Posts Taggati come ‘informazione’

rai

L’agonia della RAI

Avrebbe potuto dire molto di più Paolo Garimberti, presidente della Rai quando ieri, a un anno dalla sua nomina, ha detto che il servizio pubblico radiotelevisivo sta vivendo “una lunga agonia”. Anche se le sue parole bastano a far rizzare i capelli di coloro che, come chi qui scrive, in memoria di lontane ma indimenticabili esperienze professionali e umane, ha lasciato una parte del sio cuore in viale Mazzini 14, 00195 Roma, dove la RAI aveva e ha la sua sede. Quest’agonia, che Garimberti ufficialmente conferma con la sua autorevole voce,è davanti a tutti coloro che vogliono usare gli occhi per vedere.
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feb  10
24
alle 07:30
da mariopinzauti

Berlusconi, libertà d'informazione, rai

In attesa che il gallo canti

In attesa che il gallo canti,cioè che l’opposizione politica impari a far bene il suo mestiere – speriamo che cominci a farlo non troppo dopo la scelta del segretario del pd –sta nascendo e si fa sentire e vedere il partito degli italiani che non ce la fanno più a sopportare Berlusconi e il berlusconismo e trovano il coraggio di farlo sapere nonostante le minacce, i ricatti, le falsità che il Cavaliere, tramite l’armata dei suoi piccoli e grandi schiavi, sta diffondendo. Ieri è scoppiata la rivolta nella più importante e redditizia colonia mediatica del primo ministro, il Tg1, dove il più bieco dei proconsoli, il direttore Minzolini, ha subito l’umiliazione di una decisa sconfessione da parte dell’organismo che rappresenta la redazione, il cdr, cui va la nostra totale solidarietà e anche ammirazione, dato che sappiamo quanto siano rischiose, all’interno di questo e degli altri potentati mediatici del premier, le espressioni di dissenso. Sulla stessa linea si sono posti l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai e la Federazione Nazionale della Stampa, mentre anche il di solito prudentissimo presidente della Rai Garimberti criticava l’editoriale di ieri di Minzolini. In poche ore è risultato chiaro dunque che il tentativo berlusconiano d’incatenare e imbavagliare la totalità dei dipendenti Rai, a cominciare dai giornalisti, incontra ostacoli enormi, forse insormontabili nonostante l’indecente complicità di uomini come il direttore generale Masi, il sovrano di “Porta a Porta” Vespa, il direttore del Tg1 Minzolini. Questi fatti per noi –e crediamo per molti altri-non possono che essere motivo di una grande ,enorme soddisfazione. Tanto più perché seguono di pochi giorni o addirittura di poche ore altri importanti eventi. Parliamo di “Anno zero”, il programma di Santoro che il leader supremo d’Italia e del mondo tenta di spingere nella cella della morte e invece giovedi scorso ha avuto 7 milioni di telespettatori, il 29 per cento di share. E anche della manifestazione per la libertà di stampa svoltasi sabato a Roma con la partecipazione di 300 mila persone. E’un tutt’uno fatto di elementi che nel cupo clima di pessimismo diffuso dal susseguirsi dei successi dei più vergognosi atti di prepotenza berlusconiana sembrava fino a poche settimane fa inimmaginabile.E invece si è verificato.Non è ancora una conversione a u,fa però sperare che essa possa avvenire e sollecita a non mollare la presa: augurandoci che, per non restare troppo indietro, anche il gallo, presto, si decida a cantare.

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ott  09
4
alle 08:54
da mariopinzauti

libertà d'informazione

Il lodo Alfano

logobavaglionetworkani1Nelle prossime settimane potrebbe essere approvato il cosiddetto Ddl Alfano sulle intercettazioni. Si tratta di una legge che in sostanza pone una serie di limiti alla possibilità di raccontare le notizie così come avvenuto fino ad oggi. In pratica non si potrà più parlare dei processi in corso, non si potranno più pubblicare stralci di intercettazioni di cui si dovesse entrare in possesso, insomma tutte quelle cose che in questi anni ci hanno permesso di seguire e capire molte inchieste sul malaffare in Italia, a partire da Tangentopoli. Una situazione che ha messo in allarme innanzitutto giornalisti e magistrati, ma che sta facendo discutere con passione anche la Rete e in particolare la blogosfera. E’ per questo che tanti blogger italiani hanno deciso di aderire ad una forma di protesta che oggi coinvolge tutto il mondo dell’informazione: per un giorno nessuno posterà sui blog. Evidentemente anche i giornalisti e i blogger di CommunicaGroup hanno deciso di aderire a questa iniziativa, e quindi oggi su tutti i blog della nostra piattaforma troverete questoi post. L’intento è quello di far riflettere tutti sul valore di una libera informazione in questo Paese. Da domani il nostro lavoro potrà riprendere regolarmente solo se, con l’aiuto di tutti, saremmo riusciti a far finire nel cestino una legge illiberale. Altrimenti……….
“I giornalisti – dice tra l’altro la Federazione nazionale della Stampa – restano in campo con tutte le loro iniziative contro norme bavaglio e per il rispetto del loro dovere di informare e del diritto dei cittadini a sapere. Per queste ragioni l’azione di protesta è sospesa, non annullata, e saranno sviluppate da subito ulteriori iniziative di approfondimento e confronto con le istituzioni e con la società civile.

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lug  09
14
alle 11:18
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di danny il 01/1/70

purtroppo siamo in una situazione di regime.... anche se da un lato di giornalismo serio, ma più...

Dibattiti

Le elezioni e i TG

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giu  09
10
alle 11:41
da luca ajroldi

libertà d'informazione

E’ la stampa, bellezza. Anzi lo era

Una deriva inarrestabile ha colpito la sempre più servizievole e provinciale informazione italiana. Dalla radio alla tv, dalle trasmissioni generaliste ai tg, all’informazione sportiva è un continuo fiorire di lanzichenecchi dell’insulto, di mestatori nel torbido. facciamo qualche esempio per essere sicuri di farci capire. Canale 5, al mattino era solo un uovo di lompo ( il succedaneo del caviale) di Uno mattina, ovvero varia umanità mischiata ad improbabili ricette culinarie e ad una fiera ininterrotta di strano ma vero. Da un po di tempo è apparso “l’Opinionista” Filippo Facci ( versione di destra di Marco Travaglio) che pone domande intriganti a cui non da risposta del tipo: perchè l’alto commissiariato dell’Onu per i rifugiati ci chiede di dare asilo a quelli che arrivano con i barconi? Perchè non lo fa lui ? Intrigante domanda se il Facci desse risposte e spiegazioni che ci sono e sono anche semplici, ma lasciata così in sospeso suscitano nell’ascoltatore distratto il dubbio, la perplessità. Già, perchè non lo fanno loro? E il tarlo inizia a lavorare.Corriere della Sera. Ieri. Titolo: ” Acqua inquinata da un rubinetto su quattro”. Porca miseria. Notizione. Uno su quattro fa circa 15 milioni di persone,
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mag  09
13
alle 04:20
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Continuate così a fare controinformazione. A proposito, molti si chiedevano dove fosse andata a ...

Notizie

Le voci dei blogger, da Gaza bombardata

Credo che l’insostituibile funzione dei blogger, la modifica violenta dell’informazione tradizionale venga proprio dai blog che sono sul territorio. Voci diverse,sicuramente di parte, che vedono la loro realtà senza nessun filtro. Quindi non certo una informazione obiettiva, distaccata, equidistante. Quella che arriva dai blog, che scrivono da Gaza è un duro atto d’accusa alla stampa italiana. Hanno visto i missili, hanno visto morire persone,con un nome e un cognome. Loro sono schierati, apertamente. Ma noi lettori lo sappiamo e siamo in grado di farci la tara.
Vittorio Arrigoni è a Gaza volontario del Free Gaza Movement, arrestato dai militari israeliani, lo scorso mese di novembre, con l’accusa di non aver rispettato i limiti di navigazione imposti da Israele nelle acque di Gaza.I suoi post, insieme a quelli di Laila El-Haddad, una giornalista palestinese, che si divide tra la striscia di Gaza e la Carolina del Nord, dove si trova adesso, ed è l’autrice del blog “Una madre da Gaza”. I suoi genitori vivono tutt’ora a Gaza, e Laila racconta come abbia vissuto le ore in cui il mondo è stato informato degli attacchi. Penso che in momenti come questi, sia più utile seguire le vicende israelo palestinesi dai blog che non dai nostri media.

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dic  08
29
alle 08:09
da luca ajroldi

Notizie

La parata delle infamie

Sugli ultimi sviluppi della tragedia dell’Alitalia ha detto tanto, e bene, Luca Ajroldi. Qualcosa però si può, anzi si deve ,aggiungere, tra l’altro, la segnalazione della parata d’ infamie che si sta mettendo in scena sulle spoglie delle vittime-lavoratori, viaggiatori, prestigio nazionale- con la complicità dei grandi mezzi d’informazione. Il ministro del Welfare (!) dichiara il suo sdegno davanti al pubblico dei telegiornali perché, dice, si è persa l’opportunità di dare un lavoro ai 12.500 che sarebbero stati assunti dalla CAI. Omette di precisare che questo sarebbe avvenuto contestualmente al licenziamento di 20 000 dipendenti di Alitalia e Air One. Berlusconi, rispondendo alle domande dei giornalisti, parla di responsabilità politiche nell’andamento della vicenda, dimenticando di ricordareche il primo politico a metterci naso e zampe è stato lui, e già dall’aprile scorso , quando ancora era possibile una soluzione decente (con l’AirFrance). Le organizzazioni che ormai stanno facendo carte false per aggiudicarsi il ruolo di “sindacati gialli”, al servizio del padrone di turno-parliamo della Cisl, della Uil e dell’Ugi- reclamano il crucifige della Cgil , la quale, secondo loro avrebbe fatto naufragare l’accordo negando la sua firma. Evitano di precisare-come opportunamente fa invece Epifani- che l’accordo non poteva essere chiuso fino a quando, riguardando una compagnia di navigazione aerea, esso non avesse ottenuto il consenso dei lavoratori che assicurano l’operatività di tale compagnia, i piloti, gli assistenti di volo, le hostess, in altre parole gli addetti alla navigazione. Il conduttore del Tg 1 delle 20 di giovedi 18 settembre, il giornalista Sassoli, una volta ritenuto di simpatie di sinistra, informando sugli applausi con cui diverse centinaia di dipendenti dell’Alitalia hanno commentato l’annuncio del mancato accordo paragona il loro comportamento a quello dei musicisti che, sul Titanic, continuavano a eseguire motivi ballabili mentre la nave si stava inabissando ma non riferisce quanto era scritto sui cartelli dei manifestanti, ”meglio falliti che venduti ai banditi”. Depura quindi la notizia del suo elemento più coinvolgente e giornalisticamente di maggiore spessore, cioè lo scatto di orgoglio di tanti uomini e donne che stanno perdendo il loro posto di lavoro ma-a differenza purtroppo di un buon numero di giornalisti- non rinunciano alla propria dignità.

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set  08
19
alle 08:48
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

cari Emanuele e Daland,avete perfettamente ragione.Lo ribadirò con il prossimo post.

Notizie

Informazione e degrado democratico

Chissà che con la riforma della scuola, progettata dalla nuova prediletta dal capo supremo,la ministra Gelmini,oltre alla già decisa messa sul lastrico di 85 mila maestri non ci scapperà anche un revisionismo applicato ai testi scolastici di storia: con l’ equidistanza tra fascismo e antifascismo,la stesura di un velo d’oblio sull’Olocausto,eccetera. Per ora non è annunciato ma giorno dopo giorno lo si sente sempre più nell’aria.Se no non si sarebbe arrivati all’esaltazione dell’eroismo delle forze armate di Salò da parte del ministro della difesa in carica e anche all’assoluzione a metà del fascismo da parte del sindaco di Roma.E’chiaro che il marcio non solo cova sotto la cenere ma comincia a venire in superfice con buone speranze di prevalere.Tanto più perché,come notava il direttore di “La Repubblica”, Ezio Mauro,in un suo editoriale,i grandi giornali cosiddetti indipendenti o di cosiddetta tradizione liberale da tempo stanno preparando il loro pubblico a sorbirsi questo e peggio.Lo si nota ogni giorno prendendo il maggiore quotidiano televisivo,il Tg 1 e il più diffuso tra i giornali stampati,”il Corriere della sera” .In che modo questi due colossi della comunicazione,punto di riferimento di diecine di milioni di italiani, informano,ad esempio, sulle polemiche che(incredibile ma vero)dividono il mondo politico sulla natura liberticida del fascismo?Affiancano una serie di dichiarazioni di alcuni uomini politici favorevoli a una almeno parziale riabilitazione del fascismo a quelle di alcuni nettamente contrari e nove volte su dieci non le fanno seguire da un commento o a una valutazione ,lasciando ai lettori o ai telespettatori di capire dove sono la verità e il giusto.L’informazione diventa così un sorta di servizio di fotocopie in cui il pubblico pesca a caso secondo pregiudizi.,l’abilità dialettica di chi ha espresso l’opinione, perfino la sua fotogenia.Questo per l’attualità.Quanto agli errori anche orrori del passato niente o poco su quanto potrebbe fornire importanti elementi di giudizio viene di solito portato all’attenzione del telespettatore e del lettore .E con questa informazione che si dichiara imparziale ma in realtà è mutilata si contribuisce a far si che il pubblico senza rendersene conto si trovi con una coscienza seminarcotizzata e pronto a subire nuove forme di trattamento ad olio di ricino psicologico.

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set  08
11
alle 07:56
da mariopinzauti

Notizie

Il Diritto secondo Berlusconi ( e molti altri)

Oggi Giuseppe D’Avanzo, commenta su La Repubblica gli ultimi decreti del Governo Berlusconi e conclude:

Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare radicalmente la struttura e il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie.

Non posso che essere d’accordo con lui. Il cammino intrapreso da questo governo per ricondurre nell’alveo della normalità le tante emergenze italiane ( vere, false, endemiche, presunte o indotte) è di stampo autoritario e di sospensione dei diritti democrtici. Lo spettro dell’Argentina aleggia sopra di noi e non ne avvertiamo la presenza. Eppure, mi domando, in questa brutta imitazione del giro di vite sui diritti civili dato da Bush dopo l’11 settembre, quanta responsabilità abbia la stampa italiana nel suo complesso ? Per inseguire il sensazionalismo e la vendita ha perseguito, per anni, l’allarme continuo. Le immagini dei disperati che approdavano a Lampedusa erano orde di immigrati clandestini pronti a delinquere. La sovrapposizione/confusione di romeni e rom pronti a rubare e uccidere, la fobia sugli zingari esasperata al massimo ( gli zingari rubano i bambini), quelle strade di Napoli invase dalla spazzatura riproposte ossessivamente ( dimenticando sempre che quell’emergenza dura dall’85) nelle immagini tv. E via andare sotto la bandiera del libero mercato dell’informazione. E allora perchè non pensare che questa pioggia di sciagure abbia provocato allarme rosso in una ampia parte della popolazione che oggi crede di ottenere risposte dai decreti di Berlusconi? Forse un tavolo di riflessione ci vorrebbe. Colleghi di articolo 21 ci siete? Fatevi vivi.

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giu  08
14
alle 10:36
da luca ajroldi