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Berlusconi e lo scontro istituzionale.
L’uomo non sa quello che dice o se lo sa non si rende conto dei rischi. La scelta di votare un decreto che il Quirinale non firmerà perchè evidentemente anticostituzionale non lo turba. E’ Presidente del Consiglio in Italia ma si crede Putin e si comporta nello stesso modo. Ecco le posizioni delle forze politiche.”Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale” commenta Walter Veltroni. Per il segretariod el Pd quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”. E la gravità del momento è sintetizzata dalle parole di Livia Turco (“Il governo è eversivo e arrogante”) e di Pierluigi Bersani (“le scelte di Berlusconi costituiscono una lesione di alcuni pilastri fondamentali della democrazia repubblicana”). Di “governo fascista” parla l’Italia del valori, mentre Antonio Di Pietro si schiera con napolitano che “non poteva fare altro rispetto alla forzatura e alla strumentalizzazione della vicenda englaro da parte di Berlusconi”. Durissimo il segreario del Pdci Oliviero Diliberto afferma: “Siamo al colpo di Stato”. La radivale Emma Bonino si appella a Veltroni: “In gioco non c’è un problema di sanità, ma di libertà. Mi appello a lui e alla maggioranza affinchè si dia vita ad una grande mobilitazione. Se infatti non c’è la mobilitazione del Paese, c’è la resa”. L’Udc, invece, concorda con il governo: “Condivido pienamente la scelta” afferma Pier Ferdinando Casini.
da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
Di nuovo sudditi del Papa re
Tra tutti spicca, sovrasta e soffoca il commento uscito a caldo dal Vaticano: ”Ci hanno ascoltato”.
E così è purtroppo è stato. Contro la netta e decisa posizione del Capo dello Stato, espressa addirittura, a scanso di equivoci, in forma scritta, per lettera, contro due sentenze della magistratura, contro l’orientamento dichiarato, nei sondaggi, dalla gran parte degli italiani ,il governo, nella riunione del Consiglio dei Ministri di oggi,ha deciso di fermare la pietosa, civile operazione con cui, dopo diciassette anni di vita vegetale, si stava ponendo fine all’agonia di Eluana Englaro e ha accolto le pressioni senza precedenti nella storia della Repubblica messe in atto dalla Chiesa cattolica. E così, centotrentanove anni dopo la caduta di Porta Pia, grazie a Berlusconi, grazie ai suoi ministri-compresi quelli che avevano espresso obiezioni ma hanno ceduto dopo essere stati minacciati di essere cacciati dal governo -siamo tornati sudditi del Papa re.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Eluana: l’ultimo scempio alla legge e al corpo
Pronto in tutta fretta il decreto del Governo per fare in modo che non si possa bloccare alimentazione e idratazione dei pazienti in stato vegetativo. Se così fosse si sarà consumato l’ultimo strappo alla costituzione, alla separazione dei poteri, innescando uno scontro tra politica e magistratura senza precedenti nella Repubblica Italiana. Portabandiera di questa incredibile e assurda battaglia il ministro Sacconi che dice: “Sarebbe comunque paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta – afferma in una nota il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi – dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita”. Intanto il padre di Eluana Englaro accusa: “Contro mia figlia violenza inaudita. Quando Eluana non ci sarà più, dice il padre, rientrerò in una dimensione umana, perchè finora ho vissuto in una dimensione disumana. Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile”.
Non avrei mai pensato, concludo, di dover assistere a questo. L’Italia non è più un paese civile.
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70





