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Meno male che c’è il Papa
Ve lo sareste mai aspettato da un laico per la pelle, quasi anticlericale quasi mangiapreti come il sottoscritto? Dicendo la verità, tutta la verità, non ce l’aspettavano neppure noi stessi. Non ci aspettavano di arrivare a dire, anzi proclamare, come facciamo oggi : bravo il Papa. Anzi, di più: meno male che c’è il Papa. Eppure non possiamo astenerci dal farlo. Ce lo impone infatti il nostro dovere di cronisti il più possibile obiettivi e onesti di fronte a quanto è accaduto ieri mattina in una delle più grandi platee del mondo, piazza San Pietro, dove, parlando, in occasione dell’Angelus, a diverse centinaia di migliaia di persone, Benedetto XVI ha pronunciato un appassionato appello per la soluzione dei problemi della Fiat di Termini Imerese, dell’Alcoa del Sulcis e tutte le altre imprese industriali italiane dove una moltitudine di lavoratori e le loro famiglie vivono in questi giorni l’incubo di migliaia di licenziamenti in gran parte nemmeno adeguatamente motivati dalle situazioni aziendali. Più o meno nelle stesse ore in cui Roma e attraverso la televisione il mondo erano testimoni di questo autorevolissimo intervento su un concreto e drammatico problema che affligge tanti italiani l’autorità politica del nostro paese istituzionalmente delegata ad affrontare e se possibile risolvere questo problema rilasciava una lunga intervista al più autorevole quotidiano di Tel Aviv, presentandosi anzitutto come il più grande amico d’Israele (chissà che ne penserà il suo grande amico Gheddafi!) e facendo poi un lungo elenco di fatti italiani su cui il governo del nostro paese e lui personalmente stanno concentrando la loro attenzione e la loro azione, quali la campagna cosiddetta d’odio secondo lui orchestrata da partiti dell’opposizione e giornali avversi,il rifiuto di gran parte dei magistrati di piegarsi a leggi ad personam. Eccetera. Senza inserire in questo eccetera una parola, una parola sola sul dramma sociale su cui, meno male, ha parlato diffusamente e con toni e termini tanto appassionati un uomo che istituzionalmente è chiamato a occuparsi più di problemi dell’anima che di quelli del corpo: il Papa
da mariopinzauti
A bocca chiusa
L’ultima è la seguente, che mai, a memoria d’uomo, si era sentita in un paese dove vige la democrazia: ai diffusori di notizie negative bisogna chiudere la bocca! Lo ha appena detto (dopo il Consiglio dei Ministri di ieri) Silvio Berlusconi, alludendo, pur senza nominarlo, al governatore della Banca d’Italia, Draghi -colpevole di avere annunciato che il Pil italiano va verso una riduzione di 5 punti- e probabilmente facendo un pensierino non proprio benevolo anche su “La Repubblica”, altri giornali, i leader dell’opposizione, commentatori e osservatori di gran parte del mondo , insomma tutti coloro, e sono tantissimi, che vedono nero, nerissimo nel panorma della nostra economia. L’affermazione non è stata-almeno finora-seguita da particolari sui modi cui ricorrere per passare dalle parole ai fatti, cioè su come chiudere la bocca ai presunti catastrofisti, se cioè ricorrere all’arresto seguito da una reclusione in isolamento nelle celle di Castel S.Angelo, o dei Piombi di Venezia, o se al brutale ma certamente risolutivo colpo alla nuca o se all’esilio in un’isola artificiale allestita in una zona del Pacifico alla fine del mondo. Quando tali particolari saranno resi noti, se saranno resi noti, è chiaro che in sede nazionale o internazionale-cioè di partiti, Parlamento, organizzatori di referendum e, fuori dai patri confini, di Commissione Europea e di Nazioni Unite- non ci si potrà sottrarrre al dovere di dichiarare Berlusconi “unfit”,cioè inadatto, negato, a guidare il governo di un paese democratico; oppure, in alternativa, chiamare il 112, il numero per la richiesta di pronto soccorso che da pochi mesi è valido in tutta l’Unione Europea per sollecitare il rapido ricovero in una clinica per malattie mentali dell’uomo che già qualche mese fa, secondo sua moglie, dimostrava di non star bene e ora dimostra di star peggio, sempre peggio.
da mariopinzauti
L’autodistruzione
Pur nei momenti in cui la terra sembra tremargli sotto i piedi, non per improvvisi fenomeni sismici ma per le sempre più frequenti contestazioni che gli tocca a sopportare durante il suo trionfale giro elettorale d’Italia (com’è accaduto ieri a Bari) Berlusconi non si stanca di ripetere che la campagna di odio contro di lui si ritorcerà,come un boomerang,contro chi l’ha scatenata. Saremmo non lieti ma lietissimi se la previsione si avverasse. Perchè a guardare bene dentro i fatti si scopre,o meglio si riscopre,che questa campagna l’ha creata,alimentata e continua a farlo soprattutto lui.La rottura del suo matrimonio con Veronica Lario aveva buone probabilità di restare nel privato o di avere echi contenuti se non fosse stato lui a farne un evento mediatico di enormi proporzioni impadronendosi per due ore del più seguito tra i talkshow politici della tv, “Porta a porta “, e non avesse subito dopo preteso due interviste fiume dal “Corriere della sera” e da “La Stampa”,portando così personalmente all’attenzione di qualche milione d’italiani i suoi problemi familiari.Non ci sarebbero stati né Il caso Noemi nè i relativi strascichi-comprese le rivelazioni dell’ex fidanzato della ragazza sulle faraoniche celebrazioni dell’ultimo Capodanno a Villa Certosa,con la presenza,oltre che della bella di Portici, di diecina di altre fanciulle parte delle quali ritratte a seno nudo- se il premier non si fosse precipitato,carico di ori e argenti ,come un novello re mago, alla festa di Casoria e non avesse poi raccontato,sulle ragioni di quella sua presenza,un sacco di balle,parte delle quali da lui stesso smentite.E se,da domenica mattina,buona parte degli italiani considera il Cavaliere un cornuto, facendolo oggetto di lazzi che potrebbero far più male alla sua immagine delle polemiche degli avversari politici ,avviene perché una sua appassionata fan,Daniela Santanchè .intervistata da “Libero”,un quotidiano che quanto a servilismo nei confronti del premier gareggia con il Tg4 e “Il Giornale”, ha dichiarato che la moglie Veronica lo tradisce da molti anni con il suo bodyguard..Dunque,a rigor di logica, se la campagna di odio genererà un boomerang ai danni di chi l’ha prima scatenata e poi favorita a esserne colpito dovrebbe esserne soprattutto se non solo Berlusconi.Almeno in un paese normale.Ma l’Italia lo è?
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
La pandemia mediatica
A giudicare dai servizi e dai commenti apparsi nelle ultime ore su alcuni dei più importanti quotidiani europei (tra gli altri “The Times”, “El Pais” e la “Suddeutscher Zeitung”) stanno diventando continentali “l’odio e l’invidia” attribuiti da Palazzo Chigi a “La Repubblica” per essersi presa la libertà di chiedere al Presidente del Consiglio di chiarire-rispondendo a dieci domande-i molti lati oscuri delle vicende che hanno portato alla rottura del suo matrimonio. E’ una sorta di pandemia mediatica che getta discredito internazionale sull’attuale padrone d’Italia .Sarebbe dunque da aspettarsi che costui o, in suo nome, qualcuno del suo immenso esercito di cortigiani mobilitasse ministri ambasciatori, membri della Commissione dell’Unione, per dare spessore europeo alla dura condanna già espressa contro “La Repubblica”.Ma non avviene.Il premier incassa ma non risponde.Quanto durerà il bel tacer tardivamente scoperto dal Cavaliere? Chissà. E’ comunque dubbio che esso possa bastare per contenere l’ondata critica internazionale. Tra l’altro perchè mentre Silvio, soffrendo forse le pene dell’inferno, si sforza di tenere la bocca chiusa,c’è qualcuno che parla, e tanto. Ad esempio i tre della famiglia Letizia che ogni giorno ne sparano una per restare presenti, e in bel risalto,sui giornali,italiani e di altri paesi. Ultima a parlare, e a squarciagola, è stata la madre di Noemi. Ha detto di aver conosciuto il Cavaliere nel 1980 e di aspettarsi che faccia per sua figlia- nel mondo dello spettacolo, in politica? chissà-quello che trent’anni fa,non fece per lei. Basta e avanza per sentenziare che la storia s’ingrossa e s’ingrassa.Il silenzio di Berlusconi, ammesso
che duri,non riuscirà a nasconderlo.
da mariopinzauti
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di Giovanni il 01/1/70
L’ultimo ottimista
S’erano tanto amati, tra Silvio (Berlusconi) ed Emma (la Marcegaglia),al punto che per compiacerla lui mise i bastoni tra le ruote al progetto europeo.per salvare il pianeta dai disastri ecologici. Ora la luna di miele sembra finita, non è escluso il divorzio. ”La crisi è reale”, tuona la gentile presidente della Confindustria. E aggiunge un paio di battute al vetriolo di cui è chiaro, evidente il destinatario::” la crisi non se la sono inventata i media”;” se si vuole tentare di risolverla servono soldi veri,non promesse o interventi insufficienti: le imprese, in particolare quelle piccole e medie, sono a forte rischio”.E-incredibile ma vero-sembra in punto di morte anche la stagione dei baci e abbracci con la Confcommercio,in particolare con il suo presidente, Carlo Sangalli. Il quale dall’assemblea tenuta dalla sua organizzazione a Cernobbio dà una notizia che dovrebbe far rizzare i capelli anche a chi ha pensato di aver risolto il problema con una serie di portentosi trapianti costatigli un occhio della testa :nel 2008,in Italia,ben 44 mila negozi hanno chiuso i battenti. E senza preoccuparsi troppo di ferire la sensibilità del suo ex amico Sangalli fa uscire dalla sua bocca un’altra notizia bomba, dice che, al punto in cui siamo arrivati, una tassa sui ricchi sarebbe più che opportuna. Sia pure differenziandosi nei particolari riprende dunque e fa sua, nella sostanza, una proposta avanzata qualche giorno prima dal leader del pd,Franceschini,il quale Franceschini,presente nella sala dell’assemblea come ospite si guadagna,non a caso, un lungo applauso::fatto,che si ricordi,mai successo in casa Confcommercio. Alle corte. Ormai non sono solo i giornali italiani e stranieri definiti catastrofisti, la Cgil, i partiti dell’opposizione, ragazzacci e comari che se non sparano contro di lui non si divertono.Anche i suoi ex amici vedono le dimensioni della crisi e dell’inadeguatezza dell’azione governativa..Berlusconi è rimasto il solo ottimista d’Italia e del mondo. Purtroppo.. Perchè purtroppo?Perchè se avesse ragione le cose per tanti,anzi per tutti,andrebbero meglio e potremmo rassegnarci a sopportarlo.Così non è.Così dovremmo sopportare la beffa oltre al danno.Non vi sembra troppo^
da mariopinzauti
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di daland il 01/1/70
Chi lo prende per il c….
Con il raffinato linguaggio che gli è ormai consueto ed è oggetto di grande attenzione da parte della stampa di tutto il mondo Berlusconi ha urlato oggi ai giornalisti che deve finire lo sconcio dei programmi televisivi che lo prendono per il c..ogni giorno in prima serata.In attesa di avere un’idea più precisa sui mezzi cui il primo ministro pensa di ricorrere per porre fine allo scandalo segnalato, mezzi non facili a trovare in un paese come il nostro dove la libertà di informazione è tutelata dalla stessa Costituzione oltre che dalle leggi vigenti, abbiamo cercato, ricorrendo alla memoria, di farci un’idea più precisa su quali potrebbero essere i programmi televisivi di prima serata in cui il Cavaliere è,secondo lui, oggetto d’irrispettoso dileggio. Non di certo il Tg4, dichiaratamente genuflesso nei confronti di Berlusconi, neppure “Studio aperto” o il Tg5, per ovvii motivi. Restano i tg della Rai, specialmente la testata ammiraglia, il tg1, di cui ricordiamo alcuni recenti capolavori, quali le due dirette da Pechino in cui il premier smentì quanto egli stesso aveva detto e fatto mandare in onda il giorno prima sul ricorso alla polizia contro la protesta studentesca, poi la diretta da Mosca su Obama “bello ,giovane e abbronzato”, poi un’altra diretta ancora, questa da Bruxelles, con gli insulti al giornalista americano che gli ricordava l’infelice apprezzamento sul senatore nero eletto alla presidenza degli Stati Uniti,infine. il quasi silenzio osservato dalla testata sull’uscita della la first lady francese a proposito del commento berlusconiano su Obama, silenzio,va notato, immediatamente accompagnato dall’alluvione di programmi con cui la tv di Mediaset ha riversato improperi e giudizi sprezzanti su Carla Bruni.In definitiva una volta di più se c’è stato e c’è qualcuno che,ricorrendo alla tv,ha preso e prende per il c..Berlusconi è stato ed è lo stesso Berlusconi! E dato che parliamo del Presidente del Consiglio italiano ,non di un comico del Bagaglino,si è trattato e si tratta indubbiamente di uno sconcio:al quale purtroppo,per ora, non si riesce a porre fine,nonostante la preziosa anche se involontaria collaborazione fornita dal lo stesso Cavaliere.
da mariopinzauti
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di federica rolich il 01/1/70
Pessime prospettive per il 2009 che vedrà circa 400mila n...
L’ Obama italiano
Ho sentito, ieri sera in tv, da alcuni esponenti del PdL, dire che l’Obama italiano noi l’abbiamo già: è Silvio Berlusconi ! Storie di vita e di successo simili, stesso sentire verso gli ideali e tanto altro ancora. Ma i tanti di noi che non riescono a capire vengono considerati imbecilli dal suddetto Berlusconi. Come diceva Totò ” caro signore, imbecille sarà lei”. Troppe le differenze, a prima vista tra i due. L’altezza per dirne una. Le ville per dirne un’altra, il fine senso dell’umorismo e della battuta che appartiene a Berlusconi. Infine, ovviamente, il colere della pelle. Ma questo è facilmente ovviabile. Noi di politicablog lanciamo un’idea: regaliamo a Berlusconi un vasetto di crema autoabbronzante. Solo dopo le applicazioni, potremmo dire che l’identificazione sarà totale. Che ne dite, cominciamo? Tanto l’indirizzo lo conoscete tutti.
da luca ajroldi
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di Miry il 01/1/70
Emergenza informazione.
In un paese che trae le sue fonti d’informazione principali dai tg della sera, pensate a quanto debba far piacere ai padroni del vapore correre il rischio che la loro melassa informativa, edulcorata e purgata possa essere messa in crisi da voci discordanti. Pensate all’informazione sulla vicenda Alitalia, distorta e carente. Pensate su quella, messa sotto il tappeto, delle celebrazioni alla breccia di Porta Pia. Per la prima volta non si sono commemorati i bersaglieri e Roma capitale, ma i soldati del Papa che persero la vita. Se non ci fossero state voci libere noi di quelle vicende sapremmo solo quanto raccontato dal duopolio. E sarebbe gran poca cosa. E allora? Allora si mette in atto la “strategia del ragno”. Niente scontri frontali ma la crisi economica, i bilanci in rosso, i risparmi. E così il TG de La7, un buon telegiornale, è a rischio. 25 giornalisti sono minacciati di licenziamento “per riequilibrare i bilanci”. Come se i costi esorbitanti fossero dovuti alla redazione. Ho avuto il privilegio di dirigere quel tg per tre anni e ne conosco ogni angolo e costo. Escludo che possa essere addebitato ai giornalisti lo sbilancio finanziario. Non sarà forse da addebitare a certe trasmissioni, con certi (costosi) personaggi che poi non hanno il R.O.I. che ci si aspettava? Vorremmo una risposta che tolga ogni dubbio.
Ma non basta. Tremonti, indossati i panni del grande moralizzatore, prende la scure. Dunque, Tremonti, ma tutto il governo, ha preso l’abitudine di dimenticare sempre di essere stato al timone del paese dal 2001 al 2006. E così, solo oggi, si accorge che lo stato spende troppo in sussidi ai giornali ? E così sotto la mannaia del riparmio cadono, guardacaso, il Manifesto, Liberazione, Europa e tanti altri sopravvissuti della stampa di partito. E così si soffoca, si sopprime. Con grande ipocrisia scaricandosi la responsabilità di una scelta scellerata e affidandola alla regola del risparmio.
Questo blog, il suo attuale manutentore e chiunque altro vorrà, si impegnano a battersi a fianco dei colleghi e delle testate in difficoltà. Non per corporativismo, ma per salvaguardare pluralismo e democrazia.
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70





