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Qualcosa si sta muovendo
Non è il caso di dare il libera uscita alle speranze con una marcia trionfale in sottofondo. L’abbiamo fatto in passato (ad esempio dopo la manifestazione con Veltroni al Circo Massimo) e finora siamo stati regolarmente bruciati. Pur tenendoci abbarbicati al massimo della prudenza ci sembra però che qualcosa si stia muovendo. I big della stampa estera, dopo l’incomprensibile tregua dei giorni del G8, hanno ripreso a gettare pietre e altro sgradevole materiale contro Berlusconi, improvvisamente oggetto di critiche e punzecchiature anche da parte del quotidiano dei vescovi italiani. L’ultimo sondaggio, naturalmente ignorato dalla gran parte dei media nostrani, dà il premier in lieve ma interessante regresso (meno cinque punti). Complice forse il caldo tropicale ma certamente anche per altri motivi inquietudini e fermenti agitano la maggioranza. Il voto sul Dpef, in cui il govermo, nonostante la sua enorme maggioranza, ha rischiato di “andare sotto” dice che il problema è serio. E lo conferma il fatto che il premier, anziché prendere a bacchettate sulle mani i ribelli, com’era uso fare fino tempi recenti, si adoperi affannosamente, per acquietarli proponendo una bozza di piano per il Sud di cui, con i ministri con la valigia in mano, pronti a partire per mari e monti, si rischia per ora di approvare solo il titolo. A tutti questi fatti se ne aggiunge uno che pochi rilevano ma nessuno – finora – ha commentato. E’ in aumento la tiratura dell’unico quotidiano italiano che assicura un’informazione libera e indipendente, ”La Repubblica”. In pochi mesi mediamente è passata da 580-590.000 copie quotidiane a 630-650.000. Tra queste cifre e quelle dei 15-16 milioni di utenti del Tg1 e del Tg5, ridotti a essere la voce del padrone, resta un enorme abisso. Il fatto che esso si riduca lentamente ma progressivamente ci dice tuttavia che la pattuglia degli italiani che vogliono vedere e capire la verità, la peggiore nemica di Berlusconi, sta diventando piò numerosa. E, conferma, assieme agli altri fatti citati, che qualcosa si sta muovendo, sia pure ancora con molta, troppa lentezza.
da mariopinzauti
Tremonti e lo scudo fiscale
E così le anticipazioni, sdegnosamente smentite dal Governo, si sono poi rivelate vere. Oggi il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al cosidetto scudo fiscale. Insomma una sanatoria bella e buona per i nostri evasori totali o parziali che potranno far rientrare i capitali nascosti all’estero pagando una piccola multa ed avendone in cambio un bel condono tombale per ogni tipo di rischio. Insomma dopo la bugia anche l’ennesimo colpo di spugna per chi ha frodato il fisco ( e lo Stato) ma sopratutto ha frodato gli italiani che pagano le tasse. I furbi premiati ancora una volta. Certamente si. Tremonti e questo Governo si confermano ” sceriffi di Nottingham” ovvero gente che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Meraviglia poi il genio di Tremonti che altro non sa fare per rimediare il contante di cassa, il denaro che permetta a questo simulacro di Governo di continuare a spendere soldi che non ha, che mettere in piedi condoni e sanatorie. Ma Tremonti ha un torto ancora peggiore: mente spudoratamente sapendo di mentire e giostrando sulla buona fede di chi ascolta. Alle accuse che gli vengono rivolte oggi dalle opposizioni per questo ennesimo condono risponde sprezzante: ” Chiedete ad Obama un parere. Anche gli Stati Uniti stanno varando provvedimenti di amnistia fiscale. E lo scudo italiano – ha concluso il ministro dell’Economia – concorda con la strategia del presidente americano”. Ecco, è questo che non perdono a Tremonti: imbrogliare l’ascoltatore.
L’America non ha evasione fiscale e se la scopre, l’evasore va in galera con in più l’ostracismo dell’opinione pubblica. Voler far credere agli italiani che la strategia del governo è simile a quella degli americani è una truffa di bassa lega. Vergogna.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di aaaa il 01/1/70





