Posts Taggati come ‘giustizia’

Opinioni

Cercando un giudice a Berlino anche per i giudici

Quante volte negli ultimi mesi, di fronte a casi di palese o anche solo presunta ingiustizia (quasi sempre politica) uomini di governo e anche dell’opposizione hanno evocato un personaggio di Bertold Brecht, un mugnaio di Potsdam che di fronte a un kaiser che gli nega il riconoscimento dei suoi diritti cerca un giudice equo e lo trova finalmente a Berlino? Tantissime. Ma nessuno finora ha proposto un ormai inevitabile aggiornamento del caso, cioè la ricerca a Berlino, o anche a Roma, o Milano, o altrove di un giudice che trovi il tempo e il modo per
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mar  10
13
alle 08:32
da mariopinzauti

Quirinale

La suocera non ha inteso

Abbiamo il fondato sospetto che moltissimi italiani, tutti coloro che non sono capaci di tradurre in volgare, la loro lingua, certi messaggi della politica, siano rimasti a bocca spalancata apprendendo che ieri il Presidente della Repubblica ha denunciato il rischio di pericolose tensioni tra le istituzioni dello stato scrivendo una lettera a Mancino, vicepresidente del Csm, anziché rivolgersi a Silvio Berlusconi,il quale ,il giorno prima, aveva affermato che una parte dei magistrati italiani,quelli che si occupano dei suoi guai con la giustizia,
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feb  10
28
alle 08:51
da mariopinzauti

Craxi

La terza vittima sacrificale

C’era da aspettarselo. C’era da aspettarsi che la pressocchè totale riabilitazione di Craxi, il suo passaggio dal girone purgatoriale dei leaders politici discussi e per certi aspetti anche criticati al paradiso degli eroi che hanno fatto grande la patria, avvenuto nel decennale della sua morte, sarebbe stato il punto di partenza di un processo che avrebbe lasciato segni nel presente e aperto nuovi imprevisti orizzonti per il futuro. Già nella cerimonia al cimitero di Hammamet la figlia del leader scomparso ha detto che le persecuzioni giudiziarie di cui, secondo lei, fu vittima il padre, hanno oggi un seguito nei processi contro Berlusconi. Molto oltre è andato un signore che purtroppo è oggi Presidente del Senato e ha un cognome, Schifani, che sembra fatto su misura per lui. Questo signore ha definito Craxi “una vittima sacrificale”, dunque un martire. Sentendosi minacciato di fare la stessa fine il Presidente del Consiglio, dopo avere anche lui ricordato, ed esaltato, la memoria dell’amico oggetto dell’ indegna persecuzione, ha annunciato che lui non si presenterà più in tribunale per rispondere dei reati di corruzione perché in quei luoghi si sentirebbe come davanti a “plotone di esecuzione”.
Incoraggiata da esempi così illustri e significativi si è fatta infine avanti,come vittima sacrificale,la moglie di Mastella,la quale,in una lettera a Napolitano,ha affermato di essere trattata come Craxi perché, dopo l’apertura,nei suoi confronti, di un procedimento giudiziario per corruzione, le è stato imposto dai giudici di trasferirisi fuori. della regione la Campania, dove risiede e dove, secondo i magistrati inquirenti, avrebbe commesso i reati addebitatile.
E siamo a tre.Ma poiché la strada non è stata solo aperta ma viene anche velocemente proseguita è prevedibile che altre vittime sacrificali stiano per comparire sugli schermi della politica italiana: con la probabile e vicina conseguenza di una sdegnata campagna contro i responsabili delle sofferenze che hanno colpito o ancora colpiscono tante degne persone.A quando dunque i processi contro gli uomini di “Mani pulite” e tanti,tantissimi altri giudici e il definitivo trasferimento di una versione aggiornata della macchina della Giustizia a Palazzo Chigi o addirittura Palazzo Grazioli?

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gen  10
22
alle 04:58
da mariopinzauti

Dibattiti

Le toghe rosse: fine di una leggenda

L’ultima notizia è quella dell’arresto del sindaco di Pescara. Prima ci sono stati i casi dei “ domiciliari “per il deputato pd Margiotta, il rinvio a giudizio del governatore Del Turco (costato all’opposizione la perdita dell’Abruzzo!), l’apertura d’inchieste giudiziarie sull’operato del governatore della Campania Bassolino, di assessori delle giunte comunali di Napoli, Firenze e di altre fino a ieri roccaforti del centrosinistra.. E tuttavia nel governo e anche su gran parte della stampa non si parla più di uso politico della magistratura. E così, attraverso il formidabile strumento della comunicazione, la giustizia subisce, di fatto, una prima riforma. E’ posta al di sopra di ogni possibilità di critica, è anzi premiata con l’ approvazione e l’ elogio quando, a ragione o a torto, colpisce e mette in ginocchio l’avversario. Si fa invece di tutto per allontanarla dall’attenzione del cittadino quando tenta, sia pure quasi sempre con cautela, di continuare a mettere il naso negli affari delle casa padronale, come avviene nel caso del dieci per cento di parlamentari del pdl inquisiti. E poiché tutto questo procede senza che l’opposizione alzi la voce con volumi percepibili prende a diffondersi il dubbio se sia opportuno ricorrere a voti parlamentari o addirittura a riforme costituzionali per cambiare questo stato delle cose in cui è esclusa a priori-e perfino come leggenda-la presenza delle toghe rosse

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dic  08
17
alle 07:52
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Non mi pare che il centro-destra stia osannando i giudici che indagano su personalità del centro...

Notizie

Riforma della Giustizia. L’ultima trappola?

La guerra delle procure, com’è stata chiamata, non accenna a placarsi. Continuano a tornare a galla rigurgiti maleodoranti e antichi dissapori, sospetti, reciproche antipatie. Il CSM, salomonicamente ha rimosso i capi delle duel procure in lotta: Salerno e Catanzaro ma non ha risolto la questione, l’ha solo momentaneamenta accantonata. Infatti tutto ha inizio con la rimozione del pm De Magistris che dice: “”E’ proprio per evitare che si potesse scoprire la verità che mi sono state sottratte, illecitamente, le inchieste Poseidone e Why Not”. E ancora De Magistris accusa:” Il dottor Jannelli (che è il procuratore generale di Catanzaro, ndr) ha svolto e sta svolgendo in modo illegittimo ed illecito attività d’indagine direttamente e indirettamente nei miei confronti”. E’ evidente che con questa successione di dichiarazioni e contro dichiarazioni non si andrà da nessuna parte. Ed allora ? Allora il ministro della Giustizia, Alfano, chiede a gran voce a tutti di sedersi intorno al tavolo e di procedere rapidamente ad una riforma della giustizia “condivisa”. Tutti sembrano essere disponibili ed animati dalle migliori intenzioni. Ma cosa c’è dietro? La voglia di fermare la magistratura? Di metterla sotto il controllo della politica? Questo è il sospetto, fortissimo, di Di Pietro, che unico, rifiuta di partecipare. In fondo scheletri negli armadi, pressioni sui magistrati, inchieste da bloccare, appartengono alla storia di tutti o quasi, gli schieramenti. Quale migliore occasione di uno scontro tra Procure per riportare tutto sotto il controllo della politica? Ma la lentezza dei procedimenti, la mancanza di uomini e mezzi, la riforma dei processi, la giustizia al servizio del cittadino è roba che non interessa più nessuno ? A parte noi cittadini, evidentemente no.

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dic  08
9
alle 12:18
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Interessante l’articolo di D’Avanzo su Repubblica di oggi. Berlusconi non ha fretta sul front...