Posts Taggati come ‘democrazia’
Una bella giornata per la democrazia
Curzio Maltese mi perdoni se rubo il titolo dell’editoriale con cui stamane ha commentato il risultato delle elezioni primarie del pd: UNA BELLA GIORNATA PER LA DEMOCRAZIA. Il fatto è che si tratta di quanto di più azzeccato si possa dire e scrivere. Di mio mi permetto solo di aggiungere le lettere maiuscole,anch’esse tuttavia azzeccate.Perchè è fuori dubbio che si tratti di una bella giornata: non solo per Bersani(congratulazioni vivissime anche se io avevo dato la mia preferenza a Franceschini),non solo per il pd che ha nei numeri (tre milioni di partecipanti)l’occasione per liberarsi dello sconfittismo che è stato,a mio parere,una delle cause principali della debolezza e della poca concretezza della sua iniziativa politica dalla caduta di Prodi in poi..E’stata anche,soprattutto una bella e grande giornata per la democrazia perché ha messo in luce che nel paese c’è una forte opposizione popolare e che non è vero quanto dice e ridice Berlusconi,cioè che tutti gli italiani sono con lui e che quindi lui è inamovibile e può permettersi senza danno tutti i deliri di potere che vuole.Quei tre milioni di voti, soprattutto la passione con cui sono stati espressi-le file di ore davanti ai seggi,le trasferte elettorali da una parte all’altra del paese(a una di esse ,modestamente,ha partecipato anche chi scrive)-hanno dimostrato che il gioco non è finito nonostante gli errori del passato e le tremende cadute,come quella provocata,proprio alla vigilia del voto,dal caso Marrazzo:perché la gente ha votato soprattutto per se stessa,per dare il proprio contributo alla riscossa. Spetta ora al pd,al pd che promette di rinnovarsi con la segreteria di Bersani,di valorizzare questo contributo,farlo proprio,utilizzandolo soprattutto per ritrovare fiducia in se stesso per poi,sulla base di questo fiducia,guidare il contrattacco dell’opposizione,tutta l’opposizione contro l’orrendo nonsenso berlusconiano.
da mariopinzauti
Il bastione della democrazia
In disaccordo con quanto scrive prima di noi Luca Ajroldi, l’uomo, vale a dire Berlusconi, a nostro modestissimo parere sa quello che dice e sa quello che rischia, quando, ricordiamo, dichiara che Eluana potrebbe avere un figlio, che le cellule del suo cervello sono ancora funzionanti, che quindi si deve fare l’ impossibile per mantenerla nello stato di vita vegetativa in cui si trova da 17 anni, ricorrendo, se necessario, se cioè anche il disegno di legge varato ieri sera non dovesse bastare, a riforme costituzionali. Solo che-di fronte agli appecoronamenti di massa che i sondaggi sembrano garantirgli e al sostegno di una Chiesa attestata su posizioni sempre più retrive – l’uomo ha più forte che mai il senso dell’onnipotenza e lo mette spavaldamente in mostra facendo sapere a ognuno che per lui l’impossibile non esiste. Dire, come fanno alcuni esponenti dell’estrema sinistra, che questi atteggiamenti e i fatti che ne sono stati la conseguenza o lo saranno nei prossimi giorni sono un rischio per la democrazia è, a questo punto, dire poco. Si è infatti oltre il rischio. L’attacco alla democrazia è già in corso e provoca i primi gravi danni. Meno male che quest’attacco cozza e per il momento ancora s’infrange contro un formidabile muro difensivo. E’quello costituito da Giorgio Napolitano, il Presidente della Repubblica. A lui deve andare il plauso e la solidarietà di tutti coloro-speriamo molti- che ancora credono che la democrazia, come disse una volta Nenni, resta la migliore soluzione politica anche quando, come accade in Italia, ha tanti difetti.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di mario pinzauti il 01/1/70
Gli amici di Astana
Era una notizia da sbattere in prima pagina, con titoli enormi, commenti indignati, Invece i media, compresi quelli con la M maiuscola, hanno quasi tutti ignorato il fatto, oppure, come nel caso di “La Repubblica”, l’hanno inserito in un pastone di cronache politiche pubblicato in pagine interne e senza richiami nel titolo e neppure nell’occhiello o nel sommario. Meno male che ci siamo qua noi, a rivelarvi, nel nostro piccolo, che nella notte tra sabato e domenica, al termine del vertice euroasiatico di Pechino, durante il quale ha riscosso consensi e applausi da parte di tutti (anche se a dirlo è stato solo lui), Silvio Berlusconi, prima di tornare a Roma, si è fermato ad Astana, capitale del Kazakistan, per una cena organizzata in suo onore dal presidente di quel paese, Nazarbayev, il quale da tempo proclamava di essere un ammiratore sfegatato del nostro primo ministro e di sognare, notte e giorno, di poterlo incontrare. Essendo di cuore angelico, come non si stancava di ripetere Sandro Bondi quando era portavoce del Cavaliere, Silvio ha voluto rendere vero il sogno del signore di Astana. Ha fatto sostare il suo aereo nella capitale del Kazakistan ed è corso ad abbracciare il suo ammiratore, facendo certamente crepare d’invidia tutti gli altri potenti del mondo: nessuno dei quali, finora, è mai entrato nel si dice favoloso, da mille e una notte palazzo di Nazarbayev. Dove si mangia benissimo, si bevono vini inebrianti, ci si bea di fronte alle danze di stupende ballerine circasse ma si paga, come pegno, la vicinanza e le chiacchiere di uno dei più vecchi e biechi dittatori del mondo: che è proprio lui, il padrone di casa, Nazarbayev . Il quale ha proibito la democrazia al suo paese da tempo immemorabile, da quando, prima della dissoluzione dell’Urss, era il locale segretario del partito comunista bloscevico, poi come presidente a vita che ha bandito l’opposizione anche come parola. Così,per giocoforza,i capi di stato e di governo che rappresentano, o dicono di rappresentare, paesi democratici si tengono lontani dalla sua corte. Per Berlusconi invece queste sono solo sciocchezze formali. E poche ore dopo che a Roma l’opposizione del suo paese aveva dimostrato di essere viva,vegeta,di nuovo pronta alla battaglia, gli è forse piaciuto parlarne con chi, in materia, ha idee ancora più nette e chiare delle sue.
da mariopinzauti
La traversata del deserto
Diventa sempre più difficile commentare la vita politica, l’attualità. Entrando al Senato come a Montecitorio ormai ti rendi conto di essere in luoghi completamenti privi di significato. Vi si esercitano riti e liturgie apparentemente come in qualsiasi altro paese democratico. In realtà è solo immagine. Da una parte c’è il proprietario di una coalizione che convoca le riunioni a casa sua ( una delle tante sparse per l’italia), che usa il termine democrazia perchè i consulenti quello gli hanno suggerito ma, avendo i numeri in parlamento, quando ha fretta chiede la fiducia. Assistiamo allo svuotamento della democrazia nel quasi disinteresse degli italiani.
Credo che la situazione sia, a sei mesi dall’insediamento di questo governo, immodificabile. Non saranno certo le sceneggiate di Di Pietro che, da praticante della politica, pensa che fare il sanculotto paghi in termini di voti, a cambiare la forza dei numeri. Peggio ancora, le manovrine di chi vede l’opportunità di far fuori Veltroni per tornare in sella. E così si ipotizzano accordi con l’Udc e Rifondazione vive nel suo splendido isolamento di oppositore perenne, di nossignore a vita, che evita qualunque rischio o messa in gioco. Gli altri, gli altri sono diventati escrescenze della storia.
In questo quadro desolante e desolato, quello che mi terrorizza e la rinascita di una destra estrema, forcaiola, vendicativa e retrograda, populista e ignorante e un mondo dell’informazione che ha perso la bussola. Oggi insegue le vendite, poi lo scoop, poi solletica i lettori, perdendo ogni giorno che passa, la propria identità e la propria missione informativa. La traversata del deserto sarà lunga. Attrezziamoci.
da luca ajroldi





