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Il novello Cesare
Ho ascoltato con grande attenzione il gigantesco spot messo in onda ieri sera sotto la voce “Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio” sia dal TG 1 che da Rete 4 ( Fede e Riotta ? la strana alleanza). La prima notazione che mi viene è: ma il testo glielo scrive qualcuno o lo recita a braccio? Se glielo scrive qualcuno allora suggerisco alla Rai di strappare gli autori di quella fiction a Berlusconi a qualunque cifra. Sono bravissimi e potrebbero fare soap opera di grande successo. Se invece, e io propendo per questa ipotesi, Berlusconi ha espresso i suoi convincimenti, allora credo dovremmo far intervenire qualcuno pratico di salute mentale e vedere se è il caso di procedere ad una rimozione/sostituzione per evidenti impedimenti. Silvio berlusconi ha fatto un re-mix di tutto. Cose fatte, da fare, cose sognate la notte, aspirazioni incofessate e personali convincimenti. Tutto insieme, tutto sotto forma di “questo l’ho fatto io, da solo”. Con l’ausilio di rai, mediaset e carta stampata di rinforzo, aggiungo io, confondendo la già confusa testa del paese. E poi, la chiusa, ovvero il sogno tirato fuori dal cassetto, l’elezione diretta del capo dello stato. Lui, Berlusconi, intrattenitore sulle navi da crociera, venditore di pubblicità e di fumo, pluri-indagato, eletto a larga maggioranza, anzi in maniera plebiscitaria ( con le palette in piazza o con un applauso da Vespa?) Presidente di una repubblica presidenziale in cui fare tutte le parti in commedia senza avere neanche bisogno di tutti i tirapiedi che oggi è costretto a mantenere. Dopo questo, uno si aspetterebbe la rissa tra gli inviati per saperne di più. Invece niente. Domande alla camomilla sotto l’occhio severo di Bonaiuti. Ma che volete, è Natale e tutti sono, o si sentono, più buoni.
da luca ajroldi
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di daland il 01/1/70
La trappola per cretini
Non ci vuole la lente d’ingrandimento di Sherlock Holmes per vedere nella piega assunta dalla vicenda del presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai una grossolana trappola per cretini. Lo confessa, si può dire, il presidente del Senato Schifani, che nella sua trasferta di San Pietroburgo sostiene, con la sua adorabile faziosità , che il caso si va sbloccando: il che è vero ma solo nelle speranze di Berlusconi. Il quale, dopo settimane e mesi d’inutile assedio alla diligenza, assedio scatenato con parecchie diecine di astensioni dal voto da parte della maggioranza, s’è inventato una sorta di suo cavallo di Troia e l’ha buttato sul piatto, facendo eleggere dai suoi un parlamentare del pd, il senatore Villari, noto per i suoi trasferimenti da una forza politica all’altra e ritenuto evidentemente disponibile a cambiare di nuovo casacca. Al supestratega della politica nazionale e internazionale la carta deve essere sembrata un jolly in grado di assicurargli non una vincita ma un trionfo . L’elezione di Villari certamente avrebbe lasciato il candidato dell’opposizione, Leoluca Orlando, in braghe di tela, Di Pietro avrebbe accusato Veltroni di essere responsabile della sconfitta e viceversa, l’opposizione sarebbe finita in briciole. Il risultato appariva facile,anzi scontato tanto più perché il cavallo di Troia,pardon Villari,sembrava disposto a collaborare e così ha fatto.Ha rinviato le dimissioni chiestegli da Veltroni a dopo suoi colloqui ( assolutamente non previsti dalla prassi) con Schifani e Fini e se possibile con Napolitano e dopo che questi ha rifiutato facendo sapere che il problema non era di sua competenza, ha annunciato che avrebbe mollato solo dopo aver tentato una mediazione (anch’essa non prevista dalla prassi)tra maggioranza e opposizione.E così la trappola per cretini è stata servita. E’ talmente puzzolente che soltanto supercretini patentati possono farsi incastrare, tra l’altro lasciando libero Villari di poter condurre, con tutto comodo, i giochini che gli sono stati commissionati. Finora nessuno ha abboccato.Se qualcuno lo farà nei prossimi giorni meriterà non solo di entrare nella trappola ma di restarci per sempre
da mariopinzauti
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di gabriele il 01/1/70
La linea del Piave
Non passa giorno senza che le votazioni per l’elezione del presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle Radio e Tele Diffusioni non si concludano con una fumata nera a causa del rifiuto della maggioranza a sostenere il candidato dell’opposizione, Leoluca Orlando. E non passa giorno senza che, di fronte a questo mortificante risultato, la gran parte dei quotidiani non faccia circolare la voce di pressioni o addirittura trattative per uscire dall’empasse ricorrendo, da parte dell’opposizione, a un cambio di cavallo, scegliendo cioè la Melandri, o Giulietti, o Gentiloni, o un parlamentare udc, o anche lo scemo del villaggio uno qualsiasi purchè Leoluca Orlando si levi dai piedi e venga riconosciuto il diritto divino di Berlusconi e dei suoi a imporre la propria volontà e il proprio dominio su tutto, perfino quando si tratta di decidere su scelte che, come quella del presidente della Commissione, sono lasciate, per consuetudine parlamentare, all’opposizione. Finora i chiamati in causa da questi gossips hanno tutti smentito con sdegno. Ci auguriamo che continuino a farlo e che lo facciano i loro partiti fino a che l’uomo che, senza essere sfiorato dalla minima ombra di dubbio, si ritiene, e si comporta, da monarca, non abbassi la cresta e ordini ai suoi bravi di fare altrettanto. Per il Pd, l’Idv, l’Udc le votazioni alla commissione parlamentare costituiscono ormai una sorta di linea del Piave. Con il lodo Alfano, le altre leggi ad personam, i minacciosi avvertimenti alla Corte Costituzionale e ai magistrati del processo che lo vede imputato assieme all’avvocato Mills, con inoltre l’annuncio che egli ricorrerà sempre più spesso ai decreti legge e addirittura proporrà , anzi imporrà la riforma dei regolamenti parlamentari per ridurre all’osso la durata del lavoro legislativo il premier ha già ampiamente dimostrato dove vuole arrivare e dove ci vuole portare. Se gli si permette di appropriarsi anche di scelte che spettano all’opposizione tanto vale darsi all’ippica non senza prima aver messo una bella pietra sopra a progetti come quello della manifestazione del 25 ottobre
da mariopinzauti
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di il 01/1/70






