Posts Taggati come ‘fascismo’
Il futuro: sarà digitale

Derrick de Kerckhove, sociologo belga naturalizzato canadese, allievo di Marshall McLuhan, è considerato uno dei maggiori studiosi mondiali di comunicazione e nuove tecnologie. Lo ha intervistato a Napoli dove tiene dei seminari, Marco Pratellesi per il suo Mediablog sul Corriere.it Io ho preso solo una domanda e una risposta che mi sembra illuminante.
L’Italia è rimasta indietro nello sviluppo digitale rispetto ad altri Paesi?
“Sì, totalmente. L’Italia è un Paese molto più capace di quello che esprime in questo momento: un “fascismo elettronico” che si è manifestato con il decreto Alfano o la sentenza del tribunale di Milano che ha condannato i vertici italiani di Google. Dobbiamo stare attenti a non toccare la libertà e i diritti civili. La democrazia è un bene sostanziale della nostra società e va difesa. Anche contro chi vorrebbe imporre controlli sul web”.
da luca ajroldi
L’Opinione pubblica? Non abita più quì
Klaus “prezzemolino” Davi, giovane con un avvenire dietro le spalle, ha intervistato Dell’Utri. E allora, sai che scoop, direte voi. Anche io lo dico ma parlo dell’intervista perchè questa verte sui “presunti” diari di Mussolini che molti storici hanno bollato come falsi. Ma Dell’Utri li prende per buoni e “prezzemolino” Davi lo intervista per ( contratto? compenso? incoscienza? non so) conoscere il giudizio di Dell’Utri su Mussolini. Tralascio il contenuto e le risposte perchè sono il solito ciarpame revisionista che vuole accreditare un Mussolini buono che non si fida di Hitler cattivo, di un Mussolini buonissimo costretto alla cattiveria dalle orride sanzioni, dei repubblichini di Salò buoni come i partigiani, anzi più buoni. Ciarpame bollato come tale da qualsiasi studioso anche non di illustre fama. Ma tiremm innanz come diceva il nostro eroe. Ieri sera alla radi ( radio 24 per l’esattezza) tal Cruciani, conduttore della trasmissione inventata da Giancarlo Santalmassi, una gentile signorina parlando del divorzio tra Berlusconi e la lario, diceva che in qualunque paese civile il Premier che si fosse trovato nella stessa situazione avrebbe dovuto dare le dimissioni. Il conduttore inorridito per questa ipotesi le ha detto di non esagerare. Dimissioni via, che parola grossa. E invece, a parer mio, la signorina aveva ragione. Questa non è una vicenda privata su cui sarebbe indegno speculare. E’ una vicenda politica su cui riflettere. Questo paese, questa repubblica, non ha più una opinione pubblica che si scandalizza che si indigna, che rumoreggia. Dal partito del Premier non possono venire timori o pressioni perchè il Premier è proprietario del partito e chi lavora con lui ha un contratto e una mercede, dunque, silenzio. E allora chi dovrebbe parlare? La tv? In pieno conflitto d’interessi, tace. La stampa? E’ evidente che tengo famiglia, quindi meglio stare sottotraccia. E il paese? Il paese in stato confusionale dice: che noia, chissenefrega. Che il risveglio vi sia lieve.
da luca ajroldi
Cronache di regime
Nel primi anni del fascismo proliferavano sui giornali gli articoli elogiativi sul Duce degli Italiani. Un uomo che dormiva pochissimo, che passava il suo tempo a lavorare, che era un amante instancabile. Alla caduta del fascismo,finalmente gli italiani seppero che gran parte di quelle affermazioni era balle.
Oggi leggendo questo articolo, pubblicato su Repubblica.it e reperibile a questo link dal titolo “In discoteca col Cavaliere fino all’alba “Dormo 3 ore, altre 3 per fare l’amore”, ho avuto una sgradevole sensazione di dejà vu. Di già letto. Che il Cav. Silvio abbia imboccato la strada del Cav. Benito ? Oppure, molto semplicemente, alla piaggeria non c’è mai fine ?
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70
Informazione e degrado democratico
Chissà che con la riforma della scuola, progettata dalla nuova prediletta dal capo supremo,la ministra Gelmini,oltre alla già decisa messa sul lastrico di 85 mila maestri non ci scapperà anche un revisionismo applicato ai testi scolastici di storia: con l’ equidistanza tra fascismo e antifascismo,la stesura di un velo d’oblio sull’Olocausto,eccetera. Per ora non è annunciato ma giorno dopo giorno lo si sente sempre più nell’aria.Se no non si sarebbe arrivati all’esaltazione dell’eroismo delle forze armate di Salò da parte del ministro della difesa in carica e anche all’assoluzione a metà del fascismo da parte del sindaco di Roma.E’chiaro che il marcio non solo cova sotto la cenere ma comincia a venire in superfice con buone speranze di prevalere.Tanto più perché,come notava il direttore di “La Repubblica”, Ezio Mauro,in un suo editoriale,i grandi giornali cosiddetti indipendenti o di cosiddetta tradizione liberale da tempo stanno preparando il loro pubblico a sorbirsi questo e peggio.Lo si nota ogni giorno prendendo il maggiore quotidiano televisivo,il Tg 1 e il più diffuso tra i giornali stampati,”il Corriere della sera” .In che modo questi due colossi della comunicazione,punto di riferimento di diecine di milioni di italiani, informano,ad esempio, sulle polemiche che(incredibile ma vero)dividono il mondo politico sulla natura liberticida del fascismo?Affiancano una serie di dichiarazioni di alcuni uomini politici favorevoli a una almeno parziale riabilitazione del fascismo a quelle di alcuni nettamente contrari e nove volte su dieci non le fanno seguire da un commento o a una valutazione ,lasciando ai lettori o ai telespettatori di capire dove sono la verità e il giusto.L’informazione diventa così un sorta di servizio di fotocopie in cui il pubblico pesca a caso secondo pregiudizi.,l’abilità dialettica di chi ha espresso l’opinione, perfino la sua fotogenia.Questo per l’attualità.Quanto agli errori anche orrori del passato niente o poco su quanto potrebbe fornire importanti elementi di giudizio viene di solito portato all’attenzione del telespettatore e del lettore .E con questa informazione che si dichiara imparziale ma in realtà è mutilata si contribuisce a far si che il pubblico senza rendersene conto si trovi con una coscienza seminarcotizzata e pronto a subire nuove forme di trattamento ad olio di ricino psicologico.
da mariopinzauti
Post fascisti
Credo ci voglia un cinismo a prova di bomba per proporre ragionamenti fuori di logica come quelli di Alemanno e La Russa. Il Primo si lancia in un’ardita divisione tra fascismo e leggi razziali come se fossero due cose separate e distinte. Come se il fascismo fosse cosa buona e giusta, magari con qualche piccolo inciampo con i nazisti, gli ebrei, i forni crematori e qualche altro piccolo errore di valutazione. Ragionamenti, interviste, dibattiti si riaprono sulla questione, riempono le pagine dei giornali. Ma siamo diventati deficienti o cosa? Invece di seppellire Alemanno con una fragorosa risata all’imbecillità del tentativo, se ne discute. Roba da non credere.
Ma mica basta. Il ministro della Difesa, che ha giurato fedeltà alla Costituzione, alla Repubblica nata dalla resistenza e fondata sull’anti fascismo, dichiara in un pubblico discorso di onorare anche i militari di Salò, (diretti eredi del fascismo che combattono per Hitler e Mussolini contro gli anglo-americani liberatori) che combatterono per la patria. Quale? Quella fascista, ovviamente. Anche quì siamo in presenza o di uno stato dissociativo mentale che fa dubitare sulla capacità di La Russa di guidare un ministero, o di una bieca operazione di cinismo politico, anguillesca e di bassa lega a cui si dovrebbe rispondere con una tirata d’orecchio e una compatta richiesta di dimissioni. E invece ? Se ne parla, si apre un dibattito, si sentono pareri, si riempono pagine e spazi. Secondo me la cultura del “parliamone” di sessantottina memoria ci ha fatto tanto male.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di il 01/1/70






