Posts Taggati come ‘governo’
I sicuri nemici della mafia
Sembrava impossibile andare oltre le indecorose autosviolinate che, a proposito di colpi inferti alla mafia, si elargiscono in questi giorni sia Berlusconi che Maroni e Alfano. Eppure qualcuno c’è riuscito. E’stato il tg1 che ieri, 9 dicembre, ha annunciato che negli ultimi mesi “ben 21 mafiosi di spicco sono stati arrestati dal governo”. Sic! Ora per coloro che conoscono almeno decentemente la lingua italiana (non molti, purtroppo, come ha ricordato l’altro giorno Luca Ajroldi in un suo post) l’espressione che contiene la notizia del tg1 ha un significato preciso. Ci fa capire, anzi ci dice apertamente che a scovare i ventuno mafiosi nei rifugi in cui si nascondevano, a metter loro le manette, a tradurli in carcere sono stati il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Interni e il Ministro della Giustizia e non, com’è nella regola, Procure della Repubblica interessate ai casi ,reparti della polizia o dei carabinieri. Poichè nei fatti, anche questa volta le regole ,come prevede la legge,sono state però rispettate e gli arresti sono stati il punto d’arrivo d’indagini delle Procure delle Repubbliche mentre a scovare, ammanettare, tradurre in carcere i mafiosi di spicco sono stati uomini di forze dell’ordine ci pare chiaro che il tg1 ha regalato ai presunti magnifici tre-Berlusconi,Maroni,Alfano-un successo che millantano ma non meritano. E-aggiungiamo a chiusura-anche meno dimostrano di meritare quando,con incredibile faccia di tolla,si permettono.come ha fatto ieri Alfano- di invitare sarcasticamente i magistrati-i sicuri nemici della mafia-a frequentare di più le procure e meno gli studi televisivi (dove, notato per inciso, il ministro della Giustizia compare in media dieci volte al giorno)
da mariopinzauti
Com’è difficile essere cattolici!
Com’è difficile, oggi, essere italiani! E com’è ancora più difficile essere cattolici praticanti nel nostro paese! Berlusconi , ieri, ha dichiarato che i suoi rapporti con la Chiesa Cattolica, soprattutto con chi, nella Chiesa Cattolica ha il potere di decidere,sono ottimi sia sul piano pubblico che sul piano privato. E’sembrata, a caldo, una smargiassata. O una pesante boutade. Ma ecco, poco dopo,”l’Osservaore romano” pubblicare una nota della Santa Sede con cui si dichiara che tra il governo italiano e il Vaticano c’è “serenità istituzionale”. Di fronte a questa affermazione ci siamo stropicciati occhi e orecchi non una ma cento milioni di volte. Il direttore del quotidiano dei vescovi,Boffo, è stato appena “mostrizzato” (per dirla con un termine cui è ricorso Giuliano Ferrara, che pure passa per amico del premier) e per questo è stato costretto a dimettersi. Il fatto è stato definito “disgustoso” dal presidente dei vescovi italiani, cardinale Bagnasco e criticato duramente dal segretario di stato Bertone, ha provocato un coro di infiammate e indignate proteste da tutti i periodici diocesani, ha coinvolto perfino il Papa, che non ha mancato, si dice, di esprimere la solidarietà alla vittima dell’ignobile aggressione consumata dal giornale di proprietà della famiglia Berlusconi. E nonostante tutto questo tra il Vaticano e il Governo c’è ancora “-si è appreso ieri sera-“ serenità istituzionale”. Che ci voleva per turbarla? Che Berlusconi, prendesse Benedetto XVI a calci nel sedere davanti alle telecamere di Mediaset e della Rai? Il cardinale Bagnasco promette chiarimenti il 21 settembre, durante l’assemblea della CEI. Speriamo che non siano tali da ricordare la vicenda biblica di Esau,quello che vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie, cioè-attualizzando la storia ai tempi nostri-per qualche legge che renda il nostro paese anche più clericale di quello che già è oggi.
da mariopinzauti
Qualcosa continua a muoversi
Secondo Betrlusconi la maggioranza non è mai stata così coesa. Noi e con noi molti altri si chiedono: chissà com’era coesa prima e come lo sarà dopo .E’ una domanda che, tra lo stupito e il divertito, non si può evitare dando un’occhiata a quello che sta succedendo nella maggioranza. L’ultima è la proposta leghista per impedire ai meridionali l’accesso all’arma degli alpini. Ed esce allo scoperto dopo pochi giorni che sempre la Lega ha chiesto che nelle scuole del Nord divenga limitata, limitatissima la presenza di presidi e insegnanti “terroni”, a meno che non siano padroni dei dialetti locali o, come minimo – concede con magnanimità la ministra Gelmini – abbiano approfondita conoscenza della cultura e dei problemi del territorio in cui dovrebbero operare. E per colmare (per ora) la misura ecco anche l’uscita, di nuovo della Lega, contro la presenza italiana in Afghanistan. Da alleato fedele, fedelissimo, devoto il partito di Bossi diventa così il bastian contrario della coalizione, pur continuando a giurare amore eterno al governo e, in particolare, al premier. Naturale, dunque, che gli altri, nella maggioranza, digrignino i denti e facciano capire che se Berlusconi ormai non oppone resistenza alcuna alle prepotenze della Lega non si vede perché non debba abbassare il capino di fronte a prepotenze di altre forze del centrodestra. Il Mpa di Lombardo l’autonomia non si limita più a dichiararla ma se la prende. Una parte consistente di parlamentari del Pdl, disertando le sedute della Camera, rischia di far bocciare il documento sul Dpef. Berlusconi tuona contro il progetto di Pdl del Sud. Ma il progetto resta vivo e vegeto. Questa sarebbe la coesione mai prima vista della maggioranza? A noi sembra la dimostrazione del fatto che perfino tra i suoi servi e servetti Berlusconi non è più Dio in terra e che, dunque, qualcosa, nella politica italiana, continua a muoversi, sia pure con lentezza.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
Non è la BBC
Nella tarda mattinata di venerdi il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto legge anticrisi del governo. Il Tg1 delle 13,30 fa in tempo a riferirlo con ampiezza di particolari e con la coda delle dichiarazioni di Berlusconi. Nel dubbio che in quel momento gli italiani siano in altre faccende affaccendati la notizia e le valutazioni del primo ministro vengono ripetute in tutte le successive edizioni del tg 1 dello stesso giorno. E poiché evidentemente, pur in presenza di tanto eccesso informativo, il dubbio non è del tutto fugato, si bissa la notizia per tutte le edizioni del tg1 del giorno successivo, quello di sabato. E in una delle edizioni di sabato, la più importante, quella delle 20 e 30, il principale telegiornale della rai, il tg1, compensa il troppo dato sulle decisioni anticrisi del governo con un poco, pochissimo che fornisce su un altro fatto, le indagini che la magistratura pugliese sta conducendo sull’imprenditore Tarantini, entrato nella cronaca( forse-ahinoi –anche nella storia) come fornitore ufficiale di escort e squillo per le reali dimore, quelle del premier. O meglio il servizio c’è, è anche di una certa ampiezza ma non contiene un solo riferimento al nome di Berlusconi. Come se la faccenda non lo riguardasse! Questa, cari lettori, oggi non è la BBC ma la Rai. Purtroppo (detto da uno che la Rai l’ha nel cuore da quarant’anni)
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
Nel paese sbagliato e nel momento sbagliato
Il titolo è in prima pagina sulla gran parte dei quotidiani:”Più tasse per i ricchi”.Mentre ci apprestiamo a spellarci le mani per il più entusiastico degli applausi leggiamo però anche il resto:cioè gli occhielli,i sommari e le prime righe degli articoli.E apprendiamo che le tasse ai più ricchi verranno si aumentate ma non a casa nostra, in America. Dove in presenza di una crisi catastrofica un presidente coraggioso tutte le pensa e alcune comincia a farle per riportare la fiducia tra i suoi cittadini, cominciando col costringere i ricchi a essere solidali con i più colpiti dalle difficoltà. Interessante, incoraggiante. Già: ma da noi, in Italia? Da noi , come ci confermano titoli relegati nelle pagine interne dei giornali, il governo dedica alle iniziative anticrisi il cinque per cento, anche meno, dei suoi atti e progetti. Preme, con continui, nervosi tentativi di accelerazione, per ridurre al minimo le intercettazioni telefoniche durante le indagini giudiziarie, dunque per l’accelerazione di una legge che molti criticano o addirittura avversano e nessuno comunque ritiene urgante.Uguale impegno e uguale fretta vengono spesii per arrivare,a velocità supersonica,alla modifica delle norme sul diritto di sciopero, delicata materia che richiederebbe un esame approfondito, oltreché il concorso di tutte le parti sociali e invece si tenta di avere cotta e mangiata in quattro e quattr’otto,a costo di lasciar fuori dalla trattativa la Cgil.Nelle riunioni internazionali il premier è protagonista di battute da avanspettacolo(l’ultima è quella sulla consorte del presidente francese)ma latita quanto a iniziative o proposte per alleggerire il mondo,o almeno l’Italia,dalle drammatiche difficoltà del presente.Tutto questo,cari lettori,mentre,invece,nell’America di Obama…Il problema è che vi trovate nel posto sbagliato,nel momento sbagliato .Per quanto tempo ancora?Dipende da voi..Speriamo che prima o poi ve ne rendiate conto,
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
Lo sciopero virtuale
Cominciano a filtrare, ben dosate ad arte, le indiscrezioni sulla bozza che sarà sul tavolo del consiglio dei ministri, venerdì prossimo: lo sciopero virtuale nei servizi essenziali, in particolare nei trasporti. E anche «referendum preventivi» e «adesione anticipata» da parte del lavoratore.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, conferma la disponibilità del suo sindacato alla riforma del diritto di sciopero, ma solo nel sistema dei trasporti, ed invita il governo «a non andare oltre» e la Cgil «a non rimangiarsi quanto stabilito nel documento unitario». Concorde con la linea di Bonanni anche l’Ugl. «Se è solo per il trasporto va bene e credo che tutte le organizzazioni sindacali daranno serenamente il loro contributo», ha detto il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini.
Mi sembra che ce ne sia abbastanza per cominciare a scannarsi tra i fautori del si e quelli del no. Appare evidente che in una società complessa le modalità di sciopero tradizionali siano ormai obsolete. Nei trasporti pubblici poi siamo al controsenso, non c’è più un padrone contro cui scioperare ma solo un cittadino vittama e ostaggio spesso di piccole o grandi sigle in debito d’idee. D’altra parte ci sono 150 anni di lotte sindacali e di scioperi per ottenere quanto previsto dalla costituzione che impediscono l’accettazione di un repentino cambio di rotta. Delle due l’una. O questo governo persegue pervicacemente lo scontro sociale oppure è alla continua ricerca di temi che permettano di distrarre l’opinione pubblica da una crisi economica che non si riesce a governare e che le bugie e le omissioni dei media presto non riusciranno più a coprire. Temo, la seconda che ho detto.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
Parlamento contro Capo dello Stato?
Il disegno di legge sul caso Eluana approvato venerdi sera a velocità supersonica dal Consiglio dei Ministri ripete il decreto legge che, sulla stessa materia, il Consiglio dei Ministri. aveva approvato poche ore prima ed era decaduto subito dopo, con l’annuncio che il Capo dello Stato non poteva firmarlo per palese incostituzionalità. Se alla velocità supersonica che di nuovo Berlusconi tenta d’imporre il Parlamento approvasse quel disegno di legge un nuovo conflitto istituzionale si aprirebbe dopo quello, già in atto, tra Presidente della Repubblica e governo. Anche Camera e Senato si porrebbero contro il Capo dello Stato, oltre che contro la Costituzione . Sarebbe un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica. Ci auguriamo che questa catastrofe, che causerebbe una ferita gravissima alla stessa democrazia, possa essere evitata.Con il concorso dei pochi parlamentari della maggioranza che hanno preso posizione contro l’iniziativa legislativa del governo, con la mobilitazione massiccia dell’opposizione, compresi i quattro teodem che in questa situazione non potrebbero più giustificare alcuna obiezione. Oltretutto perchè, una volta tanto, i cittadini non approvano l’ultima prepotenza di Berlusconi. Secondo un sondaggio solo il 30 per cento lo sostiene nel suo attacco a Napolitano mentre il 61 per cento è per la conclusione degli interventi in atto a Udine per la liberazione di Eluana da una forma di umiliante sopravvivenza vegetativa che è offesa alla vita.
da mariopinzauti
I diversivi non bastano più
In un’intervista al tg1, Veltroni ha detto che con i suoi annunci di terremoti costituzionali più o meno prossimi Berlusconi si propone soprattutto di mettere in scena clamorosi diversivi che allontanino l’attenzione dell’opinione pubblica dall’inesistenza di una politica del suo governo per risparmiare ai cittadini gli effetti più devastanti della crisi economica. L’ipotesi è più che plausibile dato che ancora non si vede nelle decisioni prese dai Consigli dei Ministri degli ultimi mesi niente che assomigli ai massicci interventi che, a suon di diecine di miliardi di euro, altri governi europei, quali il francese, il britannico, lo spagnolo e il tedesco hanno messo in atto o annunciato a tutela dei redditi delle famiglie, del numero degli occupati, delle Casse Integrazione ecc.ecc.. Ma se in mancanza dell’arrosto o almeno del pane e formaggio da offrire a chi ha già subìto o subirà presto le conseguenze della crisi Berlusconi e i suoi boys non sanno fare di meglio che mettere in tavola il fumo di roboanti progetti di difficili trasformazioni dell’assetto costituzionale è da chiedersi quanto tempo basteranno queste alternative a riempire se non lo stomaco almeno la testa dei cittadini più in difficoltà. Alcuni dati riguardanti un’indagine realizzata dall’Istat nel 2007, anno in cui la crisi era nell’aria ma stava ancora causando danni modesti, ci dicono che il compito dei venditori di diversivi è oggi già arduo e potrà presto diventare missione impossibile.Se è vero,com’è vero,che già un anno fa una famiglia su sei ,con i suoi redditi,non riusciva ad arrivare alla fine del mese,che quasi il sei per cento dei nuclei familiari attraversava periodi in cui non poteva acquistare cibo sufficiente ,che il dieci per cento di questi nuclei non poteva pagarsi un riscaldamento adeguato e che al 16 per cento di essi,per ragioni economiche,erano negati i farmaci di cui aveva bisogno e se si dà per certo,com’è scontato,che un anno dopo queste e altre cifre della povertà sono cresciute,come si può solo pensare che la favola della repubblica presidenziale e altre simili sazino e quietino questi e altri sventurati?Forse ci vorrebbe qualcosa di più scioccante,o esplosivo,come una guerra,anche piccola,anche contro San Marino, anche contro Andorra. Ma speriamo che a tanto neppure Berlusconi se la senta di arrivare.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
L’ottimista
Collegandosi con il congresso della Dc per le autonomie Berlusconi si è dichiarato ottimista sulla situazione economica. Ne ha ben donde. Nei cinque anni del suo precedente governo i beni della sua famiglia, delle sue aziende e suoi personali si accrebbero notevolmente. E ora ha buone possibilità di bissare la fortunata esperienza. Qualche giorno fa, parlando come Presidente del Consiglio, a un’assemblea d’industriali, li ha esortati a spender soldi per la pubblicità televisiva solo con Mediaset, la sua azienda. E nel decreto legge antirecessione che, in dieci minuti, ha fatto approvare dal Consiglio dei Ministri di venerdi scorso, ha trovato modo di tagliare fiscalmente le gambe a Sky, la principale concorrente di Mediaset, appioppandole un raddoppio dell’Iva sulla pubblicità. Per completare il pacchetto regalo ha fatto poi congelare il canone della Rai, altro avversario commerciale della sua azienda televisiva, ponendo così le condizioni per assicurare un bell’aumento di entrate al gruppo di sua proprietà. Per cui ha ragione, ragione da vendere quando si dichiara ottimista sulla situazione economica. Anche se non possono fare altrettanto i milioni di titolari di pensioni da poche centinaia euro al mese che, secondo il Presidente del Consiglio, dovrebbero avere finalmente certezza di un pranzo e di una cena tutti i giorni grazie ai quaranta euro della tessera di povertà appena decisa dal governo.
da mariopinzauti
Il silenzio del Ministro per la Gioventù
Pochi hanno notato la pressocchè totale assenza dal decreto governativo antirecessione di misure concrete a favore della fascia di società che è tra le più colpite dalla crisi, cioè i giovani,in particolare quelli senza lavoro, o aggrappati, come precari, a forme di occupazione pagate un tozzo di pane (anzi con il prezzo del pane in aumento con un tozzo di pane stantio) e destinate oltretutto in molti casi (400 mila secondo stime della Cgil) a trovarsi sul lastrico entro la fine dell’anno. Il massimo che il governo ha avuto la sfacciataggine di offrire a questi cittadini di serie b è stato il godimento, una tantum, di qualche centinaia di euro di cassa integrazione. E per tutti gli altri periodi, che per molti saranno lunghi, forse lunghissimi di disoccupazione? Più che un aiuto sembra una provocazione. E tuttavia nel governo nessuno promette di proporre correzioni. Non lo fa neppure il ministro cui la magnanimità del grande capo ha affidato la tutela degli interessi dei giovani. E’ Giorgia Meloni. Risulta che fosse presente alla riunione in cui, venerdì scorso, furono decise, con un blitz di dieci minuti, le misure antirecessione. Risulta anche che per timidezza o per non disturbare il grande manovratore in quella sede non abbia aperto bocca.L’ha aperta invece per ben due volte per dichiarazioni rilasciate successivamente ai giornali.Con la prima dichiarazione ha criticato,come istigazione a una cattiva educazione alimentare,la dieta cui si sottopongono i partecipanti a”l’Isola dei famosi”.Con la seconda ha dissertato sui risultati delle elezioni per gli organismi rappresentativi degli studenti all’università di Roma.E i problemi dei giovani disoccupati, o di quelli precari ?Anche dialogando con i giornali Giorgia Meloni,Ministro per la Gioventù, su questo scottante argomeno ha taciuto.Evidentemente approva che se ne occupino altri colleghi di governo:con i risultati che sappiamo.
da mariopinzauti





