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Berlusconi, Craxi

La memoria corta

Prendendo atto con sorpresa del coro di lodi tributato da tanti nostri autorevoli connazionali qualche giorno fa alla memoria di Bettino Craxi uno dei più autorevoli quotidiani europei, il francese “Le monde”, ha commentato: ”evidentemente gli italiani hanno la memoria corta”. E’quanto, con grande amarezza, anche noi più volte abbiamo affermato: e non soltanto a proposito delle celebrazioni con cui il defunto leader del psi è stato raffigurato come una sorta di eroe nazionale vittima di una congiura di magistrati di sinistra. Meno male che ogni tanto qualcuno provvede a rinfrescare la memoria di un consistente campione di italiani. E’quanto è avvenuto ad esempio con“Anno zero”,il settimanale televisivo di Rai 2 realizzato e condotto da Michele Santoro che ieri sera ha presentato un quadro eloquente e difficilmente contestabile del caso Craxi attraverso le parole di Craxi stesso, facendoci risentire parte delle dichiarazioni che l’allora leader socialista pronunciò, rispondendo a domande dell’allora pubblico ministero Di Pietro, di fronte al tribunale di Milano. In tale deposizione Craxi riconobbe apertamente che il suo partito aveva ricevuto ingenti finanziamenti illegali (nell’ordine di centinaia di miliardi) da imprenditori privati e manager di enti pubblici, ammise senza reticenze di essere stato sempre a conoscenza di queste operazioni, pur affermando che materialmente esse erano state condotte dall’amministratore del partito (nel frattempo deceduto per un infarto). E concluse segnalando, come aveva fatto qualche giorno prima in un discorso alla Camera, che l’andazzo, cioè questa forma di finanziamento illegale, riguardava non solo il PSI ma tutte le forze politiche. La deposizione di Craxi non contenne dunque una proclamazione d’innocenza ma una sorta di sfida ai magistrati implicitamente invitati a sanzionare, con la sua assoluzione, una sorta di riconoscimento di fatto, della sistematica violazione di leggi dello stato su cui vivevano, e in qualche caso prosperavano, tutte le forze politiche. Come si sa “Mani pulite” rispose con la condanna a Craxi e,in altre sedi, anche di dirigenti e funzionari di altri partiti(come l’amministratore della dc e il funzionario del pci Primo Greganti, che trascorse diversi anni di carcere). Questi i fatti, riconosciuti,anzi dichiarati dallo stesso Craxi.Sono tali da permettere, oggi, una sorta di sua beatificazione, molto utile, tra l’altro a Berlusconi, che oggi pretenderebbe magistrati e leggi pronti a tutelare la sua persona? Chi vuol prendersi il disturbo di rinfrescarsi la memoria non può aver dubbi sulla risposta giusta.

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gen  10
22
alle 05:07
da mariopinzauti

Dibattiti, costi

Un’opera che non si può e non si deve fare

Il countdown corre verso il traguardo d’arrivo del vicino 23 dicembre, giorno in cui, secondo i trionfali annunci diramati da Berlusconi e sosten uti da suo scudiero ministro Mattioli, avranno inizio i lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Ma la prossimità dello storico evento non fa né sparire né affievolire le voci di coloro che definiscono l’opera come difficile, se non impossibile. E’decisamente impossibile secondo un ingegnere di Messina, Claudio Villari, autore di una relazione redatta per “Italia nostra “ sulla base dei risultati di una sua inchiesta. Secondo Villari non si può pensare, allo stato dei fatti, di costruire il ponte per il semplice motivo che ancora manca un progetto esecutivo e non è stata fino ad oggi assicurata la copertura finanziaria dell’opera: per cui non esistono i presupposti richiesti dalla legge per dare inizio ai lavori. C’è, invece, aggiunge l’ingegnere, qualcosa di peggio. Secondo le previsioni il ponte dovrebbe essere lungo 3300 metri e poggiare su torri di ancoraggio alte 383 metri.Questo in una zona che, come ha di nuovo tragicamente confermato il terremoto di un mese fa, è ad altissimo rischio sismico.Tanto è vero che le amministrazioni locali hanno inserito nei loro piani regolatori il divieto di costruire edifici alti più di 22 metri! Il ponte, su cui ogni giorno transiterebbero, in macchina o in treno, migliaia di persone, nascerebbe quindi senza adeguate protezioni contro la furia di terremoti come quello che ha recentemente devastato il Messinese! Si sentono, Berlusconi e Mattioli, di affrontare questo rischio? Oppure, una volta di più tenteranno penosamente di salvare la faccia smentendo le loro stesse promesse, attribuendole a falsificazioni dei mezzi d’informazione?

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nov  09
12
alle 12:10
da mariopinzauti

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