Posts Taggati come ‘immigrati’

Dibattiti, immigrati

E se arrivasse il giorno zero ?

Nel corso di “Anno zero” di ieri sera, dedicato ai fatti di Rosarno, una bella signora dalla pelle scura, che è in Italia da 24 anni ma ancora non è riuscita a regolarizzare la sua posizione, ha ricordato che varie organizzazioni stanno muovendosi per proclamare il primo marzo uno sciopero di ventiquattro ore di tutti gli immigrati presenti nel nostro paese. Non ci sentiamo di prevedere se il progetto andrà in porto e, se eventualmente ci riuscisse, in quale misura. La maggiorparte degli immigrati che si trovano nel nostro paese non hanno dietro di loro organizzazioni di massa e il progetto dello sciopero dovrebbe andare avanti soprattutto grazie a un passa parola, strumento di comunicazione di cui è impossibile a priori valutare l’efficacia. Nell’ipotesi che esso in una certa misura funzioni e abbia-altra ipotesi-il sostegno, almeno nella diffusione delle notizie, di un certo numero di mezzi di comunicazione di massa e il paese si trovi così di fronte, per la prima volta, alla protesta-sotto forma di astensione dal lavoro per un giorno- di un buon numero di extracomunitari, bisognerà mettere in conto conseguenze negative non da poco per un buon numero di nostri connazionali. Come ha ricordato Travaglio sempre ad “Anno zero” se a questo si arrivasse il danno non si limiterebbe agli agrumi non raccolti nella piana di Gioia Tauro, in migliaia di cascine della Bassa Padana diecine di migliaia di mucche da latte non verrebbero munte, numerose fabbriche nel Nord Est dovrebbero sospendere ogni forma di produzione, parecchi ospedali, in ogni regione, si troverebbero a corto di personale compresi i reparti-come i pronti soccorsi-dove l’attività è non stop, centinaia di migliaia di anziani sarebbero privati dell’assistenza dei badanti. Sarebbe, per dirla parafrasando il titolo della trasmissione di Santoro, un vero “giorno zero”, con danni notevoli all’economia e sofferenze gravi per tanti italiani dalla pelle bianca. Quali rimedi proporrebbero, se a questo giorno drammatico si arrivasse, i nemici pubblici numero uno degli immigrati, cioè Bossi e i suoi? Forse un ricorso alle migliaia di fucilieri in pectore che il leader della Lega da molti anni ogni tanto evoca come risorsa sempre disponibile a intervenire, su sua chiamata, per risolvere le sofferenze del Nord? Chissà. Certo, ammesso che sia mai esistito, l’esercito di Bossi, proprio come i soldati della fortezza del “Deserto dei Tartari”di Buzzati, sarà ormai diventato un’armata di vecchi barbogi, dotati di fucili arrugginiti e con una voglia di andare, sia pure per un giorno a pulire il sedere agli invalidi e agli ammalati che sicuramente, come per miracolo, li trasformerebbe in strenui difensori dei diritti degli immigrati.

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gen  10
15
alle 01:21
da mariopinzauti

immigrati

Gli inquietanti misteri di Rosarno

La cittadina calabrese di Rosarno, secondo le ultime stime, ha 15 mila abitanti. Bene, circa un terzo di essi, cinquemila persone, nel pomeriggio di ieri, sono scesi in strada per proclamare di non essere razzisti. E’una notizia che da una parte accogliamo con grande soddisfazione ma che dall’altra ci mette davanti agli occhi due inquietanti domande. Prima domanda: se tra i rosarnesi erano tanti coloro che, anche dopo i primi incidenti, erano propensi ad adoperarsi per ristabilire un rapporto di pacifica e collaborativa coesistenza tra gli abitanti della cittadina e gli extracomunitari esasperati dallo sfruttamento bestiale e dalle continue provocazioni, chi erano e chi rappresentavano le parecchie diecine, se non centinaia di facinorosi che nei giorni scorsi hanno attuato una spietata caccia all’uomo ai danni dei neri, ferendo con spranghe e scariche di fucili a pallini un buon numero di costoro? E che bisogno aveva il Ministro degli Interni di ordinare e attuare nel giro di poche ore una deportazione in massa di 1300 extracomunitari, quelli coinvolti negli incidenti, e quelli che avevano evitato di parteciparvi, senza dar loro il tempo per riscuotere i pochi soldi guadagnati col lavoro di giorni o settimane e nemmeno per radunare e portarsi via i pochi oggetti che possedevano, mentre, come la manifestazione di ieri sembrerebbe dimostrare, c’erano le condizioni per riportare pace e collaborazione a Rosarno limitandosi a individuare e punire i responsabili –bianchi e neri-degli incidenti?

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gen  10
12
alle 07:47
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di luca ajroldi il 01/1/70

A me, laico, di sinistra, lombardo, questo commento piace. E molto. Perchè in tanti anni di gior...

Dibattiti, immigrati

A Rosarno l’ordine è tornato, la giustizia no

Con una fulminea rapidità, nella maggior parte dei casi possibile solo nei regimi totalitari, a Rosarno l’ordine è tornato. La giustizia no. Anzi ha fatto un passo indietro lasciando un’impronta d’infamia: che coinvolge non solo Rosarno e la Calabria ma l’intero nostro paese.Tutti gli immigrati, i clandestini e i regolari, i coinvolti nei disordini e quelli che hanno rifiutato di parteciparvi, sono stati costretti a lasciare la zona o meglio, come ha detto il parroco della cittadina parlando ai fedeli durante la messa domenicale, ”sono stati cacciati”. E una parte di loro, come ha denunciato Laura Boldrini, responsabile dell’organizzazione dell’Onu che si occupa d’immigrati, senza aver ricevuto neppure le poche centinaia o diecine di euro loro dovuti per le ultime settimane di lavoro di raccolta di arance e mandarini. Ruspe e altri mezzi stanno letteralmente distruggendo i miserabili rifugi, a cominciare dall’ex oleificio, dove alcune migliaia di disperati hanno vissuto senza acqua, luce elettrica, gabinetti, conducendo-come notò già l’anno scorso la BBC in un servizio dedicato a questi disperati – “un’esistenza da animali”. Nel giro di pochi giorni a Rosarno si cancellerà ogni traccia delle diverse migliaia di immigrati che per alcuni anni hanno hanno accettato di svolgere un lavoro che gli italiani rifiutavano, quello della raccolta dei rinomatissimi agrumi della zona, per paghe che gli italiani non accettavano (venti-venticinque euro lordi al giorno, di cui incassavano solo 15-16 euro perché il resto andava a “caporali”e autisti), contribuendo al benessere degli italiani che nel rosarnese e dintorni vivono dei proventi dell’agricoltura. Nessuno, nelle stanze dei grandi poteri romani, in questi anni si à accorto di loro. Sono stati scoperti solo quando, qualche giorno fa, la loro rabbia è esplosa, degenerando in atti di violenza, dopo che gruppi razzisti, forse istigati dalla “ndrangheta”, avevano aggrediti alcuni di loro. Solo allora ci si è resi conto che esisteva un enorme problema e che occorreva e subito una soluzione. Poiché, come ha ricordato ieri il Papa, gli immigrati “hanno gli stessi diritti di tutti”, questa soluzione avrebbe potuto finalmente essere realizzata ridando condizione umana agli immigrati- animali di Rosarno. Si è preferito invece umiliarli ulteriormente, ridurli alla condizione di animali randagi. Non senza però gradevoli effetti collaterali politici: come hanno confermato gli elogi alla Lega e al suo superministro Maroni raccolti dagli inviati dei giornali tra i facinorosi che a Rosarno in questi giorni si sono distinti nella caccia al negro.

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gen  10
10
alle 07:45
da mariopinzauti

Elezioni, costi, nucleare

Governo: avanti tutta. Anzi no. Pianissimo

Il Consiglio dei Ministri ha deciso le regole per la scelta dei siti dovre andranno le nuove e future centrali nucleari. La scelta dei luoghi viene rimandata. A quando? Ma dopo le elezioni reginali ovviamente. Mica vogliamo alienarci i voti di qualche regione:
Tanto come funziona ormai lo sappiamo. Gli italiani vogliono il nucleare? Certo ma non a casa loro. A casa d’altri, si che problema c’è? E le scorie ? A quelle penseremo poi. Questo è il governo del fare, quindi facciamo piano e non inimichiamoci nessuno.
In Parlamento l’iter della legge sulla cittadinanza agli immigrati, procede con cautela. Gli emendamenti che potrebbero infastidire la Lega verranno esaminati post elezioni. Avanti adagio, mi raccomando.
Nel 2006 viene varata la legge sul bilancio digitale. Se applicata farebbe risparmiare alle imprese e all’Italia, secondo uno studio dell’università di Milano, circa 60 miliardi. E perchè non la applichiamo? Ma perchè manca il regolamento d’attuazione e il ministero non ha trovato il tempo ( tre anni) per emetterlo.
Siamo uomini di mondo. In grado di comprendere e perdonare. Ma quello che non capisco è per quale motivo Berlusconi, il suo Governo e la sua maggioranza se la prendono con un sistema istituzionale che, secondo loro, non permette di decidere e di realizzare?

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dic  09
22
alle 06:04
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Ivaldo il 01/1/70

Voglio fare i complimenti a Berlusconi per la sua raffinata tecnica di imbonimento nei confronti ...

Dibattiti

Un appello

immigrati
Questo appello è un segnale di speranza che non tutto il paese è impazzito, che non tutti gli italiani ragionano con la pancia. Se non ci fosse Riccardo Jacona ( e pochi altri) a raccontarci questa Italia polverizzata e sinistrata, piena di stupidi e ottusi egoismi, ricca di disinteressi se non il proprio particolare, noi non sapremmo nulla di quello che accade accanto a noi. L’informazione, quella quotidiana dei grandi media è talmente gonfia da essere vuota d’informazione, incapace di aiutare il paese a capire e a capirsi. All’ignoto estensore di questo appello, segnalatomi da mio figlio Pierfrancesco che ringrazio di cuore, va il mio doveroso grazie!

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feb  09
23
alle 08:14
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Fabio il 01/1/70

Mi unisco, grazie di cuore.