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partito democratico

Nonostante il mal di pancia

Non solo i contendenti per la segreteria del pd e i loro collaboratori hanno i mal di pancia di cui, caro Luca, parli nel precedente post. Li hanno anche molti tra i loro elettorii (compreso il sottoscritto) i quali, in certi momenti , arrivano inoltre a chiedersi se, d’improvviso, non li ha travolti una sorta d’incantesimo.La domanda nasce riflettendo su quanto fino a tempi recenti il sottoscritto e molti altri che domenica correranno alle urne per le primarie avevano in testa e spesso anche sulla bocca.Era una sempre più netta,anche se sofferta,presa di distanza dal pd e dai suoi dirigenti che a me,a tanti elettori del centrosinistra sembravano inadeguati, ,in certi momenti testimoni passivi di fronte al dilagare dell’arroganza e della deriva autoritaria.Ora,invece,pochi mesi,forse solo poche settimane dopo,eccoci in trincea,emozionati e per questo impazienti di partecipare al voto per le primarie.Com’è possibile? Ci siamo bevuti il cervello ?No,sono solo successe un paio di cose ..Il delirio del potere è arrivato a proclamare il diritto a ogni genere di arbitrio ,personalizzando l’uso della legge,soffocando la libertà d’informazione, assestando alla democrazia colpi che ne mettono in pericolo la sopravvivenza.E così sia l’opposizione politica che quella popolare sono state poste di fronte all’esigenza d’immediate e adeguate reazioni difensive.Prendendone atto il pd,il maggiore partito dell’opposizione, ha preso a scrollarsi di dosso il torpore che rischiava di essere la premessa per un suicidio politico e si è impegnato per un rilancio che lo metta in grado subito di combattere per poi tentare di vincere.E per cominciare si è presentato sia al nemico, sia ai propri sostenitori,compresi coloro che,come il sottoscritto,si erano posti da tempo su una sorta di Aventino,come il partito più democratico che esista in Italia e a questo scopo ha affidato agli iscritti,agli elettori,ai simpatizzanti il compito di costruire una nuova classe dirigente prima con i congressi locali,poi con il congresso nazionale,infine con le primarie. Questo non ha impedito che i mal di pancia restassero al centro e in periferia,come del resto accade in tutti i paesi democratici(vedi gli scontri che caratterizzano le primarie negli Stati Uniti).Ma a me,a tanti altri, è bastato per finalmente sentire il pd come la nostra casa politica.E per rendere valida questa casa,per tentare di aiutarla a diventare l’officina della riscossa ,senza remore,anzi con entusiasmo ci apprestiamo a votare domenica prossima.

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ott  09
22
alle 06:57
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Appuntamento alle Primarie del PD il 25 Ottobre. In nessun Paese europeo nè tanpoco in Italia s...

Dibattiti, partito democratico

I mal di pancia del PD

A tre giorni dalle primarie del PD, cominciano ad essere evidenti i segnali di malessere di un partito che ancora non c’è. Di un partito che è alla ricerca di se stesso e della futura identità. La battaglia (?) si svolge sul piano del paradosso. Un candidato risponde in tutto e per tutto ad un burattinaio che ha fatto campagna elettorale ventre a terra per riportare indietro l’orologio della storia. Aggrappandosi a idee vecchie e concezione sorpassate della politica-politicata di casa nostra. Nonostante sia stato ministro degli esteri non ha usato quella poltrona per capire il mondo intorno ai palazzi romani della politica. Conosce bene l’arte della trattativa, conosce le manovre del Transatlantico, conosce bene i suoi colleghi ma per due volte è caduto in trappoloni tesi da Berlusconi. Un’altro candidato fonda il futuro partito sulla laicità e poco altro. La laicità è un bene primario ma non basta per dare un orizzonte ai progetti e alle idee per far ripartire un paese. In più sul suo conto gira una brutta storia di falsi rimborsi. Infine, il terzo candidato. Ha ben chiaro cosa dovrà essere il futuro PD. La sua azione e il suo cammino sono guidati da uno spirito etico che fa sperare in una riscoperta di valori e comportamenti. Ma, purtroppo, il suo modo di ragionare è troppo legato al “sistema”, alla legge elettorale, al bipolarismo. Temi importantissimi ma incapaci di fare presa su una opinione pubblica troppo concentrata sui suoi guai e su un Presidente del Consiglio onnivoro e affabulatore che è riuscito a spaccare gli italiani. Vizio antico, quello di spaccarci facilmente, in cui cadiamo spesso. Laici e cattoilici, papisti e anti papisti, guelfi e ghibellini, pro meridione e antimeridionalisti. Sempre pronti a discutere ma poco avvezzi a fare. Eppure nonostante questo quadro, per me, sconsolante, andrò a votare. E invito con forza tutti quelli che ci leggono, non solo a farlo ma anche a farlo fare. Vicini di casa, amici, conoscenti occasionali. Rompete le scatole a tutti ma mandateli nei gazebo. Domenica, sulla base dei numeri,delle persone che saranno andate a votare, ci giochiamo la possibilità di dire con forza a questo governo che quì c’è ancora una democrazia parlamentare. Oppure che abbiamo accettato il populismo peronista, e un po piduista, che ci vogliono imporre.

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ott  09
21
alle 12:02
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di luca ajroldi il 01/1/70

Gli insegnamenti e le correzioni sono sempre bene accette. Quello che è meno gradita è la presu...

partito democratico

Sotto il peso dell’insopportabile

Ogni giorno il peso dell’insopportabile aumenta. Berlusconi, prendendo in giro i 500 mila che stanno perdendo il lavoro e i milioni di precari cronici, dice, d’accordo con Tremonti, che è favorevole al posto fisso. Non arriva la smentita governativa alla denuncia ( segnalata anche da questo blog) di un lettore di “La Repubblica” secondo il quale Berlusconi aveva promesso quello che non poteva mantenere, cioè una vera bufala, annunciando che i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina avrebbero avuto inizio alla fine di dicembre, cosa più che improbabile, addirittura impossibile secondo il lettore. Perché per la costruzione del ponte manca ancora un progetto esecutivo. Come, mentre il governo taceva, ha confermato, con dati e testimonianze alla mano un’inchiesta giornalistica, dimostrando che in quanto aveva detto Berlusconi c’era solo una bella dose di fumo negli occhi regalata, senza spesa, all’opinione pubblica italiana. Una classifica redatta dall’associazione internazionale “Giornalisti senza frontiere” rivela che l’Italia, con il Cavaliere regnante,è al 49°posto per quanto riguarda il rispetto della libertà di stampa nei vari paesi del mondo.E tutto questo si è verificato soltanto negli ultimissimi giorni. E’una brutta, bruttissima aria. E promette di peggiorare nel prossimo avvenire se non si riuscirà a fermare quello che ora sembra l’inarrestabile corso dell’insopportabile,cominciando col dimostrare che un buon numero d’italiani è pronta a gridare un no che finora ha solo pensato,detto a se stesso.
Per questo auspicabile inizio c’è un’occasione vicina pochi giorni. Sono le primarie di domenica prossima per l’elezione del segretario di un partito, il pd.che da tempo soffre della crisi del perdente e dei gravi effetti secondari che essa provoca- primo tra tutti la scarsità e la debolezza dell’iniziativa politica- ma resta pur sempre la maggiore forza dell’opposizione e potrebbe trovare, se ricevesse una robusta carica d’incoraggiamento popolare, una fiducia in se stesso tale da metterlo finalmente in grado di scendere in campo contro l’insopportabile con l’energia che potenzialmente ha sempre conservato pur rinunciando a usarla per troppo tempo. Per questo, nella speranza di dare un contributo alla fine dell’insopportabile. io, Luca Ajroldi, tanti nostri familiari, amici domenica voteremo per le primarie del pd. Sperando che altrettanto facciano molti nostri lettori.

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ott  09
21
alle 08:26
da mariopinzauti