Posts Taggati come ‘disoccupazione’
Conti che non tornano
Secondo l’Eurobarometro, il servizio dei sondaggi della Commissione Europea, l’insoddisfazione, anzi la scontentezza più nera sta dilagando tra gli italiani. Ben l’ 85 per cento dei nostri connazionali intervistati dagli addetti a questo servizio ha definito cattiva la situazione economica italiana e solo il 47 per cento tra di loro si è dichiarato soddisfatto della propria situazione lavorativa. Solo un dato sdrammatizza il quadro che esce questa ricerca. E’quello relativo al grado di generica soddisfazione che gli intervistati si sentono di dichiarare per il tipo di vita che conducono. Qui saliamo al 71 per cento e tuttavia anche questo dato relativamente buono è peggiore, molto peggiore di quelli che, in risposta allo stesso quesito -che riguarda anche i rapporti sentimentali, la situazione familiare e tanto altro- sono stati rilevati negli altri paesi dell’Unione Europea. Nella classifica di questi paesi, che sono in totale 27, noi siamo al ventesimo posto. Per cui, anche a questo proposito, c’è poco da cantare e da ballare. C’è semmai da rilevare che i dati forniti dall’Eurobarometro fanno letteralmente a cazzotti con quelli che vengono elargiti all’Italia e al mondo dal nostro Presidente del Consiglio. Il quale non si stanca di ripetere, anche quando varca i confini nazionali e si rivolge a platee poco o niente interessati agli affari nostri, che oltre il 60 per cento (addirittura il 68 per cento secondo gli ultimi aggiornamenti) è contento, anzi entusiasta, per come lui governa e che in Italia si sta meglio, molto meglio che in altri paesi, d’Europa e di altri continenti. Ora ci sembra lapalissiano che i conti e le valutazioni dell’Eurobarometro e quelli di Berlusconi vanno d’accordo come il diavolo e l’acqua santa. Da che parte sta la verità? Per rispondere basterebbe guardare nelle proprie tasche, nella crescente miseria, miseria nera che c’è intorno, nelle prospettive, anzi nell’inesistenza di prospettive per la gran parte dei nostri figli. Ma quanti italiani sono pronti a farlo?.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Meno male che c’è il Papa
Ve lo sareste mai aspettato da un laico per la pelle, quasi anticlericale quasi mangiapreti come il sottoscritto? Dicendo la verità, tutta la verità, non ce l’aspettavano neppure noi stessi. Non ci aspettavano di arrivare a dire, anzi proclamare, come facciamo oggi : bravo il Papa. Anzi, di più: meno male che c’è il Papa. Eppure non possiamo astenerci dal farlo. Ce lo impone infatti il nostro dovere di cronisti il più possibile obiettivi e onesti di fronte a quanto è accaduto ieri mattina in una delle più grandi platee del mondo, piazza San Pietro, dove, parlando, in occasione dell’Angelus, a diverse centinaia di migliaia di persone, Benedetto XVI ha pronunciato un appassionato appello per la soluzione dei problemi della Fiat di Termini Imerese, dell’Alcoa del Sulcis e tutte le altre imprese industriali italiane dove una moltitudine di lavoratori e le loro famiglie vivono in questi giorni l’incubo di migliaia di licenziamenti in gran parte nemmeno adeguatamente motivati dalle situazioni aziendali. Più o meno nelle stesse ore in cui Roma e attraverso la televisione il mondo erano testimoni di questo autorevolissimo intervento su un concreto e drammatico problema che affligge tanti italiani l’autorità politica del nostro paese istituzionalmente delegata ad affrontare e se possibile risolvere questo problema rilasciava una lunga intervista al più autorevole quotidiano di Tel Aviv, presentandosi anzitutto come il più grande amico d’Israele (chissà che ne penserà il suo grande amico Gheddafi!) e facendo poi un lungo elenco di fatti italiani su cui il governo del nostro paese e lui personalmente stanno concentrando la loro attenzione e la loro azione, quali la campagna cosiddetta d’odio secondo lui orchestrata da partiti dell’opposizione e giornali avversi,il rifiuto di gran parte dei magistrati di piegarsi a leggi ad personam. Eccetera. Senza inserire in questo eccetera una parola, una parola sola sul dramma sociale su cui, meno male, ha parlato diffusamente e con toni e termini tanto appassionati un uomo che istituzionalmente è chiamato a occuparsi più di problemi dell’anima che di quelli del corpo: il Papa
da mariopinzauti
Un’altra pessima figura di Sacconi
Quanto avevano fatto e detto Maurizio Sacconi, cosiddetto ministro del cosiddetto welfare, e i molti (troppi) telegiornali che sono diventati voci del governo, per convincerci che i numeri della disoccupazione italiana erano meno preoccupanti di quelli rilevati negli altri paesi europei e che quindi, a proposito della situazione del lavoro in Italia, si potevano dormire sonni relativamente tranquilli. Passate poche ore da queste belle ma purtroppo infondate rassicurazioni sono però arrivati altri numeri e altre valutazioni che smentiscono Sacconi e i suoi corrispondenti giornalistici. Questi numeri e queste valutazioni che vengono da due fonti , sia dai sindacati che dalla Confindustria e che, anche per questo sono difficilmente confutabili, dimostrano che Sacconi nei suoi conteggi ha dimostrato una straordinaria debolezza in matematica oppure un’altrettanto straordinaria disonestà politica perché, involontariamente o meno (il meno secondo noi è più attendibile) non ha inserito nel totale dei disoccupati i cassintegrati, persone che, pur ricevendo un soccorso economico dallo stato, senza lavoro restano. Considerando anche la loro situazione il numero dei disoccupati sale infatti al 10,1 per cento (dall’8,5 per cento annunciato quasi trionfalmente dal ministro),supera la media dell’Unione Euopea(10 per cento) e porta la quantità dei senza lavoro italiani a livelli che hanno precedenti solo in quelli dell’immediato dopoguerra.Se si poi considera un particolare,quello dei disoccupati tra i giovani tra i 15 e i 24 anni,si arriva a una quota,il 26,2 per cento, di molto superiore a quella della gran parte dei paesi dell’Unione. E balza così in primissimo piano un motivo in più per dire che cantando una mezza vittoria in tema di disoccupazione, come ha fatto con il supporto di mezzi d’informazione al servizio del potere, Sacconi ha aggiunto un’altra pessima figura alle moltissime che già riempiono il suo curriculum di ex socialista divenuto servitore, in certe circostanze tra i più abietti (si ricordi ad esempio il suo comportamento nella fase finale del caso Englaro) di Silvio Berlusconi
da mariopinzauti
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di Damiano il 01/1/70
Costretti all’opposizione
A poche ore dal momento in cui il Mibtel perde il 4% e mentre si apprende che gli assistiti dalla Cassa Integrazione sono cresciuti di oltre il 500% il primo ministro dice che,in Italia,la crisi non è tragica,nemmeno drammatica,che la drammatizzazione è invenzione dei giornali.Cieco e sordo davanti alle proteste dell’esercito dei disperati che hanno appena perso il lavoro o stanno per perderlo, ancora il premier non solo respinge il rimedio che l’opposizione gli aveva proposto,un assegno per tutti i disoccupati ,ma tenta di ridicolizzarlo con una battuta che è un’ignobile provocazione consumata sulla pelle di chi avrebbe bisogno di un immediato soccorso. Dice infatti Berlusconi che l’istituzione dell’assegno di disoccupazione inciterebbe le aziende a licenziare e i lavoratori disonesti a raggiungere con disonesti imprenditori disonesti accordi in modo da continuare l’attività in nero,senza pagare le tasse e i contributi e ricevendo sia lo stipendio, sia pure decurtato, che l’assegno di disoccupazione. E non finisce qui. Dopo aver annunciato per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina stanziamenti che furono già decisi dal Governo Prodi ed erano quindi già disponibili afferma che per la Cassa Integrazione gli interventi decisi dal governo non solo bastano ma sono in esubero. E’come dire che sono anche troppi mentre dovrebbe essere noto almeno a chi è alla guida del governo che centinaia di migliaia di ex precari ed ex lavoratori a progetto, oggi sul lastrico, non ricevono un solo centesimo di aiuto.
Dopo la sconfitta in Abruzzi, quella in Sardegna, le dimissioni di Veltroni, il difficile decollo di Franceschini tante volte abbiamo avuto la tentazione di gettare la spugna e darci all’ippica. Ma sentire o leggere parole come quelle appena riferite ci ha costretto e ci costringe a cambiare idea: facendoci capire che l’opposizione a tanta vergogna è un obbligo per coloro che vogliono conservare un minimo di rispetto per se stessi.
da mariopinzauti
L’anno orribile
Dopo il moderato ottimismo recentemente distribuito ai fessi (che purtroppo nel nostro paese sono tanti) il governo è costretto a confessare che anche l’Italia è sull’orlo della voragine. Ieri il ministro dell’economia Tremonti ha ammesso,per la prima volta, che siamo “nell’anno orribile”:Ed è da ritenere che questa analisi sia condivisa dal Presidente del Consiglio, anche se questi, fino a poche settimana fa ,stimolava i suoi compatrioti a comprare, comprare, comprare senza dubbi e senza limiti. Per forza.Le piazze d’Italia sono piene di giovani e anziani che reclamano interventi che permettano loro almeno di sopravvivere. Sui giornali le cronache mondane, le interviste ai personaggi dello spettacolo trovano sempre meno spazio mentre pagine e pagine sono riempite da inchieste sui giovani senza futuro, su persone di media età rimaste senza lavoro e con poche possibilità di ritrovarlo, su pensionati che sono sulle soglie della miseria se non le hanno già oltrepassate. Rappresentano un popolo che molto prima di Tremonti ha scoperto sulla propria pelle l’arrivo dell’anno orribile e sono tanti,tantissimi,hanno composto un coro che coinvolge centinaia e centinaia di migliaia di persone e che ora anche i più duri d’orecchi come Tremonti e Berlusconi sono costretti ad ascoltare.Ma prendere atto di questa tragedia sociale,.come questi signori finalmente fanno, può servire a salvare(e solo parzialmente)la faccia,non certo a risolvere i problemi.Tremonti ha promesso futuri ricorsi a un tesoretto di cui per ora sono ignoti nome e cognome.Ma in attesa di capire quanto fumo e quanto arrosto ci sia in queste per ora vaghe promesse,un governo responsabile (sempre che esista) avrebbe il dovere di prendere in considerazione gli interventi concreti che l’opposizione sta sollecitando, ad esempio l’ assegno di disoccupazione per tutti coloro che restano senza lavoro e l’accorpamento delle tre consultazioni elettorali di giugno (europee,amministrative,referendum per l’abolizione dell’attuale legge elettorale) in modo da poter risparmiare 460 milioni di euro e spenderli a favore dei più disagiati.
da mariopinzauti
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di cheyenne il 01/1/70
Grandi spese ed enormi risparmi
Al suo nuovo grande amico,il colonnello Gheddafi, Berlusconi conferma l’impegno italiano a finanziare la costruzione della faraonica autostrada che correrà lungo la costa dell’Africa Settentrionale e costerà al nostro paese cinque miliardi di euro. Nell’occasione i due leaders non hanno tempo e modo per affrontare il problema delle molte migliaia d’italiani che Gheddafi cacciò dalla Libia dopo aver sequestrato tutti i loro beni..Se ne parlerà probabilmente nell’anno del mai. Avviene poche ore dopo il secco no con cui, richiamandosi alle vere e proprie voragini createsi nel debito pubblico italiano, il Presidente del Consiglio reagisce alla proposta del leader del PD per un assegno di disoccupazione esteso a tutti coloro che hanno perso o stanno per perdere il lavoro e a distanza di un giorno dal trionfale annuncio con cui, al vertice internazionale di Sharm El Sheik, omettendo in questa sede ogni menzione dei problemi della finanza statale italiana, il premier promette cento milioni di euro come contributo del nostro paese alla ricostruzione di Gaza.
Fino a qualche giorno fa secondo sondaggi attendibili Berlusconi aveva la fiducia del sessanta per cento degli italiani. Se questo indice di consenso fosse confermato dopo i fatti appena riferiti il sessanta per cento degli italiani, a nostro modesto avviso, dovrebbero essere condannati, con sentenza di Tribunale senza possibilità di appello, a dire a se stessi dieci volte al giorno, domeniche e altre feste incluse:sono un cretino.
da mariopinzauti





