Posts Taggati come ‘idv’
L’ira di Sonia
Sonia Alfano risponde duramente alle dichiarazioni sprezzanti di Maurizio Gasparri, secondo cui il Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia sarebbe dispiaciuta per gli arresti dei boss mafiosi. “Ricordo a Gasparri che io non sono solo un europarlamentare ed il Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ma sono anche figlia di uno degli 8 giornalisti uccisi dalla mafia, che militava nell’M.s.i.,e per il quale lui non ha mai chiesto verità e giustizia. Inoltre – sottolinea la Alfano – invito l’On. Gasparri a guardare gli atteggiamenti suoi e dei suoi compagni di partito,
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da luca ajroldi
Per ora un sogno, ma chissà
Di fronte a quello che, tentando di mettere sullo stesso piatto della bilancia diavolo e acqua santa, i tg “scodinzolini” hanno definito “il caos delle liste”, stavolta l’opposizione sembra reagire con la necessaria fermezza. E’,però, un’eccezione, dato che troppe volte nel passato anche recente, nell’arco dei partiti che va dal pd all’Udc le discese in campo a tutela dei valori democratici dagli attacchi di una maggioranza attenta prevalentemente agli interessi e alle pretese del suo leader sono stati, a dir poco, inadeguati e non sufficientemente compensati dal maggiore attivismo dell’Idv.
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da mariopinzauti
La svolta ?
Se in politica, come in matematica, due più due facessero quattro, ci sarebbe da battersi le mani per la contentezza. La percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi all’Idv di Pietro ,l’8-10 per cento, sommata alla percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi al partito democratico, circa il 30 per cento,darebbe.come totale, un 40 per cento, o poco più o poco meno, e dunque , in numeri, una fortissima formazione politica che, nei giorni buoni, quelli in cui Casini non si sveglia con la luna di traverso, potrebbe diventare l’asse portante di un’alleanza in grado di far vedere i sorci verdi alla combriccola Pdl+Lega. Ma poiché neppure la matematica è sempre scienza esatta e la politica non lo è quasi mai bisogna togliersi non solo dalle speranze ma anche dei sogni una prospettiva come quella cui abbiamo accennato. Ciò non impedisce che l’abbraccio tra Di Pietro e Bersani che è stato il momento più significativo del congresso dell’Idv, costituisca una svolta nella situazione politica del nostro paese. Per conoscere quelle che saranno le sue conseguenze a breve o lunga scadenza bisognerà avere la pazienza di aspettare. Dipenderà dalle reazioni delle basi dei due partiti al colpo di scena e alla saggezza-o meno-con cui i vertici dell’una e dell’altra formazione politica, non soltanto i protagonisti dell’abbraccio ma anche i loro collaboratori centrali e periferici, sapranno seguirne e controllarne gli sviluppi.Un peso lo avranno anche le scelte dell’Udc per cui, a questo punto, almeno a livello nazionale diventa difficile ostinarsi nella difesa della politica cosiddetta dei due forni. Una novità almeno è comunque acquisita. Qualcosa si è mosso e si sta ancora muovendo. Auguriamoci che vada in direzione della più grande svolta di cui il paese ha bisogno.
da mariopinzauti
Elezioni regionali: più faide che politica
La cartina di tornasole di quanto sia in affanno, di quanto sia in stato confusionale la politica ( tutta la politica) viene dalle candidature a queste prossime elezioni regionali.
Lasciamo da parte il PdL, che in questo momento ci interessa di meno, per guardare con più attenzione nel PD e nel centro sinistra ( senza trattino) in generale.
Campania, Lazio, Calabria, Puglia. Tutti casi emblematici. Tutte situazioni in cui vecchia politica, vecchi schemi, vecchi veti tutti interni ai partiti e alle persone, si intrecciano e mostrano il peggio di se. Incuranti dei progetti, incuranti dell’opinione pubblica, incuranti dell’interesse collettivo, si affrontano a colpi di spingarda o di fioretto sui nomi, non sui programmi. Non in piazza ma nelle stanze delle segreterie in quelle famose riunioni, nei tavoli, per decidere alleanze e schieramenti. Era quello che volevamo? Era questa la richiesta che arrivava forte dalle piazze? Era questo lo scopo delle primarie? Nome contro nome, corrente contro corrente, cordata contro cordata? Oppure chiedevamo altro?
Forse noi cittadini non siamo in grado di capire le difficoltà di una classe politica provinciale e impreparata, messa brutalmente a nudo da una trasformazione sociale inarrestabile. Forse. Quello che è certo è che la politica ci continua a considerare ” il parco buoi” a cui chiedere il voto e il sostegno per i “suoi” giochi e non nel nostro interesse. Una politica che fa ancora riferimento a ideologie e non ai bisogni del paese. Come giudicare, se non con questo metro, la candidatura Vendola/Boccia in Puglia o la minaccia della Binetti di lasciare il PD qualora il partito appoggiasse una candidatura Bonino ? E ancora, che ne dite della Campania dove va all’aria la trattativa per la riipicca di IdV e Vendola nei confronti del PD campano? E dell’UdC di Casini cosa vogliamo dire? In perfetto stile democristiano esercita la politica delle alleanze ” dove mi conviene di più e dove riesco a condizionare meglio”. No, non volevamo questo quando è nato il PD, quando abbiamo fatto la fila per votare alle primarie, quando abbiamo scelto il segretario.
da luca ajroldi
Noi ci saremo
Si aprono crepe vistose nella Grande Muraglia di quello che sembrò l’immortale impero berlusconiano.Qualche giorno fa l’ex primo consigliere di fiducia Ferrara,sul “Foglio”ha scritto-parafrasando il titolo di un libro di Vittorio Gassman- che il futuro del sovrano è “alle sue spalle”.Ieri un gruppo di deputati finiani,tra cui la direttrice di “Il Secolo”,Flavia Perina e il Vicepresidente della Commissione Antimafia, Fabio Granata, facendo infuriare la Lega e anche il capogruppo del pdl alla Camera,Fabruzio Cicchito,hanno firmato,assieme a Walter Veltroni e altri deputati del pd ,dell’idv e dell’udc ,una proposta di legge per riconoscere facoltà di voto agli immigrati residenti in Italia da cinque anni.Ancora ieri Berlusconi ha smentito il più appecoronato e squallido dei suoi yesman,il presidente del Senato Schifani,respingendo l’eventualità di elezioni anticipate..E intanto l’’affare Cosentino provoca malumore e nervosismo tra tutti coloro che nel pdl vogliono che sia salva almeno la decenza.Non è ancora la caduta degli dei ma i segnali che l’annunciano s’infittiscono e rendono chiaro a tutti,anche a chi agli affari della politica dà solo rare e svogliate occhiate, che,a questo punto,un’offensiva comune delle forze dell’opposizione potrebbe favorire il principio della fine.E pure,a tutt’ora,di quest’offensiva non si vedono neppure i preparativi.Si assiste ,anzi, ad atti e parole che sembrano fatti apposta per ostacolarla.E’questo ad esempio il caso dei bastoni tra le ruote che si stanno mettendo alla preparazione della manifestazione di protesta contro il berlusconismo indetta per il 5 dicembre da migliaia e migliaia di bloggers.Di Pietro ha dato l’adesione della sua Idv,il pd no,o meglio non colpirà con i fulmini della scomunica gli iscritti e i simpatizzanti-già molti,pare-decisi a partecipare ma senza il coinvolgimento dei suoi dirigenti perché si tratta-dicono questi ultimi-di una manifestazione non indetta dal partito.E’una questione della peggiore lana caprina e rischia di spingere il nuovo pd,quello proposto dalla segreteria Bersani ,verso un ruolo di forza passiva,solo spettatrice dei cambiamenti che potrebbero essere in arrivo.E’un ruolo che noi non possiamo condividere.Per questo ci uniamo ai blog che promuovono la protesta del 5 dicembre e ci impegnamo a essere presenti,quel giorno,alla manifestazione.
da mariopinzauti
Cosi non va
Qualche giorno fa ci siamo trovati impegnati in un’ affettuosa e pur tuttavia convinta polemica con Luca Ajroldi, a proposito dei primi vagiti del nuovo pd, secondo il nostro direttore e amico una forza politica che puzza di armadio chiuso e secondo noi, invece, un partito che merita di essere l’oggetto delle nostre speranze. Trascorso, da allora, un brevissimo spazio di tempo, non abbiamo cambiato idea, eppure cominciamo ad avvertire il tormento del dubbio. Avviene di fronte ai confronti, talvolta scontri di posizioni che si stanno verificando tra il pd e l’Italia dei Valori a proposito della progettata manifestazione antiberlusconiana del 5 dicembre sponsorizzata da Di Pietro e considerata invece dal pd con un misto d’imbarazzo e di anacronistico complesso di superiorità, quello del “partito guida” da tanto tempo defunto. In altri termini Bersani e i suoi dopo aver sfogliato per giorni e giorni la margherita chiedendosi se essere presenti alla manifestazione hanno deciso per il no ma contemporaneamente hanno fatto sapere che consentiranno la partecipazione di tutti quegli iscritti, o simpatizzanti -che pare siano moltissimi – che chiedono, anzi reclamano di unirsi alla folla che il 5 dicembre scenderà in piazza contro Berlusconi. E hanno giustificato questo atteggiamento-doroteo,o bizantino che si preferisca chiamarlo-dicendo che il pd non ha promosso quella manifestazione ed essendo il maggior partito dell’opposizione non può, per dignità, accodarsi con tanto di firma e di leaders a un’iniziativa proposta da altre forze politiche anche se non può impedire la spontanea partecipazione di tutta la sua base o di buona parte di essa.E’-diciamo pane al pane e vino al vino-un capolavoro d’ipocrisia, oltreché, purtroppo, una conferma del fatto che la versione riveduta e corretta da Bersani del pd non ha ancora imparato a fare un’opposizione che possa influire in modo decisivo sul travaglio in cui è entrata la situazione politica. Speriamo che presto superi il ritardo. Altrimenti dovremmo dar ragione a Luca Ajroldi.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di mario pinzauti il 01/1/70
Perchè firmiamo
Come molti elettori e simpatizzanti del pd, o ex tali, abbiamo ricevuto il testo della petizione “salva l ‘Italia”di Veltroni . E ci apprestiamo a firmarla. Può sembrare una scelta contrastante con la posizione critica da noi assunta dopo la rottura tra pd e idv. Non lo è. Allo stato dei fatti la rottura resta in atto e resta dunque in atto la nostra critica. Questo non ci impedisce d’incoraggiare ogni iniziativa che permetta di sperare che l’opposizione di centrosinistra ritrovi un’intesa per concordare presto comuni iniziative per salvare davvero l’Italia. La petizione, di per se stessa, non promette miracoli. Parte con un obiettivo, 5 milioni di firme, che rivela frustranti complessi d’inferiorità, dato che si rivolge a una massa elettorale di cui fanni parte 11 milioni di elettori pd e 12 milioni e 500.00 di elettori pd+idv. E’ comunque il primo tentativo veltroniano, dopo il 13-14 aprile, di coinvolgere direttamente i cittadini nella resistenza alla dittatura strisciante di Berlusconi. Ed è altamente probabile che quest’iniziativa non ci sarebbe stata,o sarebbe arrivata in tempi molto più lontani se il pd non avesse avvertito la veloce crescita della protesta popolare. Da un sondaggio del professor Mannheimer risulta che il quaranta per cento dell’elettorato pd approva piazza Navona, nonostante Beppe Grillo e Sabina Guzzanti. Il che vuol dire che il partito di Veltroni rischia di perdere il consenso di molti suoi sostenitori se non fa qualcosa di visibilmente apprezzabile. La petizione può essere un primo passo in tale direzione. E può favorire un’intesa o almeno un armistizio con Di Pietro, a condizione che questi vada avanti per la sua strada ma senza tirare troppo la corda. Il leader idv ha promesso “altre mille piazza Navona”. Bene, benissimo. Tenendo però lontani Grillo e la Guzzanti. E tendendo la mano al pd. Chiediamo troppo? Speriamo di no. E in nome di questa speranza firmiamo la pètizione di Veltroni.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70





