Posts Taggati come ‘fini’

Notizie, Riforme

Un appello di Napolitano e Fini

Chissà se i due, il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera hanno elementi di valutazione diversi dai nostri? Lanciare,come hanno fatto questa mattina, un appello alla coesione nazionale, di badare all’interesse nazionale tralasciando le polemiche politiche e hanno fatto riferimento alla figura di De Nicola, primo presidente della Repubblica Italiana uscita dalla guerra. Ecco, mi domando se loro non ne sappiano di più. Altrimenti, l’appello, l’invito, il richiamo, come volete voi, non è altro che un vuoto simulacro. Anche un po ipocrita perchè non riconosce a chiare lettere che la maggioranza che siede in parlamento non gioca con le stesse regole politiche della minoranza. Non ha a cuore gli stessi interessi collettivi e, sopratutto, non ha al suo interno la stessa dialettica. Il PdL è un partito proprietario, organizzato come una azienda, che comunica attraverso slogan, eventi e massicce campagne pubblicitarie. Pretende che la minoranza si comporti come quella di un consiglio di amministrazione ma non certo come rappresentanti dell’altro 50 per cento del paese. Dunque un appello per superare le polemiche politiche. Ma quali ? Di riforme non si parla se non quella della giustizia nell’interesse del proprietario e basta. La modernizzazione del paese vive solo negli spot pubblicitari perchè, alla prova dei fatti, basta un po di freddo e neve per bloccare tutto ed è sufficiente andare in qualche ufficio pubblico per vedere che è cambiato poco e niente. Facciamoli gli appelli, se proprio si deve, ma consapevoli che essi sono un rito propiziatorio e non una realtà possibile.

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gen  10
5
alle 12:42
da luca ajroldi

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di mario pinzauti il 01/1/70

d'accordissimo con te,Luca.Certi appelli,specie se inflazionati,anche se nascono da buoni,se non ...

Partiti, Sulla graticola

Fini pensa al futuro.Prossimo

C’è gente che pagherebbe per sapere come intende procedere Gianfranco Fini. Berlusconi in testa. Ma il Presidente della Camera non fa neanche intravedere quello che gli ronza nella mente. Diciamo che l’obiettivo è chiarissimo. Gianfranco è bell’e stufo di essere l’eterno secono. Ha capito perfettamente che non ci sarà mai successione ne investitura. Oltretutto con un Cav. come quello, non si va da nessuna parte. O sei lacchè o sei fuori. E allora vediamo i calcoli di Fini e le ipotesi possibili. La PdL alla fine politica di Berlusconi si scioglie come cera. Casini e “cicciobello” sono pronti a raccogliere un po di reduci frastornati. La Lega? Prosegue da sola a meno che non si rinnovi un accordo con Fini. Improbabile ma possibile. Il centro-destra originale (rotondi,lombardo,forza italia) potrebbe andare sotto le bandiere di Fini ma senza l’accordo con la Lega non ci sarebbero i numeri per avere una maggioranza. Infatti la destra, non sentendosi rappresentata, farebbe nascere una nuova formazione. I timonieri, o almeno i presunti tali, abbondano.
Fini ha capito perfettamente e da tempo, che l’Italia è moderata, moderatamente antifascista, tiepidamente europea ma fortemente europeista se si tratta di accedere ai fondi comunitari. Dunque numeri consistenti per una PdL ridimensionata ma non sicuramente vincente. A meno che la Lega, ormai abituata alla stanza dei bottoni, pur di non perderla, decida di accettare il gioco delle alleanze. Se così dovesse essere la traversata del deserto per il PD si allungherebbe a dismisura. Dieci, forse dodici anni di opposizione. Se invece la Lega decide di fare da sola allora la partita si può giocare. Il PD avrebbe delle possibilità e, forse ma solo forse, Bersani potrebbe essere la persona giusta.

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nov  09
27
alle 06:00
da luca ajroldi

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di luca ajroldi il 01/1/70

Scusa il mio pessimismo, caro Mario, ma temo che il Premier non intenda lasciare bastoni del coma...

Dibattiti

Cittadino Berlusconi

Articolo 3 della Costituzione : “tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge” . Semplice e comprensibile da tutti, ma proprio da tutti. Bastava tenerlo presente per non incorrere in errori. Bastava averlo davanti agli occhi per evitare di dire assurdità tipo : la legge è uguale per tutti ma non si applica a tutti allo stesso modo (Berlusconi) o altre amenità giuridiche inventate da quel duo di fantasisti della legge che rispondono al nome di Ghedini e Pecorella.
Eppure il semplice riaffermare, da parte della Consulta, un articolo della nostra Costituzione è bastato per far diventare folle di rabbia Berlusconi tanto da dover ascoltare frasi inconsulte tipo: ” Viva l’Italia, viva Berlusconi”. Insomma il Primo Ministro si identifica con il paese, è il paese. Lo incarna. Non ha ricevuto un mandato popolare a termine per governare. Molto di più. Ha ricevuto un’investitura. E questo lo pone sopra gli altri, lo rende differente.
Buona parte del suo elettorato ne è convinta e lo appoggia. Un’altra parte invece si aggrappa a lui, alle sue ricchezze e al suo potere per trarne guadagni leciti o illeciti. Un’altra parte ancora sogghigna ma tace in attesa di raccoglierne le spoglie. L’opposizione ? Già l’opposizione. Defilata, confusa, ancora in mezzo al guado. Da una parte D’Alema e il vecchio schema politico dei partiti e della alleanze, dall’altra Franceschini e un nuovo modo di fare politica, una nuova etica. Il tentativo di costruire aggregazioni e fusioni in grado di far nascere una classe dirigente più giovane e adeguata ai tempi. Non nego che le mie simpatie vadano a Franceschini e alla sua visione della politica pur apprezzando la serietà e la dignità di Bersani. mi auguro che il popolo delle primarie, il 25 dia una dimostrazione imponente della sua presenza e della sua volontà.

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ott  09
8
alle 06:23
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Dopo la bocciatura del Lodo Alfano S.B. è l'unico a fare fuoco e fiamme tra le quattro cariche d...

Dibattiti

Casini e i 30 denari

Premessa. Gianfranci Fini:” Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. “Il dibattito sulla bioetica – dice il presidente della Camera – è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
La prima replica viene dall’Udc. E i toni sono terrificanti: “‘Si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel piu’ buio dei totalitarismi neri nel Novecento”.
Io avevo preso PierFerdinando Casini e il suo partito l’UdC come un abile manovratore sul terreno della politica-politicante. Invece mi accorgo che la vendita all’ala più oscurantista e retrograda della Chiesa è già avvenuta. Non perderò e non vi farò perdere tempo nel ripetere le note posizioni su uno Stato laico. Ma devo dedurre che nel risiko del marketing politico, Casini ha deciso di pescare nella destra più conservatrice degli ex DC che ora galleggiano, smarriti, all’interno della PdL. Questo vuol dire aver abbandonato il centro a Berlusconi e Franceschini. Mentre la Lega difende un voto eterogeneo e viscerale, la Sinistra continua a dividersi a farsi l’analisi del sangue per stabilirne il grado di purezza. L’elettorato di centro-sinistra perde frange a sinistra che motivano il loro voto come “segnali di insoddisfazione”. Come se ci fosse ancora bisogno di segnali. Ancora non si è capito che siamo nuovamente sull’orlo di una frattura tra gli insoddisfatti e gli arrabiati e questi ultimi, messi all’angolo, possono reagire fuori dagli schemi. Dimenticavo Di Pietro. Mi dispiace, ma Di Pietro e la sua Italia dei Valori sono residuali in questa partita. Tonino è e resta il simbolo sia di “Mani Pulite” sia di una mancanza totale di progetto politico. La rabbia aggrega, momentaneamente, ma non fa nascere i partiti ne fa crescere i cittadini.

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mag  09
18
alle 05:58
da luca ajroldi

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di daland il 01/1/70

I due ex-amiconi bolognesi si preparano da tempo al dopo-Silvio. E ciascuno ha la sua strategi...

Dibattiti

Santoro ? Un falso problema

Non amo Santoro e la sua squadra. Troppo schierati, a volte settari. Ma vivaddio fuori dal coro e giornalisti veri. Premessa indispensabile per arrivare a due considerazioni: criticarlo è permesso a tutti ( anche a Fini e Berlusconi) chiederne l’abolizione o la censura è vietato a tutti. Sia al padre nobile del giornalismo televisivo Sergio Zavoli sia al nuovo presidente della Rai Paolo Garimberti. E invece questo si sta tentando di fare. Utilizzando furbescamente le urticazioni che Santoro è in grado di provocare lo si attacca e si cerca di montare un caso presso l’opinione pubblica in modo da screditarlo. Bisogna riconoscere che gli strateghi del PdL hanno studiato a lungo e con profitto le tecniche messe in opera nell’ex Unione Sovietica dal KGB per distruggere politicamente e fisicamente gli avversari. Bisogna riconoscere che il nostro ( Santoro e colleghi) fa di tutto per offrire appigli agli avversari. Un po’ come i giocatori di calcio che a furia di protestare per una decisione sfavorevole si fanno ammonire ed espellere lasciando così la squadra in 10.
Venendo alla trasmissione di giovedì, dico che è sbagliato parlarne, aprire una discussione con i relativo distinguo. Così facendo si commette un errore grossolano: si da fiato e si ingigantisce il lavoro di distruzione che viene fatto da chi ha interesse a far tacere tutti quelli che vogliono tenere la schiena dritta. Dunque l’unico atteggiamento possibile è e deve essere : ” la libertà di stampa non si tocca”. Critica libera, denunce se ci sono falsità o illeciti ma difesa a tutto campo contro chi, e sono molti, cerca di rendere giornali e tv un unico e ossequioso “coro”.Specie a 50 giorni dalle elezioni europee. Che magnifico palcoscenico, vero. No. Non sono cinico, so come la pensano lorsignori.

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apr  09
14
alle 01:45
da luca ajroldi

Berlusconi, Partiti, senso del ridicolo

Nasce il PdL

Eccosì Berlusconi dopo aver fatto nascere Milano 2, Fininvest, Mediaset e aver comprato Aziende ( non sempre gli è andata bene) ha deciso di far nascere il suo partito personale: il PdL. Suo personale perchè Lui ha deciso tutto: dall’assegnazione dei posti ( nelle prime file solo giovani e ragazze perchè questa è l’immagine che devono rilanciare le televisioni) al kit del delegato, da chi parlerà a chi non sarà invitato ( tutti gli altri partiti) da cosa si mangerà a come sarà addobata la sala. I giornalisti accreditati all’evento ( perchè di questo si tratta mica della solita rottura di scatole della politica con i logori e noiosi discorsi di sempre ma poche chiacchiere e stacchetti musicali eseguiti in diretta dall’orchestra di Demo Morselli) sono 700 e seguiranno i lavori da un maxischermo in un altra sala e per loro sarà molto difficile avvicinare i delegati. E già, per quale motivo poi avvicinarli ? Per farli parlare? Inutile, direbbero le solite cose. A parlare ci pensa uno e uno solo. Ecchediamine.
I giornali, non sapendo cosa scrivere su questo evento aziendale s’inventano una tensione Fini-Berlusconi. Ovviamente solo un gioco delle parti per animare questi inutili tre giorni di cui si è già detto tutto ma su cui non c’è poi niente da dire. Tanta immagine da strapaese, niente idee e niente politica. Amen

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mar  09
27
alle 05:45
da luca ajroldi

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di cheyenne il 01/1/70

Mea culpa, ho sbagliato il nome nonostante avessi inserito il link.. Casini mi sembra un pò rip...

Partiti

Requiem per un partito suicida

Cambia poco nella sostanza la smentita dell’affermazione che ,secondo voci peraltro molto attendibili , Fini avrebbe fatto al capezzale della moribonda An:“non entriamo nel nuovo partito per dire signorsì”. Quella frase,se confermata, poteva essere spacciata come un debole sussulto di dignità della moribonda forza politica che sta per consegnarsi,con mani e piedi legate,al partito unico che Berlusconi propone per ora al centro destra e domani,presto,se continuerà ad andargli bene, a tutti gli italiani.A qualche dirigente aennino è forse sembrata troppo,è sembrato che essa,se fosse stata resa pubblica,avrebbe irritato il padrone supremo .I colonnelli di quella che fu An e forse anche quello che fu il loro leader,Gianfranco Fini,non se la sono sentita di osare tanto.E hanno fatto bene:perché con le parole di quella dichiarazione non avrebbero sfidato Berlusconi,avrebbero solo finto di farlo, prendendo apertamente e vergognosamente per i fondelli il loro elettorato.Che senso infatti avrebbe avuto dire che essi non entravano nel partito per genuflettersi davanti a Berlusconi dopo che hanno accettato che il Presidente del Consiglio sia il loro leader vita natural durante oltretutto senza ricorrere a voti congressuali,referendum,altre forme,più o meno importanti di consultazioni popolari e dopo che essi, avevano sottoscritto,e addirittura davanti a un notaio,un accordo secondo il quale gli uomini di An avrebbero avuto nel nuovo partito, nel Governo,in Parlamento,nelle amministrazioni locali solo una minoranza,sia pur corposa,non oltre il trenta per cento, degli incarichi disponibili? Si sono condannati da soli a essere servi e succubi per sempre. Negarlo mentre il loro partito muore per suicidio sarebbe stato solo ridicolo.

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mar  09
22
alle 10:56
da mariopinzauti

Dibattiti

Berlusconi e lo scontro istituzionale.

L’uomo non sa quello che dice o se lo sa non si rende conto dei rischi. La scelta di votare un decreto che il Quirinale non firmerà perchè evidentemente anticostituzionale non lo turba. E’ Presidente del Consiglio in Italia ma si crede Putin e si comporta nello stesso modo. Ecco le posizioni delle forze politiche.”Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale” commenta Walter Veltroni. Per il segretariod el Pd quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”. E la gravità del momento è sintetizzata dalle parole di Livia Turco (“Il governo è eversivo e arrogante”) e di Pierluigi Bersani (“le scelte di Berlusconi costituiscono una lesione di alcuni pilastri fondamentali della democrazia repubblicana”). Di “governo fascista” parla l’Italia del valori, mentre Antonio Di Pietro si schiera con napolitano che “non poteva fare altro rispetto alla forzatura e alla strumentalizzazione della vicenda englaro da parte di Berlusconi”. Durissimo il segreario del Pdci Oliviero Diliberto afferma: “Siamo al colpo di Stato”. La radivale Emma Bonino si appella a Veltroni: “In gioco non c’è un problema di sanità, ma di libertà. Mi appello a lui e alla maggioranza affinchè si dia vita ad una grande mobilitazione. Se infatti non c’è la mobilitazione del Paese, c’è la resa”. L’Udc, invece, concorda con il governo: “Condivido pienamente la scelta” afferma Pier Ferdinando Casini.

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feb  09
6
alle 07:56
da luca ajroldi

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di luca ajroldi il 01/1/70

Ormai da anni si discute sul testamento biologico. Ridursi all'ultimo giorno è stato solo un fur...

Notizie

La dichiarazione universale dei diritti umani


The Universal Declaration of Human Rights from Seth Brau on Vimeo.

Mi piacerebbe infliggere questo splendido video che ho prso da Blogyourmind come condanna per il parlamento italiano. Obbligo di visione prima di ogni seduta. Così, per sicurezza, in modo che nessuno dimentichi, Presidente Fini compreso. Che ne dite?

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set  08
30
alle 06:11
da luca ajroldi

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di Francesca il 01/1/70

Molto bello!

Notizie

Roma: una città impaurita

Roma è la città più impaurita del mondo. E’ questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un’indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la ‘capitale del disagio’, quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, “il più alto tasso di inquietudine esistenziale”.
“A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale – ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre – mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi, come la fame”.
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: “Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l’inquietudine c’è ed è chiaro che poi c’è un’inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico”. Povero sindachetto, costretto ad arrampicarsi sugli specchi e a litigare con se stesso. Già, ricordate la frase sul fascismo buono e le leggi razziali cattive ? Bacchettato da Fini,lo spaesato Alemanno si affrettato a dire di essere d’accordo con lui. E in disaccordo con se stesso?

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set  08
15
alle 06:32
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Emanuele il 01/1/70

Gentile Dr. Ajroldi,
probabilmente avevo ragione io quando dicevo, in risposta ad un Suo post,che...