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Dopo Santoro sotto inchiesta la Gabanelli ?
Spulciando i giornali, cosa che ci insegnavano, da pischelli, appena messo piede per la prima volta in redazione, leggo su “Europa” che il neo direttore generale della Rai Mauro Masi avrebbe già aperto un’indagine su “Report” di Milena Gabanelli. E già perchè la Gabanelli ha fatto un’inchiestina niente male siulla Social Card. Su quella trovata tremontiana che sembra faccia guadagnare milioni di euro a Poste Italiane (private e a banca Mediolanum) dia un po’ di soldi all’Inps, ad una ditta di Pomezia che fabbrica le famose card. A dimenticavo, gli spiccioli restano ai pensionati, ai meno abbienti, a chi avrebbe davvero bisogno. Un’inchiesta dettagliata, documentata, stringente da cui emergono silenzi e amnesie, non posso dire e non ricordo. Ebbene sembra, dico sembra, che Tremonti non abbia proprio gradito. E così parte l’inchiesta interna. Allora, senza scherzi. Se le cose stessero così non ci sarebbe un caso Santoro, ci sarebbe un lampante caso “articolo 21″ della Costituzione che a questa maggioranza e a questo governo sta proprio sullo stomaco. La libertà d’informare è vista con fastidio e con disagio nonostante il padrone del vapore abbia la proprietà diretta, indiretta o il potere politico su tante tv e giornali.
Io mi aspetto che Mauro Masi, fresco di insediamento, ma sopratutto Paolo Garimberti, Presidente della Rai e stimato collega, si affrettino a smentire tutto con una dichiarazione o un comunicato che non lasci spazio a dubbi o a interpretazioni. Garibmerti lo conosco, abbiamo lavorato insieme, è un galantuomo e un capace giornalista. E’ da lui che mi aspetto una ferma presa di posizione o un chiarimento. Altrimento sarei costretto a convenire con Beppe Giulietti, deputato dell’Italia dei Valori e portavoce di “Articolo 21″ che è in atto una manovra tesa a far tacere l’informazione e a mettere il bavaglio alla libertà di stampa. Garimberti dicci che ci sbagliamo.
da luca ajroldi
Dall’arbitrio all’atto veramente “dovuto”
A nostro modesto avviso l’indagine per omicidio volontario aperta dalla Procura della Repubblica di Udine nei confronti di Beppino Englaro e dei tredici tra medici e infermieri che hanno accompagnato Eluana nell’ultimo percorso della sua povera esistenza di essere umano ridotto,da 17 anni,allo stato puramente vegetativo, non è un “atto dovuto” ma una crudele e ingiustificabile forzatura ,anzi un vero e proprio arbitrio.La sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiali della povera ragazza è avvenuta infatti in applicazione di due sentenze della magistratura,la prima della Corte d’Appello di Milano,la seconda addirittura della Corte di Cassazione.Per cui,a rigor di logica,se proprio fosse stato ritenuto indispensabile l’ “atto dovuto”,cioè l’apertura di un’indagine per omicidio volontario, esso avrebbe dovuto occuparsi solo delle eventuali responsabilità dei magistrati autori dei due verdetti.Al Procuratore della Repubblica di Udine sono mancati il pelo sullo stomaco e la faccia per arrivare a tanto.Così se l’è presa con Beppino Englaro,i medici e gli infermieri e non avendo gli elementi per procedere d’ufficio s’è mosso sulla base di un delirante denuncia del Comitato Verità e Vita,il quale-come ha rivelato il suo segretario,Giuseppe Garrone,in un’intervista a “La Repubblica”-sostiene che Beppino Englaro ha chiesto e ottenuto la morte della figlia per incrementare le vendite di un suo libro dedicato alla drammatica vicenda di Eluana e per sostenere la campagna a favore dell’eutanasia.Sulla base di queste argomentazioni,e di poco altro,la Procura della Repubblica di Udine ha aperto l’indagine e ha osato chiamarla “atto dovuto”.Se il titolare del Ministero della Giustizia non fosse un ex segretario di Berlusconi potremmo sperare nell’immediato invio di ispettori a Udine per indagare sulla correttezza,forse sullo stato di salute mentale del Procuratore.Ma a Roma,in via Arenula,dove ha sede quel Ministero, chi propone e dispone è l’on.Alfano.E dunque possiamo solo augurarci che sia il Procuratore di Udine ad avere,nel suo stesso interesse,un tardivo sussulto di dignità che lo induca a decidere senza indugi un atto veramente dovuto:la fine di ogni indagine contro persone che hanno meritato solo comprensione e solidarietà
da mariopinzauti





