Posts Taggati come ‘g8’

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La bolgia, la fuori

LA MARCEGAGLIA SI LAMENTA CHE NON SI FACCIA POLITICA, TROPPO PRESI DAI RICORSI. POVERINA E’ DAL UN PO CHE NON RIESCE A FARE AFFARI LUCROSI, DOPO LA MADDALENA. NAPOLITANO IN VISITA A TOR VERGATA SI LAMENTA DEL CAOS POLITICO. DI PIETRO CONVERTITO O CONVINTO (?) NO ATTACCHI AL COLLE SABATO IN PIAZZA. LE FOTO DEL MINISTRO LA RUSSA IN FUNZIONI “ANOMALE” FANNO IL GIRO DEL MONDO SU SITI E GIORNALI. CRISI: C’E’ MA BERLUSKA NON LA VEDE. ANZI SIAMO IN RIPRESA. LA BANCA EUROPEA CI ESORTA A RIVEDERE I CONTI E RIDURRE IL DEBITO ABNORME. AFFITTI: BANKITALIA CONTRO ISTAT: BARA SUI NUMERI.L’INCHIESTA G8 E GLI APPALTI: LA PROCURA DI ROMA FRENO’ SU INTERCETTAZIONI PER “OPPORTUNITA’ POLITICA”.

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mar  10
11
alle 02:53
da luca ajroldi

Elezioni, g8, terremoto

Emma, la radicale

SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE PER LA CANDIDATA DEL PD ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO.
BERTOLASO, IL SUPEREROE,RINUNCIA AL TRIBUNALE DEL RIESAME. LA GENTE E’ CON ME. ( secondo voi si è montato la testa o è tutta una sceneggiata e muore di strizza?)
L’AQUILA DIECI MESI DOPO. LA CITTA’ E’ MORENTE E I CITTADINI VIVONO NELLE NEWROWN O SULLA COSTA. DICIASSETTEMILA GLI SFOLLATI. I COSTI GONFIATI DELLE CASE. LA SPECULAZIONE DEGLI AQUILANI SUGLI AQUILANI.
INCHIESTA APPALTI G8. CHI E’ “LO ZIO” ? ANCORA BUIO PER I MAGISTRATI

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feb  10
22
alle 05:30
da luca ajroldi

libertà d'informazione

Una nuova settimana

A denti stretti perchè non ce ne sarebbe motivo. Ma un sorriso, magari all’acido prussico, magari venato di cinismo, forse ci aiuta a cominciare la settimana.

Secondo Berlusconi le accuse a Bertolaso sono infondate.
Tanto per cominciare non c’è mai stato un G8 alla Maddalena.

Bufera su Bertolaso. Lui è già sul posto.

Marchionne vuol chiudere Termini Imerese. Per rappresaglia
gli operai minacciano di riprendere la produzione della Duna.

Nel 2009 la Fiat ha perso 800 milioni di euro.
Le prossime felpe della FIAT avranno le toppe.

Non si può mettere in croce Marchionne.O almeno non nel posto centrale.

Scajola: “La fase peggiore della crisi è alle nostre spalle”. E si prepara a doppiarci.

La perdita FIAT include 600 milioni derivanti da ‘oneri atipici’.
Anche se a Termini Imerese preferirebbero essere chiamati ‘lavoratori’.

Al Qaeda annuncia attacchi “come non ne avete mai visti prima”. Grazie al full HD.

Auschwitz, rimossa la scritta “Arbeit macht frei”. Era pubblicità ingannevole.

Superenalotto, il Tg1 annuncia numeri inesatti. Per ribadire la linea editoriale

Non conosco gli autori delle “rasoiate” di gelo ma ringrazio di cuore Spinoza.it, come ringrazio Pierfrancesco Ajroldi che si è preso la briga di selezionarle e girarmele.

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feb  10
15
alle 09:53
da luca ajroldi

Sulla graticola, bertolaso, g8

Bertolaso e il suo regista

Siamo solo agli inizi ed è dunque difficile prevedere come finirà l’indagine giudiziaria sui 300 e passa milioni di euro buttati, o nella migliore delle ipotesi spesi male, per la preparazione del vertice G8 alla Maddalena, all’ultimo momento, per volontà di Berlusconi, spostato all’Aquila. Già la partenza ci permette tuttavia di assistere a una vera e propria serie di brutte figure da parte del Presidente del Consiglio. Il fatto che un gruppo di “dipendenti statali”, come sprezzantemente ieri il Cavaliere ha definito i magistrati che hanno avviato l’indagine, sia già arrivato a decidere quattro ordini di arresto eccellenti e a inviare alcune diecine di avvisi di garanzia a persone non meno eccellenti (tra cui Guido Bertolaso) fa scoppiare nelle mani del maggiore protagonista del caso, lo stesso Berlusconi, la palla della meravigliosa anche se difficilmente credibile operazione del trasferimento economicamente indolore da La Maddalena all’Aquila delle strutture e degli impianti da allestire per il G8. Il coinvolgimento giudiziario del fedele Bertolaso di cui a La Maddalena, all’Aquila e anche altrove il Presidente del Consiglio è stato senza soluzione di continuità l’assillante regista inevitabilmente, anzi, si può dire, automaticamente, non può che mettere in evidenza non solo davanti ai magistrati ma anche davanti all’opinione pubblica una corresponsabilità quanto meno politica del Presidente del Consiglio nei fatti oggetto dell’iniziativa della magistratura. Ed è sicuramente per questo che Berlusconi, arrogandosi il diritto a un atto assolutorio che non rientra nelle sue competenze, ha chiesto, anzi imposto al sottosegretario di ritirare le sue dimissioni. Inducendo così la parte pensante dell’opinione pubblica che ancora sopravvive a chiedersi se per tentare di uscire una volta tanto a testa alta da un brutto affare in cui si trova coinvolto, non avrebbe fatto a meglio invece a imitare il gesto di Bertolaso, cioè a dimettersi anche lui.

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feb  10
11
alle 07:51
da mariopinzauti

libertà d'informazione

L’autunno del regime

Evidentemente la paura la fa da padrona. Se c’è una razza indisciplinata, un po cinica, vagamente anarcoide è quella dei giornalisti. Ora sentire e leggere questo coro sottotono, monocorde di tutto va bene madama la marchesa ( tranne le poche e lodevoli eccezioni) fa male al cuore. Forse sarebbe il caso di cominciare a parlare apertamente di fascismo e di regime. Certo, sono mutate le forme di controllo, non c’è più l’olio di ricino ma c’è in cambio ” Il Giornale” che bastona e lancia avvertimenti. Non c’è il passo romano e il minculpop ma in cambio abbiamo l’occupazione totale o quasi della Rai e la sua omolagazione con Mediaset. Non c’è l’ OVRA ma ci sono sempre le deviazioni nei servizi e gli utili idioti che fanno finta di non vedere e sentire. Le famigerate “toghe rosse” sono uno sparuto gruppetto di magistrati che tenta di fare il proprio mestiere, gli altri si sono messi al passo ( tutti tengono famiglia, ecchediamine). Eppure nonostante l’evidenza dei fatti, nonostante quello che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni la parola regime non esce fuori. I giornali di mezzo mondo già parlano di un’Italia che si allontana dalla democrazia. La crisi economica ( negata, coperta, smentita) viene fuori in tutta la sua drammaticità. Il regime compra i consensi utilizzando i soldi dello stato ( ovvero dei cittadini). Chi sta pagando i debiti dell’Alitalia risanata e depurata ora in mani private? Chi paga il denaro del faraonico G8 alla Maddalena poi spostato all’Aquila? Chi sta pagando i guasti della “monnezza” napoletana ( nascosta sotto il tappeto) e ancora non risolta? Libertà di stampa, ricerca, scuola, innovazione, tutto scivola verso una “mancanza di conoscenza” che assomiglia sempre più ad un suicidio

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set  09
15
alle 04:34
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di antonio germino il 01/1/70

Certo che siamo in democrazia, per questo ci sono tanti punti di vista che con la discussione pac...

Notizie, libertà d'informazione, rai

Qualcosa si sta muovendo

Non è il caso di dare il libera uscita alle speranze con una marcia trionfale in sottofondo. L’abbiamo fatto in passato (ad esempio dopo la manifestazione con Veltroni al Circo Massimo) e finora siamo stati regolarmente bruciati. Pur tenendoci abbarbicati al massimo della prudenza ci sembra però che qualcosa si stia muovendo. I big della stampa estera, dopo l’incomprensibile tregua dei giorni del G8, hanno ripreso a gettare pietre e altro sgradevole materiale contro Berlusconi, improvvisamente oggetto di critiche e punzecchiature anche da parte del quotidiano dei vescovi italiani. L’ultimo sondaggio, naturalmente ignorato dalla gran parte dei media nostrani, dà il premier in lieve ma interessante regresso (meno cinque punti). Complice forse il caldo tropicale ma certamente anche per altri motivi inquietudini e fermenti agitano la maggioranza. Il voto sul Dpef, in cui il govermo, nonostante la sua enorme maggioranza, ha rischiato di “andare sotto” dice che il problema è serio. E lo conferma il fatto che il premier, anziché prendere a bacchettate sulle mani i ribelli, com’era uso fare fino tempi recenti, si adoperi affannosamente, per acquietarli proponendo una bozza di piano per il Sud di cui, con i ministri con la valigia in mano, pronti a partire per mari e monti, si rischia per ora di approvare solo il titolo. A tutti questi fatti se ne aggiunge uno che pochi rilevano ma nessuno – finora – ha commentato. E’ in aumento la tiratura dell’unico quotidiano italiano che assicura un’informazione libera e indipendente, ”La Repubblica”. In pochi mesi mediamente è passata da 580-590.000 copie quotidiane a 630-650.000. Tra queste cifre e quelle dei 15-16 milioni di utenti del Tg1 e del Tg5, ridotti a essere la voce del padrone, resta un enorme abisso. Il fatto che esso si riduca lentamente ma progressivamente ci dice tuttavia che la pattuglia degli italiani che vogliono vedere e capire la verità, la peggiore nemica di Berlusconi, sta diventando piò numerosa. E, conferma, assieme agli altri fatti citati, che qualcosa si sta muovendo, sia pure ancora con molta, troppa lentezza.

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lug  09
30
alle 10:15
da mariopinzauti

g8

Due interrogativi

A differenza di quanto spesso è avvenuto in passato i governi del G8 e G14 manterranno questa volta i solenni impegni presi all’Aquila per gli aiuti al Terzo Mondo? Le parole hanno già detto di si, per i fatti resta ancora da vedere. Si vede da subito invece che qualcuno, già alla fine del vertice, si è portato a casa qualcosa di apprezzabile. Non è accaduto però ai rappresentanti dei paesi del Terzo Mondo ma ai leader dei paesi industrializzati presenti alla riunione dell’Aquila. Ognuno di loro ha avuto in dono da Berlusconi un giaccone gruffato e un libro unico nel suo genere oltreché, riteniamo, nel suo valore. Si tratta di un volume dedicato ai capolavori del Canova. Pesa ventiquattro chili, ha come copertina e controcopertina due lastre di marmo pregiato e ha le varie pagine collegate l’una all’altra con fili d’oro. Ma quale riferimento tematico puè esserci tra questi due regali da nababbi e le miserie dei popoli del terzo mondo su cui tanto hanno discusso nei giorni passati i cosiddetti grandi della Terra?
Mentre vi spremete le meningi per cercare la risposta giusta l’interrogativo resta sospeso su un altro momento delle gloriose giornate aquilane. Durante la conferenza stampa conclusiva un giornalista ha chiesto al Presidente del Consiglio se, dopo i successi secondo lui ottenuti al vertice, sono ipotizzabili, in campo legislativo, collaborazioni tra governo e opposizione.”Si ma non con questa opposizione”,ha risposto il premier. Ha forse alluso, con queste parole, al proposito di favorire la costituzione di un’opposizione che sia a sua immagine e somiglianza? Lo staff berlusconiano non ha né smentito né confermato l’ipotesi. Ma forse con un modesto sforzo d’immaginazione possiamo trovare da soli qual è la soluzione del poblema.

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lug  09
11
alle 12:05
da mariopinzauti

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Un italiano è “un vero leader mondiale”: ma non è lui

Ci vorranno , forse, parecchi giorni per riuscire a capire quanto fumo e quanto arrosto il G8 stia producendo per il mondo, per l’Italia e per l’uomo, Berlusconi, che l’ha organizzato. Tanto più perché non aiutano certamente a fare immediata chiarezza. gli osannanti servizi fiume messi in onda dai telegiornali, con particolare solerzia e sovrabbondanza di risorse e di uomini dal Tg1, in cui tra l’altro hanno brillato per i loro collegamenti politicamente ultracorretti la giornalista che fino a poco tempo fa esibiva davanti alle telecamere il ciondolo a forma di farfalletta regalatole da Berlusconi e l’ex inviato distintosi per essere riuscito a evitare di nominare il Presidente del Consiglio nei numerosi servizi dedicati a una vicenda-il sexygate pugliese-di cui il premier era ed è il protagonista. Eppure anche in mezzo a tanta nebbia, in buona quantità fabbricata ad arte, qualcosa s’intravede e promette successivi sviluppi. L’ufficio stampa della Casa Bianca, prima che il G8 avesse inizio, ha distribuito tra i giornalisti americani che si apprestavano a seguire il vertice alcune biografie dei personaggi che Barack Obama stava per incontrare. Quella dedicata a Silvio Berlusconi è lunga sette righe, contiene i dati anagrafici, i titoli di studio, un cenno alle esperienze nel mondo dell’imprenditoria, le durate dei suoi governi, niente di più. E’ invece lunga tre pagine la biografia di Giorgio Napolitano che la Casa Bianca ha fatto avere ai giornalisti americani. E che tutto questo avvenga con il coinvolgimento e il compiacimento del Presidente degli Stati Uniti lo si è visto e sentito ieri quando,prima di raggiungere l’Aquila,Obama si è fermato a Roma,è andato al Quirinale ed è rimasto per un’ora a colloquio con Napolitano, definendolo, al termine dell’incontro, “un vero leader mondiale”. Più tardi, a l’Aquila, il Presidente Usa ha salutato cordialmente Berlusconi e lo ha ringraziato per l’organizzazione del G8. Nient’altro. E’una bella differenza rispetto agli ammirati elogi espressi a Napolitano!. Gli italiani con gli occhi aperti non possono non averla notata. Ed è altamente probabilr che abbia rovinato fegato e coratella al nostro premier. Tanto più perché seguiti per lui poco gradevoli sembrano tutt’altro che esclusi.

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lug  09
9
alle 08:44
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Lele il 01/1/70

Signore, signori, concittadini, elettori,............. che piaccia o no, Berlusconi è lì, e fi...

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Non vorrei essere nei suoi panni

Il nostro povero babbo non ci ha lasciato ville sontuose e conti in banca miliardari. Eppure la sua modesta eredità è stata per noi preziosa, fatta com’era di pochi ma preziosi insegnamenti che ci hanno permesso di affrontare e spesso risolvere gravi problemi. Da uno di questi insegnamenti abbiamo appreso ad esempio che le reazioni stizzose di fronte allo sfottimento da parte del nemico o del finto amico ottengono soltanto d’incoraggiare l’autore della malignità ad andare avanti, magari con l’aggiunto di un carico da dodici. Le notizie sulle reazioni di Berlusconi ai salaci commenti della stampa di gran parte del mondo alle notizie sui suoi sexygate di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa inducono a supporre che il premier non abbia goduto di simili insegnamenti né dal padre, né dalla sorella suora e nemmeno da Gianni Letta. Se no non si spiegherebbe perchè -fatto con pochi precedenti nella storia recente dei paesi che democratici- egli sia sceso personalmente in guerra contro la stampa internazionale e con particolare furore contro quella britannica, rivolgendole pesanti attacchi in forma ufficiale -con un comunicato di Palazzo Chigi- e poi facendola oggetto di sprezzanti considerazioni durante la conferenza stampa di ieri per la presentazione dei lavori del G8. Ora se quanto ci ha insegnato il nostro saggio genitore vale anche per il vertice mondiale in corso da oggi all’Aquila –e non si vede perché dovrebbe essere il contrario- è da attendersi che alla vera e propria dichiarazione di guerra pronunciata nei loro confronti da Berlusconi i più autorevoli giornali del mondo -dall’americano “New York Times”, agli inglesi “The Times”, ”The Guardian”, ”The Financial Times”, allo spagnolo “El Pais”, ai tedeschi “Suddeutsche Zeitung” e “Die Zeit”, ai francesi “Le Monde “ e “Le Figaro”, a quanto ci risulta tutti rappresentati nell’esercito dei 3500 operatori della comunicazione presenti all’Aquila, rendano pan per focaccia nelle conferenze stampa e nelle altre occasioni in cui si troveranno davanti a Berlusconi. Non vorremmo essere nei panni di costui, anche se, se l’è cercata con il lanternino!

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lug  09
8
alle 08:49
da mariopinzauti

Notizie, g8

Italia fuori dal G8 ?

Lo scontro si fa rovente. Sui giornali di tutto il mondo si sta spargendo la voce che sono in corso incontri e riunioni per “espellere l’Italia dal G8 e sostituirla con la Spagna”.
“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo”, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti”, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione”.
Ma non c’è solo questo, ovviamente. C’è il timore di nuove gaffes di Berlusconi. C’è il timore che il tanto strombazzato vertice non prossa produrre documenti di qualche rilevanza perchè non si è preparata un’agenda di incontri e riunioni tale da generare concrete basi di lavoro. E l’Italia cosa ha risposto a questo rombo di tuono di critiche pesantissime? Il Ministro degli Esteri le ha definite: ” buffonate”. punto. Tutto quì ? Si, tutto quì.

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lug  09
7
alle 02:11
da luca ajroldi