Posts Taggati come ‘grande fratello’
Una sconfitta della cattiva maestra
Non basterebbe lo spazio di cui dispone un blog e neppure un articolo che riempia una mezza pagina di giornale,ci vorrebbe un librone delle dimensioni della Bibbia per riportare l’elenco dei programmi che hanno tutto quanto serve,spesso anche di più,per meritarsi di essere definiti prodotti di quella “Cattiva maestra televisione”di cui parla Karl Popper.
Non c’è dubbio però che tra questi troppi esempi di tv culturalmente miserabile,utilizzata per favorire l’ubriacatura consumistica ,distruttrice di valori ideali, strumento al servizio di disegni politici pericolosi per la democrazia,e chi più ne ha più ne metta, niente supera,quanto a mezzo di cattivo,anzi pessimo insegnamento,il cosiddetto genere” reality” di cui “Il Grande Fratello” è stato finora l’invincibile rappresentante.Salutiamo quindi con battimani,capriole e brindisi con il più costoso degli champagnes,le notizia di quella che, a quanto si sappia, è la prima netta,schiacciante sconfitta,che questo prodotto tra i più “trash,spazzaturali della “cattiva maestra” subisce sul campo.
Ci riferiamo alle botte da orbi che lunedi scorso “Il grande fratello” di Canale 5 si è portato casa dopo il confronto con una mediocre fiction,”Il Pinocchio “messo in onda da Rai 1 e arrivato sul traguardo dell’Auditel con un distacco di due milioni di spettatori in più rispetto al concorrente.
E’vero,a dar forza di pubblico a questa nuova resurrezione televisiva del burattino di Collodi ha contribuito il settimo cavalleggeri del pubblico infantile a quell’ora (il prime time del dopo cena)solitamente sotto le coperte o in procinto di andarci. La debacle dell’ultimo mostruoso capolavoro della “cattiva maestra”,proprio perché senza precedenti, è stato tuttavia importante.Si ripeterà e potrà essere l’inizio di un’inversione di tendenza di cui,prima o poi,potremmo vedere e godere anche qualche benefico effetto politico?Ci rendiamo conto di correre troppo con la fantasia e la speranza.
Nessuno ci può tuttavia contestare il diritto d’incrociare almeno le dita.
da mariopinzauti





