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Dall’arbitrio all’atto veramente “dovuto”
A nostro modesto avviso l’indagine per omicidio volontario aperta dalla Procura della Repubblica di Udine nei confronti di Beppino Englaro e dei tredici tra medici e infermieri che hanno accompagnato Eluana nell’ultimo percorso della sua povera esistenza di essere umano ridotto,da 17 anni,allo stato puramente vegetativo, non è un “atto dovuto” ma una crudele e ingiustificabile forzatura ,anzi un vero e proprio arbitrio.La sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiali della povera ragazza è avvenuta infatti in applicazione di due sentenze della magistratura,la prima della Corte d’Appello di Milano,la seconda addirittura della Corte di Cassazione.Per cui,a rigor di logica,se proprio fosse stato ritenuto indispensabile l’ “atto dovuto”,cioè l’apertura di un’indagine per omicidio volontario, esso avrebbe dovuto occuparsi solo delle eventuali responsabilità dei magistrati autori dei due verdetti.Al Procuratore della Repubblica di Udine sono mancati il pelo sullo stomaco e la faccia per arrivare a tanto.Così se l’è presa con Beppino Englaro,i medici e gli infermieri e non avendo gli elementi per procedere d’ufficio s’è mosso sulla base di un delirante denuncia del Comitato Verità e Vita,il quale-come ha rivelato il suo segretario,Giuseppe Garrone,in un’intervista a “La Repubblica”-sostiene che Beppino Englaro ha chiesto e ottenuto la morte della figlia per incrementare le vendite di un suo libro dedicato alla drammatica vicenda di Eluana e per sostenere la campagna a favore dell’eutanasia.Sulla base di queste argomentazioni,e di poco altro,la Procura della Repubblica di Udine ha aperto l’indagine e ha osato chiamarla “atto dovuto”.Se il titolare del Ministero della Giustizia non fosse un ex segretario di Berlusconi potremmo sperare nell’immediato invio di ispettori a Udine per indagare sulla correttezza,forse sullo stato di salute mentale del Procuratore.Ma a Roma,in via Arenula,dove ha sede quel Ministero, chi propone e dispone è l’on.Alfano.E dunque possiamo solo augurarci che sia il Procuratore di Udine ad avere,nel suo stesso interesse,un tardivo sussulto di dignità che lo induca a decidere senza indugi un atto veramente dovuto:la fine di ogni indagine contro persone che hanno meritato solo comprensione e solidarietà
da mariopinzauti
Sondaggi: il caso del Corriere.it
Marco Pratellesi sul Corriere it. si vede costretto a dare una serie di spiegazioni sul perchè sia stato ritirato un sondaggio on line ( quindi senza nessun valore scientifico ma solo informativo) promosso dal suo giornale sul caso Englaro che sta scuotendo il paese. Ecco la sua dettagliata spiegazione che a me sembra emblematica di quanto sta accadendo e di quanto gruppi organizzati vogliano utilizzare la pressione dei media per agitare/confondere l’opinione pubblica. O peggio, di quanto si voglia scientemente fuorviare il paese.
Nel caso specifico, il sondaggio è stato aperto giovedì 5 febbraio. I primi 10.000 voti hanno attestato percentuali oscillanti tra il 77-78 per cento di lettori contrari alla misura varata dal governo, e non controfirmata dal presidente Napolitano, e il 22-23 per cento di lettori favorevoli all’operato dal governo.
La nostra esperienza, anche alla luce di altri episodi accaduti in passato, ci dice che le percentuali rilevate dopo i primi 5000 voti restano stabili se non intervengono fattori esterni a snaturare il risultato. Quindi possimo ritenere che nel caso di Eluana, queste siano le percentuali su cui i nostri lettori si sono divisi fra favorevoli e contrari.
Questa percentuale, che è restata pressoché inalterata fino al raggiungimento dei 52.000 voti, ha subito una improvvisa inversione di tendenza domenica quando i voti sono saliti rapidamente a 95.000 con percentuali di 51% contrari e 49% favorevoli. A quel punto, sospettando che i valori non rispecchiassero più un andamento spontaneo, abbiamo tolto il sondaggio dalla home.
Che cosa è successo? Molti di voi ci hanno scritto lamentandosi e chiedendo spiegazioni. Posso rispondervi che se qualcuno, interessato a un altro risultato, decide di votare più volte in un senso o nell’altro, può farlo semplicemente con alcune operazioni sul suo pc. Se poi più persone si mettono d’accordo per ottenere questo risultato il gioco è fatto. Purtroppo noi non possiamo impedire che questo avvenga. Ma possiamo, come abbiamo fatto, togliere il sondaggio dalla home.
Non a caso, una volta tolto dalla home, il sondaggio ha ripreso il suo corso naturale riportando i valori, alle 13 di lunedì a 64,9% contrari al decreto e 35,1% favorevoli (138.469 voti). Spero di aver spiegato abbastanza chiaramente cosa è successo al sondaggio e perchè, improvvissamente e in maniera anomala domenica i valori hanno subito un cambio di tendenza.
da luca ajroldi
Un crudele bombardamento psicologico
Mentre,in queste ore, prima il Senato e poi la Camera s’apprestano ad affrontare l’esame del disegno di legge su Eluana, un crudele bombardamento psicologico si sta scatenando su una persona che, assieme alla povera ragazza in stato vegetativo, e alla madre di lei, è la maggiore vittima della tragedia. E’ Beppino Englaro :il quale, dopo essere stato accusato di favorire l’assassinio di sua figlia dal Presidente del Consiglio, da cardinali, vescovi, indirettamente-cioè senza indicazione di nomi e tuttavia in modo chiarissimo- dallo stesso Papa, dopo essere stato inoltre oggetto d’insulti e di minacce di violenza fisica da torme di scalmanati, ha avuto ieri la sorpresa di ricevere un appello del padre di Terry Schiavo, l’italoamericana che tempo fa, fu sottoposta a eutanasia dopo un lungo periodo di coma irreversibile, appello in cui lo si invita ad adoperarsi affinchè Eluana resti in vita. I due casi sono nettamente diversi. Non si sa sulla base di quali informazioni e forse sollecitazioni il padre di Terry Schiavo si sia mosso. Eppure la notizia è stata una stilettata che ha colpito la coscienza di Beppino Englaro. A questo punto quanti, al posto di quest’uomo- ormai messo sotto accusa da milioni di persone prevenute e da diecine di milioni di persone cadute nel tranello della disinformazione guidata dalla faziosità religiosa o politica -non avrebbero gettato la spugna? Noi stessi, dopo essercisi posta la domanda, non siamo riusciti a darci una risposta certa..A quanto si sa Beppino Englaro,finora almeno,c’è invece riuscito. Forse perché nessuno più e meglio di lui sa che cosa siano stati i 17 anni di esistenza vegetativa di Eluana e quelli che l’aspetterebbero se essa dovesse sopravvivere.E’questa consapevolezza che,per amore di padre,lo ha fino ad oggi reso forte e tale continuerà forse a renderlo fino a quando la lunga,umiliante agonia di Eluana non sarà conclusa,
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Eluana: l’ultimo scempio alla legge e al corpo
Pronto in tutta fretta il decreto del Governo per fare in modo che non si possa bloccare alimentazione e idratazione dei pazienti in stato vegetativo. Se così fosse si sarà consumato l’ultimo strappo alla costituzione, alla separazione dei poteri, innescando uno scontro tra politica e magistratura senza precedenti nella Repubblica Italiana. Portabandiera di questa incredibile e assurda battaglia il ministro Sacconi che dice: “Sarebbe comunque paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta – afferma in una nota il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi – dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita”. Intanto il padre di Eluana Englaro accusa: “Contro mia figlia violenza inaudita. Quando Eluana non ci sarà più, dice il padre, rientrerò in una dimensione umana, perchè finora ho vissuto in una dimensione disumana. Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile”.
Non avrei mai pensato, concludo, di dover assistere a questo. L’Italia non è più un paese civile.
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
Quando la Chiesa si fa male da sola
Non gli è bastata la figuraccia per l’indulgenza verso i lefebvriani, per il satanico vescovo Williamson in particolare: su cui in ritardo, e non certo parlando e agendo ad opera d’arte, ha messo una pezza:che ha ottenuto di abbassare il volume delle polemiche delle comunità ebraiche ma non le ha fatte rientrare del tutto. Ora, a testa bassa, con pervicacia teutonica, Benedetto XVI è tornato ad autocoinvolgersi in situazioni che non fanno bene né al prestigio della Chiesa Cattolica né al suo personale. L’ha fatto con la veemente, indignata condanna dell’eutanasia pronunciata, in occasione dell’”Angelus”domenicale, proprio nel momento in cui, su questo argomento, per il Papa e la Chiesa cattolica il silenzio sarebbe stato d’oro: dato che il giorno prima il Presidente della Corte d’Appello di Milano aveva ricordato che il caso di Eluana Englaro -il caso che chiaramente ha ispirato l’intervento del Pontefice- è chiuso e risolto definitivamente dalle sentenze:della Corte d’Appello di Milano,della Cassazione e del Tar della Lombardia. Certo la Chiesa ha i suoi principi, il Papa ha il dovere di difenderli e di esaltarli. Ma Benedetto XVI dovrebbe capire che non può, per questo, di fatto contestare la legittimità degli atti della magistratura italiana e a maggior ragione se lo fa con forme anche poco corrette,visto che quello di Eluana Englaro più che un caso di eutanasia sarebbe un caso di pietosa conclusione di uno stato di vita puramente vegetativa in atto da diciassette anni.Noi non vogliamo ergerci a paladini né del buon nome né della buona salute di Santa Madre Chiesa.Cercando di entrare nel ruolo di osservatori il più possibile obiettivi ci sembra però che con queste uscite il Papa e il Vaticano si facciano male da soli mettendosi su un piano in cui rischiano di trovarsi vicini al ministro Sacconi che ha sottoposto una clinica di Udine a un vero e proprio ricatto per indurla a non ospitare Eluana per l’ultimo viaggio e a Maurizio Gasparri che ha risposto agli argomenti del Presidente della Corte d’Appello di Milano con una raffica d’insulti e di minacce.
da mariopinzauti
Il prezioso Pannella
Quante volte ci è parso un cocciuto rompiballe, maestro nell’arte di complicare i problemi difficili anziché aiutarne la soluzione. Vedi, per guardare ai tempi più recenti, la sua ostinata difesa del preteso diritto del senatore Villari a mantenere la presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Ma ci sono stati momenti-vedi le battaglie per il divorzio e per l’aborto-che non solo lo hanno riscattato ma ne hanno fatto un importante, talvolta prezioso crociato di grandi battaglie ideali, Momenti che, per fortuna, nonostante la sua età ormai veneranda, la sua salute malferma non sono finiti. Infatti è altamente probabile che senza la denuncia di Marco Pannella-è di lui che stiamo parlando-la Procura della Repubblica di Roma non avrebbe preso l’iniziativa di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro del Welfare e della Sanità Maurizio Sacconi, accusato di avere impedito alla clinica”Città di Udine” di rendere esecutiva la sentenza emessa prima dal Tribunale di Milano e poi dalla Cassazione sul caso di Eluana Englaro,Com’è noto la clinica stava predisponendo l’attuazione delle due sentenze,con le quali si era ritenuto giusto di por fine allo stato di vita puramente vegetativa in cui da diciassette anni si trovava la ragazza,accogliendo così la richiesta espressa più volte in questo senso dai familiari di Eluana, quando è pesantemente intervenuto il ministro Sacconi ,il quale ha fatto presente alla direzione della “Città di Udine” che essa rischiava di perdere i rimborsi dovutigli dal Servizio Sanitario Nazionale per le degenze dei suoi pazienti..Con questo e vero proprio ricatto la clinica è stata così costretta a rivedere una decisione presa liberamente e in ossequio alle sentenze della magistratura dalla sua direzione e dalla sua equipe medica e ha rifiutato di accogliere Eluana per l’ultimo viaggio.Il fatto è stato e resta di una gravità senza precedenti perché,come notava Eugenio Scalfari dpmenica su “La Repubblica”,quando la volontà di un uomo di governo impedisce l’esecuzione di una sentenza esecutiva della magistratura,”vuol dire che lo stato di diritto non esiste più”.C’era dunque abbastanza,anche di più,perché in Parlamento il Pd e l’Idv mettessero sotto accusa il governo per avere inferto una gravissima ferita alla democrazia.Purtroppo, però nessuno è andato oltre qualche timida,appena sussurrata protesta.Salvo i radicali e Pannella personalmente.E’ grazie a lui se questo caso enorme resta aperto e si può ancora sperare in una soluzione grazie alla quale l’Italia e gli italiani possano tentare di salvare la faccia.
da mariopinzauti
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di Il prezioso Pannella | Attualita' il 01/1/70
Un ministro impresentabile
Nel dicembre 2008, con l’aria che tira, in particolare con la crescita della disoccupazione, con le difficoltà per il rinnovo dei contratti di lavoro e per la gestione della Cassa Integrazione ci vorrebbe in Ministro del Lavoro che unisse in se stesso la genialità di Pico della Mirandola e di Albert Einstein. Nell’Italia fine 2008 tale carica di governo è invece affidata a Maurizio Sacconi, che ha anche la responsabilità dei problemi della salute e che si distingue per una serie d’imprese che lo destinano a essere ricordato nella storia patria non come un geniale statista ma come un pirla e come tale vergogna per il governo oltre che per se stesso. Ha cominciato a guadagnarsi questo titolo di merito mettendo i bastoni tra le ruote a una serie di trattative per il salvataggio di aziende in difficoltà (ad esempio l’Alitalia), in questi giorni ha raggiunto il massimo e il peggio prima pronunciandosi contro la sentenza che permetterà a Eluana Englaro di spengersi serenamente dopo 17 anni di vita vegetativa, poi prendendo a esibirsi in salti mortali doppi e tripli pensati e attuati per tentare di evitare che tale sentenza divenga operativa in una clinica di Udine da lui addirittura fatta oggetto di intimidazioni e minacce che esulano dai suoi poteri. La Cassazione e la Corte d’Appello di Milano l’hanno invitato a ritrovare il senno oltreché a rispettare le leggi. Che pensa di tutto questo Berlusconi? Finora tace. E fa male. Perchè se non si affretta a dire la sua il rischio che il fango sparso da Sacconi arrivi fino a lui e lo coinvolga si farà sempre più serio.
da mariopinzauti





