Posts Taggati come ‘cifre’

Dibattiti, costi

Dove volano gli asini

Secondo Maroni (dichiarazione di pochi giorni fa) per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo serviranno 12 miliardi di euro. Secondo Matteoli (ministro dello stesso governo di cui fa parte Maroni) ne serviranno molti meno (dichiarazione di ieri sera). Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni di qualche settimana fa) per disoccupati, precari e altre vittime della crisi il governo non può fare più di quanto ha fatto perché non ci sono disponibilità nelle casse dello stato. Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni più volte ripetute in questi giorni) per la ricostruzione dell’Abruzzo non saranno necessari nuovi prelievi fiscali né tagli a spese già programmate (tipo il ponte sullo stretto di Messina) perché i soldi nelle casse dello stato ci sono.
Poichè -sia vera la valutazione di Maroni o quello di Matteoli- si tratta comunque di miliardi, miliardi di euro (ogni miliardo di euro è pari a poco meno di 2 mila miliardi di vecchie lire,non di bruscolini) è da chiedersi come la somma necessaria per la ricostruzione dell’Abruzzo sia stata miracolosamente trovata dopo che, appena poche settimane fa, veniva data per inesistente. E’una domanda cui nessuno risponde e alla quale nessuno sembra avere intenzione di rispondere: nella convinzione -purtroppo confermata dai sondaggi,gli ultimi compresi- che il popolo italiano sia ormai in gran parte costituito da uomini e donne che passano le giornate con il naso in aria,in attesa di vedere -e naturalmente applaudire- gli asini che volano.

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apr  09
22
alle 07:14
da mariopinzauti

Notizie

Quando la matematica diventa un’opinione: e si colora di azzurro

C’è al mondo un paese, l’Italia, dove spesso e volentieri la matematica diventa pura opinione, oltretutto malamente colorata d’azzurro. Siamo obbligati a prenderne atto di fronte a una scoperta che salta agli occhi e li fa strabuzzare . Essa riguarda i dati ufficiali, o spacciati per tali, sul numero di persone che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione indetta dal Pd al Circo Massimo e su quelle presenti invece all’adunata oceanica organizzata da Berlusconi nel 2006 in piazza San Giovanni. Eravamo due milioni e mezzo, hanno annunciato Veltroni e company, no,molti meno, solo 200 mila ha ribattuto un portavoce del Viminale sulla base di notizie fornitegli dalla Questura di Roma e basate sui seguenti dati: Il pratone del Circo Massimo misura 140 mila metri quadrati, dunque, anche a star stretti, uno e mezzo per metro quadrato, non potevano entrarci più di 200 mila persone. Sembra lapalissiano,anche se trascura le molte diecine di migliaia,forse centinaia di migliaia di persone ammassate nelle zone adiacenti al Circo Massimo, dal Colosseo, alla Piramide e all’Aventino. Un po’meno lapalissiano diventa il confronto con il 2006, piazza San Giovanni,che occupa uno spazio di 39 mila metri quadrati. Berlusconi annunciò all’Italia e al mondo che i presenti erano 2 milioni e 200.000, vale a dire 53-54 ogni metro quadrato, la Questura più prudente, ma senza raggiungere i limiti della decenza,conteggiò 700 mila persone, pari a 18,72 ogni metro quadrato,dunque viste o immaginate a strati sovrapposti,l’uno sulle spalle dell’altro, come nel più grande e cialtrone Barnum di tutti i tempi.
Due commenti di fronte a questi fatti. Il primo è che, almeno quando è maneggiata dalle Questure, la matematica decade da scienza esatta a opinione e quasi sempre di un brutto colore azzurro. Il secondo si concretizza nella seguente domanda, che potrebbe utilmente essere ripetuta in un’interrogazione parlamentare:con tutta la delinquenza che c’è in giro possibile che i responsabili delle forze di polizia impegnino tanti uomini e mezzi, facendo spendere allo stato anche tanti soldi invece di utilizzare gli stessi uomini,gli stessi mezzi, gli stessi soldi per impedire almeno qualcuno dei tanti furti, omicidi e altri crimini di cui con dovizia di particolari ci raccontano i giornali?

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ott  08
28
alle 06:22
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di tina il 01/1/70

Dobbiamo svegliarci!! Per troppo tempo abbiamo accettato passivamente le decisioni degli "eletti"...

Notizie

Da vostro inviato al Circo Massimo

Secondo una giovane donna che assiste al comizio di Veltroni con un bambino di pochi mesi in braccio i presenti sono almeno un milione di mezzo. No, molti di più, corregge un ragazzo dall’accento piemontese: sono,dice, due milioni e mezzo. E questa cifra, a fine manifestazione, viene fatta propria dagli organizzatori che parlano, anche loro, di due milioni e mezzo di partecipanti. Secondo qualche telegiornale,ad esempio il Tg2,l a Questura ma solo attraverso fonti ufficiose, che non dichiarano cioè paternità, maternità, luogo di nascita e di residenza, la cifra è minore ,250.000-300.000 e questo calcolo autorizza Fabrizio Cicchitto, che come portavoce del pdl conosce forse la paternità, la maternità , il luogo di nascita e residenza delle fonti ufficiose, a sentenziare che si è trattato di un flop: tuttavia senza spiegare perché, se davvero di flop si è trattato, il suo capo supremo si è agitato tanto nella capitale cinese chiedendo e prontamente ottenenendo per ben due volte nel giro di poche diecine di minuti nel corso dell’edizione delle 13,30 del Tg1 del 25 ottobre di proclamare in voce e in video che la manifestazione romana non provoca preoccupazione alcuna né al governo né a lui personalmente. Berlusconi non poteva dimostrare in modo più convincente il suo disinteresse per l’avvenimento facendo una bella passeggiata sulla Grande Muraglia e comprando sete cinesi per l’adorata Veronica? Se non l’ha fatto, costringendo il povero Gianni Riotta (il direttore del Tg1) a una nuova umiliante genuflessione, il flop ci deve essere effettivamente stato . Solo che ad accusarne dolori e dispiaceri non è stato Veltroni e il pd ma Berlusconi, il quale, meschino, poveretto, nel caldo pomeriggio ottobrino del Circo Massimo ha assistito-via satellite televisivo-allo spettacolo, per lui orrendo, della rinascita dell’opposizione, dei due milioni e mezzo,o un milione e mezzo,o pochi più pochi meno, comunque tanti, troppi per i suoi gusti venuti a testimoniare da tutta Italia che una parte consistente del paese, contrariamente a quanto gli avevano giurato e spergiurato i maghi dei sondaggi, non ha ancora piegato la testa al nuovo autoritarismo e chiede al Pd e agli altri partiti del centrosinistra di considerare il 25 ottobre come la data di partenza di una forte, decisa controffensiva .

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ott  08
26
alle 07:51
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di ROSATO LUIGI il 01/1/70

Io penso che lo scollamento dei lavoratori dalla sinistra sia dovuto dal fatto che la politica ha...

Notizie

Alitalia: post mortem

Stanno cominciando a venire fuori cifre ballerine che lasciano perplessi.
Governo e acquirente partono da un dato: sono 17.500 i lavoratori effettivi Alitalia e AirOne, al netto – come ha precisato pià volte Sacconi, di precari e contratti a termine. Alcuni sindacati, tra cui Sdl, obiettano che solo quattro mesi fa, al tavolo con Air France, gli stessi lavoratori erano 18.350 solo Alitalia e tremila quelli AirOne per un totale di 21.350. Come fanno ad essere diventati 17.500?
Sono i 3.000-3.500 i lavoratori precari di Alitalia e AirOne, steward, hostess, uomini e donne con alle spalle chi quattro chi cinque anni di contratti a tempo determinato. E che ora sono improvvisamente spariti da ogni conto e previsione: non sono contati tra i 17.500 lavoratori di Alitalia e AirOne da ricollocare. “Come in ogni trattativa del genere” ha detto ieri il ministro Sacconi – i lavoratori a tempo determinato e precari non sono considerati”.
Dunque, non esistono. E come la mettiamo con le loro storie, la loro vita, le loro famiglie? Chi se ne occuperà visto che ci sono sindacalisti euforici per la ripresa delle trattative. Bonanni (CISL) ad esempio, appena 4 mesi fa aveva giudicato irricevibile la proposta Air France che prevedeva 2200 esuberi. E oggi che ne mettono a spasso il triplo come mai è così felice?

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set  08
5
alle 05:00
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Carlo il 01/1/70

Per Alessandro... Mi spiace che tu sia sulla corsia di marcia per perdere il lavoro... Ho vissuto...