che stanno pubblicando i giornali con licenza di verità (categoria cui ovviamente non appartengono i maggiori tg) ci racconta di coinvolgimenti illustri che, per finalità non ancora chiare ma certamente tutt’altro che nobili, riguardano i maggiori protagonisti dell’impero editoriale berlusconiano e, in più di un’occasione, chiamano in causa lo stesso Presidente del Consiglio, di cui risalta un atteggiamento in cui, accanto a un’abbondanza notevole di ombre, è comunque già in chiara luce una sortita-la telefonata a Marrazzo per segnalargli l’esistenza del video della colpa e la possibilità di tentare di toglierlo di mezzo,acquistandolo- che sempre meno appare il “beau geste”,l’atto di cavalleria verso l’avversario politico di cui il Cavaliere ha parlato nella sua telefonata-show a “Ballarò”:dato che si presume che un Presidente del Consiglio ,più ancora di un comune cittadino,abbia il dovere di consegnare alla magistratura le prove di un reato(quali quelle contenute nel famoso video)di cui viene in possesso. E come se non bastasse tutto questo(i ruoli come minimo ambigui dei Signorini,Feltri,Belpietro,Marina Berlusconi,dello stesso Presidente del Consiglio)ecco apparire sulla ribalta del caso l’imprenditore Angelucci, ,anche lui venuto in possesso del video e anche lui col dente avvelenato nei confronti di Marrazzo (a causa di tagli decisi dalla Giunta regionale del Lazio all’acquisto di prodotti sanitari forniti dalla ditta di cui l’industriale è produttore).L’affare dunque si sta ingrossando enormemente: sotto i nostri occhi e, speriamo, sotto gli occhi della magistratura.
da mariopinzauti
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di cheyenne il 01/1/70
Roba da Commissione Parlamentare ?
Per casi che , fin da quando si aprirono, risultarono fatti di solo fumo, e nient’altro, si istituirono commissioni parlamentari,come, ad esempio, avvenne per la vicenda Mitrokin. Perchè non comportarsi nello stesso modo di fronte a un caso fatto di tanto arrosto, sia pure putrefatto, stomachevole solo all’olfatto, il caso che è costato la carriera politica di Piero Marrazzo e sta mettendo in rischio altre carriere di prestigio, politiche e di altro genere? Certo, in attesa che l’ipotesi venga presa, o no, in considerazione da parte del Parlamento,sta diventando chiaro e drammatico che s’impone, da subito, da parte della magistratura , un’indagine a trecentosessanta gradi per scoprire i nomi, le posizioni e gli obiettivi dei protagonisti ancora non identificati di questa storia che-a quanto risulta dai primi elementi venuti alla luce-non possono essere soltanto né lo sciagurato ex presidente della Regione Lazio, vittima delle sue perversioni, né i quattro indegni militi dell’arma benemerita, spinti a compiere il loro gesto infame dalla speranza di raggranellare un mucchietto di euro o di essere premiati con altre ricompense di cui per ora è difficile immaginare la natura. C’è tanto di più. Non si capisce come e perchè siano trascorsi quattro mesi dal blitz del tre luglio ai danni di Marrazzo al momento in cui l’episodio è divenuto di pubblico dominio (proprio alla vigilia delle primarie del pd!) e perché-come è stato rivelato ieri sera ad “Anno zero”, sulla base di testimonianze e d’inchieste giornalistiche-in questo lungo periodo il video dello scandalo abbia viaggiato indisturbato attraverso i giornali della famiglia del premier, la casa editrice gestita da sua figlia, con ultimo traguardo nell’ufficio di Berlusconi a Palazzo Chigi. Sbalordisce infine, il crescendo delle voci su altri personaggi diciamo “eccellenti “ coinvolti in vicende scandalose, personaggi di cui,in qualche caso,non ci si limita più a sussurrare i nomi ma addirittura li si stampa sui giornali, provocando, in un caso almeno (quello di Gasparri) indignate smentite e minacce di querele.Tutti questi, e altri, sono elementi che dilatano enormemente la dimensione della vicenda apertasi il tre luglio e costringono a ipotizzare l’esistenza di un potente racket forse trasversale che,per fini politici,o di profitto, o per tutti e due, sta colpendo a destra e a manca uomini potenti afflitti da debolezze della carne e li induce, con il ricatto o altre forme di pressione, a favorire interessi che non sono quelli dei cittadini. E’un’ipotesi da catastrofista fantapolitica? Ce l’auguriamo ma per essere certi che non sia il contrario occorre fare completa chiarezza sui troppi misteri che il caso Marrazzo ci ha già messo e continua ancora a metterci davanti agli occhi.
da mariopinzauti
Intossicazione mentale
Tanto per far capire quanto sia tossico il clima in cui viviamo. No, non siamo sotto una dittatura, nè dolce nè strisciante. Siamo sotto un attacco di rincretinimento complessivo che porta persone normali a comportamenti anormali. Che blocca il comune buon senso e agita i peggiori istinti forcaioli soffocati dalla ragione fino a poco tempo fa. Chi, credendosi furbo, ha agitato lo spettro della paura come strumento elettorale, ormai ne è restato vittima. Perchè dall’irrazionale non se ne esce facilmente. Leggere per credere.
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da luca ajroldi
L’italiano: una lingua di difficile utilizzo. Se non la si conosce bene
Caro ( si fa per dire) Ministro Maroni
lei questa mattina, al Senato ha dichiarato : “Siamo di fronte ad una guerra civile che la camorra ha dichiarato allo Stato e questo deve rispondere con tutti i mezzi”.
Egregio Ministro, non entrerò nel merito della questione perchè credo che Lei disponga di informazioni dettagliate fornitele dalla DIA, dai Carabinieri ed io invece solo di qualche riminiscenza liceale. Dunque Ministro le guerre civili esplodono, scoppiano, divampano come preferisce, ma non si dichiarano. Tantomeno la camorra ( visto che ancora non è stata riconosciuta come stato indipendente) potrebbe dichiararci guerra.
Le guerre civili poi, sono lotte fratricide esplose tra etnie diverse nello stesso territorio o tra lo stesso gruppo etnico diviso da opposte ideologie. E neanche questo sembra il caso. Siamo invece davanti ad un gruppo criminale da troppo tempo aiutato dalla popolazione e da troppo tempo sottovalutato dalle istituzioni. L’esercito, i parà, gli assaltatori di marina, nulla possono contro l’omertà, la paura, l’acquiescenza di pezzi delle istituzioni.
Anche volendo salvare il suo linguaggio fiorito, da chiacchiera al bar, sono costretto a ricordarmi che Lei è un Ministro della Repubblica che parla in audizione al Senato e non un trombbettista che chiacchiera in una balera. Le sue parole vengono riprese da una stampa flaccida e riportate senza commenti e non è un bell’esempio per chi la deve ascoltare. Faccia uno sforzo, nel suo tempo libero, prenda qualche ripetizione d’italiano. Sarà utile a noi e a Lei, mi creda.
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70





