Posts Taggati come ‘di pietro’
La svolta ?
Se in politica, come in matematica, due più due facessero quattro, ci sarebbe da battersi le mani per la contentezza. La percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi all’Idv di Pietro ,l’8-10 per cento, sommata alla percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi al partito democratico, circa il 30 per cento,darebbe.come totale, un 40 per cento, o poco più o poco meno, e dunque , in numeri, una fortissima formazione politica che, nei giorni buoni, quelli in cui Casini non si sveglia con la luna di traverso, potrebbe diventare l’asse portante di un’alleanza in grado di far vedere i sorci verdi alla combriccola Pdl+Lega. Ma poiché neppure la matematica è sempre scienza esatta e la politica non lo è quasi mai bisogna togliersi non solo dalle speranze ma anche dei sogni una prospettiva come quella cui abbiamo accennato. Ciò non impedisce che l’abbraccio tra Di Pietro e Bersani che è stato il momento più significativo del congresso dell’Idv, costituisca una svolta nella situazione politica del nostro paese. Per conoscere quelle che saranno le sue conseguenze a breve o lunga scadenza bisognerà avere la pazienza di aspettare. Dipenderà dalle reazioni delle basi dei due partiti al colpo di scena e alla saggezza-o meno-con cui i vertici dell’una e dell’altra formazione politica, non soltanto i protagonisti dell’abbraccio ma anche i loro collaboratori centrali e periferici, sapranno seguirne e controllarne gli sviluppi.Un peso lo avranno anche le scelte dell’Udc per cui, a questo punto, almeno a livello nazionale diventa difficile ostinarsi nella difesa della politica cosiddetta dei due forni. Una novità almeno è comunque acquisita. Qualcosa si è mosso e si sta ancora muovendo. Auguriamoci che vada in direzione della più grande svolta di cui il paese ha bisogno.
da mariopinzauti
La memoria corta
Prendendo atto con sorpresa del coro di lodi tributato da tanti nostri autorevoli connazionali qualche giorno fa alla memoria di Bettino Craxi uno dei più autorevoli quotidiani europei, il francese “Le monde”, ha commentato: ”evidentemente gli italiani hanno la memoria corta”. E’quanto, con grande amarezza, anche noi più volte abbiamo affermato: e non soltanto a proposito delle celebrazioni con cui il defunto leader del psi è stato raffigurato come una sorta di eroe nazionale vittima di una congiura di magistrati di sinistra. Meno male che ogni tanto qualcuno provvede a rinfrescare la memoria di un consistente campione di italiani. E’quanto è avvenuto ad esempio con“Anno zero”,il settimanale televisivo di Rai 2 realizzato e condotto da Michele Santoro che ieri sera ha presentato un quadro eloquente e difficilmente contestabile del caso Craxi attraverso le parole di Craxi stesso, facendoci risentire parte delle dichiarazioni che l’allora leader socialista pronunciò, rispondendo a domande dell’allora pubblico ministero Di Pietro, di fronte al tribunale di Milano. In tale deposizione Craxi riconobbe apertamente che il suo partito aveva ricevuto ingenti finanziamenti illegali (nell’ordine di centinaia di miliardi) da imprenditori privati e manager di enti pubblici, ammise senza reticenze di essere stato sempre a conoscenza di queste operazioni, pur affermando che materialmente esse erano state condotte dall’amministratore del partito (nel frattempo deceduto per un infarto). E concluse segnalando, come aveva fatto qualche giorno prima in un discorso alla Camera, che l’andazzo, cioè questa forma di finanziamento illegale, riguardava non solo il PSI ma tutte le forze politiche. La deposizione di Craxi non contenne dunque una proclamazione d’innocenza ma una sorta di sfida ai magistrati implicitamente invitati a sanzionare, con la sua assoluzione, una sorta di riconoscimento di fatto, della sistematica violazione di leggi dello stato su cui vivevano, e in qualche caso prosperavano, tutte le forze politiche. Come si sa “Mani pulite” rispose con la condanna a Craxi e,in altre sedi, anche di dirigenti e funzionari di altri partiti(come l’amministratore della dc e il funzionario del pci Primo Greganti, che trascorse diversi anni di carcere). Questi i fatti, riconosciuti,anzi dichiarati dallo stesso Craxi.Sono tali da permettere, oggi, una sorta di sua beatificazione, molto utile, tra l’altro a Berlusconi, che oggi pretenderebbe magistrati e leggi pronti a tutelare la sua persona? Chi vuol prendersi il disturbo di rinfrescarsi la memoria non può aver dubbi sulla risposta giusta.
da mariopinzauti
La canaglia doc
“Bisogna impedire di ridare improvvisamente voce alla canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia”. Le parole sopra riportate tra virgolette sono state dette da un autorevole membro dell’attuale governo, da colui che rappresenta l’Italia nelle sedi internazionali. Vale a dire il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, iI quale le ha usate per controbattere con una finora inedita furia polemica alle obiezioni espresse da chi si oppone con decisione alla ventilata trasformazione delle commemorazioni per il decennale della morte di Craxi in una totale, apologetica riabilitazione, quasi una santificazione del leader del psi. Tra costoro vi sono il leader dell’idv Antonio Di Pietro e i magistrati del pool di “mani pulite” di Milano, colpevoli di aver prima incriminato poi condannato Bettino Craxi per gravi atti di corruzione di cui nessuno è riuscito mai a dimostrare l’inesistenza ma ora sono rappresentati non da un comune cittadino, neppure da un giornalista fazioso ma da un autorevole uomo di governo come canaglieschi tentativi per “annichilire questa nostra Italia”. Neppure Berlusconi era mai arrivato a tanto nei suoi attacchi alla cosiddetta magistratura rossa di ieri e a quella di oggi. Se accade è evidente che la commemorazione di Craxi non è vista dal centrodestra, e dal suo leader in particolare , solo come l’occasione per tentare di lavare la memoria del leader del psi dalle molte macchie che hanno infangato gli ultimi anni della sua carriera politica ma anche come un momento opportuno per spingere verso l’angolo una magistratura che ancora oggi, nonostante le leggi ad personam già attuate o in preparazione, si ostina a occuparsi dei panni sporchi del premier. Ed è significativo che per questo basso servizio ci si affidi a Frattini, autore della cosiddetta legge sul conflitto d’interessi che ha tutelato e tutela solo gli interessi di Berlusconi: vale a dire una canaglia doc.
da mariopinzauti
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di Ivaldo il 01/1/70
Santificare Craxi per salvare Berlusconi
Ci sono buone probabilità che il 19 gennaio prossimo, giorno del decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, sia l’occasione per proclamare il defunto leader del PSI come campione della democrazia del socialismo italiani e per mettere alla gogna gli uomini –i magistrati di “Mani pulite”- che demolirono la sua carriera politica arrivando ad umiliarlo con una condanna cui sarebbe seguita anche una più umiliante detenzione senza il volontario esilio ad Hammamet, in Tunisia. In attesa che il Capo dello Stato faccia sapere se intende partecipare a una manifestazione commemorativa indetta a Roma il 19 gennaio si moltiplicano e s’intensificano infatti le pressioni di persone autorevoli, tra cui primeggia, per vigore e insistenza quella di Berlusconi, perché il decennale sia utilizzato per restituire giustizia e onore a Craxi e per consegnare ai posteri con un irrevocabile verdetto d’infamia la memoria degli atti del “pool di mani pulite”. Chi, come noi , fu convinto, in certi momenti perfino entusiastico sostenitore del leader del psi, ma poi, costretto dall’evidenza di una successione di fatti negativi, fu obbligato a considerarlo come uno dei maggiori responsabili della fine del Psi e della crisi della Prima Repuublica, non può che guardare con stupore e preoccupazione a queste prospettive. Non solo perché niente, dal 19 gennaio 1999 a oggi, è accaduto per cancellare o far dimenticare i reati per cui Craxi, riconosciuto colpevole di gravi atti di corruzione, fu condannato e evitò la prigione solo riparando all’estero. Più ancora perché una sorta di santificazione politica che, d’imperio, imponesse la dimenticanza dei suoi errori e colpe, lasciando visibili, per contemporanei e posteri, solo i suoi pur notevoli meriti, favorirebbe soprattutto Berlusconi: il quale presenterebbe sicuramente l’immeritata scomunica contro la magistratura di ieri per la rovina politica del leader socialista come una ragione in più per scomunicare la magistratura di oggi, quella che, prima che divengano operanti le leggi ad personam in preparazione, si ostina a inquisirlo per vicende di mafia, per la corruzione dell’avvocato Mills, eccetera
da mariopinzauti
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di Luca il 01/1/70
La scuola della violenza
Di Pietro non è ricorso certo alle perifrasi quando ha commentato, a caldo, il gesto di violenza di cui è stato vittima, a Milano, Silvio Berlusconi . Pur deplorando l’atto, ha espresso infatti l’opinione che esso sia stato favorito dal clima di tensione che lo stesso premier ha contribuito a creare. Nessuno, compresi il pd e gli organizzatori del nobday del 5 dicembre, ha dichiarato di condividere. questa valutazione. Tuttavia non c’è dubbio che essa fotografi un’indiscutibile ricostruzione di fatti che tutti –sinistra, destra, centro, altre forze politiche e sociali- avrebbero il dovere di considerare se davvero vogliono impegnarsi per evitare che l’aggressione al Presidente di Consiglio sia solo il punto di partenza di una più diffusa e grave spirale di violenza. Da oltre un anno, da quando Berlusconi è tornato al potere sospinto dalla forza di una maggioranza parlamentare ottenuta con una legge definita “porcellum dal suo stesso autore, il confronto politico è progressivamente degenerato in esercizio sempre più frequente, fino a diventare permanente, di un potere che umilia le funzioni del Parlamento, affianca alle leggi cui tutti i cittadini devono rispondere una serie di leggi fatte per tutelare i privilegi di una sola persona, disconosce, o riduce a pura apparenza, quanto , secondo la Costituzione, è di competenza del Capo dello Stato, della Corte Costituzionale, della magistratura, riduce la libertà d’informazione in spazi minimi, fa della polemica con l’avversario politico un esercizio quotidiano d’insulti di minacce. E’un quadro in cui democrazia, dialogo, rispetto reciproco perdono ogni giorno di più di significato e in cui la reazione irrazionale,provocata dalla rabbia, dall’insofferenza, dalla disperazione può naturalmente cominciare a trovare consensi. Chissà se n ‘é reso conto Berlusconi dopo l’aggressione subita ieri sera a Milano. E chissà se se ne rendono conto coloro che se la prendono con Di Pietro per la sua diagnosi che è cruda, spietata, difficile ad accettare ma purtroppo è rappresentazione del dramma italiano.
da mariopinzauti
PD : sussurri e grida
Bene, le primarie sono passate. Il PD ha un nuovo segretario: Bersani. I quasi tre milioni di votanti hanno rispettato le proporzioni espresse dal voto degli iscritti. Dunque, tutto in ordine. Possiamo partire ? Beh, siamo già partiti. Rutelli ha fatto le valige in cerca di lidi più ospitali. Ma non è presidente del COPASIR ( incarico ottenuto come esponente del PD ) ? Come svolgerà da oggi in poi la sua funzione di garanzia ? Franceschini ha detto che non vuole incarichi. Marino, per bocca del suo mentore e vecchia volpe della politica romana Bettini, dice di volersi candidare alla presidenza della regione Lazio. Subito all’incasso dei voti ottenuti, Marino ? Cinque minuti al partito, ai lavori parlamentari, alle proposte, vogliamo dedicarli, o no? Poi naturalmente ciascuno è libero di comportarsi come crede, naturalmente.
Infine il neo segretario Bersani. Prima dichiarazione di peso. il PD nega la sua adesione alla manifestazione del 5 dicembre, che vedrà Di Pietro e il Prc in piazza a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi. “C’è rispetto per questa iniziativa – dice Bersani – ma le convergenze vanno predisposte prima, si fanno in due, perciò no, non aderiremo”. “Abbiamo due modi diversi di fare opposizione – continua il segretario -, ma dobbiamo prenderci la responsabilità di dialogare e trovare punti di convergenza economici e democratici, perciò continueremo a discutere”.
Cerco di tradurre dal politichese-romagnolo e non capisco. Non ci riesco. Facciamo opposizione oppure no ? Cerchiamo accordi con questo governo ? Ci tacciano di bolscevichi e noi offriamo, cristianamente, l’altra guancia ? Oppure anche questa è una sottilissima e audace manovra ideata da D’Alema per mettere in difficoltà l’avversario ? Non capisco. Qualcuno mi aiuta?
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
Berlusconi e lo scontro istituzionale.
L’uomo non sa quello che dice o se lo sa non si rende conto dei rischi. La scelta di votare un decreto che il Quirinale non firmerà perchè evidentemente anticostituzionale non lo turba. E’ Presidente del Consiglio in Italia ma si crede Putin e si comporta nello stesso modo. Ecco le posizioni delle forze politiche.”Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale” commenta Walter Veltroni. Per il segretariod el Pd quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”. E la gravità del momento è sintetizzata dalle parole di Livia Turco (“Il governo è eversivo e arrogante”) e di Pierluigi Bersani (“le scelte di Berlusconi costituiscono una lesione di alcuni pilastri fondamentali della democrazia repubblicana”). Di “governo fascista” parla l’Italia del valori, mentre Antonio Di Pietro si schiera con napolitano che “non poteva fare altro rispetto alla forzatura e alla strumentalizzazione della vicenda englaro da parte di Berlusconi”. Durissimo il segreario del Pdci Oliviero Diliberto afferma: “Siamo al colpo di Stato”. La radivale Emma Bonino si appella a Veltroni: “In gioco non c’è un problema di sanità, ma di libertà. Mi appello a lui e alla maggioranza affinchè si dia vita ad una grande mobilitazione. Se infatti non c’è la mobilitazione del Paese, c’è la resa”. L’Udc, invece, concorda con il governo: “Condivido pienamente la scelta” afferma Pier Ferdinando Casini.
da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
Chi ha i guai in casa…
Maurizio Gasparri , presidente del gruppo parlamentare del pdl al Senato, in una dichiarazione ha detto che Di Pietro , con i guai che ha in casa, dovrebbe cucirsi la bocca sui problemi delle giustizia. Come tutti i giornali hanno raccontato con una dovizia di particolari perfino eccessiva i problemi che Antonio Di Pietro ha in casa sono le intercettazioni da cui risulta che suo figlio Cristiano telefonò all’ex provveditore alle opere pubbliche di Napoli, Mario Mautone, oggi indagato per l’inchiesta Magnanapoli, per segnargli i nomi di due architetti per eventuali incarichi in opere pubbliche. Si trattò dunque di una raccomandazione, solo di una delle centinaia di migliaia di raccomandazioni che circolano in Italia e che come tale non costituiva e non costituisce reato, tanto meno motivo per arrivare a solo ipotizzare l’incriminazione del giovane Di Pietro. Ciò nonostante il leader dell’Idv ha richiamato il figlio all’esigenza di evitare cattive compagnie. E con questo c’è più che abbastanza per dichiarare chiuso e sepolto il discorso sui cosiddetti guai giudiziari di Antonio di Pietro: mentre sullo stesso tema il discorso resta aperto, apertissimo per Silvio Berlusconi, il quale, da quando è in politica, è entrato e uscito in tribunale sotto accusa di corruzione parecchie volte e ora a Milano, dov’è in corso il processo Mills, rischierebbe una condanna a parecchi anni se non fosse protetto dal lodo Alfano. Le accuse di Gasparri, dunque, più che assurde sono grottesche: anche se degne di un uomo che in una dichiarazione di qualche anno fa, quando era Ministro del secondo governo Berlusconi, candidamente confessò di non aver letto una riforma, quella della Rai, che aveva appena fatto approvare dal Consiglio dei Ministri.
da mariopinzauti
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di Paolo il 01/1/70
L’incoerenza e l’infamia
Su”Il giornale”, house organ, organo casalingo della famiglia Berlusconi in cui primeggia Silvio, il Presidente del Consiglio, uomo che da parecchi mesi proclama l’assoluta necessità di una legge che stabilisca di limitare le intercettazioni telefoniche ai reati di mafia e di terrorismo, appare (ieri mattina) un titolo che riempie l’intera testa della prima pagina: ”le intercettazioni che inguaiano Di Pietro”. Segue un articolo che occupa una buona metà della stessa pagina e ha una continuazione che riempie quasi interamente la seconda e la terza pagina e nasconde, in mezzo a un fiume di parole, un piccolissimo fatto: l’ex provveditore alle opere pubbliche per la Campania e Molise, Mario Mautone, oggi agli arresti domiciliari perché accusato di essere complice nei loschi traffici dell’imprenditore Romeo, prima che esplodesse lo scandalo detto Mangianapoli fu contattato telefonicamente dal figlio del leader dell’Idv, Cristiano,il quale gli segnalò i nomi di alcuni professionisti molisani per eventuali incarichi relativi a realizzazione di opere pubbliche. Dunque raccomandazioni, soltanto raccomandazioni, un vecchio e brutto vizio della politica e dell’amministrazione pubblica ma niente di più. Lo capisce la moglie di Mautone, quando, visto che il marito comincia ad avere seri problemi, lo invita a incastrare e ricattare il figlio di di Pietro ma non è ascoltata. Lo dà per scontato la DIA quando, nel suo rapporto sul caso, non scopre niente d’illecito nel comportamento di Cristiano di Pietro e definisce le intercettazioni sulle telefonate tra il figlio del leader dell’Idv e Mautano irrilevanti ai fini dell’inchiesta su Mangianapoli. Solo “Il giornale”,l’house organ della famiglia Berlusconi, vede in questo episodio una bomba politica e come tale la sbatte in prima, seconda e terza pagina. E’un bell’esempio di incoerenza se si considera che questo giornale rappresenta le idee di un uomo che si dice contrario alle intercettazioni che non riguardino casi di mafia e terrorismo. Ed è anche un altro caso d’infamia al quale Antonio di Pietro ha giustamente reagito chiedendo ai magistrati di portare avanti il loro lavoro senza guardare in faccia nessuno..
da mariopinzauti
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di daland il 01/1/70
E oggi Giordano rincara la dose, con una fulminante “lettera aperta” all’...
Il novello Cesare
Ho ascoltato con grande attenzione il gigantesco spot messo in onda ieri sera sotto la voce “Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio” sia dal TG 1 che da Rete 4 ( Fede e Riotta ? la strana alleanza). La prima notazione che mi viene è: ma il testo glielo scrive qualcuno o lo recita a braccio? Se glielo scrive qualcuno allora suggerisco alla Rai di strappare gli autori di quella fiction a Berlusconi a qualunque cifra. Sono bravissimi e potrebbero fare soap opera di grande successo. Se invece, e io propendo per questa ipotesi, Berlusconi ha espresso i suoi convincimenti, allora credo dovremmo far intervenire qualcuno pratico di salute mentale e vedere se è il caso di procedere ad una rimozione/sostituzione per evidenti impedimenti. Silvio berlusconi ha fatto un re-mix di tutto. Cose fatte, da fare, cose sognate la notte, aspirazioni incofessate e personali convincimenti. Tutto insieme, tutto sotto forma di “questo l’ho fatto io, da solo”. Con l’ausilio di rai, mediaset e carta stampata di rinforzo, aggiungo io, confondendo la già confusa testa del paese. E poi, la chiusa, ovvero il sogno tirato fuori dal cassetto, l’elezione diretta del capo dello stato. Lui, Berlusconi, intrattenitore sulle navi da crociera, venditore di pubblicità e di fumo, pluri-indagato, eletto a larga maggioranza, anzi in maniera plebiscitaria ( con le palette in piazza o con un applauso da Vespa?) Presidente di una repubblica presidenziale in cui fare tutte le parti in commedia senza avere neanche bisogno di tutti i tirapiedi che oggi è costretto a mantenere. Dopo questo, uno si aspetterebbe la rissa tra gli inviati per saperne di più. Invece niente. Domande alla camomilla sotto l’occhio severo di Bonaiuti. Ma che volete, è Natale e tutti sono, o si sentono, più buoni.
da luca ajroldi
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di daland il 01/1/70





